venerdì 25 giugno 2010

DACCI OGGI LA NOSTRA LEGGE QUOTIDIANA


L’azione quotidiana, puntuale ed “aggressiva”, da parte delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, di questi ultimi tempi personalmente ( parlo come cittadino/politico ma in primis come cittadino) non può che farmi piacere: costi quel che costi. Non mi limito ad esprimere “formalmente” l’apprezzamento ma tenterò una riflessione. Solo gli sciocchi ed i ciechi (non voglio pensare a chi fa finta di non capire) non riescono a vedere la realtà che ci viene messa sotto il naso quotidianamente. Viviamo in una terra in cui l’abuso di potere, la mafia, la mafiosità rappresentano la regola e non l’eccezione. L’unico modo per contrastarla è rappresentato dal l’imporre il rispetto della legge e delle regole del vivere civile. E’ compito, oltre che un dovere, da parte di chi rappresenta la legge andare in questa direzione. Bene dunque, anzi benissimo.
Quella che viene chiamata “zona grigia” rappresenta la fetta più grossa di questo “pasticcio”, tanto da determinare il “grigiore e lo squallore” che pervade questa realtà. Realtà di fronte alla quale, il comune e banale cittadino, è costretto ad assistere ed a subire senza poter far nulla (o quasi). Dico “quasi” per due ordini di motivi. Il primo per la scarsa fiducia da parte del cittadino ed il secondo per “motivi di sopravvivenza”. Entrambi certamente non giustificabili. C’è da aggiungere che simili comportamenti non fanno altro che alimentare questo “circuito vizioso” ed, alla fine, non si fa altro che andare contro il proprio interesse e contro la comunità, di cui ognuno di noi fa parte.
Bene dunque quando si va nella direzione giusta: oggi siamo tutti pronti a lamentarci che non funziona nulla. Eppur qualcosa si muove ! Scardinare un sistema, una mentalità, un modo di fare comune non è cosa facile: bisogna incominciare. Dare ed avere fiducia.
Starà alla responsabilità (che non manca), di chi è deputato a fare questo, ad andare sino in fondo e colpire i veri responsabili di questo sistema e non (mi auguro) le vittime. Siamo arrivati oggi ad un “punto di non ritorno”: ognuno deve rimboccarsi le mani e contribuire nel proprio piccolo a migliorare la situazione.
Le responsabilità della politica sono notevoli e sono “allocate” molto in alto: si arriverà all’apice ? questo lo vedremo in quello che è stato definito l’inizio di un “percorso di pulizia”. E’ certa una cosa: c’è la probabilità che, in questo sistema di illegalità diffusa, qualcuno “rischi” di rimanere inconsapevolmente vittima.
Debellare un sistema cosi complesso ed articolato non è certo una cosa facile! Nemmeno per chi ci si è avventurato. Ma non esiste altra soluzione: in fondo ci si chiede la normalità. Le dichiarazioni fatte da Pignatone a Firenze (la ‘ndrangheta ha fatto campagna elettorale) non hanno stupito credo nessuno, cosi come nessuno si stupirà, più di tanto, per i “fiumi di denaro” spesi (truffe a parte).Vittime cittadini inconsapevoli o disinteressati ? Propenderei per questa ultima ipotesi: ergo ognuno si responsabilizzi !
Chi ha beneficiato di tutto questo ? Chi deve essere “attenzionato” dopo quelle non sono solo “voci di popolo” ma anche oltre ? Certamente le mie domande sono banali e c’è chi se li ha già poste: i risultati sono certo arriveranno. Ad oggi grandi sono stati i risultati delle azioni mirate da parte delle forze dell’ordine e dalle dichiarazioni ci saranno ulteriori sviluppi.
Di una cosa siamo certi: qualunque cosa và nella direzione di ripristinare la legalità è l’unica soluzione per cambiare questo sistema, anche e sopratutto politico. La politica tra i suoi compiti dovrebbe avere la cura di “educare” il cittadino: questa politica oggi quale titolo ha per farlo ?
Esiste anche la parte sana della politica che si impegna, che opera per migliorare la società: questa politica deve essere più incisiva e più credibile attraverso scelte meritocratiche, di sempre più trasparenza e di coerenza. Credo che la morale che va tratta è quella di sempre: bisogna essere al servizio della comunità con la responsabilità dovuta al fine di poter migliorare la realtà. La Magistratura sta andando in questa direzione. La politica cosa vuole fare ?
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune-

lunedì 21 giugno 2010

LA SINDROME DELLA RANA BOLLITA


Caro direttore, il problema non è se andare presto o tardi a letto ( de gustibus non est disputandum ) e, di conseguenza, avere più o meno tempo per pensare. La questione va posta in altri termini: si riesce ancora a pensare ? Si può avere la coscienza (o quello che ne è rimasto) a posto a punto da lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo serenamente ?Potresti facilmente rispondermi che gli “omuncoli” non hanno nè pensieri (quelli seri intendo) ne coscienza. Ma non è questo che ci interessa: i servi e gli schiavi abbondavano nel IV secolo a.C. in Grecia (dove si dice essere nata la democrazia) e continuano ad essere in tanti, troppi, anche ai giorni nostri. Si compra tutto (oggi più che mai!) e dunque è estremamente facile acquistare anche la dignità delle persone. Di contro, c’è gente che non si piega a questa “logica perversa” e che vuole “godersi” la leggerezza della vita, nelle sue mille sfaccettature, con un pensiero, una parola ed una scrittura libera: nessuno mai potrà capire il piacere della libertà se è nato schiavo !E questo vale per il politico, il giornalista, il magistrato, l’operaio ed ogni singolo essere umano ! Gli schiavi li trovi dappertutto: schiavi del potere, schiavi del denaro, schiavi del sesso, schiavi della droga, schiavi delle abitudini, schiavi “inconsapevoli”. E già perché alla fine si rischia di diventare “schiavi inconsapevoli” se non si usa la ragione, se non si pensa, se non si riflette, se non si accetta il confronto con l’altro (l’Altro può essere un nostro simile o noi stessi !). Tralascio dunque gli “schiavi di professione”, che non mi hanno mai riguardato e che mai mi riguarderanno, per puntare su quella cosa su cui bisogna soffermarsi e riflettere a lungo: la “schiavitù inconsapevole”. E giova ricordare una storia antica: la parabola della rana bollita.La rana nuota tranquillamente nell’acqua tiepida non sapendo di trovarsi in pericolo; sotto il recipiente vi è una fonte di calore che in breve renderà l’acqua bollente. Presto, la rana “drogata” dalla sensazione di benessere, non avrà più la forza di saltare fuori dall’acqua bollente. Questo è quanto è successo a noi tutti che ci siamo “assuefatti” al degrado crescente, ad un agire finalizzato al proprio tornaconto, a considerare “normale” quello che in qualsiasi altro posto del mondo è sinonimo di imbarbarimento: insomma ci hanno bolliti gradualmente per far si che non ci sia la forza di reagire.Ma, per fortuna, c’è ancora qualcuno che trova la forza ed il coraggio di denunciare “questo torpore” e che vuole “saltare fuori dalla pentola” prima che sia troppo tardi. Per non diventare “schiavi inconsapevoli” ! Per fare questo ci vuole una buona dose di determinazione, coraggio e senso di responsabilità.Queste persone sono “scomode” al potere che vuole assoggettare, schiavizzare ed imperare, al di sopra ed al di fuori di qualsiasi regola del vivere civile. E come tutte le persone scomode vanno “isolate”, bandite, messe all’angolo e bisogna puntargli l’indice contro. Perché dunque meravigliarsi, perché irritarsi, perché deprimersi se il mondo gira cosi: da una parte gli “arroganti”, i ladruncoli, i prepotenti con lo stuolo di schiavi al seguito e dall’altra la gente onesta, libera, dotata di “pensiero proprio” che,quasi sempre, si ritrova a lottare in solitudine.Ma vi chiedo: è possibile vivere tutta la vita a calcolare, a tremare, a fare quello che piace sempre agli altri ? C’è qualcuno che ha scelto di….. “cantare, sognare sereno e gaio, libero, indipendente; di aver l’occhio sicuro e la voce possente e di mettersi, quando piaccia, il feltro di traverso, per un si per un no battersi o fare un verso”. Sono queste le persone che come Cyrano di Bergerac amano al di sopra di ogni cosa….la libertà. E vani sono tutti i tentativi per riportarli “alla ragione” ! Cosi come vani sono stati i tentativi di “far ragionare” il pazzo Hidalgo Quijote. Lor signori si rassegnino: su questo nostro piccolo pianeta non esistono solo i Sancho Panza (che sognano la loro isola) ma esistono (seppur rari) i Don Chisciotte che, anche se dovranno “lottare contro i mulini al vento”, non si tireranno mai indietro. Ergo ! Lasciateli in pace. Sopportate il loro “fastidioso brusio” ! Che pensino pure, questi “poveri illusi”, di poter cambiare il mondo ! Lasciategli credere che possono essere utili a qualcosa ed a qualcuno. Non vi curate di loro! In fondo quello che conta per voi è mantenere il potere ed avere dei servi al seguito. Loro vogliono solo la libertà una cosa di cui voi non sapete neppure l’esistenza ed il significato. E dunque cosa vi importa ?

mercoledì 16 giugno 2010

SE NON CI FOSSE L'AMMALATO !


Vogliamo che non ci siano sprechi nella sanità, vogliamo che ci sia la “potatura” dei rami secchi e dunque tagli mirati, giusti e giustificati ma…..vogliamo una sanità che funzioni.
Vogliamo una “sanità normale” non eccellente (siamo stufi delle “eccellenze” usate come specchietto per le allodole). Vogliamo che un cittadino che ha bisogno di essere curato sappia come, dove e quando questo avverrà. Essendo certo che questo “percorso” non rappresenti, un “terreno minato” che rischi di farlo saltare per aria da un momento all’altro..
Oggi la sanità in Calabria è lasciata alla “libera interpretazione” del singolo (sia esso medico o paziente) dove a farla da padrone sono gli “untori della sanità”: medici che utilizzano gli ospedali come “cliniche private” e “pazienti fai da te” che grazie al favore degli amici hanno accesso a qualsiasi prestazione.
Questa è la “terra del favore” e dello “sfruttamento”: la sanità, in tal senso, non fa eccezione ! Dalla relazione Ricci-Serra sembrerebbe che in Calabria l’attività medica privata (intesa come attività di un medico che si paga nel proprio studio) non esista ! Eccome se esiste ! I medici si “trasportano”, regolarmente, i pazienti negli studi privati fuori dall’ospedale (con la scusa banale che non sono stati approntati gli spazi per la libera attività dentro l’ospedale) dove evitano “accuratamente” di fatturare: ecco perché non vi è traccia di libera attività; di contro i “pazienti furbi” (pazienti si fa per dire) godono dei favori e della compiacenza del personale di servizio, per eseguire gratuitamente prestazioni di ogni genere, dalle semplici analisi agli esami più sofisticati e costosi.
Alla fine a pagare questo “scempio” ( alla fine il conto si presenta) saremo tutti noi cittadini della “polis mercato”. E la politica ? Non sa (e non vuole sapere) neppure da dove iniziare per incompetenza, negligenza, incapacità, arroganza, affarismo, clientelismo e quant’altro. Oggi nessuna persona dotata di buonsenso vorrebbe trovarsi nei panni di chi è costretto a fare delle scelte. Oggi, infatti, si è “costretti” a delle scelte che dovranno essere necessariamente “scelte di risparmio” per l’enorme deficit nella sanità calabrese e che comporteranno (dicono) “lacrime e sangue”: frase che ci viene ripetuta come un ritornello per, stranamente, “farci assuefare” al nuovo clima torrido di questa estate altrettanto strana. Le lacrime ed il sangue è stato versato, sino ad oggi, dalle tante “vittime della sanità” e non vorrei che si continuasse in questa direzione. Non vorrei insomma che a pagare fossero sempre i pazienti e, specialmente, quelli più deboli ed indifesi.
Vogliamo piangere ed anche lasciarci fare qualche salasso ma non per avere alla fine una “sanità anemica”, inerme ed impotente a sostenere una risalita verso la normalità. Non vogliamo “cose dell’altro mondo” ma cose di “questo mondo” e che non ci vengano elargiti come concessioni o favori ma come “normalità”.
Per fare questo ci vuole spirito di sacrificio, abnegazione, interesse al bene comune, tenacia, perseveranza conditi con una dose di buona volontà: ci saranno tutti questi ingredienti ?
La mia visione protagorea dell’uomo, come misura di tutte le cose, mi porta ad un “sano pessimismo”, in quanto dell’uomo parte integrante di una comunità, e dunque dedito al bene di essa, si sono perse le tracce. Comprendo che, tentare di riportare alla norma la sanità in Calabria, è un’impresa titanica ma confido nelle capacità di chi è deputato a farlo. Per non fallire (e ad oggi non ce lo possiamo permettere) è fondamentale operare delle scelte “oculate”, avvalendosi della professionalità e delle competenze ma soprattutto, di chi ha a cuore la salute del paziente. Sino ad oggi, l’unico ostacolo nella sanità sembra essere stato l’ammalato ! Si spera che nel futuro l’ammalato diventi il centro dell’attenzione degli operatori sanitari e della politica e non il nemico da cui guardarsi.

lunedì 7 giugno 2010

TERRA AVVELENATA

L’augurio che posso farti Claudio Cordova (e che posso farmi) è che Iddio Ti mantenga sempre cosi: libero, sincero, costruttivo e di spirito nobile. La nostra terra ( ”Illuminante” il titolo del Tuo libro: Terra Venduta) così come il nostro cervello l’abbiamo data via in cambio di scorie, rifiuti tossici: rifiuti sotterrati e che ci sotterreranno !
Un libro interessante il Tuo che dovrebbe essere letto e digerito dalla gente comune (non dico dalle persone addette ai lavori, in quanto sono cose che già conoscono) perché serve non solo a conoscere ma (principalmente) a riflettere.
A Te è servito scriverlo perché hai fatto una riflessione che (con naturalezza) hai esternato: il mio libro è interessante per le cose che non ho scritto ma che ho pensato ! Cosa che avrei voluto fare. Certo Tu hai scritto delle cose che chiunque in qualsiasi momento può verificare ed accertarei. Ma le cose non scritte (le più importanti a Tuo dire) dovrebbero essere la naturale conseguenza logica post-lettura di un “essere pensante”. E già ! Tu inviti a pensare. Ecco perché va letto il Tuo libro.
Ventiquattro anni (la Tua età), all’inizio di una carriera (spero lunga è sempre più produttiva) già con un libro-inchiesta e….. “costringi la gente di “buona volontà” a riflettere. Riflettere sull’amore che si dovrebbe avere per la propria terra ed i propri cari: scusate signori se è poco !
In un momento in cui i giovani non si preoccupano, e nemmeno si occupano, di cose serie e di vitale importanza, vieni fuori Tu, sbarbatello e con l’acne giovanile da “bravo ragazzo”, a parlarci di morale, di etica, di valori, di principi, di regole, di politica e lo fai chiamando in causa tutti noi.
Sarà l’incoscienza della gioventù che gioca brutti scherzi ? O non sarà per caso l’amore per il prossimo, la buona educazione ricevuta, gli studi fatti senza “essere spinto”, il naturale “desiderio di cambiare il mondo” che si ha alla Tua età, il coraggio di osare e di andare oltre ? Credo più in questa ultima ipotesi.
Non voglio scoraggiarti ma… non cambierai il mondo ! Certamente sarai di aiuto, a chi ha voglia di cambiare, con il dono che hai fatto scrivendo un libro così importante !
Non cambierai il mondo perché ormai i rifiuti tossici non sono solo quelli di cui Tu parli nel tuo libro, sotterrati in varie località della nostra Calabria, e che sono letali. Non solo quelli almeno ! Ci sono altri “rifiuti” che sono in superficie, vivono tra di noi, si nutrono come vampiri del nostro sangue, e ci tolgono l’aria, il respiro sino a soffocarci: è una lenta agonia che ormai dura da tanto tempo.
Anche della politica sono rimaste le “scorie”. La politica è esangue e mostra un “grigiore” impressionante, inquietante, che non lascia presagire bene. La responsabilità di quanto accade qui in Calabria è di tutti (ognuno con la sua giusta percentuale). Tu questo lo sai ed hai voluto fare la parte che ti compete sino in fondo: lo hai fatto da uomo e da giornalista libero ! Hai dato il Tuo contributo e lo hai fatto documentandoti, scrivendo le cose di cui sei venuto a conoscenza: hai cercato la verità ! Ed una piccola parte di verità l’hai messa in evidenza: sappi che è meglio conquistare una piccola parte di verità che un trono !
La gente come me ti è grata per quello che hai fatto, per quello che hai scritto ed hai detto, anche per le cose…..che non hai detto ! Ma che ci hai fatto intravedere. Grazie per l’insegnamento che hai dato a noi, che dovremmo essere responsabili della salute del cittadino, e l’esempio che hai dato a quanti Tuoi colleghi che fanno del “ prono giornalismo”: invece di svelare la verità la sotterrano….proprio come i rifiuti !
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di reggio -

mercoledì 2 giugno 2010

PANE, SINDACO E ....BALORDO



Che il Sindaco Raffa goda della stima e della fiducia di tutto il Pdl e della maggioranza è cosa risaputa! E comunque mi piace ribadirlo. Ma questa non è e non può essere una notizia ! Cosi come non lo era la ventilata ipotesi di una “crisi interna” ad opera di un “balordo”, a cui qualcuno ha prestato scioccamente il fianco. Questi sono i “fatti reali” emersi in questi giorni e questa è la realtà.
Fatta questa doverosa promessa vorrei trarne la morale: se qualcuno pensava di voler dimostrare l’”inconsistenza politica” di un gruppo di consiglieri e di un Sindaco, per motivi “squisitamente personali”, non operava certamente nell’interesse della città. Ma si questa è la vita ! C’è chi vive e chi invece si accontenta di sopravvivere. La scelta di Raffa Sindaco si è dimostrata non solo giusta, ma anche in linea con un programma di rinnovamento, già avviato, e che ci vede responsabilmente coinvolti, per la crescita d Reggio.
Mi preme ancora una volta sottolineare che, oggi più che mai, vi è la necessità di alzare il livello politico e la dialettica interna ai partiti per migliorare la crescita culturale sociale. Solo cosi possiamo sperare in un cambiamento reale e duraturo.
Compito della politica è anche quello di educare il cittadino: ecco perchè vi è la necessità che chi fa politica abbia le carte in regola, sia morali che culturali. Voglio ricordare le dichiarazioni a Firenze di Pignatone: “la mafia ha fatto campagna elettorale” !
Siamo tutti consapevoli della crisi che attraversa tutto il Paese e che vede la nostra terra maggiormente a rischio. Un esempio per tutti è la sanità che dalle nostre parti si evidenzia (sempre più) nella sua “drammatica inadeguatezza “. Naturalmente è questo il risultato, della gestione della stessa, da parte di una classe “politica scellerata e dissennata” che ha origini lontane.
Da distruggere è rimasto ben poco ! Pertanto credo che (a questo punto) bisogna impegnarsi in una costruzione lenta e laboriosa. In tal senso vanno le considerazione del Sindaco Raffa ed il nostro sforzo per continuare nella “politica dei fatti” già tracciata da Scopelliti.
La nostra città confida non solo nelle capacità del Governatore della Calabria ma anche nella benevolenza verso la Sua città. Abbiamo bisogno di una sanità efficiente e funzionale cosi come abbiamo bisogno di una maggiore attenzione verso i giovani (il più alto indice di disoccupazione europea) e l’ambiente. Un rilancio del nostro aeroporto e dei mezzi di comunicazione che sono “desolanti ed isolanti”.
Il Sindaco Raffa non è solo, e non lo sarà neanche in futuro, in quanto gli si riconoscono (da parte di tutti)le qualità morali e la giusta determinazione nelle scelte a vantaggio del territorio.
La “bassa politica”, quella dei “pescivendoli” per intenderci, non trova più consenso tra la gente che è costretta, oggi più che mai, a fare i conti con la realtà. Il pane lo vogliamo fare ma con la farina buona !
Le candidature future a consigliere comunale, Sindaco e Presidente della Provincia spero nascono da “scelte oculate” da parte dei partiti che, oggi più che mai, devono “risorgere” dalle ceneri: abbiamo bisogno di una buona e sana politica !
Abbiamo bisogno principalmente di un “Nuovo Umanesimo” in quanto troppi anni bui e troppa decadenza abbiamo sopportato: oggi non è consentito più sbagliare. Badate bene, le conseguenze le pagheremo tutti.
Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl al Comune di Reggio -

sabato 29 maggio 2010

E..LEZIONI DI 'NDRAGHETA


"La 'ndrangheta, l'organizzazione criminale ad oggi piu' forte e potente che c'e, fa campagna elettorale cosi' come la fa Cosa nostra siciliana''. Questo è quanto ha affermato Giuseppe Pignatone, il procuratore capo di Reggio Calabria, a Firenze. La cosa credo non ci abbia sorpreso e, se proprio volete che ve lo dica a cuor aperto, credo nemmeno i Fiorentini lo saranno stati . Questo è quanto avvenuto alle ultime elezioni regionali e nessuno ha motivo di dubitare. Anche perché il paese è piccolo e la gente mormora.
La ‘ndragheta si sceglie il candidato da sostenere (uno o più di uno: c’è solo l’imbarazzo della scelta !) e lo fa eleggere consigliere regionale. Le conseguenze che ne derivano sono “a cascata”: affari, truffe, ruberie varie, gestione di “settori strategici” che portano, inevitabilmente, come risultato a quello che è ormai sotto gli occhi di tutti: il degrado totale ed il sottosviluppo in tutti i settori.
E sembra di assistere ad una commedia tragicomica, quando qualche “consigliere regionale stagionato” viene fuori con dichiarazioni di stupore e di rammarico per il degrado ed il debito n.q. (non quantificabile) di una sanità che…. di sanità gli è rimasto solo il nome. E per sembrare più credibile si parte con l’ “operazione ritocco”: qualche taglietto (giusto un po’ di fondotinta) ai lauti compensi e alle spese folli per la gestione dei gruppi, gruppuscoli e similari. Per esempio basterebbe andare a controllare le “finte residenze” che abbondano… causa missione.
Ma Pignatone non dice nulla che già non era a conoscenza, anche da parte dell’ultimo “banale e comune cittadino”. Dirò forse qualcosa di diverso: questi candidati, dei “loschi appoggi”, ne fanno motivo di cui vantarsi e quale punto di “forza aggregativa” di altri soggetti: la regola (quasi sempre), di chi fa politica, è che bisogna votare la persona che ha maggior probabilità di successo.
Ma, perdindirindina, con questa storia bisogna finirla una volta per tutti: non diamo sempre la colpa a questa povera ‘ndrangheta. In fondo loro…. fanno il loro mestiere. Perché non andiamo a vedere le spese folli delle campagne elettorali, le “campagne acquisto” di signori (si fa per dire) che sostengono, in cambio di soldi e favori vari, alcuni candidati ? La gente mormora ed i favori sono visibili e tangibili.
Tutti sanno, tutti si indignano ma alla fine nessuno isola questi individui che imperterriti continuano a dire la loro: ci parlano di moralità, di regole, di dignità, di onestà intellettuale (non ho mai capito cosa vuol dire), di coerenza: insomma gente di cui potersi fidare. Il che equivarrebbe di avere il coraggio di affidare i propri figli ad un pedofilo.
E la libertà ? A cosa serve la libertà ? Questa è la domanda che si pose, in maniera cinica e squallida, quell’altro gran signore che era Lenin. La libertà serve eccome ! La si può togliere ma c’è sempre la possibilità di riconquistarla. Abbiamo bisogno della libertà ma, pian pianino, ci stanno “disabituando”, ci fanno dimenticare anche che cosa è la libertà sino a farla scomparire anche dalla nostra vita. Credetemi, non è solo la ‘ndrangheta che mina la nostra libertà: il dramma è che ci stanno abituando a saperne fare a meno.
Ecco che i soprusi, le arroganze del potere, il menefreghismo, l’irresponsabilità, l’incuria e quant’altro ci scivolano addosso senza che ce ne accorgiamo: facciamo finta di indignarci, facciamo finta di lottare, facciamo finta di reagire ma alla fine…nulla cambia dentro di noi e di conseguenza nemmeno all’esterno.
La ‘ndragheta ed i “mafiosetti da asporto” continuano nella loro opera; i politici continuano a “beneficiare” di tali servizi previo impegno di contraccambiare (lo chiamano voto di scambio naturalmente) ed, alla fine, il solito fesso di “cittadino ignoto” si presenta alla cassa per pagare.
Non mi fido di proporvi un cambiamento (potreste sospettare anche di me) perché questa è la parola d’ordine. Vorrei, invece, farvi semplicemente notare (per qualcuno che nel frattempo si è distratto o è stato distratto) che tutto va a peggiorare. Tranquilli comunque: al peggio non c’è mai fine ! E poi chissà che un giorno non salti fuori qualcuno che chiamerà in causa uno di questi “soliti noti” a rendere conto del proprio operato ! Non mettiamo limiti alla Provvidenza.

lunedì 24 maggio 2010

IL PAZIENTE E' PAZIENTE...NON SCEMO !


Si parla e si scrive di sanità. Lo si è sempre fatto: i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Si ricomincia a parlare con più vigore, con maggiore convinzione e determinazione. E questo perché è diventato difficile nascondere la triste realtà anche
al più bravo “illusionista della politica”.
Anche il Governo nazionale ci ammonisce e ci “costringe” alle nostre responsabilità ! E lo fa, non solo con una “classe politica parassita” ma anche con il singolo cittadino: è necessario un aumento delle tasse.
Il Governo corregge il tiro affermando: date dimostrazione di “buona volontà” e vi verremo incontro. Tradotto vuol dire che si chiedono fatti ed anche concreti: non solo bisogna operare ma farlo anche bene.
E qui mi si trova d’accordo. E’ giusto iniziare a tagliare, risparmiare, controllare, gestire, programmare etc al fine di appianare quella “voragine di debiti”, non ancora quantificabile, accumulatasi nel corso degli anni e che ineluttabilmente pagheremo tutti. Lo faremo senza battere ciglio (cosi come ci hanno abituati). Ma la buona sanità ? Chi ci darà la garanzia e la certezza di un “futuro normale” della sanità ? La buona sanità è quella alla quale si fa riferimento ogni qualvolta bisogna mettere una pezza nella grossa falla del sistema ?
No certamente! La buona sanità è quella che fa percepire al cittadino (e gli fa avere anche la consapevolezza) che la propria salute viene garantita, da strutture efficienti ed operatori sanitari qualificati, con la certezza di un posto letto in caso di ricovero e di un “iter diagnostico” e terapeutico adeguato. Cosa che oggi non avviene.
Alcuni ospedali vanno chiusi e bisogna farlo subito: non servono “strutture paravento” per garantire posizioni di comodo ma che risultano, alla fine, essere trappole (a volte anche mortali) per il paziente.
Non serve avere più personale o più primari ospedalieri: serve far lavorare e qualificare il personale esistente (peraltro in esubero). Questo significa accorpare tante “piccole isole felici” in un'unica realtà lavorativa ed operativa, implementare le strutture carenti (leggasi chirurgie) con professionisti qualificati. Chiudere con le assunzioni di parenti, amici, amici degli amici ed affini.
Per fare questo bisogna avere dei manager seri e dei responsabili di Unità Operativa qualificati, ai quali devono essere dati degli obiettivi chiari (non il solito pareggio del bilancio o il “volemose bene tutti”) pena l’immediata decadenza dall’incarico. Assegnare i budget e chiedere conto di come si spendono i soldi e la garanzia di una adeguata prestazione.
Chiudere i vari “pseudo-ospedaletti” della piana per iniziare ( già da subito ) a costruire il tanto famigerato “Ospedale Unico della Piana”: un unico ospedale funzionante che garantisca il locale evitando il peregrinare alla ricerca di un posto. Stessa cosa dicasi per la città di Reggio: bisogna attivare tutte le procedure per la costruzione di un nuovo ospedale.
Questa sanità non si può riprendere neanche se si è in possesso della famigerata bacchetta magica. Gettare le basi (non solo in termini di edilizia) vuol dire essere lungimiranti e concreti. Non servono più i “rattoppi” perché la “pezza” di buchi ne ha fin troppi ! Servono decisioni forti, forse impopolari, e non di comodo: se non si accontenta qualche amico (con concorsi, incarichi e frattaglie varie), se si privilegia la meritocrazia, se si impedisce lo spreco, se si utilizzano le risorse disponibili (oggi utilizzati al massimo per il 20%), se si è lungimiranti nelle scelte, ecco che il risultato si ottiene. Se si continua (cosa impensabile) con le parole ad effetto, con il gettare “fumo negli occhi” i risultati da qui a breve saranno nefasti per tutti: non solo per i pazienti ma anche per la politica. Il paziente è paziente non certo scemo: la misura è colma ! Lo ha detto anche il Governo.

venerdì 14 maggio 2010

CHI ROMPE PAGA ED I COCCI SONO SUOI


La tentazione è forte, e si ripresenta ciclicamente sempre con più maggiore intensità, ed è quella di lasciar perdere privilegiando una vita solitaria da eremita. Ma alla fine prevale il buonsenso,
anche se non di continuare a lottare, di dire almeno liberamente le cose come stanno.La decisione del Governo di far pagare (attraverso un aumento delle tasse) ai calabresi il deficit della sanità, derivante dallo sperpero, dalle ruberie varie e dalla cattiva gestione, mi sembra cosa buona e giusta ed un atto dovuto. Certo saranno in pochi a capirlo ed accettarlo: le punizioni si sa non vengono mai graditi, ne tantomeno desiderate da nessuno.Ma se di punizione trattasi (come cosi è realmente e lo dico a “ciglio asciutto”), questa deve servire, alla fine, per trarne una morale: chi rompe paga ed i cocci sono suoi.Infatti da tutto questo “disastroso e disastrato mondo politico calabrese” non ci si poteva aspettare un risultato diverso! A nulla servono i buoni propositi e le “promesse illusorie”, ci vogliono i fatti, quelli concreti e tangibili e che non si prestano a fraintendimento alcunoSe è vero, come è vero, che tale decisione del Governo è la risultanza di una “gestione allegra” da parte di una “combriccola politica” (altrettanto allegra), eletta da cittadini superficiali e poco attenti, ne deriva la naturale conseguenza che a pagare debbano essere i cittadini stessi. Ed i politici ? I politici che sono i maggior artefici del disastro continueranno a “bivaccare e bighellonare” senza colpo ferire ?E no ! Troppo comodo ed anche troppo semplice se a farne le spese devono essere solo i cittadini (peraltro alcuni onesti e molti inconsapevoli). E chiaro che il cittadino deve “responsabilizzarsi” e produrre una classe politica seria e non i “soliti lestofanti” ed anche incominciare a pretendere fatti. Un rimedio deve pur esserci affinchè si incominci a riavere fiducia: pagare le tasse non deve essere vissuto dal cittadino come una punizione senza peraltro “beneficiare” di quello che è un diritto naturale: una sanità che funzioni.Mi permetto di dare un suggerimento, naturalmente se la nuova classe dirigente regionale vuol dimostrare di fare sul serio, ed è questo: dimezziamo il compenso dei consiglieri regionali e tagliamo le “spese esose” di questo carrozzone regionale. Infatti la nostra è una regione dove si spende per la politica più che in altri regioni (dove le cose funzionano). Faccio notare, a qualche persona poco attenta, che ancora oggi, gran parte dei consiglieri, o politici che occupano ruoli importanti di sottogoverno, facevano parte della “combriccola” che ha determinato il disastro della sanità calabrese !Faccio notare che il federalismo fiscale và in questa direzione: ogni regione deve sapersi gestite con le proprie forze. Questo vuol dire (ed il segnale del Governo oggi è chiaro) che la classe politica, delegata a rappresentare il cittadino, deve “rassegnarsi” ed abbandonare le logiche sino ad oggi seguite: il proprio tornaconto ! Nessuno può pensare di “scaricare” su altri responsabilità personali. Ergo privilegiamo le professionalità, le competenze e l’onestà pena un dissesto peggiore di quello sin qui prodotto.Richiamo al senso di responsabilità la categoria medica che sino ad oggi ha consentito (rendendosi cosi complice) che la sanità andasse alla deriva: bisogna anteporre l’interesse generale a quello personale. Il garante della salute del cittadino è (e lo sarà sempre) il medico !Reggio (parliamo della nostra realtà) ha la necessità di avere un “nuovo ospedale”, come ho più volte ribadito, ed è in questa lungimirante prospettiva che bisogna lavorare. Naturalmente l’ospedale esistente, sino a quando non verrà realizzato il nuovo, dovrà essere messo in condizioni di poter garantire una qualità “decente” di sanità, che potrà essere realizzata con una modica spesa, principalmente con la scelta di dirigenti validi che hanno a cuore il problema: daremo cosi dimostrazione che qualcosa vuole cambiare anche qui in Calabria. Solo allora il cittadino sarà motivato a pagare le tasse avendo la certezza che i propri diritti saranno garantiti. Altrimenti, come si dice in questi casi, il cittadino sarà costretto a subire oltre il danno anche la beffa!

domenica 9 maggio 2010

L'ERA DEL DRYOPITHECUS

Diaciamoci la verità.
Tripadvisor, il più celebre e prestigioso sito internet del mondo dedicato al turismo, incorona Reggio (e la sua provincia per essere più corretti) nella Top-10, delle località turistiche emergenti a livello mondiale, che si colloca addirittura al 5° posto.
Risultato inimmaginabile ed impensabile ai più e che lascia comunque soddisfatti tutti, non ultimo l’”assessore ballerino” al turismo che può finalmente lasciarsi andare ad una “dichiarazione liberatoria” di autoincensamento.
Non voglio fare certamente il guastafeste, o il bastian contrario per partito preso. Ma non voglio nemmeno fare la figura di colui che si nasconde dietro il paravento di un riconoscimento per elogiare un’Amministrazione, che non ha bisogno del mio “incensamento” , o (peggio ancora) guardare solo la luna e non anche il dito che la indica.
Voglio invece approfittare dell’ambito riconoscimento per sottolineare e ravvisare le criticità di questa terra: se è vero (come è vero) che dovrebbero arrivare più turisti a Reggio è anche vero che ci vuole gente e strutture pronte ad accoglierli.
Se per le strutture possiamo parlare facilmente, individuando carenze e disservizi e lavorando, sodo e coerentemente, risolvere il problema la stessa cosa non potremmo dire (almeno con la stessa facilità) per la gente.
Se dico che mancano alberghi, vie efficienti di collegamento aria-terra-mare (cioè un aeroporto con più voli, un’autostrada al posto di una mulattiera e mezzi navali di trasporto da e verso Messina) non vi direi nulla di nuovo: è da tempo immemore che se ne parla, ma ancora siamo agli albori della preistoria.
Se dico che il “servizio umano di accoglienza” non è adeguato al riconoscimento ottenuto sarei ripetitivo o (per qualcuno) “saccente” e potrei addirittura essere tacciato di razzismo da gente poco avveduta ed in malafede.
Ma se voglio (liberamente) dire quel che penso, non posso fare a meno di affermare che, per una strana e contraria evoluzione della specie, l’homo sapiens è stato soppiantato dal Dryopithecus (dunque millenni indietro) al punto di poter affermare che l’uomo oggi è una scimmia malandata. Certo qualcuno potrà obiettare che cosi gira il mondo e che dovrei adeguarmi: credetemi faccio fatica a farlo ! Preciso, non ci riuscirei mai.
Ma se in questa città (giusto per fare un esempio) qualcuno, che per parlare deve far girare la ruota e scegliere la lettera, ritiene comunque di poter aspirare a diventare Sindaco oltre che per un mesto sorriso bisogna anche trovare lo spazio per una riflessione. Almeno per chi ancora ha un cervello e non l’ha mandato al macero.
Ma se ancora oggi abbiamo una sanità da terzo mondo (con tutto il rispetto per i paesi sottosviluppati) ed un tasso di disoccupazione terrificante ed una criminalità galoppante ecco che l’invito a migliorare è inevitabile.
Cosa fare allora ? La mia proposta/invito è quella di costruire il futuro di questa terra adoperando e mettendo in campo quelli che sono gli “strumenti efficienti” per farlo: la professionalità e la buona politica.
La professionalità facendo ricorso alla meritocrazia e alle provate capacità. La buona politica isolando i nullafacenti, i parassiti, i mercanti di bassa lega e delegando chi “naturalmente” è portato a fare (realmente) il bene comune: termine molto usato oggi, specialmente da chi si fa i fatti propri.
Chi si deve occupare di fare ciò ? Certamente i partiti (o quel che resta), chi detiene il potere e la gente di buon senso. Altrimenti basta un colpo di click per cambiare pagina su internet e parlare di altro.
Antonio Nicolò – Consigliere Comunale Pdl -

giovedì 29 aprile 2010

NON INTERPELLIAMO L'ORACOLO DI DELFI


Andando a tastoni come nelle tenebre, si vuol tentare di apportare dei miglioramenti nella sanità calabrese. Non funziona cosi !
Rozzamente (e forse ingenuamente) confermo, in maniera chiarissima e fuori da ogni dubbio, che la sanità necessita di “cure intensive” e somministrazione di farmaci a “dose da cavallo” per un’eventuale sua ripresa.
Mi accingo a mostrarvi quale sia la realtà locale della sanità. E non lo faccio certamente come l’oracolo di Delfi che non afferma, ne nasconde, ma lascia intendere per enigmi !
Ed allora sarò chiaro, preciso, sintetico e diretto come è mia abitudine.
La realtà “nuda e cruda” cari signori è questa: degrado, disservizi, inefficienza ed arroganza, “conditi” con un pizzico di menefreghismo ed un bel poco di superficialità e strafottenza quanto basta, la fanno da padrone.
Degrado strutturale. E continuo a battere sullo stesso chiodo: vi è l’urgente necessità di pianificare un intervento risolutivo che abbia come sua “adeguata espressione” la costruzione di un nuovo ospedale a Reggio (Città metropolitana !). In itinere è necessario garantire il minimo dei servizi di pulizia, messa a norma, ristrutturazione e quant’altro possa servire per far si che un paziente che entra in ospedale abbia la consapevolezza di trovarsi in un nosocomio (ovvero un luogo dove si cura l’ammalato) e non in un mercato ortofrutticolo.
Disservizi: una buona organizzazione con una migliore utilizzazione e riqualificazione delle risorse esistenti (con la prospettiva di nuove energie in corso d’opera) potrebbe essere un buon inizio !
Bisogna privilegiare la meritocrazia ed incentivare chi ha voglia di lavorare: sino ad oggi sono stati messi in atto solo meccanismi che hanno “scoraggiato” qualsiasi tentativo di professionisti seri e preparati a lavorare.
Inefficienza: è questa la nota dolente ! Il “primo movens”del disastro della sanità è stata la “gestione allegra” dei vari Direttori Generali ben accoppiati a Direttori Sanitari (quest’ultimi medici, sic !).
Un binomio, che sembra uscito dall’uovo di pasqua per via dell’ ”espressione sorpresa” che mostrano ogni qualvolta gli si venga messo sotto gli occhi una realtà che non si può nascondere in qualche modo.
Arroganza: basterebbe andare a vedere tutti gli ultimi concorsi (con relative assunzioni) per capire che c’è qualcosa (a voler essere benevoli) di..….miracoloso (o stranissime coincidenze ?).
Basterebbe andare a visionare tutte le delibere per sapere se è stato mai sentito il parere del consiglio dei sanitari.
Non vado oltre per motivi di spazio e di tempo ma, quanto detto, ritengo sia sufficiente per capire come “gira il sistema”.
Permettetemi, in conclusione, di rnnovare il mio “disperato appello” affinchè in ospedale vi sia una medicina nucleare funzionante, una PET (che con ottime probabilità non avremo mai) ed almeno cinque primari chirurghi (spero di non aver esagerato !).
Lo so che qualcuno si dispiacerà di questo mio intervento ma la sanità in ospedale è ancora pubblica e non privata e che il sottoscritto ancora è “a piede libero” .Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

martedì 23 febbraio 2010

LA CULTURA DELLA POLITICA .....

Inaudito ! Vergognoso! Sconvolgente e, a dir poco, irreale il (paradossale) discorso fatto dal segretario regionale del PD Guccione. A quale titolo, un rappresentante politico di “tale spessore” (sic !) chiama “tutti ed ognuno a produrre un grande sforzo
per corrispondere ad un’esigenza largamente avvertita e che scaturisce dal bisogno di crescita e di riscatto della nostra regione”.
Perché l’”ipocrisia politica” sfiora il ridicolo e giunge ad un punto di totale mancanza di rispetto per il banale e comune cittadino, tanto da trattarlo come fosse un cavernicolo?
Perché parlare di cultura, ed ergersi a giudice della cultura altrui, quando è sotto gli occhi di tutti l’”imbarbarimento politico” e la mancanza di rispetto verso la dignità altrui ?
Perché parlare e chiedere il riscatto della nostra Regione quando è l’ultima delle cose di cui, “gran parte” della classe politica, si è fatta carico in questi anni ?
E’ vero! c’è la necessità di crescita, di riscatto e bla bla bla…ma credo che ad avvertirlo e volerlo, sono altri e non certamente i “Guccioni di turno”.
Veniamo fuori da un consiglio regionale più indagato d’Italia, dall’uccisione di Fortugno e di gente indagata e di altra ancora in galera e….. “tiriamo fuori” la cultura. Ma di quale cultura stiamo parlando ?
Ma di quale crescita stiamo parlando ? Di cosa dobbiamo riscattarci ?
Ve lo dico io: dobbiamo riscattarci di questa politica truffaldina, becera, piccina e di “bassa cucina” che, come una zavorra, ci tiene legati al fondo!
Dobbiamo recuperare la cultura, ma non quella di come si usa il congiuntivo e dove trovano posto le virgole (io sarei fuori): la cultura deve essere quella della “buona politica” intesa come volontariato”, come servizio, come fonte di miglioramento di una comunità.
Nulla di questo si è mai fatto concretamente: a parlare di meritocrazia sono gli incapaci, a parlare di cultura sono gli ignoranti, a parlare di legalità sono i delinquenti, a parlare di eticità sono gli amorali ed a far sorridere non sono più i comici ma i politici !
Ma perché parlare adesso e non prima (per esempio durante la legislatura Loiero) ?
Stessa cosa dicasi per i consiglieri di opposizione di centrodestra che solo adesso si indignano, protestano e progettano mentre continuano ad avere cattive frequentazioni.
Perché aprire la bocca solo ora in campagna elettorale ? Ed il pudore, il buonsenso, l’altrui rispetto dove lo mettiamo ?
Una “politica senza frontiere” quella che circola dalle nostre parti. Una politica che non conosce limiti alla decenza, una politica che ha solo un merito: quello di aver tenuta affossata questa nostra Calabria !
Una politica che ha affossato la sanità, che ha prodotto disoccupazione e che ha consentito di devastare il territorio.
Una politica che conosce una sola cultura…quella dell’imbroglio più spregevole, delle truffe, del disprezzo delle regole, dell’arroganza del potere, della mancanza del minimo pudore e che “urla a gran voce” una voglia di riscatto e di crescita per la nostra terra.
Qualcosa non ci convince, qualcosa ci sfugge, qualcosa ci lascia attoniti e qualcosa ci atterrisce: nulla potrà mai cambiare ?
Si vuole cambiare tutto per poi, gattopardescamente, non cambiare nulla !
Ed allora stiano zitti i “soloni della politica” smettano di frinire le cicale per un “minuto di silenzio”.
Ed in questo silenzio lasciate che vi dica: questa politica “scadente e scaduta” deve fare un passo indietro mentre le persone oneste e libere devono fare un passo avanti per lottare per un “cambiamento vero”.

mercoledì 17 febbraio 2010

L'ILLUSIONISTA DELLA POLITICA

Eccomi…mi rivolgo a Te che tra breve sarai chiamato ad esprimere, attraverso il voto, un giudizio su questa classe politica.
Comprendo l’amarezza, la delusione, la mancanza di fiducia ed il senso di impotenza che noi tutti abbiamo di fronte a questa triste realtà calabrese. Lo comprendo !
Ma, allo stesso momento, non ho mai compreso e mai comprenderò la rinuncia a lottare, il lasciare che gli eventi prendano il sopravvento su di noi, che la nostra vita e quella dei nostri cari sia lasciata in mano a chi della politica, fa un uso strettamente personale e clientelare.
Il tutto senza che vi sia da parte nostra un’ accenno a qualsiasi reazione. Anzi, ci adattiamo e ci amalgamiamo a questo sistema.
Oggi, più che mai, non comprendo coloro i quali hanno chiara questa realtà e che scelgono, quale mezzo di difesa, l’ isolamento e la rinuncia a qualsiasi forma di lotta contro il “malcostume imperante” e l’arroganza politica.
Intendo la politica come “volontariato”, come disponibilità ad un impegno serio per modificare in meglio la realtà che ci circonda. Una politica buona che lascia parlare i fatti e che sceglie gli uomini migliori.
Anche se sono cosciente dell’impresa titanica, non rinuncio a lottare, e preferisco farlo in prima persona, senza delegare altri alla gestione della mia vita
Non voglio rassegnarmi al degrado crescente, in questa nostra terra calabrese, che vede la gente costretta a vivere senza il minimo dei servizi essenziali (e, da medico, penso subito alla sanità, all’abbandono delle classi più deboli e svantaggiate, al degrado ambientale e culturale).
Penso anche ai tantissimi giovani senza lavoro e che difficilmente avranno la possibilità di averlo!
Giovani che vengono sistematicamente illusi dal politico di turno che alimenta “canagliescamente” speranze ed aspettative che mai si realizzeranno.
Penso a quei giovani, che nonostante l’impegno nello studio e la professionalità acquisita non trovano da noi le condizioni adatte per potersi esprimere e sono costretti ad allontanarsi.
Ad ogni elezione si parla di cambiare tutto per poi, gattopardescamente, non cambiare nulla.
Ecco che, alla fine, subentra in noi la “convinzione letale” che nulla mai potrà cambiare e da qui l’abbandono ed il degrado inarrestabile che ne deriva.
Il cambiamento è possibile ma…. solo se saremo in tanti a volerlo e se c’è la disponibilità a lottare per ciò in cui veramente crediamo.
Il mio è stato sempre un impegno come medico al servizio del paziente in quanto l’ammalato si trova in una condizione di debolezza e di bisogno.
E chi se non il medico deve prendersi cura dell’ammalato ? Chi se non il medico lo deve tutelare ?
Ecco perché mi rivolgo principalmente ai medici, ma non solo, anche a tutti i cittadini, che prima o poi saranno pazienti, a lottare insieme per quello che è il “bene primario” per tutti: la salute.
Ed in questa direzione va avanti la mia battaglia ed il mio impegno costante per un Nuovo Ospedale a Reggio. A breve verrà comunicato il sito, assegnato dal Comune, dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale ed in seguito lotteremo per reperire i soldi necessari per costruirlo: aspetto naturalmente, riguardo i fondi, impegni ben precisi dai candidati a Governatore di tutti gli schieramenti !
Naturalmente, bisogna da subito pensare di rendere più funzionale e strutturalmente più adeguato l’ospedale esistente, avendo cura di qualificare ancor di più le professionalità esistenti, con nuove attrezzature e corsi di aggiornamento.
E’ impensabile di aumentare a dismisura le difficoltà a chi già soffre per uno stato di malattia.
Ecco perché è necessaria la buona politica. Mi rendo conto che è drammaticamente complesso costruire il cambiamento, moralizzare la vita pubblica ma oggi più che mai non abbiamo scelta perché siamo arrivati ad un punto in cui, in Calabria, si rischia il collasso totale ed a pagarne le conseguenze saremo tutti.
Ecco perché io chiedo alla politica scadente e scaduta di fare un passo indietro, agli “illusionisti della politica” di farsi da parte. Nello stesso tempo chiedo a tutte le persone perbene, che non hanno perso ancora tutte le speranze, di fare un passo avanti e lottare insieme.
Insieme si può vincere, insieme si può cambiare. Io ci sono! E tu ?
Antonio Nicolò

domenica 7 febbraio 2010

SOLIDARIETA' E DINTORNI

Non ho mai capito bene a cosa serve la solidarietà di fronte ad un “evento delittuoso”.
E’ come andare ad un lutto per esprimere le condoglianze: un rituale “sentito” da pochi e “percepito” ancor di meno dall’interessato: comunque è norma farlo !
Ergo, mi appresto (pure io) ad esprimere la solidarietà al giornalista Antonino Monteleone.
Nel farlo mi passa per la mente un pensiero: sarà di aiuto ? Servirà a qualcosa ed a qualcuno ? Posso fare qualcosa di diverso che sia di maggiore concretezza ed efficacia ?
Ed altri ed altri ancora sono i pensieri, che mi “attanagliano” la mente, quando leggo gli attestati di solidarietà che giungono al giornalista ( Non vi rendo partecipi di questi pensieri per mio pudore).
E comunque abbiamo un problema che è chiaro a tutti: da una parte esiste la legalità (e chi lotta per difenderla) e dall’altra l’illegalità (ndrangheta e “sporcizia” varia); nel mezzo la cosiddetta “zona grigia”.
E’ questa la più pericolosa, la più rappresentativa, la più subdola ed insidiosa e la peggiore delle forme di criminalità.
Vi possono far parte anche coloro che esprimono (per esempio) la solidarietà a chi è vittima di un attentato (con discorsi “toccanti” e “partecipativi”) cosi come quando l’assassino và al funerale della vittima: ecco perché ci vado cauto nell’esprimere una “qualsivoglia” solidarietà.
Tradotto vuol dire: ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per impedire che l’evento delittuoso si verificasse ?
E se ci rifletto bene e senza ipocrisia dico: NO!
Ecco perché ho timore ad esprimere la solidarietà a chicchessia.
E poi, consentitemelo, non vorrei essere discriminante nei confronti di coloro i quali ogni “santa notte” si vedono incendiata l’auto o il negozio.
Ancora un piccolo esempio: ROSARNO. Oggi tutti esprimono solidarietà e sostegno per una vergogna “datata”. E di questi quanti sono quelli che non sapevano cosa “bolliva in pentola” ?
E’ questa la famosa “zona grigia”, costituita da persone poco affidabili, che ricoprono ruoli importanti nella società, che vivono di affari, compromessi, interessi e quanto altro accompagnati ed affiancati da una “folta schiera” di servi pronta a riverirli.
Chi lotta perché crede nella Giustizia e nella Verità è notorio si ritrova quasi sempre SOLO.
Ed immagino la solitudine di Antonino oggi ed i mille dubbi che gli passano per la mente e poca cosa può essere la solidarietà espressa.
Non dico questo per vanificare un gesto, che và sempre fatto, quanto per “stimolare” la mia e l’altrui coscienza a dare di più alla nostra comunità.
Dico questo, perché è necessario che la gente di buona volontà esca fuori dal proprio guscio, e tenti di ribaltare questa situazione di “degrado morale e civile”, che imperversa dalle nostre parti.
Non si possono lasciare da solo i vari Monteleone ed esprimergli la “solidarietà al bisogno”.
Dobbiamo prendere atto che la nostra vita è gestita (a voler essere benevoli) da “gentucola”, nanerottoli vari, delinquenti “da asporto”, personaggi squallidi ed incompetenti ai quali aggiungiamo i ndraghetisti e mafiosi vari.
Ecco perché qualsiasi tentativo di modificare lo stato dei fatti, da parte di chicchessia, viene prontamente punito.
E non bastano i buoni propositi e la solidarietà del momento. Serve un “atto corale di ribellione”, una reazione chiara, determinata ed efficace.
Serve che gli Antonino Monteleone si moltiplicano, senza infingimenti, per dare una buona volta per tutti un calcio a codesti “cialtroni” che inquinano la nostra vita e la nostra terra.

Antonio Nicolò – Consigliere Comunale-

lunedì 18 gennaio 2010

REGIONALI ED UDC


Il PD è cosi certo di vincere le elezioni regionali che sarebbe disposto a rinunciare (a favore dell’UDC) al posto di Governatore: non vi sembra paradossale ?
Agazio Loiero è cosi convinto di vincere anche da solo che non cederebbe lo scettro per nessun motivo: non vi sembra “farneticante” il pensiero ?Le primarie dopo che la sinistra è stata “svergognata” (per il costo che grava sul cittadino) non si faranno perché l’accordo di cui sopra (a dire del PD) è stato raggiunto: non vi sembra strano che non ci sia stata alcuna ufficializzazione ?Mettiamola così (come vorrebbe il buon senso e la prassi): i politicanti della politica piccina-piccina “perdono il pelo ma non il vizio” e prendono per i fondelli il “povero cristo” di elettore/cittadino.Ed ecco che mistificano la realtà, stravolgono i fatti, mascherano e camuffano (accuratamente) le cose più scontate: in sintesi giocano con le sorti di una Regione “depressa” non solo economicamente ma anche nell’anima.Si gioca un “gioco sporco” sulla pelle di tantissime persone “impotenti” a reagire, incurante del danno che hanno prodotto e che continueranno a produrre: l’importante è conservare la poltrona.E’ stato un fallimento, sino ad oggi, dove tutti hanno contribuito ad affossare questa ragione (specie chi governava): ed allora, questi signori dovrebbero avere il “buongusto” di non ripresentarsi agli elettori o (quantomeno) i partiti non dovrebbero ricandidarli: altro che gente indagata (i due terzi lo sono)… gente che non ha prodotto nulla se non guai !E’ arrivato il momento del cambiamento, della discontinuità, come si usa dire in questi casi, quando è sin troppo evidente il fallimento: alla fine tutti (invece) rivogliono la cara poltrona dove appoggiare “comodamente” i glutei.Ecco “svelati tutti i misteri e tutti gli inciuci” e da qui a breve ne avremmo la conferma: capiremo cosi il vero motivo per cui non si sono fatte le primarie e capiremo di che “pasta” sono fatti gli uomini.Ecco perché ho difficoltà a credere che l’UDC possa schierarsi con il PD ! Ritengo che quello che ha sempre sostenuto il Partito di Casini, impedisca un accordo con il PD che ha prodotto danni enormi alla Calabria; più di quanto non abbia fatto Chiaravalloti (anche se al peggio non c’è mai fine).Da un punto di vista “puramente” pratico e costruttivo , Scopelliti è vincente! Inoltre lo stesso Scopelliti rappresenta il nuovo, garantisce i programmi ed i valori che ispirano l’UDC cosi come il PPE di cui entrambi fanno parte.E’ quello che oggi può garantire il cambiamento in Calabria, attraverso una “politica del fare” ed una visione “futuristica” e “rinnovatrice”: basta con i soliti “tromboni” che da qui a breve saranno “trombati”.Ma ritornando all’UDC, sono certo che la scelta che andranno a fare, non può non essere che quella di schierarsi con il Pdl, se è vero come è vero che hanno a cuore le sorti della Calabria: schierarsi con chi ha contribuito ad aumentare il degrado e con chi fa qualunque cosa pur di non perdere, non verrebbe capito dai Calabresi e la loro risposta sarebbe consequenziale. Credo sia necessaria, anche a livello nazionale, una “responsabile ed immediata decisione” (mi riferisco al Pdl ed alla Lega)per un’ampia coalizione con l’UDC che non solo è vincente ma che garantisce anche una governabilità: la Calabria di questo ha bisogno e non può più attendere oltre.

giovedì 14 gennaio 2010

COS'E' LA LEGALITA ?


  • La sinistra alimenta la sfiducia nelle istituzioni e per farlo sceglie il Consiglio Comunale: quale miglior luogo e quale migliore occasione visto che il tema era la legalità: occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Cosi è stato. La giustificazione sarà trovata in seguito con il solito clichè : da aggressori ad aggrediti, da carnefici a vittime, da villani a signori.
    Una strategia strana, paradossale ed incomprensibile, dettata (certamente) da “logiche perverse” di qualche burattinaio, sotto “guida telefonica” ed “osservatore” al seguito.
    Una “bomba ad orologeria” innescata da “noti personaggi faziosi”, con vittime inconsapevoli e solite scene da “comari isteriche”.
    Niente li ferma ed a nessuno importa del segnale negativo che si va ad innescare: l’importante è dimostrare che questa Amministrazione non riesce a garantire una seduta “regolare” di Consiglio, che tradotto vuol dire assenza di legalità.
    E per farlo basta poco: aggressione verbale, offese al limite della diffamazione, chiusura ad ogni dialogo e bugie. Tante, troppe bugie.
    A nessuno importa della cattiva figura. A Nessuno interessa lanciare un segnale forte contro la ndrangheta: l’importante è denigrare questa Amministrazione e dimostrare una fragilità delle Istituzioni: come se questo esentasse la sinistra da responsabilità.
    Il tutto naturalmente, se ci pensate bene, facendo il gioco della ndrangheta.
    Sempre poca roba in un clima di campagna elettorale che (secondo i vari sondaggi) da la sinistra perdente: meglio dunque tentare il tutto per tutto, anche la violenza verbale ed il sabotaggio di qualunque azione positiva, che possa essere riconducibile a questa Amministrazione.
    Fosse anche un “documento simbolico” !
    Mentre la maggioranza “rettifica” il proprio documento (quale segnale di apertura), la sinistra si trova (alla fine nella votazione) “costretta” in parte ad astenersi, in parte a votare favorevolmente, ed in parte (paradosso dei paradossi) a non votare un loro codice etico
    La vittoria di “qualcuno” era quella di creare un clima di confusione e di degrado.
    Ma basta un po’ di giudizio e di logica per capire dove sta il marcio: ed io sono tranquillo perchè il cittadino, al momento del voto, ha dimostrato e dimostrerà di possedere tali requisiti.
    Lasciatemi dire che se prima avevo qualche dubbio, sulla possibilità di sconfiggere la mafia, oggi ho quasi la certezza che è un’impresa impossibile.
    Se prima avevo qualche dubbio, sul fatto che non ha tutti interessa il “problema ndrangheta”, oggi ne ho la certezza.
    Se prima avevo qualche dubbio, che l’uomo non può travalicare certi limiti nella “finzione”, oggi so che si può tentare di fare credere agli altri ciò che si vuole, basta essere abili nel farlo.
    Questo è il tentativo mal riuscito della sinistra nel Coniglio Comunale.
    E ancora una riflessione che esula dal Consiglio ma che vuole essere un consiglio: non si sconfigge la ndrangheta con la polizia, l’esercito, i carabinieri, i magistrati se (comunque) non c’è la partecipazione diretta a questa lotta, di ogni singolo cittadino/persona.
    Un’altra rivelazione di recente acquisizione è che ognuno di noi “pretende” che siano sempre gli altri a dover risolvere i problemi: noi dobbiamo limitarci a fare ciò che è nostro dovere. Dimenticando, naturalmente, il primo dei doveri dell’uomo: lottare per conquistare e mantenere il benessere nella società in cui vive !
    In fondo questo ci libera da “certe responsabilità” che potrebbero riservarci sorprese sgradevoli !
    Non funziona cosi (almeno solo cosi): dobbiamo essere tutti parte attiva nel migliorare l’ambiente nostro circostante, con il quale ci rapportiamo quotidianamente, denunciando, lottando, offrendo il nostro fattivo sostegno, pretendendo ciò che è la norma.
    Bisogna isolare chi non lavora per il bene comune, chi pensa di trarre vantaggi illeciti, chi non compie il proprio dovere, chi “utilizza e strumentalizza” tutto per il proprio tornaconto .
    Forse cosi può iniziare la “trasformazione positiva” di una società: non possono essere gli eventi, naturali o forzati, a modificare le cose ma il nostro costante e fattivo impegno sociale.

    Antonio Nicolò – Consigliere Comunale

domenica 10 gennaio 2010

E' POSSIBILE RISOLVERE I PROBLEMI DELLA SANITA' IN CALABRIA: USIAMO LA "PP" !

La cardiochirurgia a Reggio non serve. Da qui a breve ve ne darò la dimostrazione pratica.
Questa mia asserzione dovrebbe avere la funzione di far smettere quel “fastidioso frinire”, che certi “cicaloni” della politica mettono in azione al bisogno, e far (spero) definitivamente capire qual è la vera emergenza sanitaria a Reggio.
Che non serva la cardiochirurgia l’esempio vivente è rappresentato dal consigliere regionale Alberto Sarra, al quale và il mio più sincero e sentito augurio di pronta guarigione. Una diagnosi tempestiva, un rapido trasferimento nella sede opportuna ed un “qualificato” intervento chirurgico hanno consentito di salvare la vita ad un uomo!
E scusatemi se, “crudemente” e “senza veli di ipocrisia”, pongo la seguente domanda: la stessa cosa sarebbe successa con qualsiasi altro “ uomo comune” ? Non ditemi nulla….conosco la risposta.
Di certo, sono noti (e molti) i “nomi eccellenti” che hanno beneficiato di quella che dovrebbe essere una “normale procedura”, nei casi di urgenza sanitaria.
Che si tratti di una PP…cioè una procedura preferenziale ? Boh !
Pongo un’altra domanda (che sia riflessione per tutti): come mai la classe politica si è accorta che serve una cardiochirurgia solo nel momento in cui è stata colpita in prima persona ?
Ed ancora: non pensate che il dovere di una classe politica sia quello di contribuire a migliorare le condizioni di vita del popolo che rappresenta ? E che principalmente si debba occupare di quello che è il bene primario dell’individuo, cioè la salute ?
La sanità in Calabria in questi ultimi anni (diciamo decennio per essere bipartisan) non è “notevolmente” peggiorata ? E coloro i quali oggi chiedono e si battono a gran voce per una cardiochirurgia cosa hanno fatto per evitare il “disastro sanitario” ?
La sintesi di un discorso e la risposta è in una sola parola: CHIACCHIERE !
Chiacchiere, che leggiamo “quotidianamente” sui giornali, giusto perché siamo in vicinanza delle elezioni regionali. Soggetti che presi dalla “frenesia dello scrivere”, discettano con estrema competenza su tutto, passando dall’alta chirurgia alle patate, ai cavoli e per finire alla “solita etica e moralità”.
Non sarebbe più opportuno che gli stessi soggetti ci portassero a conoscenza di quello che hanno prodotto in questi anni ? Per esempio: quante chilogrammi di patate o di cavoli hanno coltivato ?
Lo so cosa state pensando: sono tutti uguali, pensano ai “cavoli propri” !
Ma per tornare al punto dal quale eravamo partiti: ribadisco (ormai è da tempo che batto sullo stesso chiodo) che Reggio ha bisogno prima di ogni cosa di una “sanità normale”: questa è l’emergenza non la cardiochirurgia !
Reggio ha bisogno di un nuovo ospedale: aspetto con ansia(ma non ho dubbi) la designazione da parte del Comune del sito, dove dovrà sorgere il nuovo ospedale, con il successivo impegno pubblico, da parte dei candidati a Governatori, di reperire i soldi per la sua costruzione.
E’ necessario, nel frattempo, migliorare le condizioni igienico-strutturali e normative dell’esistente ospedale, con valorizzazione delle professionalità presenti (ne abbiamo avuto dimostrazione della loro esistenza), qualificazione del personale e dotazione di strumentazione all’avanguardia. Oggi non penso che possiamo “sopportare” la esosa spesa di gestione di una cardiochirurgia.
E’ necessario che siano attuate, al più presto, tutte le strategie manageriali atte a migliorare le condizioni esistenti: valorizzazione dell’ospedale Morelli, con l’attuazione di un centro di Onco-ematologia; accorpamento di alcuni reparti e servizi e “responsabilizzazione” dei dirigenti delle Unità Operative (tradotto vuol dire maggiore compartecipazione degli stessi nelle scelte).
Il medico e solo il medico può sapere cosa è utile per l’ammalato: dunque maggiore partecipazione e coinvolgimento della categoria nelle decisioni e nelle scelte che si vanno a fare: cosa serve per il paziente ?
E’ necessario ricordare che c’è bisogno, giusto per fare un esempio, di una chirurgia pediatrica di una chirurgia oncologia, di quella “famosa” Medicina Nucleare oltre, naturalmente, ad un pronto soccorso all’avanguardia.
Basta con le “arcinote barelle” in corsia ed i “ritardi diagnostici e terapeutici” legati ai disservizi vari: vogliamo una “banale sanità a misura di paziente”.
E la cardiochirurgia serve ancora ? Certo che serve…dopo che avremmo ricondotto alla norma quella che è la sanità con la quale il medico ed il paziente si confrontano giornalmente !
Gli interventi urgenti e “delicati” , come ampiamente dimostrato con le PP, si sono fatti e con ottimi risultati: adesso facciamo che la PP diventi la norma per chiunque ha bisogno di essere curato.

Antonio Nicolò – Consigliere Comunale

lunedì 4 gennaio 2010

ATTENTATO ALLA PROCURA GENERALE

Va fatta qualche riflessione, che va al di là della solidarietà, che tutti unisce, dal Capo dello Stato all’ultimo cittadino, per l’attentato alla Procura Generale. Mi spiego .
Due più due fanno quattro: è questa una tautologia matematica.
Se il cuore cessa di battere l’uomo muore: è questa una tautologia biologica.
Se qualcuno piazza una bomba alla Procura, bomba che poteva provocare una tragedia, è un delinquente, un mafioso ( a voler essere benevoli): è questa una tautologia etica.
C’è poco da “cincischiare”, c’è poco da fare teoremi, ipotesi e “corbellerie varie”: banalmente ci troviamo di fronte a dei criminali che si ribellano all’autorità dello Stato e che vogliono sostituirsi ad esso.
Gente che non ritiene di sottostare a delle leggi dello Stato, e che pensa a dover essere loro a dettare le leggi.
Dire che è un fatto grave, condannare, solidarizzare, manifestare, indignarsi, aumentare il livello di guardia può servire ma non basta !
E’ il momento di comprendere che ci vuole un po’ di sforzo in più da parte di ciascuno di noi.
E mi viene in mente la denuncia fatta a Bovalino da un commerciante, sottoposto all’attenzione della mafia per pagare il pizzo.
Questo signore, a chi lo intervistava, dichiarava semplicemente di “non sono un eroe”, perché riteneva di aver fatto “semplicemente” il proprio dovere: denunciare chi con la forza voleva estorcergli del denaro.
Questo signore aveva deciso di stare dalla parte dello Stato e lo ha fatto compiendo quel gesto che ogni cittadino dovrebbe fare: denunciare un’ illegalità.
Un fatto normale (cosi dovrebbe essere) appare ai nostri occhi come un fatto straordinario!
Cosi come ci lascia indifferenti il fatto che ogni sera ci siano due macchine bruciate o che, “una tantum”, viene distrutto un negozio dalla mafia.
Non è questa la normalità cosi come non sono normali in questa città tantissimi esempi di “mafiosità” (fatti di abusi di potere, prevaricazione, disprezzo delle regole e delle leggi) : la normalità è altra cosa.
Ecco perché gradisco poco le manifestazioni di solidarietà ed i buoni propositi (che comunque servono) e punterei a qualcosa di più concreto.
Bisogna scegliere da che parte stare e nello scegliere dobbiamo agire di conseguenza !
La mafia si può vincere ma a farlo deve essere lo Stato: cioè tutti noi ! La magistratura, la polizia, l’esercito, etc. etc. possono ottenere delle vittorie, ma non potranno debellare completamente il cancro sociale se non c’è la collaborazione di noi tutti.
Per esempio, la politica cosa deve fare ? Non certo un Consiglio Comunale straordinario per parlare, parlare e parlare.
Deve dare, con tutti i suoi rappresentanti, un buon esempio di Amministrazione e di gestione della “cosa pubblica”, di rettitudine e di moralità: abbiamo (e dobbiamo sentire) la responsabilità verso ogni singolo cittadino.
I partiti devono, al momento delle elezioni, proporre dei candidati che non siano indagati o che siano “vociferati”: insomma proprio come la moglie di Cesare che oltre ad essere onesta devono anche sembrarlo.
Deve scegliere tra i propri candidati gente di “indubbia e provata onestà” e che abbiano dimostrato (con i fatti) di essere stati utili già in qualche modo alla nostra società, svolgendo sino in fondo il proprio dovere.
Insomma bisogna agire secondo giustizia perché come diceva Aristotele, nella sua Etica Nicomachea ( dedicando un intero libro), la giustizia è la virtù più efficace, e né la stella della sera, né quella del mattino sono così meravigliose.
Noi crediamo che solo la Giustizia può rappresentare la migliore delle virtù ed è per questo che dobbiamo starle al suo fianco in maniera fattiva e non solo in maniera solidale.

Antonio Nicolò – Consigliere Comunale

martedì 29 dicembre 2009

ALT ! CONCILIA...

Verrebbe da definire “polemica da pescivendolo” o “politica di bassa macelleria” quanto si è verificato in questi giorni sulla vicenda dello speakeraggio comunista che è costato una multa ad un loro militante.
Lungi da me a voler scendere ad un livello cosi basso, mi trovo comunque costretto ad intervenire sull’accaduto in quanto è una cosa che riguarda l’Amministrazione, la politica tutta ed il “ il banale e comune cittadino”.
Aver letto la nota stampa prima e la replica dopo , inviata dalla Federazione provinciale e comitato cittadino del Pdci, sono rimasto attonito e mi sono sentito disorientato e mortificato per i toni usati: non è possibile che si possa giungere cosi in basso…anche nell’assurda ipotesi di un eventuale ragione.
Dico questo perché si è trattato non di una nota ma di un “vomitare veleno” ed un’istigazione alla violenza che ricorda i tempi bui (ormai lontani) della politica: che la politica sia caduta in basso è cosa nota, ma che esista ancora chi utilizza come metodo di lotta l’istigazione e la calunnia non può lasciarci indifferenti.
La mia difesa va prima di tutto al cittadino, che è rispettoso della legge, e dopo all’Amministrazione che comunque li rappresenta (Assessore e Vigili Urbani compresi, naturalmente).
Questa Amministrazione non ha bisogno della mia difesa, in quanto parlano da se i fatti ed il consenso ricevuto. Consenso la cui risultante è la candidatura di un reggino, Giuseppe Scopelliti, alla guida della Regione Calabria : evento storico come storica è la conquista di Reggio Città Metropolitana. Fatti questi innegabili, cosi come sono sotto gli occhi di tutti le opere realizzate da questa Amministrazione ed il progresso civile e culturale della città di Reggio.
Resiste (è il termine giusto) ancora qualche “roccaforte di insipienza e di substrato culturale” che ci vuole “tenere ancorati” al passato.
Ricordo ancora che nel 1970 si voleva fare passare Reggio (che rivendicava un legittimo diritto) per una città fascista. Alla stessa maniera, oggi, i comunisti vorrebbero sostenere la stessa tesi visto il consenso plebiscitario del nostro Sindaco. Tesi confutata dai fatti e dalla storia. Un’argomentazione “tinta “ da eccessivo livore, da arroganza, di mancanza di rispetto delle regole e del Corpo dei Vigili Urbani: inutile il distinguo che i compagni cercano di fare.
Mi spiego. E’ stata elevata una multa ad un militante comunista (cittadino) da un vigile urbano: questi sono i fatti!
Un fatto che avviene, regolarmente e quotidianamente, a molte persone che non rispettano le regole nella nostra città: compito dei vigili è far rispettare le regole !
Nell’ipotesi che la multa non è legittima vi è la possibilità di fare ricorso; nel caso in cui un agente abusa del ruolo che ricopre (questa è un altra accusa rivolta dai compagni), esiste la possibilità di denunciarlo alle autorità competenti.
Questo è quanto dovrebbe avvenire in un paese civile ! Ed invece no . I compagni “a corto” di argomentazione e di “proposte costruttive” , infuriati “caricano a testa bassa” chiunque si trovi di fronte, senza rispetto per niente e nessuno.
Distorcono ed amplificano i fatti, ed innescano una polemica di “basso livello” morale e culturale: accusano di fascismo tutto e tutti e se la prendono con un intellettuale (reo di essere di destra) che avrebbe,udite udite egemonizzato la cultura a Reggio. Insomma “roba da regime”. Come un fiume in piena incuranti della forma e del rispetto del prossimo (cittadino) travalicano gli argini, del buon senso e delle elementari norme del vivere civile, per “inondarci” con un linguaggio “melmoso e liquamoso” che nessuno può tollerare. Un ultimo consiglio (questa volta ai vigili urbani): multate chi volete, un vecchietto, un bambino una gentile signora ma ..ricordate mai un comunista: non tollerano di essere “ripresi”….sono perfetti.
Gruppo Pdl al Comune (Antonio Nicolò)

domenica 27 dicembre 2009

PROMESSE SOTTO L'ALBERO

Se non fosse per l’illuminazione nelle strade, per le vetrine addobbate a festa e per qualche “sporadico” albero di Natale (ormai se ne vedono sempre meno!) sarei tentato di credere, dopo aver ascoltato il messaggio di Agazio Loiero, che siamo a carnevale e che (in fondo) è tutto uno scherzo.
Non voglio vanificare lo “sforzo” fatto dal Presidente che si fa vivo per la terza volta in 5 anni (sic!) e che ci mette di suo la faccia: e già ci vuole una bella faccia a parlare ai Calabresi di questi tempi !
Viene difficile far capire alla gente che “lor signori” hanno lavorato per noi e non solo per il passato ma, meraviglia delle meraviglie, anche per il futuro. Anche se nessuno se ne accorto. Tutt’altro !
Ma mettetevi tranquilli, da qui a breve lo stesso Loiero ci spiegherà come hanno lavorato e cosa hanno prodotto: ricordatevi che fra qualche mese si vota !
Credetemi, viene difficile farlo capire a chi non ha un posto di lavoro, a chi non può curarsi nella nostra Regione, a chi vede “devastato” il territorio giorno dopo giorno ed a chi soprattutto e costretto ad assistere “inerme” allo spreco di denaro pubblico che si continua a fare.
Un piccolo esempio di come ci sottraggono i soldi: le primarie (che tradotto vuol dire lotta intestina all’interno di una coalizione), che si faranno da qui a breve, andranno a pesare sulle tasche dei calabresi.
Rassicurante, comunque, il suo messaggio sulla sanità e cito testualmente una frase , a dir poco, sconcertante: “un tema difficile. Allora eravamo nella bufera. Oggi in parte si è placata…”
Non ho ben capito se il suo è un bollettino meteorologico o sanitario: scusatemi cosa vuol dire la bufera si è in parte placata ?
Vuol dire che ultimamente (pochi giorni) non ci sono stati casi di morte sospetta ? Vuol dire che adesso sono arrivati i soldi dal Governo centrale e possiamo “spendere allegramente” ? Vuol dire che molti precari conserveranno il posto ? E le guardie mediche soppresse in un territorio disastrato come il nostro ? Chiuderemo alcuni ospedali inutili? Forse dopo le elezioni ?
Futuro incerto…un mondo difficile..felicità a momenti verrebbe da “canticchiare”!
Se volete (e ve lo concedo) potrebbero essere cose buone e giuste ma la sanità è un’altra cosa.
La “sanità calabrese reale” è quella che è venuta fuori dalla relazione Ricci-Serra (commistione politico-mafiosa, ospedali non a norma, ruberie varie, etc.) :praticamente un disastro.
Una sanità in cui ancora il deficit non è stato quantificato (ma si! Ripiana il Governo ! Cioè noi… Chissenefrega), una sanità che non è in grado di garantire “un’assistenza minima”, una sanità la cui rete di emergenza fa acqua da tutte le parti: l’ultimo morto si è avuto alla manifestazione No ponte.
Ma non era della sanità che volevo parlarvi: i fatti sono sotto gli occhi di tutti ed ogni ulteriore commento sarebbe superfluo, anche perché sono anni che vi “ossessioniamo” sul tema.
Voglio invece parlarvi della credibilità di alcune persone che, incuranti del giudizio altrui, e proprio come se “nulla fosse successo”, appaiono (in questo periodo pre-elettorale) in televisione o fanno “capolino” sui gornali locali.
Te li ritrovi ad ogni commemorazione, ad ogni incontro, ad ogni manifestazione e si inventano di tutto pur di occupare le pagine dei giornali.
Diventano, come d’incanto, esperti in economia, turismo, sanità, sindacato e si occupano di temi più svariati: parlano, propongono, progettano e si impegnano.
Erano stati in silenzio per tanto (troppo) tempo, se ne erano quasi persi le tracce ma ecco che improvvisamente e sorprendentemente, come emersi dal nulla, si materializzano e te li ritrovi innanzi ai tuoi occhi.
Sembra si sia dimenticato che la Regione Calabria ha come primato (tra le altre cose) il più alto numero di inquisiti; ininfluente sembra apparire l’arretramento culturale e sociale; di nessunsignificato il silenzio assordante dei nostri consiglieri mentre si “consumava” lo sfascio in Calabria.
Oggi qualcosa è cambiato (anche se non ve ne siete accorti): tutto è nuovo, diverso, bello….quasi quasi tutto credibile e proponibile!
Consentitemi di dire che se qualcuno vuol farci credere che qualcosa vuole cambiare in Calabria è bene che lo faccia prima delle elezioni!
I candidati a Governatori (chiunque essi siano), per essere credibili, non devono presentare progetti, fare promesse o “chiacchiere elettorali” ma devono proporre agli elettori volti nuovi, sopratutto giovani e donne:questo è un punto dal quale partire. Tutto il resto è poesia.
Antonio Nicolò- Consigliere Comunale















SOGNA RAGAZZO SOGNA

Gentile Direttore,
devo ringraziarti per la richiesta formulata a Babbo Natale, che ha bisogno (a mio avviso) di essere rinnovata, sempre e comunque,al di la della reale esistenza dello stesso.
Dico questo perché quanto Tu scrivi soddisfa in pieno quello che Martin Heidegger definiva il principio di ragione.
La tesi del fondamento di questo principio dice: nihil est sine ratione ovvero niente è senza ragione.
Ciò che la tesi asserisce appare evidente, e dunque il nostro intelletto non ha bisogno di sforzarsi ulteriormente, per comprendere la tesi del fondamento.
Soltanto le asserzioni fondate sono comprensibili e ragionevoli: le Tue lo sono e dunque soddisfano in pieno il “principio di ragione”.
Infatti Tu sostieni (giustamente) che ogni cambiamento deve (necessariamente) partire da noi stessi: cambiare noi per cambiare ciò che ci circonda.
Analoga richiesta avevo formulato nella mia Letterina a Babbo Natale pubblicata su Strill.it, senza che tra di noi ci fosse stato un accordo precedente !
Con questo cosa voglio dire ? Che esiste l’esigenza (credo di moltissime persone) di vedere modificata la realtà nella quale siamo immersi.
E’ questa solamente una riflessione di Natale ? ritengo di NO. E’ un’esigenza di chi vuol vivere un’esistenza “normale”, di chi non vuole vedere calpestati i propri diritti, di chi non sopporta l’arroganza del potere, di chi non ama le ingiustizie e di chi crede nei principi di solidarietà e di merito.
Bene Tu fai ad entrare nel merito e nel centrare il “cuore del problema”: il problema siamo noi non gli altri !
Ecco spiegato l’accorato appello a Babbo Natale che Tu fai ! Ecco svelato il segreto di ogni cosa: ogni risultato altro non è che la singola somma del comportamento di ciascuno di noi.
Ergo se le cose vanno come “non dovrebbero” andare la colpa deve essere ripartita per ciascuno di noi (forse in egual misura): nessuno deve sentirsi esente da colpe!
Sentirsi esente da colpe è la cosa peggiore che possa esserci in un uomo (se cosi fosse saremmo simili a Dio ! ), e non aiuterebbe al cambiamento: ognuno di Noi deve farsi un breve “esamino di coscienza”; non dico tutte le mattine ma (almeno) a giorni alterni.
La “presunta superiorità morale” e l’ipocrisia, mista alla capacità di stravolgere i fatti, è quanto di peggiore sia potuto accadere in una “certa” classe politica espressione di ideologie ormai superate e condannate dalla storia.
Perseverare in certi atteggiamenenti ( da rachitismo mentale) continua a creare danni a quel sistema che Noi affermiamo voler modificare: questo non è certamente il migliore dei mondi possibili ma nemmeno il peggiore!
Ecco perché accolgo volentieri il Tuo invito e lo faccio mio: cercherò in futuro di sentirmi meno presuntoso e di collaborare ancora di più per quel cambiamento che diciamo di auspicare.
Ma se c’è da cambiare… in una cosa non cambierò mai: nel desiderio di migliorarmi e di imparare dagli errori e nella voglia di contribuire a migliorare la nostra realtà !
E visto che ami Vecchioni ed affermi come Lui che “luci a San Siro non ne accenderanno più…”, sono “costretto” a risponderti con le parole di un’altra bellissima canzone dello stesso autore : “non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero”.Ed ancora : stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento….Lo so cosa stai pensando: il titolo della canzone è Sogna ragazzo sogna.
Ebbene si! Preferisco ancora sognare e, se nessuno mi potrà ridare indietro “la mia 600, i miei vent’ anni e una ragazza che tu sai..”, nessuno potrà impedirmi di credere che: “ la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire” come recitava bene quel grande poeta che è stato Nazim Hikmet . Dunque il nostro dovere è vivere la vita con dignità ed, anche se non saremo in grado di morire per “uomini che non abbiamo neppure visto in faccia”, speroalmeno saremo in grado di migliorarci e di donarci agli altri!
Ed in questo……solo Babbo Natale può aiutarci (credo) . Auguri.
Antonio Nicolò – Consigliere Comnale

giovedì 24 dicembre 2009

UNA LETTERINA....TRADIZIONALE.

Caro Babbo Natale, ormai adulto so che non esisti……..che tristezza !

Avrei voluto ancora credere (cosi come quando ero bambino) nella Tua esistenza perché mi dava speranza e felicità nell’attesa che si realizzassero i miei sogni (poca cosa..qualche piccolo giocattolo o qualche dolce).
Da adulti le nostre esigenze sono cresciute a “dismisura” e chiediamo sempre di più,alla vita ed a noi stessi , con una “bulimia irrefrenabile” dei desideri. Con la differenza che manca la “Tua presenza” a farci sperare.
Naturalmente non riusciamo a realizzare i nostri desideri perché rincorriamo, disperatamente e faticosamente, delle cose che non hanno un limite: il potere ed il denaro.
Sembra non essere rimasto più nulla da desiderare, per gran parte di noi: forse solo in queste feste ci sentiamo “coinvolti” in pensieri positivi ed altruistici (sarà la magia del Natale ?)
Sai, devo confessarti una cosa: anche se non esisti noi continuiamo ad utilizzare il Tuo nome e la Tua immagine per esprimere i nostri desideri, i nostri bisogni, per illuderci che qualcosa possa cambiare (in meglio)….per cercare di dare un senso a qualcosa.
Oggi manca il fine, manca la risposta al “perché ?”, ogni valore supremo (direbbe Nietzsche) si è svalorizzato e noi siamo sempre più soli.
Consentimi (per un attimo) di credere che Tu esisti per chiederti qualcosa di cui sento la necessità: fa che ognuno di noi comprenda che bisogna “donarsi” all’altro in quanto è l’unico modo per conoscere noi stessi e capire il vero significato della nostra esistenza.
Particolarmente a Noi. classe politica, che siamo delegati a gestire il bene comune ed a cui ci si affida per migliorare le condizioni di vita: facci capire che “dovremmo” essere al servizio degli altri e non di noi stessi e che bisogna pensare innanzitutto ai più deboli ed ai più bisognosi.
Se (per assurdo) dovessi Tu esistere realmente, esaudisci questo mio desiderio….tutto diventerebbe bello !
Antonio Nicolò

martedì 1 dicembre 2009

DECENTRAMENTO E MENZOGNE

Concordo pienamente sulla necessità diGiustifica avere le riprese televisive (dirette) in aula: non fosse altro per sbugiardare una sinistra salottiera, ipocrita, fantasiosa e “truffaldina” .
La sinistra , infatti, stravolge completamente i fatti e li utilizza (cosi come ha sempre fatto) in maniera demagogica e populista utilizzando (naturalmente) i media di cui dispone: ecco che appaiono in televisione, con cadenza da ciclo mestruale, gli editoriali di chi (spesso) non essendo neanche presente in aula “raccoglie” poche notizie che possono servire per costruire tutto un s-ragionamento, senza peraltro la possibilità di un contraddittorio.
In tal senso le cose sono sin troppo semplici e dunque si potrebbe parafrasare, in questo caso, un vecchio detto che recita cosi: “lui se la canta e se la suona”.
Ma la cosa che da più fastidio della sinistra è : A) lo stravolgimento dei fatti B) l’arroganza di avere una superiorità morale rispetto a chiunque.
Riguardo il primo punto, di cui tutti si riempiono (è il caso di dirlo!) la bocca, e cioè il famoso olio di ricino (che peraltro ha proprietà taumaturgiche) prescritto al capogruppo Martino dei ds, preciso che nasceva da una precedente accusa, fatta dallo stesso a tutto il Pdl, di una “divisione fascista” nella delimitazione delle circoscrizioni.
Se scandalizza un po’ d’olio non capisco perché non dovrebbe scandalizzare la provocazione di Martino, che dà del fascista non al sottoscritto (che avrebbe certamente gradito e ringraziato) ma a tutti i componenti del Pdl !
Martino dovrebbe chiedere dunque scusa a chi non si sente e non è fascista pena un raddoppio della dose di olio di ricino !
Ma, come potrete ben capire, naturalmente ad un comunista tutto è concesso in quanto dotato di quella “presunta superiorrità morale”. Pertanto Martino non offende ma fa una precisazione quando etichetta come metodologia da ventennio la ripartizione circoscrizionale.
E proprio sulla base di codesta superiorità morale ci si sente in diritto di raccontare la realtà con una libera interpretazione. Alla fine si accusa, si denigra e da carnefici ci si trasforma in vittima.
E’ giù a dire che loro sono bravi, onesti, capaci, disinteressati, coerenti, morali, preparati, intelligenti : insomma vogliono fare del bene alla comunità ed al mondo intero, sacrificando se stessi e “donandosi” agli altri e tutto ciò gli viene impedito da gente che “mostra i muscoli” .
Commovente la scena e la recitazione, secondo copione, di questi soggetti che potrebbero anche essere credibili se invece di abitare a Reggio abitassero in una grande metropoli!
Guarda caso viviamo in questa graziosa e gentile città e sfortunatamente (per loro) ci conosciamo tutti.
E poi il cittadino non è cosi stupido da credere alle favolette del centro-sinistra: ormai è cresciuto!
E lo dimostra al momento del voto ! Ma la sinistra è talmente “contaminata ideologicamente” da non rendersene nemmeno conto.
La riforma del decentramento (voluta dal Governo Prodi) doveva farsi e si è fatta.
Ma una domanda sorge spontanea: in questi due anni (dico due) i “quattro Aristogatti” del centrosinistra come mai non hanno trovato il tempo di presentare una proposta in commissione ?
Fosse anche per dire: noi l’abbiamo presentata e loro non la hanno presa nemmeno in considerazione ! Ma cosi non è stato. Nulla…il vuoto, proprio come loro.
L’unica soluzione che è venuta in mente a quel genio di Martino è stato quella di chiedere il ritiro della delibera (sic !). E quando la maggioranza (si chiama cosi perché ha un numero di consiglieri maggiore rispetto al centrosinistra e non per la maggiore forza) ha approvato la delibera ecco che (apriti cielo) che si ricorre al vittimismo ed alla “presunta superiorità morale”.
Ma questa Amministrazione produce fatti e non le “bollicine” da apertura della bocca della sinistra! La riduzione delle circoscrizione è solo l’inizio di un percorso che attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza (apposite riunioni da qui a breve) porterà anche a renderle più funzionali e più efficienti grazie alle deleghe che verranno attribuite.
Dal canto loro la sinistra, giunta ormai al capolinea, con Martino nel ruolo di “first lady” e Lamberti “tuttofare”, non ha trovato di meglio che “sparare” l’ultima“cantonata”: disertare il consiglio aggrappandosi (come un naufrago si aggrappa alla ciambella) all’inagibilità dell’aula del consiglio: ma questa è un’altra storia e ne riparleremo !
Se non fosse che stiamo parlando di cose serie il “centrosinistra con la sua band” potrebbe anche ispirare un filo di “umana simpatia ma trattandosi di cose serie posso consigliare un “cautelativo silenzio” perché se si apre la bocca, per offendere, c’è il rischio che qualcuno ti rifili un po’ d’olio.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale-