Visualizzazione post con etichetta SANITA'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SANITA'. Mostra tutti i post

mercoledì 21 luglio 2010

MI PIACEREBBE ..............


Una politica che non riesce a garantire una sanità, adeguata alle esigenze del cittadino, non merita di gestire nulla che appartenga alla vita pubblica. Un politico che non si cura della salute del cittadino non è degno di tale nome. Questa è la premessa di un discorso, che
potrebbe essere lungo, ma che sintetizzo in un concetto: la sanità deve obbligatoriamente funzionare e, affinchè ciò avvenga, la politica deve dimostrare “fattivamente” il suo interesse.
La realtà drammatica della sanità calabrese (sottovalutata a mio avviso) non ci consente di sbagliare ulteriormente.
Comprendo che bisogna porre un freno allo sperpero di denaro, accetto la chiusura di strutture che non hanno un senso ad esistere, ma non si è disposti ad accettare che “strutture vitali” per il cittadino paghino le conseguenze di decennali “gestioni dissennate” nel settore.
E mi riferisco all’Hospice ed al Policlinico Madonna della Consolazione della nostra città: strutture sanitarie che hanno da sempre “compensato” i deficit delle strutture pubbliche.
Il Policlinico Madonna della Consolazione è una struttura, dove operano professionisti di altissimo livello che oggi si vedono costretti alla resa, in quanto devono “espiare” colpe che non gli appartengono.
Gente, che per lustri ha “servito” la cittadinanza con professionalità e serietà e, che oggi devono fare i conti con una realtà ingestibile ed ingovernabile.
Mi chiedo: è possibile che non si abbia il buon senso di fare i conti con la storia ?
E la storia ci insegna che il Policlinico non và abbandonato a se, ma sostenuto, in quanto rappresenta un pezzo di storia sanitaria di questa città.
Non è giusto che gli operatori del settore, tra le mille difficoltà imposte, devono avere anche la preoccupazione del sostentamento familiare, a causa di ritardi nelle spettanze dovute.
Mi piacerebbe vedere trasformate le auto blu dei politici in ambulanze.
Mi piacerebbe sapere che gli stipendi dei politici vengono pagati regolarmente in ritardo.
Mi piacerebbe vedere dei tagli cospicui agli stipendi di manager, consulenti e dirigenti.
Mi piacerebbe sapere che ognuno è richiamato alle proprie responsabilità.
Mi piacerebbe sapere che dietro la “morte di qualche ospedale inutile”, vi fosse la rinascita di altre strutture sanitarie utili
Mi piacerebbe non vedere le “solite facce” che hanno operato “malamente” nella sanità e che per questo vengono premiati.
Mi piacerebbe vedere premiata la professionalità, la serietà, l’attaccamento al dovere etc ,etc.
Mi piacerebbe non vivere con la preoccupazione che, qualche “gruppo sciacalli” può approfittare dello stato di disagio di strutture private ridotte “volutamente” all’osso.
Mi piacerebbe non vivere con l’angoscia che ogni promessa nasconda una trappola mortale.
Mi piacerebbe sapere che chi onestamente lavora venga retribuito regolarmente.
Mi piacerebbe vivere in un “luogo normale” dove un diritto non deve essere un favore concesso, dove l’interesse comune prevalesse su quello personale, dove la regola non rappresenta l’eccezione.
Mi auguro che il “nuovo” della politica non sia il “solito nuovo” e che tutto venga riportato, nel più breve tempo possibile, ai canoni della normalità.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

mercoledì 5 agosto 2009

VERGOGNA !!!!


Vergogna ! Questa è la “parolina magica” che spiega tutti i problemi della sanità in Calabria.
E’ proprio vero, ormai non si riesce più a provare vergogna per nulla ! Nemmeno di fronte alla sofferenza ci si vergogna !
Vergogna per quello che non si riesce a voler dare o a voler fare: esiste solo l’indifferenza !
L’indifferenza di una società che pensa al proprio utile, al proprio tornaconto,all’effimero, al superfluo, alla sopraffazione ed al menefreghismo imperante: una società votata al suicidio !
Ma questo non sembra interessare più di tanto: ci si è talmente inariditi nell’animo ed è tanto l’egoismo che si è disposti a calpestare tutto e tutti…compresi gli ammalati, chi soffre e chi ha bisogno di aiuto! Per questo vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi non ha il coraggio di svelare, di mettere in chiaro una realtà drammatica e triste, chi non ha il coraggio di parlare!
Vergogna dovrebbe provare chi cerca di “occultare” tale realtà per favorire il Potere Politico o un”affarismo becero” !
E di questi “personaggi” ne abbiamo anche troppi ! Persone che (purtroppo) occupano posti dove avrebbero la possibilità di parlare, decidere, porre rimedi, denunciare e condannare: ma tutto tace, tutto si banalizza, tutto si riduce a puro chiacchiericcio: complimenti!
Vergogna per chi non riesce a gridare in faccia il proprio disprezzo a quei signori, che della sanità dovrebbero occuparsene in maniera seria, ed invece utilizzano il proprio ruolo per interessi personali: siano essi politici, sindacalisti, direttori, medici e quanto altro !
Vergogna per chi tace dell’esistenza di un “sistema ufficiale” di potere politico-mafioso e per chi non lo combatte !
La mappa del potere sanitario della Calabria è alla vista di tutti, praticamente ufficiale, scontata nella sua sfrontatezza.
Politici accattoni che non provano vergogna nel tradire le aspettative di chi li ha delegati: la cattiva politica nella Sanità è peggio della 'ndrangheta; senza la cattiva politica mafiosi e affaristi non potrebbero fare niente.
A questi signori (si fa per dire) non li ferma nessuno…neanche la vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi costringe l’ammalato a non avere una struttura pulita e decorosa.
Vergogna per chi non riesce a garantire il minimo indispensabile di assistenza sanitaria al cittadino.
Vergogna per chi fa finta di non vedere, per chi preferisce pensare che non ci sia una soluzione e dunque è meglio lasciar perdere.
Vergogna per chi pensa che fare il proprio dovere basta: no! Non basta fare il proprio dovere ma bisogna indignarsi e protestare con ogni mezzo !
Vergogna per chi non lotta per rompere una sacca di privilegi e per chi si gira dall’altro lato per non guardare !
Vergogna ed ancora vergogna per chi non ha rispetto della sofferenza umana, per chi non riesce a dare un po’ d’amore all’ammalato, per chi ha il compito di tutelare la salute del cittadino ed invece se ne disinteressa, per chi gestisce la sanità solo quale strumento di affari e per elargire favori a parenti ed amici !
Vergogna e solo vergogna dovremmo tutti provare di fronte agli ammalati se non siamo coscienti di aver fatto tutto il nostro dovere ed invece…….non si prova più vergogna !! Anche per questo dovremmo provare Vergogna.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-

martedì 7 luglio 2009

OSPEDALE: CANTIERE APERTO


La sanità è un problema serio è va affrontata in maniera altrettanto seria: puliamo le orecchie, con del cotone e del detergente, affinché non ci siano problemi all’ascolto ne “dubbi interpretativi” da parte di chicchessia.
Veniamo al sodo, non stiamo troppo a cincischiare, e cerchiamo di essere seri ed onesti: Reggio ha urgente bisogno di un ospedale nuovo.
Il nostro ospedale oggi è una struttura obsoleta, con criticità difficilmente superabili attraverso interventi di tipo strutturale
Tale affermazione nasce, non da una mente contorta e distorta ma, da un “veterano dell’ospedale”, da un “senzatetto ed accampato dell’ospedale” (quale io sono) insieme a quella di altri missionari: sappiamo perfettamente che non esiste possibilità alcuna di poter ristrutturare una struttura fatiscente come la nostra.
Anche se l’ospedale è un “eterno cantiere aperto per necessità” la soluzione deve essere diversa in maniera tale che, partendo dalla radice del problema, si abbia il migliore e definitivo dei risultati.
Naturalmente il tutto non ha uno spirito polemico o il voler puntare l’indice contro qualcuno: unico responsabile di questo “invecchiamento dell’ospedale” è solo il tempo.
E già ! I Principi di Piemonte il 31 maggio 1932 inaugurarono gli Ospedali Riuniti Melacrino-Bianchi e pertanto, se riflettete bene, di tempo ne è passato ed anche troppo.
Esiste una realtà che bisogna sia resa nota a tutti: non esiste in ospedale servizio o reperto che non abbia problematiche di ristrutturazione, di messa a norma, di spazi esigui e quant’altro.
Questa è la prima motivazione dell’assedio al Direttore Generale di turno da parte dei primari ospedalieri, al fine di “recuperare qualche spazio” o ottenere la promessa di “qualche ritocco”.
E nonostante i “rattoppi”, gli “scambi” e le “sistemazioni temporanee” il problema rimane di una gravità estrema: basta pensare “semplicemente” ai rischi di infezione ospedaliera !
Penso ai tanti soldi che si sono spesi in tutti questi anni per riparazioni, ristrutturazioni, sistemazioni etc : avrebbero costruito almeno tre ospedali nuovi !
Lancio questa allarme e spero di essere ascoltato, da parte di chi ha la responsabilità di decidere, per evitare di assistere ad un “collasso strutturale” di un ospedale che tiene in piedi con le flebo ed il rianimatore accanto.
Lo dico (preventivamente) oggi che c’è la possibilita (?) di aprire la cardiochirurgia all’ospedale: un fiume di euro dovranno essere spesi per realizzare (anche strutturalmente) il centro cuore che verrebbe a trovarsi come un “fiore in mezzo al letame”.
Considerato che parliamo di sanità, vorrei invitare tutti ad una “sana riflessione” : anzichè continuare a sprecare denaro in riparazioni, ristrutturazioni (necessarie ed obbligatorie) e nuove costruzioni per avere sempre una “struttura fatiscente” non pensate sia giunto il momento di “gettare le basi” per il futuro ospedale di Reggio ?
Una struttura moderna presso la quale il cittadino-paziente potrà essere curato in un ambiente accogliente, nel rispetto di un nuovo modello di degenza basato su criteri di grande flessibilità che consentono agli ambienti di adattarsi rapidamente ed agevolmente ai bisogni da soddisfare ed alle attività da svolgere piuttosto che condizionarli.
Una struttura a misura d'uomo, integrata nel centro urbano e rispettosa dei valori affettivi e sociali, la quale, oltre a somministrare cure moderne ed adeguate in un'ottica di interattività con il medico di famiglia, sia anche centro di ricerca e formazione, così da potersi adeguare alle sempre nuove esigenze terapeutiche, tecnologiche e organizzative.
Un ospedale ex-novo, con criteri di modernità, consentirà di ribaltare la concezione di ospedale: una risorsa da usare quando è indispensabile e per il tempo strettamente necessario


Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -

giovedì 2 luglio 2009

COMMISSARIAMENTO E LUNA PARK


Sanità Calabrese: Commissariamento si o commissariamento no ?
Potremmo creare un movimento di opinione sul tema commissariamento giusto per divertirci, distrarci, “fare finta” di interessarci di un problema serio, per la nostra comunità, quale è quello della salute.
Considerato che è tutto un gioco (almeno cosi sembra), giochiamo anche noi.
E già perché il nostro mondo politico è diventato un gigantesco lunapark con tanti baracconi attraenti: c’è chi canta, chi suona e chi balla; una fiera incessante in cui tutto diventa un “ridicolo gioco” per massaie un po’ tonte.
L’importante è parlare, farsi vedere e dimostrare dunque di esistere: i fatti lasciamoli al caso.
E cosi, nella sanità, si muore per caso; incarichi prestigiosi si danno per caso e ci si trova (addirittura) a lavorare per caso.
Comunque quello che conta è l’apparire! E, soprattutto, fare apparire normale ciò che normale non è: praticamente un gioco da illusionista!
Signori, questo è il prodotto dell’uomo d’oggi:l’homo videns.
Il vecchio homo sapiens, ai giorni nostri, si rattristerebbe nel vedere la nostra mente “manipolata mediaticamente” e soffrirebbe per la mancata capacità di sintesi (costruttiva) dell’uomo moderno.
Commissariare qualcosa o qualcuno è una prerogativa (di cui la legge può avvalersi) per affidare ad altri (dal latino commissus , a cui si affida ) il compito di porre un rimedio “temporaneo” ad una cattiva o inadeguata gestione.
Che la sanità in Calabria sia stata, e continui ad essere, mal gestita è un dato certo: il buco del debito economico è ben visibile anche da Marte !
Che la sanità in Calabria funzioni peggio che nelle altre regioni è un fatto acclarato e documentato dalla migrazione sanitaria.
Che il malaffare, la corruzione, la commistione politico-mafiosa sia ben documentata non è una mia invenzione ma ne fa chiaro riferimento la relazione Ricci-Serra.
Basta tutto questo per commissariare la sanità calabrese ? Certo ed anche di corsa !
Di fronte ad una gestione “allegra e dissennata” non si può far finta di nulla: è come voler affidare ad un baby-sitter pedofilo i nostri gemellini !
Il commissariamento può bastare per risolvere il problema ?
Da solo certamente no !
E’ evidente che il passaggio (obbligato in questo caso) al commissariamento comporterebbe un rallentamento dell’attività gestionale: ma se la durata è breve e gli interventi sono radicali ed incisivi, il tutto può servire per un rilancio serio della sanità.
Non voglio creare allarmismi, ma al momento la sanità calabrese è “inagibile”, come un campo di calcio dopo un uragano, per cui un paziente rischia ed anche parecchio nel rivolgersi ad una struttura sanitaria.
Le professionalità mediche esistono e sono anche eccellenti.
E’ necessario in questo momento ridare fiducia al medico ed al personale sanitario, sottoposto ad “usura” e che non può più tollerare di lavorare in condizioni di “precarietà ed emergenza continua”.
Non è più pensabile di voler continuare a gestire la sanità quale strumento di “raccattamento voti” : si inizi a lavorare con “estrema serietà” su di un problema che potrebbe già essere ad un “punto di non ritorno”.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -