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lunedì 24 maggio 2010

IL PAZIENTE E' PAZIENTE...NON SCEMO !


Si parla e si scrive di sanità. Lo si è sempre fatto: i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Si ricomincia a parlare con più vigore, con maggiore convinzione e determinazione. E questo perché è diventato difficile nascondere la triste realtà anche
al più bravo “illusionista della politica”.
Anche il Governo nazionale ci ammonisce e ci “costringe” alle nostre responsabilità ! E lo fa, non solo con una “classe politica parassita” ma anche con il singolo cittadino: è necessario un aumento delle tasse.
Il Governo corregge il tiro affermando: date dimostrazione di “buona volontà” e vi verremo incontro. Tradotto vuol dire che si chiedono fatti ed anche concreti: non solo bisogna operare ma farlo anche bene.
E qui mi si trova d’accordo. E’ giusto iniziare a tagliare, risparmiare, controllare, gestire, programmare etc al fine di appianare quella “voragine di debiti”, non ancora quantificabile, accumulatasi nel corso degli anni e che ineluttabilmente pagheremo tutti. Lo faremo senza battere ciglio (cosi come ci hanno abituati). Ma la buona sanità ? Chi ci darà la garanzia e la certezza di un “futuro normale” della sanità ? La buona sanità è quella alla quale si fa riferimento ogni qualvolta bisogna mettere una pezza nella grossa falla del sistema ?
No certamente! La buona sanità è quella che fa percepire al cittadino (e gli fa avere anche la consapevolezza) che la propria salute viene garantita, da strutture efficienti ed operatori sanitari qualificati, con la certezza di un posto letto in caso di ricovero e di un “iter diagnostico” e terapeutico adeguato. Cosa che oggi non avviene.
Alcuni ospedali vanno chiusi e bisogna farlo subito: non servono “strutture paravento” per garantire posizioni di comodo ma che risultano, alla fine, essere trappole (a volte anche mortali) per il paziente.
Non serve avere più personale o più primari ospedalieri: serve far lavorare e qualificare il personale esistente (peraltro in esubero). Questo significa accorpare tante “piccole isole felici” in un'unica realtà lavorativa ed operativa, implementare le strutture carenti (leggasi chirurgie) con professionisti qualificati. Chiudere con le assunzioni di parenti, amici, amici degli amici ed affini.
Per fare questo bisogna avere dei manager seri e dei responsabili di Unità Operativa qualificati, ai quali devono essere dati degli obiettivi chiari (non il solito pareggio del bilancio o il “volemose bene tutti”) pena l’immediata decadenza dall’incarico. Assegnare i budget e chiedere conto di come si spendono i soldi e la garanzia di una adeguata prestazione.
Chiudere i vari “pseudo-ospedaletti” della piana per iniziare ( già da subito ) a costruire il tanto famigerato “Ospedale Unico della Piana”: un unico ospedale funzionante che garantisca il locale evitando il peregrinare alla ricerca di un posto. Stessa cosa dicasi per la città di Reggio: bisogna attivare tutte le procedure per la costruzione di un nuovo ospedale.
Questa sanità non si può riprendere neanche se si è in possesso della famigerata bacchetta magica. Gettare le basi (non solo in termini di edilizia) vuol dire essere lungimiranti e concreti. Non servono più i “rattoppi” perché la “pezza” di buchi ne ha fin troppi ! Servono decisioni forti, forse impopolari, e non di comodo: se non si accontenta qualche amico (con concorsi, incarichi e frattaglie varie), se si privilegia la meritocrazia, se si impedisce lo spreco, se si utilizzano le risorse disponibili (oggi utilizzati al massimo per il 20%), se si è lungimiranti nelle scelte, ecco che il risultato si ottiene. Se si continua (cosa impensabile) con le parole ad effetto, con il gettare “fumo negli occhi” i risultati da qui a breve saranno nefasti per tutti: non solo per i pazienti ma anche per la politica. Il paziente è paziente non certo scemo: la misura è colma ! Lo ha detto anche il Governo.

venerdì 14 maggio 2010

CHI ROMPE PAGA ED I COCCI SONO SUOI


La tentazione è forte, e si ripresenta ciclicamente sempre con più maggiore intensità, ed è quella di lasciar perdere privilegiando una vita solitaria da eremita. Ma alla fine prevale il buonsenso,
anche se non di continuare a lottare, di dire almeno liberamente le cose come stanno.La decisione del Governo di far pagare (attraverso un aumento delle tasse) ai calabresi il deficit della sanità, derivante dallo sperpero, dalle ruberie varie e dalla cattiva gestione, mi sembra cosa buona e giusta ed un atto dovuto. Certo saranno in pochi a capirlo ed accettarlo: le punizioni si sa non vengono mai graditi, ne tantomeno desiderate da nessuno.Ma se di punizione trattasi (come cosi è realmente e lo dico a “ciglio asciutto”), questa deve servire, alla fine, per trarne una morale: chi rompe paga ed i cocci sono suoi.Infatti da tutto questo “disastroso e disastrato mondo politico calabrese” non ci si poteva aspettare un risultato diverso! A nulla servono i buoni propositi e le “promesse illusorie”, ci vogliono i fatti, quelli concreti e tangibili e che non si prestano a fraintendimento alcunoSe è vero, come è vero, che tale decisione del Governo è la risultanza di una “gestione allegra” da parte di una “combriccola politica” (altrettanto allegra), eletta da cittadini superficiali e poco attenti, ne deriva la naturale conseguenza che a pagare debbano essere i cittadini stessi. Ed i politici ? I politici che sono i maggior artefici del disastro continueranno a “bivaccare e bighellonare” senza colpo ferire ?E no ! Troppo comodo ed anche troppo semplice se a farne le spese devono essere solo i cittadini (peraltro alcuni onesti e molti inconsapevoli). E chiaro che il cittadino deve “responsabilizzarsi” e produrre una classe politica seria e non i “soliti lestofanti” ed anche incominciare a pretendere fatti. Un rimedio deve pur esserci affinchè si incominci a riavere fiducia: pagare le tasse non deve essere vissuto dal cittadino come una punizione senza peraltro “beneficiare” di quello che è un diritto naturale: una sanità che funzioni.Mi permetto di dare un suggerimento, naturalmente se la nuova classe dirigente regionale vuol dimostrare di fare sul serio, ed è questo: dimezziamo il compenso dei consiglieri regionali e tagliamo le “spese esose” di questo carrozzone regionale. Infatti la nostra è una regione dove si spende per la politica più che in altri regioni (dove le cose funzionano). Faccio notare, a qualche persona poco attenta, che ancora oggi, gran parte dei consiglieri, o politici che occupano ruoli importanti di sottogoverno, facevano parte della “combriccola” che ha determinato il disastro della sanità calabrese !Faccio notare che il federalismo fiscale và in questa direzione: ogni regione deve sapersi gestite con le proprie forze. Questo vuol dire (ed il segnale del Governo oggi è chiaro) che la classe politica, delegata a rappresentare il cittadino, deve “rassegnarsi” ed abbandonare le logiche sino ad oggi seguite: il proprio tornaconto ! Nessuno può pensare di “scaricare” su altri responsabilità personali. Ergo privilegiamo le professionalità, le competenze e l’onestà pena un dissesto peggiore di quello sin qui prodotto.Richiamo al senso di responsabilità la categoria medica che sino ad oggi ha consentito (rendendosi cosi complice) che la sanità andasse alla deriva: bisogna anteporre l’interesse generale a quello personale. Il garante della salute del cittadino è (e lo sarà sempre) il medico !Reggio (parliamo della nostra realtà) ha la necessità di avere un “nuovo ospedale”, come ho più volte ribadito, ed è in questa lungimirante prospettiva che bisogna lavorare. Naturalmente l’ospedale esistente, sino a quando non verrà realizzato il nuovo, dovrà essere messo in condizioni di poter garantire una qualità “decente” di sanità, che potrà essere realizzata con una modica spesa, principalmente con la scelta di dirigenti validi che hanno a cuore il problema: daremo cosi dimostrazione che qualcosa vuole cambiare anche qui in Calabria. Solo allora il cittadino sarà motivato a pagare le tasse avendo la certezza che i propri diritti saranno garantiti. Altrimenti, come si dice in questi casi, il cittadino sarà costretto a subire oltre il danno anche la beffa!

giovedì 29 aprile 2010

NON INTERPELLIAMO L'ORACOLO DI DELFI


Andando a tastoni come nelle tenebre, si vuol tentare di apportare dei miglioramenti nella sanità calabrese. Non funziona cosi !
Rozzamente (e forse ingenuamente) confermo, in maniera chiarissima e fuori da ogni dubbio, che la sanità necessita di “cure intensive” e somministrazione di farmaci a “dose da cavallo” per un’eventuale sua ripresa.
Mi accingo a mostrarvi quale sia la realtà locale della sanità. E non lo faccio certamente come l’oracolo di Delfi che non afferma, ne nasconde, ma lascia intendere per enigmi !
Ed allora sarò chiaro, preciso, sintetico e diretto come è mia abitudine.
La realtà “nuda e cruda” cari signori è questa: degrado, disservizi, inefficienza ed arroganza, “conditi” con un pizzico di menefreghismo ed un bel poco di superficialità e strafottenza quanto basta, la fanno da padrone.
Degrado strutturale. E continuo a battere sullo stesso chiodo: vi è l’urgente necessità di pianificare un intervento risolutivo che abbia come sua “adeguata espressione” la costruzione di un nuovo ospedale a Reggio (Città metropolitana !). In itinere è necessario garantire il minimo dei servizi di pulizia, messa a norma, ristrutturazione e quant’altro possa servire per far si che un paziente che entra in ospedale abbia la consapevolezza di trovarsi in un nosocomio (ovvero un luogo dove si cura l’ammalato) e non in un mercato ortofrutticolo.
Disservizi: una buona organizzazione con una migliore utilizzazione e riqualificazione delle risorse esistenti (con la prospettiva di nuove energie in corso d’opera) potrebbe essere un buon inizio !
Bisogna privilegiare la meritocrazia ed incentivare chi ha voglia di lavorare: sino ad oggi sono stati messi in atto solo meccanismi che hanno “scoraggiato” qualsiasi tentativo di professionisti seri e preparati a lavorare.
Inefficienza: è questa la nota dolente ! Il “primo movens”del disastro della sanità è stata la “gestione allegra” dei vari Direttori Generali ben accoppiati a Direttori Sanitari (quest’ultimi medici, sic !).
Un binomio, che sembra uscito dall’uovo di pasqua per via dell’ ”espressione sorpresa” che mostrano ogni qualvolta gli si venga messo sotto gli occhi una realtà che non si può nascondere in qualche modo.
Arroganza: basterebbe andare a vedere tutti gli ultimi concorsi (con relative assunzioni) per capire che c’è qualcosa (a voler essere benevoli) di..….miracoloso (o stranissime coincidenze ?).
Basterebbe andare a visionare tutte le delibere per sapere se è stato mai sentito il parere del consiglio dei sanitari.
Non vado oltre per motivi di spazio e di tempo ma, quanto detto, ritengo sia sufficiente per capire come “gira il sistema”.
Permettetemi, in conclusione, di rnnovare il mio “disperato appello” affinchè in ospedale vi sia una medicina nucleare funzionante, una PET (che con ottime probabilità non avremo mai) ed almeno cinque primari chirurghi (spero di non aver esagerato !).
Lo so che qualcuno si dispiacerà di questo mio intervento ma la sanità in ospedale è ancora pubblica e non privata e che il sottoscritto ancora è “a piede libero” .Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

domenica 1 novembre 2009

La trasmissione Focus di TeleReggio su Nuovo Ospedale e Sanità

Una sintesi della mia partecipazione alla Trasmissione di TeleReggio
"Focus" su Nuovo Ospedale e Sanità.
fonte: www.telereggiocalabria.it

venerdì 16 ottobre 2009

Parte la raccolta firme per la costruzione del Nuovo Ospedale

Nuovo Ospedale di Reggio Calabria:

la conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo S. Giorgio
di presentazione della petizione popolare e la raccolta firme.
I servizi di TeleReggio. fonte: http://www.telereggiocalabria.it/




Petizione per un nuovo ospedale reggino

Venerdì 16 Ottobre 2009 15:51


Nella conferenza stampa tenutasi oggi al Salone dei Lampadari, a Palazzo San Giorgio, si è parlato della necessità della costruzione di un Nuovo Ospedale nella nostra città, anche alla luce di quanto sta succedendo all’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli.
A partire da domani nella Piazza di San Giorgio al Corso dalle ore 17 si inizierà la raccolta firme per la costruzione di un Nuovo Ospedale a Reggio

PETIZIONE POPOLARE

Al Signor Sindaco della Città di Reggio Calabria
Al Governatore della Regione Calabria
Al Signor Prefetto di Reggio Calabria

per la costruzione di UN NUOVO OSPEDALE PER REGGIO CALABRIA

Appare ormai ineludibile la necessità della costruzione di un nuovo ospedale a Reggio Calabria. L’attuale struttura dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” appare inidonea sia da un punto di vista strutturale che funzionale: necessita, infatti, di continui interventi di ristrutturazione e di messa a norma obbligatoria, con un dispendio economico continuo ed esoso. Ciò comporta la presenza all’interno della struttura ospedaliera di operai che creano grossi disagi agli operatori sanitari ed ai pazienti. Naturalmente, nonostante gli interventi, non si riesce ad avere una definitiva sistemazione della struttura: permangono insufficienti ed inadeguati gli spazi per le varie divisioni e servizi. Inoltre (e non di meno conto) l’ospedale non è munito della certificazione antisismica secondo i nuovi parametri. La necessità di un nuovo ospedale riveste un carattere d’urgenza considerato lo stato di emergenza sanitaria in Calabria: uno struttura funzionale ed adeguata in termini strutturali consente l’erogazione di migliori prestazioni sanitarie.Inoltre con lo scarso o nullo funzionamento degli ospedali della provincia (alcuni dei quali verranno chiusi o riconvertiti) aumenta l’afflusso dei pazienti nel nosocomio reggino, già insufficiente a coprire i fabbisogni del territorio cittadino. La necessità di un nuovo ospedale è legata anche agli sviluppi futuri di Reggio, con la creazione della Città Metropolitana, che comporta un’espansione della città stessa. Prioritariamente l’esigenza di un nuovo ospedale nasce dalla necessità di fornire ai pazienti una struttura efficiente, capace di poterli ospitare in spazi adeguati ed igienici, garantendo cosi la tutela della loro salute, e consentendo agli operatori di poter lavorare in una struttura ospedaliera degna di questo nome.

Antonio Nicolò
Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

lunedì 31 agosto 2009

LA BOLGIA INFERNALE DELLA SANITA': COME USCIRNE


Credo che bisogna essere chiari (se possibile sino in fondo) sull’emergenza sanitaria in Calabria: avere idee precise per tentare l’uscita dalla “bolgia infernale” in cui ci troviamo.
La vergogna che dovrebbe indurre a tacere la classe politica Calabrese tutta, la rabbia ed il dolore dei parenti delle vittime della malsanità, il silenzio incomprensibile della categoria medica, l’impotenza e la rassegnazione dei pazienti/cittadini, il ruolo poco chiaro dei media, sono tutte cose che debbono essere considerati senza infingimenti e con la massima libertà ed onestà se vogliamo venirne fuori: insomma parliamo chiaramente e diciamo le cose come stanno sino in fondo !
La classe politica (tutta, e sottolineo tutta!), unica e vera responsabile dello sfacelo della sanità calabrese dovrebbe avere almeno il pudore di tacere, il buonsenso di mettersi da parte (considerato il fallimento), di nascondersi agli occhi della gente o, in alternativa, agire concretamente.
Dalle parole di questi signori appare chiara la “disonesta intellettuale”: la Lo Moro accusa Loiero di aver affossato la sanità calabrese negli ultimi due anni e Loiero di rimando ricorda alla Lo Moro che lei stessa aveva detto che non esiste deficit nella sanità calabrese (oggi sappiamo esistere il dissesto economico, la bancarotta).
Ricordo due dichiarazioni/proclami fatte dagli stessi e che rendono il “senso del ridicolo” di questi signori!
Loiero (dopo i primi decessi di malasanità): mai più morti simili in Calabria ! Lo Moro: la sanità calabrese funziona perfettamente !
Facile a parole fare proclami simili (ahime riportati anche dai giornali e dalle televisioni !).
Oggi il centrodestra (in prossimità delle elezioni regionali) con i suoi consiglieri alza la testa per gridare allo scandalo ed alla catastrofe, dopo aver contribuito allo sfacelo (durante la propria gestione) ed aver taciuto durante questa legislatura di centro-sinistra (in quanto connivente).
La relazione della commissione Serra/Riccio è sufficientemente chiara ed esplicativa sulla situazione: commistione politico/mafiosa, sprechi e ruberie varie, Direttori Generali non in possesso dei titoli, ospedali fatiscenti e non a norma.
I correttivi dovevano andare in tale direzione: chiusura/riconversione di alcuni ospedali, taglio agli sprechi, controllo e sanzioni per evitare le truffe, personale qualificato e titolato alla guida delle aziende ospedaliere. Nulla di tutto ciò è stato fatto.
Ed allora ripartiamo da questo benedetto commissariamento per rimettere ordine nella sanità calabrese: non è certo la panacea ma almeno “rimarchiamo” l’inefficienza politica !
I medici, in gran parte validi professionisti, devono capire che è giunto il momento di dire basta: devono partecipare in maniera attiva alla gestione della sanità, denunciare chi non li mette nelle condizioni adeguate a svolgere il proprio lavoro (carenza di strutture, tecnologie avanzate e personale qualificato): non basta compiere il proprio dovere perché il più delle volte si è coinvolti in situazioni delle quali non si ha alcuna responsabilità personale (fermo restando che chi viene riconosciuto colpevole, dopo sentenze certe, debba pagare).
I pazienti debbono stare dalla parte del medico e viceversa: da questa sinergia si può porre freno all’arroganza del potere politico ed al malaffare della sanità ! Entrambi (medico/paziente) devono essere supportati dai media: anche giornali e televisioni debbono contribuire alla “costruzione della sanità calabrese” ormai ridotta da anni come l’autostrada Salerno-Reggio
E’ il momento questo di dare segnali forti di concretezza se si vuole uscire dalla stagnazione e dal putridume.
Personalmente aspetto la risposta dell’individuazione ed assegnazione del sito per costruire il nuovo ospedale a Reggio cosi come aspetto da chi è alla gestione della sanità calabrese una risposta adeguata al problema: riconversione e taglio di ospedali inutili e costruzione di nuove ed adeguate strutture; costruzione di un’efficiente e tempestiva rete di emergenza-urgenza.
E non sarà certamente un caso che il primato di sprechi e di pericolosità delle strutture sanitarie sia dalle nostre parti.
Qui tutto va tutto a rilento, prevale l’arroganza, l’incompetenza, il malaffare, la corruzione e cosa più grave di tutto…….l’impunità.Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-