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venerdì 18 marzo 2011


In città aleggiano molti fantasmi: due sono facilmente identificabili anche perché hanno qualcosa “in comune”.
Uno è l’Assessore allo Sport , tale Capua, e l’altro il Palazzetto dello Sport di Pentimele.
Il primo arriva, saltuariamente, in aereo dalla Capitale non per portare qualcosa ma per prendersi la sua bella e lauta indennità.
Apparizioni fugaci ed altrettanta rapida scomparsa senza lasciare traccia di se.
Non risultano ad oggi iniziative per la città, ne provvedimenti per lo sport: una presenza incorporea proprio come i fantasmi.
Il Palazzetto dello Sport è li, immobile, un “fantasma fatiscente”, una struttura cementificata destinata a diventare il simbolo del degrado strutturale.
Rimane pietrificato, mummificato a ricordarci la nostra misera condizione: un cuore di pietra.
Non so ancora quanto resisterà prima di crollare definitivamente.
Eppure ha ospitato ed ospita una squadra di pallacanestro che ha regalato momenti di gloria a Reggio: una squadra che ha giocato in serie A e che ha avuto giocatori considerati di prim’ordine, dei veri campioni.
Il PalaCalafiore il più grande impianto sportivo calabrese ed il settimo d’Italia sta ormai lentamente morendo sotto gli sguardi indifferenti di noi tutti.
Eppure il palazzetto continua ad ospitare la squadra di pallacanestro e tantissime associazioni di “volontariato sportivo” (costretti però a pagarne l’affitto per la struttura) dove vengono praticati i più diversi sport.
E tanti sono i ragazzini in tenera età che praticano e vorrebbero praticare in maniera sana e salubre lo sport: ad accoglierli c’è il degrado.
E’ vero, in questa città, proliferano i campi di calcetto (uno a rione) e spuntano come i funghi quasi che a Reggio si nasce con il “pallone attaccato al piede”: cosa naturalmente non vera.
Esistono tantissime realtà sportive diverse dal calcio.
Ma i ragazzini del Palazzetto dello Sport e la prestigiosa struttura non meritano alcuna attenzione.
I ragazzi sono costretti a praticare l’attività sportiva in un ambiente malsano e degradato.
Stiamo aspettando che di questa struttura rimanga lo scheletro, da esibire quale monumento e ricordo di momenti belli per lo sport reggino ?
Eppure questi giovani che lo frequentano sono in condizioni (e lo fanno) di svolgere attività agonistica a livello nazionale ed internazionale.
Eppure questa struttura potrebbe ospitare della manifestazioni a livello nazionale.
Dalle attenzioni (non ricevute) sembrerebbe che il suo destino sia segnato: il declino ed il crollo finale.
Mi viene da sorridere (un sorriso sardonico) al pensiero delle parole rivolte ai giovani, alla loro crescita, al loro futuro, alle promesse mai mantenute.
Ma quale futuro possono avere questi ragazzini se non siamo in condizioni di garantire una seppur minima manutenzione di una struttura.
Garantire la pratica di uno sport è segno di civiltà e segno di rispetto verso i giovani che vivono e crescono in questa città.
Ed invece navigano tra gli allagamenti, la mancanza di acqua potabile, l’improvvisa interruzione elettrica e la sporcizia. Altro che civiltà !
E stanno li tra mille sacrifici sperando che, prima o poi, qualcuno si ricorderà di loro.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

sabato 31 luglio 2010

I POLITICI CALABRESI SONO AFFIDABILI ?


Sbalorditivo ! A dir poco sconvolgente quanto affermato dal un deputato del Pd (Tale Laratta Franco ) in seguito alla decisione del Ministro Tremonti di affiancare la Guardia di Finanza al Commissario alla Sanità Scopelliti: “Esprimiamo solidarietà al presidente –commissario insieme ad una preoccupazione che concerne l’uso che fa il Ministro Tremonti della Guardia di Finanza” ed insiste ”dimostra quanto sia sprezzante il concetto che ha Tremonti della classe politica calabrese”
Pensavo di non sorprendermi più di nulla da una classe politica locale parassita, arrogante ed approssimativa (eufemismo) ed invece devo, con mio sommo dispiacere, prendere atto che ancora c’è chi ha voglia di fare della “volgare e banale ironia”, su di un problema serio qual’ è la sanità.
Ohibò ! Sono cose da dire queste ?
Il deputato in questione conosce la realtà sanitaria calabrese ?
Ed altresì, conosce il concetto che hanno i calabresi dei loro politici ?
Oppure è talmente distante e disinteressato dalle loro problematiche da prendersi la licenza di “fare la battutina “ ? Ma c’è poco da ridere, caro il mio deputato.
Ed ancora, come mai il deputato del Pd non ha chiesto “urgentemente” l’intervento dell’esercito, durante la Giunta Loiero, per i disastri che si “consumavano” allegramente e quotidianamente sulla pelle dei cittadini ?
Pensa forse che l’ammalato sia “carne da macello” da immolare sull’altare del “dio-politico” al quale tutto è concesso ?
Servirsi della Guardia di Finanza, per accertare le reali entrate-uscite dello Stato, doveva essere accolta con un grido di gioia per porre fine alla “danza dei numeri” del deficit. Ed invece ? Per quanto mi riguarda, sospendo il giudizio e le imprecazioni le soffoco in gola !
A me come cittadino, medico e politico interessa che la sanità funzioni. A costo di vedere arrivare in Calabria anche i marziani per darci una mano di aiuto !
La cosa non ha certamente preoccupato e non preoccupa certamente il Governatore Scopelliti, i cui primi atti della sua Giunta dimostrano la volontà di un cambiamento e la volontà di riportare su un “piano di normalità” una “sanità anomala”.
Credo che i signori dell’opposizione possono avere la possibilità di “redimersi”, dai tanti peccati commessi, collaborando fattivamente con il Governo e con proposte serie.
Naturalmente se hanno a cuore la salute dei calabresi ! Se viceversa hanno a cuore il loro “sprezzante e disdicevole interesse personale”, proseguano pure nella loro direzione: finiranno con lo scomparire ! I cittadini sono pazienti e non stupidi; lo hanno dimostrato.
Non abbiamo più bisogno di “chiacchiere” ma di atti concreti !
Non abbiamo bisogno di ridere ma di curarci !
Non abbiamo bisogno di una sanità eccellente ma abbiamo bisogno di una “sanità normale”!
Non abbiamo bisogno di tante ospedali inutili ma di pochi ospedali efficienti !
Non abbiamo bisogno di credere ma di essere credibili !
Non abbiamo bisogno di “politici fai per te” ma di “politici-fai per l’altro” !
Alla fine lo stesso Laratta conclude: “ Il Pd calabrese non ha nulla da dire per il trattamento riservato da Tremonti ? ”.
Io spero che il Pd calabrese abbia il buon senso di tacere: almeno questo può farlo !
Un salutare consiglio al deputato: non si ” innervosisca” troppo perché le coronarie potrebbero saltare anche se ….
Anche se i nostri cari politici, per motivi di salute, sono pronti a partire per,altre regioni prendendo, il primo treno ( Eh già, non funzionano i treni ), scusate volevo dire il primo aereo (partono ed arrivano in ritardo):scusate volevo dire l’ambulanza (non ce ne sono). E va bene! Vorrà dire che si cureranno in Calabria ! In Calabria ?
Io mi sono già affidato al Padreterno ed, in alternativa, al buon senso di qualche onesto politico e di qualche bravo medico che ancora in Calabria c’è ! verrebbe da dire aiutiamoli a “superare la nottata” !

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio.

venerdì 30 luglio 2010

E POI DICI CHE UNO SI BUTTA A DESTRA !

Poffarbacco ! Nel momento in cui pensavo che ogni speranza fosse perduta, e prendevo in seria considerazione l’ipotesi di una vita ascetica, le parole di un autorevole rappresentante del Pdl, quale è Luigi Tuccio, risuonano come “dolce musica” per le mie orecchie.
Fuori dai denti: non confondiamo il sacro con il profano così come, non confondiamo la nobile arte della Politica con il “rozzo e goffo scimmiottare” del pietoso “politicus nostrano”.
Questi miseri e tristi figuri hanno condizionato, e cercano ancora di condizionare, chi intende la politica quale mezzo propulsivo di un territorio.
Insomma, c’è chi costruisce e chi cerca di frenare il cambiamento: “omuncoli senza arte né parte” che, come giustamente affermava Tuccio, sono dei “signor nessuno della società che cercano la scalata attraverso la politica”.
In tutta questa grande confusione c’è la possibilità (anzi la certezza) di essere amalgamati in una “poltiglia informe” dove si è tutti uguali. Il cittadino è confuso, sfiduciato e prende sempre di più le distanze dalla politica.
Nulla di più grave si può verificare quando il cittadino non è coinvolto, in prima persona, nel migliorare la comunità di appartenenza. Solo cosi il livello di benessere si alza !
Gli affaristi, i qualunquisti, gli “approssimativi”, gli ignoranti e gli arrivisti hanno l’interesse ad andare nella direzione opposta: vogliono trascinarci verso il basso (oltre quel limite che ha superato anche la decenza, il decoro ed il presentabile).
E’ necessario fare un distinguo, non certamente solo attraverso la dimestichezza dei verbi e della retorica , ma attraverso una “storia” fatta di professionalità, moralità, eticità e servizio prestato alla collettività.
E se parliamo di fatti, non possiamo fare a meno di ricordare chi di Reggio ne ha fatto un modello, ne ha dato un’immagine nuova e diversa a livello nazionale, chi è riuscito ad acquisire un consenso con l’operosità e con un progetto. Progetto che deve avere una sua continuità, costi quel che costi !
E mi riferisco al Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti.
Non voglio ricordare I risultati ottenuti, dalla sua Amministrazione, durante questi otto anni ma non si è disponibili a cancellarli con un solo colpo di spugna.
Gettare tutto alle ortiche, per il “prurito” di qualcuno, non solo è sciocco ma anche da folli.
Reggio ha conquistato Reggio ed oggi Reggio ha conquistato la Calabria: non dimentichiamoci che il Governatore è un figlio di questa terra ! E’ un politico cresciuto tra di noi e che è parte di noi: ovvero, di quella società onesta, laboriosa e civile.
Un giovane che guarda al futuro e non arroccandosi al prestigio di una poltrona.
Una sfida più importante e più impegnativa attende chi interpreta la politica nel modo giusto: oggi Scopelliti deve cambiare la Calabria ! Noi, classe dirigente, abbiamo l’obbligo morale e civile di stare accanto a chi vuole dare un nuovo volto a questa terra.
La gente “perbene” lo fa non in maniera servile ma da umili servitori ! La politica deve essere intesa dunque come servizio, spirito di abnegazione, progettualità e lungimiranza.
Se qualche “signor nessuno” cerca di guadagnare spazio con la lingua e non con la testa, va “scrupolosamente” isolato ed additato al pubblico ludibrio.
Oggi più che mai bisogna dimostrare, da parte di chi fa politica, che l’interesse supremo è il benessere della comunità: gli intrighi, gli intrallazzi o, peggio ancora, le “logiche della servetta” vanno smascherate e bandite da un serio contesto politico che vuole definirsi tale.
Concordo nel non dare spazio sia a chi offende quotidianamente l’intelligenza altrui, sia a coloro che, in maniera subdola, remano contro il cambiamento. Chi vuole apportare dei miglioramenti sia il benvenuto, chi vuol “apportarsi” dei miglioramenti personali abbia il ben servito.
Alcuni avvenimenti, ed alcuni comportamenti, hanno qualcosa di refluo e di platealmente retrogrado, e dunque sono poco attinenti con il concetto di “nuovo” e “innovativo”! Aborriamo quanti hanno idee astratte e sono “carnefici mascherati da vittime”.
Non voglio esaurire la mia dose di ottimismo infusa dalle parole di Tuccio e non mi dilungo in altre osservazioni che rinvierò a momenti più sereni !
Oggi ho sentito la necessità di “supportare” chi propone una crescita ed un miglioramento della nostra società, spero che altri seguano l’esempio !
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

mercoledì 21 luglio 2010

MI PIACEREBBE ..............


Una politica che non riesce a garantire una sanità, adeguata alle esigenze del cittadino, non merita di gestire nulla che appartenga alla vita pubblica. Un politico che non si cura della salute del cittadino non è degno di tale nome. Questa è la premessa di un discorso, che
potrebbe essere lungo, ma che sintetizzo in un concetto: la sanità deve obbligatoriamente funzionare e, affinchè ciò avvenga, la politica deve dimostrare “fattivamente” il suo interesse.
La realtà drammatica della sanità calabrese (sottovalutata a mio avviso) non ci consente di sbagliare ulteriormente.
Comprendo che bisogna porre un freno allo sperpero di denaro, accetto la chiusura di strutture che non hanno un senso ad esistere, ma non si è disposti ad accettare che “strutture vitali” per il cittadino paghino le conseguenze di decennali “gestioni dissennate” nel settore.
E mi riferisco all’Hospice ed al Policlinico Madonna della Consolazione della nostra città: strutture sanitarie che hanno da sempre “compensato” i deficit delle strutture pubbliche.
Il Policlinico Madonna della Consolazione è una struttura, dove operano professionisti di altissimo livello che oggi si vedono costretti alla resa, in quanto devono “espiare” colpe che non gli appartengono.
Gente, che per lustri ha “servito” la cittadinanza con professionalità e serietà e, che oggi devono fare i conti con una realtà ingestibile ed ingovernabile.
Mi chiedo: è possibile che non si abbia il buon senso di fare i conti con la storia ?
E la storia ci insegna che il Policlinico non và abbandonato a se, ma sostenuto, in quanto rappresenta un pezzo di storia sanitaria di questa città.
Non è giusto che gli operatori del settore, tra le mille difficoltà imposte, devono avere anche la preoccupazione del sostentamento familiare, a causa di ritardi nelle spettanze dovute.
Mi piacerebbe vedere trasformate le auto blu dei politici in ambulanze.
Mi piacerebbe sapere che gli stipendi dei politici vengono pagati regolarmente in ritardo.
Mi piacerebbe vedere dei tagli cospicui agli stipendi di manager, consulenti e dirigenti.
Mi piacerebbe sapere che ognuno è richiamato alle proprie responsabilità.
Mi piacerebbe sapere che dietro la “morte di qualche ospedale inutile”, vi fosse la rinascita di altre strutture sanitarie utili
Mi piacerebbe non vedere le “solite facce” che hanno operato “malamente” nella sanità e che per questo vengono premiati.
Mi piacerebbe vedere premiata la professionalità, la serietà, l’attaccamento al dovere etc ,etc.
Mi piacerebbe non vivere con la preoccupazione che, qualche “gruppo sciacalli” può approfittare dello stato di disagio di strutture private ridotte “volutamente” all’osso.
Mi piacerebbe non vivere con l’angoscia che ogni promessa nasconda una trappola mortale.
Mi piacerebbe sapere che chi onestamente lavora venga retribuito regolarmente.
Mi piacerebbe vivere in un “luogo normale” dove un diritto non deve essere un favore concesso, dove l’interesse comune prevalesse su quello personale, dove la regola non rappresenta l’eccezione.
Mi auguro che il “nuovo” della politica non sia il “solito nuovo” e che tutto venga riportato, nel più breve tempo possibile, ai canoni della normalità.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

mercoledì 16 giugno 2010

SE NON CI FOSSE L'AMMALATO !


Vogliamo che non ci siano sprechi nella sanità, vogliamo che ci sia la “potatura” dei rami secchi e dunque tagli mirati, giusti e giustificati ma…..vogliamo una sanità che funzioni.
Vogliamo una “sanità normale” non eccellente (siamo stufi delle “eccellenze” usate come specchietto per le allodole). Vogliamo che un cittadino che ha bisogno di essere curato sappia come, dove e quando questo avverrà. Essendo certo che questo “percorso” non rappresenti, un “terreno minato” che rischi di farlo saltare per aria da un momento all’altro..
Oggi la sanità in Calabria è lasciata alla “libera interpretazione” del singolo (sia esso medico o paziente) dove a farla da padrone sono gli “untori della sanità”: medici che utilizzano gli ospedali come “cliniche private” e “pazienti fai da te” che grazie al favore degli amici hanno accesso a qualsiasi prestazione.
Questa è la “terra del favore” e dello “sfruttamento”: la sanità, in tal senso, non fa eccezione ! Dalla relazione Ricci-Serra sembrerebbe che in Calabria l’attività medica privata (intesa come attività di un medico che si paga nel proprio studio) non esista ! Eccome se esiste ! I medici si “trasportano”, regolarmente, i pazienti negli studi privati fuori dall’ospedale (con la scusa banale che non sono stati approntati gli spazi per la libera attività dentro l’ospedale) dove evitano “accuratamente” di fatturare: ecco perché non vi è traccia di libera attività; di contro i “pazienti furbi” (pazienti si fa per dire) godono dei favori e della compiacenza del personale di servizio, per eseguire gratuitamente prestazioni di ogni genere, dalle semplici analisi agli esami più sofisticati e costosi.
Alla fine a pagare questo “scempio” ( alla fine il conto si presenta) saremo tutti noi cittadini della “polis mercato”. E la politica ? Non sa (e non vuole sapere) neppure da dove iniziare per incompetenza, negligenza, incapacità, arroganza, affarismo, clientelismo e quant’altro. Oggi nessuna persona dotata di buonsenso vorrebbe trovarsi nei panni di chi è costretto a fare delle scelte. Oggi, infatti, si è “costretti” a delle scelte che dovranno essere necessariamente “scelte di risparmio” per l’enorme deficit nella sanità calabrese e che comporteranno (dicono) “lacrime e sangue”: frase che ci viene ripetuta come un ritornello per, stranamente, “farci assuefare” al nuovo clima torrido di questa estate altrettanto strana. Le lacrime ed il sangue è stato versato, sino ad oggi, dalle tante “vittime della sanità” e non vorrei che si continuasse in questa direzione. Non vorrei insomma che a pagare fossero sempre i pazienti e, specialmente, quelli più deboli ed indifesi.
Vogliamo piangere ed anche lasciarci fare qualche salasso ma non per avere alla fine una “sanità anemica”, inerme ed impotente a sostenere una risalita verso la normalità. Non vogliamo “cose dell’altro mondo” ma cose di “questo mondo” e che non ci vengano elargiti come concessioni o favori ma come “normalità”.
Per fare questo ci vuole spirito di sacrificio, abnegazione, interesse al bene comune, tenacia, perseveranza conditi con una dose di buona volontà: ci saranno tutti questi ingredienti ?
La mia visione protagorea dell’uomo, come misura di tutte le cose, mi porta ad un “sano pessimismo”, in quanto dell’uomo parte integrante di una comunità, e dunque dedito al bene di essa, si sono perse le tracce. Comprendo che, tentare di riportare alla norma la sanità in Calabria, è un’impresa titanica ma confido nelle capacità di chi è deputato a farlo. Per non fallire (e ad oggi non ce lo possiamo permettere) è fondamentale operare delle scelte “oculate”, avvalendosi della professionalità e delle competenze ma soprattutto, di chi ha a cuore la salute del paziente. Sino ad oggi, l’unico ostacolo nella sanità sembra essere stato l’ammalato ! Si spera che nel futuro l’ammalato diventi il centro dell’attenzione degli operatori sanitari e della politica e non il nemico da cui guardarsi.

lunedì 24 maggio 2010

IL PAZIENTE E' PAZIENTE...NON SCEMO !


Si parla e si scrive di sanità. Lo si è sempre fatto: i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Si ricomincia a parlare con più vigore, con maggiore convinzione e determinazione. E questo perché è diventato difficile nascondere la triste realtà anche
al più bravo “illusionista della politica”.
Anche il Governo nazionale ci ammonisce e ci “costringe” alle nostre responsabilità ! E lo fa, non solo con una “classe politica parassita” ma anche con il singolo cittadino: è necessario un aumento delle tasse.
Il Governo corregge il tiro affermando: date dimostrazione di “buona volontà” e vi verremo incontro. Tradotto vuol dire che si chiedono fatti ed anche concreti: non solo bisogna operare ma farlo anche bene.
E qui mi si trova d’accordo. E’ giusto iniziare a tagliare, risparmiare, controllare, gestire, programmare etc al fine di appianare quella “voragine di debiti”, non ancora quantificabile, accumulatasi nel corso degli anni e che ineluttabilmente pagheremo tutti. Lo faremo senza battere ciglio (cosi come ci hanno abituati). Ma la buona sanità ? Chi ci darà la garanzia e la certezza di un “futuro normale” della sanità ? La buona sanità è quella alla quale si fa riferimento ogni qualvolta bisogna mettere una pezza nella grossa falla del sistema ?
No certamente! La buona sanità è quella che fa percepire al cittadino (e gli fa avere anche la consapevolezza) che la propria salute viene garantita, da strutture efficienti ed operatori sanitari qualificati, con la certezza di un posto letto in caso di ricovero e di un “iter diagnostico” e terapeutico adeguato. Cosa che oggi non avviene.
Alcuni ospedali vanno chiusi e bisogna farlo subito: non servono “strutture paravento” per garantire posizioni di comodo ma che risultano, alla fine, essere trappole (a volte anche mortali) per il paziente.
Non serve avere più personale o più primari ospedalieri: serve far lavorare e qualificare il personale esistente (peraltro in esubero). Questo significa accorpare tante “piccole isole felici” in un'unica realtà lavorativa ed operativa, implementare le strutture carenti (leggasi chirurgie) con professionisti qualificati. Chiudere con le assunzioni di parenti, amici, amici degli amici ed affini.
Per fare questo bisogna avere dei manager seri e dei responsabili di Unità Operativa qualificati, ai quali devono essere dati degli obiettivi chiari (non il solito pareggio del bilancio o il “volemose bene tutti”) pena l’immediata decadenza dall’incarico. Assegnare i budget e chiedere conto di come si spendono i soldi e la garanzia di una adeguata prestazione.
Chiudere i vari “pseudo-ospedaletti” della piana per iniziare ( già da subito ) a costruire il tanto famigerato “Ospedale Unico della Piana”: un unico ospedale funzionante che garantisca il locale evitando il peregrinare alla ricerca di un posto. Stessa cosa dicasi per la città di Reggio: bisogna attivare tutte le procedure per la costruzione di un nuovo ospedale.
Questa sanità non si può riprendere neanche se si è in possesso della famigerata bacchetta magica. Gettare le basi (non solo in termini di edilizia) vuol dire essere lungimiranti e concreti. Non servono più i “rattoppi” perché la “pezza” di buchi ne ha fin troppi ! Servono decisioni forti, forse impopolari, e non di comodo: se non si accontenta qualche amico (con concorsi, incarichi e frattaglie varie), se si privilegia la meritocrazia, se si impedisce lo spreco, se si utilizzano le risorse disponibili (oggi utilizzati al massimo per il 20%), se si è lungimiranti nelle scelte, ecco che il risultato si ottiene. Se si continua (cosa impensabile) con le parole ad effetto, con il gettare “fumo negli occhi” i risultati da qui a breve saranno nefasti per tutti: non solo per i pazienti ma anche per la politica. Il paziente è paziente non certo scemo: la misura è colma ! Lo ha detto anche il Governo.

domenica 9 maggio 2010

L'ERA DEL DRYOPITHECUS

Diaciamoci la verità.
Tripadvisor, il più celebre e prestigioso sito internet del mondo dedicato al turismo, incorona Reggio (e la sua provincia per essere più corretti) nella Top-10, delle località turistiche emergenti a livello mondiale, che si colloca addirittura al 5° posto.
Risultato inimmaginabile ed impensabile ai più e che lascia comunque soddisfatti tutti, non ultimo l’”assessore ballerino” al turismo che può finalmente lasciarsi andare ad una “dichiarazione liberatoria” di autoincensamento.
Non voglio fare certamente il guastafeste, o il bastian contrario per partito preso. Ma non voglio nemmeno fare la figura di colui che si nasconde dietro il paravento di un riconoscimento per elogiare un’Amministrazione, che non ha bisogno del mio “incensamento” , o (peggio ancora) guardare solo la luna e non anche il dito che la indica.
Voglio invece approfittare dell’ambito riconoscimento per sottolineare e ravvisare le criticità di questa terra: se è vero (come è vero) che dovrebbero arrivare più turisti a Reggio è anche vero che ci vuole gente e strutture pronte ad accoglierli.
Se per le strutture possiamo parlare facilmente, individuando carenze e disservizi e lavorando, sodo e coerentemente, risolvere il problema la stessa cosa non potremmo dire (almeno con la stessa facilità) per la gente.
Se dico che mancano alberghi, vie efficienti di collegamento aria-terra-mare (cioè un aeroporto con più voli, un’autostrada al posto di una mulattiera e mezzi navali di trasporto da e verso Messina) non vi direi nulla di nuovo: è da tempo immemore che se ne parla, ma ancora siamo agli albori della preistoria.
Se dico che il “servizio umano di accoglienza” non è adeguato al riconoscimento ottenuto sarei ripetitivo o (per qualcuno) “saccente” e potrei addirittura essere tacciato di razzismo da gente poco avveduta ed in malafede.
Ma se voglio (liberamente) dire quel che penso, non posso fare a meno di affermare che, per una strana e contraria evoluzione della specie, l’homo sapiens è stato soppiantato dal Dryopithecus (dunque millenni indietro) al punto di poter affermare che l’uomo oggi è una scimmia malandata. Certo qualcuno potrà obiettare che cosi gira il mondo e che dovrei adeguarmi: credetemi faccio fatica a farlo ! Preciso, non ci riuscirei mai.
Ma se in questa città (giusto per fare un esempio) qualcuno, che per parlare deve far girare la ruota e scegliere la lettera, ritiene comunque di poter aspirare a diventare Sindaco oltre che per un mesto sorriso bisogna anche trovare lo spazio per una riflessione. Almeno per chi ancora ha un cervello e non l’ha mandato al macero.
Ma se ancora oggi abbiamo una sanità da terzo mondo (con tutto il rispetto per i paesi sottosviluppati) ed un tasso di disoccupazione terrificante ed una criminalità galoppante ecco che l’invito a migliorare è inevitabile.
Cosa fare allora ? La mia proposta/invito è quella di costruire il futuro di questa terra adoperando e mettendo in campo quelli che sono gli “strumenti efficienti” per farlo: la professionalità e la buona politica.
La professionalità facendo ricorso alla meritocrazia e alle provate capacità. La buona politica isolando i nullafacenti, i parassiti, i mercanti di bassa lega e delegando chi “naturalmente” è portato a fare (realmente) il bene comune: termine molto usato oggi, specialmente da chi si fa i fatti propri.
Chi si deve occupare di fare ciò ? Certamente i partiti (o quel che resta), chi detiene il potere e la gente di buon senso. Altrimenti basta un colpo di click per cambiare pagina su internet e parlare di altro.
Antonio Nicolò – Consigliere Comunale Pdl -

giovedì 29 aprile 2010

NON INTERPELLIAMO L'ORACOLO DI DELFI


Andando a tastoni come nelle tenebre, si vuol tentare di apportare dei miglioramenti nella sanità calabrese. Non funziona cosi !
Rozzamente (e forse ingenuamente) confermo, in maniera chiarissima e fuori da ogni dubbio, che la sanità necessita di “cure intensive” e somministrazione di farmaci a “dose da cavallo” per un’eventuale sua ripresa.
Mi accingo a mostrarvi quale sia la realtà locale della sanità. E non lo faccio certamente come l’oracolo di Delfi che non afferma, ne nasconde, ma lascia intendere per enigmi !
Ed allora sarò chiaro, preciso, sintetico e diretto come è mia abitudine.
La realtà “nuda e cruda” cari signori è questa: degrado, disservizi, inefficienza ed arroganza, “conditi” con un pizzico di menefreghismo ed un bel poco di superficialità e strafottenza quanto basta, la fanno da padrone.
Degrado strutturale. E continuo a battere sullo stesso chiodo: vi è l’urgente necessità di pianificare un intervento risolutivo che abbia come sua “adeguata espressione” la costruzione di un nuovo ospedale a Reggio (Città metropolitana !). In itinere è necessario garantire il minimo dei servizi di pulizia, messa a norma, ristrutturazione e quant’altro possa servire per far si che un paziente che entra in ospedale abbia la consapevolezza di trovarsi in un nosocomio (ovvero un luogo dove si cura l’ammalato) e non in un mercato ortofrutticolo.
Disservizi: una buona organizzazione con una migliore utilizzazione e riqualificazione delle risorse esistenti (con la prospettiva di nuove energie in corso d’opera) potrebbe essere un buon inizio !
Bisogna privilegiare la meritocrazia ed incentivare chi ha voglia di lavorare: sino ad oggi sono stati messi in atto solo meccanismi che hanno “scoraggiato” qualsiasi tentativo di professionisti seri e preparati a lavorare.
Inefficienza: è questa la nota dolente ! Il “primo movens”del disastro della sanità è stata la “gestione allegra” dei vari Direttori Generali ben accoppiati a Direttori Sanitari (quest’ultimi medici, sic !).
Un binomio, che sembra uscito dall’uovo di pasqua per via dell’ ”espressione sorpresa” che mostrano ogni qualvolta gli si venga messo sotto gli occhi una realtà che non si può nascondere in qualche modo.
Arroganza: basterebbe andare a vedere tutti gli ultimi concorsi (con relative assunzioni) per capire che c’è qualcosa (a voler essere benevoli) di..….miracoloso (o stranissime coincidenze ?).
Basterebbe andare a visionare tutte le delibere per sapere se è stato mai sentito il parere del consiglio dei sanitari.
Non vado oltre per motivi di spazio e di tempo ma, quanto detto, ritengo sia sufficiente per capire come “gira il sistema”.
Permettetemi, in conclusione, di rnnovare il mio “disperato appello” affinchè in ospedale vi sia una medicina nucleare funzionante, una PET (che con ottime probabilità non avremo mai) ed almeno cinque primari chirurghi (spero di non aver esagerato !).
Lo so che qualcuno si dispiacerà di questo mio intervento ma la sanità in ospedale è ancora pubblica e non privata e che il sottoscritto ancora è “a piede libero” .Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

domenica 7 febbraio 2010

SOLIDARIETA' E DINTORNI

Non ho mai capito bene a cosa serve la solidarietà di fronte ad un “evento delittuoso”.
E’ come andare ad un lutto per esprimere le condoglianze: un rituale “sentito” da pochi e “percepito” ancor di meno dall’interessato: comunque è norma farlo !
Ergo, mi appresto (pure io) ad esprimere la solidarietà al giornalista Antonino Monteleone.
Nel farlo mi passa per la mente un pensiero: sarà di aiuto ? Servirà a qualcosa ed a qualcuno ? Posso fare qualcosa di diverso che sia di maggiore concretezza ed efficacia ?
Ed altri ed altri ancora sono i pensieri, che mi “attanagliano” la mente, quando leggo gli attestati di solidarietà che giungono al giornalista ( Non vi rendo partecipi di questi pensieri per mio pudore).
E comunque abbiamo un problema che è chiaro a tutti: da una parte esiste la legalità (e chi lotta per difenderla) e dall’altra l’illegalità (ndrangheta e “sporcizia” varia); nel mezzo la cosiddetta “zona grigia”.
E’ questa la più pericolosa, la più rappresentativa, la più subdola ed insidiosa e la peggiore delle forme di criminalità.
Vi possono far parte anche coloro che esprimono (per esempio) la solidarietà a chi è vittima di un attentato (con discorsi “toccanti” e “partecipativi”) cosi come quando l’assassino và al funerale della vittima: ecco perché ci vado cauto nell’esprimere una “qualsivoglia” solidarietà.
Tradotto vuol dire: ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per impedire che l’evento delittuoso si verificasse ?
E se ci rifletto bene e senza ipocrisia dico: NO!
Ecco perché ho timore ad esprimere la solidarietà a chicchessia.
E poi, consentitemelo, non vorrei essere discriminante nei confronti di coloro i quali ogni “santa notte” si vedono incendiata l’auto o il negozio.
Ancora un piccolo esempio: ROSARNO. Oggi tutti esprimono solidarietà e sostegno per una vergogna “datata”. E di questi quanti sono quelli che non sapevano cosa “bolliva in pentola” ?
E’ questa la famosa “zona grigia”, costituita da persone poco affidabili, che ricoprono ruoli importanti nella società, che vivono di affari, compromessi, interessi e quanto altro accompagnati ed affiancati da una “folta schiera” di servi pronta a riverirli.
Chi lotta perché crede nella Giustizia e nella Verità è notorio si ritrova quasi sempre SOLO.
Ed immagino la solitudine di Antonino oggi ed i mille dubbi che gli passano per la mente e poca cosa può essere la solidarietà espressa.
Non dico questo per vanificare un gesto, che và sempre fatto, quanto per “stimolare” la mia e l’altrui coscienza a dare di più alla nostra comunità.
Dico questo, perché è necessario che la gente di buona volontà esca fuori dal proprio guscio, e tenti di ribaltare questa situazione di “degrado morale e civile”, che imperversa dalle nostre parti.
Non si possono lasciare da solo i vari Monteleone ed esprimergli la “solidarietà al bisogno”.
Dobbiamo prendere atto che la nostra vita è gestita (a voler essere benevoli) da “gentucola”, nanerottoli vari, delinquenti “da asporto”, personaggi squallidi ed incompetenti ai quali aggiungiamo i ndraghetisti e mafiosi vari.
Ecco perché qualsiasi tentativo di modificare lo stato dei fatti, da parte di chicchessia, viene prontamente punito.
E non bastano i buoni propositi e la solidarietà del momento. Serve un “atto corale di ribellione”, una reazione chiara, determinata ed efficace.
Serve che gli Antonino Monteleone si moltiplicano, senza infingimenti, per dare una buona volta per tutti un calcio a codesti “cialtroni” che inquinano la nostra vita e la nostra terra.

Antonio Nicolò – Consigliere Comunale-

giovedì 24 dicembre 2009

UNA LETTERINA....TRADIZIONALE.

Caro Babbo Natale, ormai adulto so che non esisti……..che tristezza !

Avrei voluto ancora credere (cosi come quando ero bambino) nella Tua esistenza perché mi dava speranza e felicità nell’attesa che si realizzassero i miei sogni (poca cosa..qualche piccolo giocattolo o qualche dolce).
Da adulti le nostre esigenze sono cresciute a “dismisura” e chiediamo sempre di più,alla vita ed a noi stessi , con una “bulimia irrefrenabile” dei desideri. Con la differenza che manca la “Tua presenza” a farci sperare.
Naturalmente non riusciamo a realizzare i nostri desideri perché rincorriamo, disperatamente e faticosamente, delle cose che non hanno un limite: il potere ed il denaro.
Sembra non essere rimasto più nulla da desiderare, per gran parte di noi: forse solo in queste feste ci sentiamo “coinvolti” in pensieri positivi ed altruistici (sarà la magia del Natale ?)
Sai, devo confessarti una cosa: anche se non esisti noi continuiamo ad utilizzare il Tuo nome e la Tua immagine per esprimere i nostri desideri, i nostri bisogni, per illuderci che qualcosa possa cambiare (in meglio)….per cercare di dare un senso a qualcosa.
Oggi manca il fine, manca la risposta al “perché ?”, ogni valore supremo (direbbe Nietzsche) si è svalorizzato e noi siamo sempre più soli.
Consentimi (per un attimo) di credere che Tu esisti per chiederti qualcosa di cui sento la necessità: fa che ognuno di noi comprenda che bisogna “donarsi” all’altro in quanto è l’unico modo per conoscere noi stessi e capire il vero significato della nostra esistenza.
Particolarmente a Noi. classe politica, che siamo delegati a gestire il bene comune ed a cui ci si affida per migliorare le condizioni di vita: facci capire che “dovremmo” essere al servizio degli altri e non di noi stessi e che bisogna pensare innanzitutto ai più deboli ed ai più bisognosi.
Se (per assurdo) dovessi Tu esistere realmente, esaudisci questo mio desiderio….tutto diventerebbe bello !
Antonio Nicolò

mercoledì 5 agosto 2009

VERGOGNA !!!!


Vergogna ! Questa è la “parolina magica” che spiega tutti i problemi della sanità in Calabria.
E’ proprio vero, ormai non si riesce più a provare vergogna per nulla ! Nemmeno di fronte alla sofferenza ci si vergogna !
Vergogna per quello che non si riesce a voler dare o a voler fare: esiste solo l’indifferenza !
L’indifferenza di una società che pensa al proprio utile, al proprio tornaconto,all’effimero, al superfluo, alla sopraffazione ed al menefreghismo imperante: una società votata al suicidio !
Ma questo non sembra interessare più di tanto: ci si è talmente inariditi nell’animo ed è tanto l’egoismo che si è disposti a calpestare tutto e tutti…compresi gli ammalati, chi soffre e chi ha bisogno di aiuto! Per questo vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi non ha il coraggio di svelare, di mettere in chiaro una realtà drammatica e triste, chi non ha il coraggio di parlare!
Vergogna dovrebbe provare chi cerca di “occultare” tale realtà per favorire il Potere Politico o un”affarismo becero” !
E di questi “personaggi” ne abbiamo anche troppi ! Persone che (purtroppo) occupano posti dove avrebbero la possibilità di parlare, decidere, porre rimedi, denunciare e condannare: ma tutto tace, tutto si banalizza, tutto si riduce a puro chiacchiericcio: complimenti!
Vergogna per chi non riesce a gridare in faccia il proprio disprezzo a quei signori, che della sanità dovrebbero occuparsene in maniera seria, ed invece utilizzano il proprio ruolo per interessi personali: siano essi politici, sindacalisti, direttori, medici e quanto altro !
Vergogna per chi tace dell’esistenza di un “sistema ufficiale” di potere politico-mafioso e per chi non lo combatte !
La mappa del potere sanitario della Calabria è alla vista di tutti, praticamente ufficiale, scontata nella sua sfrontatezza.
Politici accattoni che non provano vergogna nel tradire le aspettative di chi li ha delegati: la cattiva politica nella Sanità è peggio della 'ndrangheta; senza la cattiva politica mafiosi e affaristi non potrebbero fare niente.
A questi signori (si fa per dire) non li ferma nessuno…neanche la vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi costringe l’ammalato a non avere una struttura pulita e decorosa.
Vergogna per chi non riesce a garantire il minimo indispensabile di assistenza sanitaria al cittadino.
Vergogna per chi fa finta di non vedere, per chi preferisce pensare che non ci sia una soluzione e dunque è meglio lasciar perdere.
Vergogna per chi pensa che fare il proprio dovere basta: no! Non basta fare il proprio dovere ma bisogna indignarsi e protestare con ogni mezzo !
Vergogna per chi non lotta per rompere una sacca di privilegi e per chi si gira dall’altro lato per non guardare !
Vergogna ed ancora vergogna per chi non ha rispetto della sofferenza umana, per chi non riesce a dare un po’ d’amore all’ammalato, per chi ha il compito di tutelare la salute del cittadino ed invece se ne disinteressa, per chi gestisce la sanità solo quale strumento di affari e per elargire favori a parenti ed amici !
Vergogna e solo vergogna dovremmo tutti provare di fronte agli ammalati se non siamo coscienti di aver fatto tutto il nostro dovere ed invece…….non si prova più vergogna !! Anche per questo dovremmo provare Vergogna.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-

giovedì 16 luglio 2009

IL CAVALIERE DALLA TRISTE FIGURA

Sono costretto, mio malgrado, a dover esprimere “piena solidarietà” a Massimo Canale per lo “sciacallaggio” subito ad opera della rimanente opposizione, che cosi (ancora una volta) si divide.
Non avrei mai immaginato (sino ad ieri) di dover condividere qualcosa con un comunista: ma l’arroganza e l’ipocrisia del centro-sinistra mi spingono a farlo !
Dicevo condivido qualcosa con Massimo Canale: la coerenza.
Ebbene si, oggi la coerenza in politica rappresenta un optional per questi “figurini della politica” ! Trovare un politico che si comporta “coerentemente” con quanto aveva sempre espresso riguardo l’ Hospice (anche se sbagliato a mio giudizio) in precedenza è meritorio di elogio !
A differenza di “alcuni formali soggetti” la cui presa di posizione è “variabile come il meteo”: infatti scelgono di schierarsi secondo dove “spira il vento”.
Il tutto, naturalmente, per non fare “magre figure” e nella speranza di “ vantaggi futuri ”.
C’è stato chi, in Consiglio Comunale, ha dato fuoco alle polveri nella speranza di “far saltare il consiglio”, cosa che gli è riuscita adducendo “fantasiose irregolarità”, per impedire che si facesse la fondazione per l’Hospice.
Nell’andare “fuori di testa” , tali soggetti, non si rendevano conto (al momento) della magra figura che rimediavano nei confronti della città.
Come correre al riparo ?
Come si sa, la notte porta consiglio ed ecco il rimedio per salvare “capre e cavoli”: far passare un accordo tra le parti mascherato come spirito di collaborazione etc. etc.
Abili “trasformisti di professione” e “gente di facciata” non hanno perso tempo e sono andati giù con gli accordi facendoli passare come “maturità democratica”: “poveri allocchi” la realtà è diversa e facilmente decifrabile anche dal più sprovveduto dei cittadini !
Dunque non fatevi illusioni: non a convincere le persone serie con i vostri modi “belli e gentili” ma “spudoratamente falsi” e “professionisti dell’ipocrisia” !
I fatti dimostrano, come sottolineato dallo stesso Canale che l’opposizione è costretta a votare un emendamento (concordato): emendamento analogo a quello per il quale avevano “aizzato le masse” e provocato “bagarre e tafferugli” in aula.
Candidamente si sono ripresentati in aula, con la “faccia ingenua ed innocente”, come se nulla fosse successo, con la spudoratezza e l’ipocrisia di aver agito nell’interesse dell’Hospice: nulla di più ridicolo!.
Il tutto è stato (giustamente) stigmatizzato dal “buon Canale” che “Chisciottescamente” si è ritrovato per terra, “bastonato” dai suoi stessi compagni.
E’ comunque preferibile a mio giudizio un Don Chisciotte ai tanti Sancho Panza che vivono con la speranza di ricevere in regalo un isola.
Onore al Don Chisciotte Massimo Canale !

mercoledì 15 luglio 2009

MEDICO O POLITICO ?

Il problema non sono i politici che fanno i medici (immagino che il sig.David Crucitti volesse riferirsi ai medici che fanno politica !) ma chi fa politica solo ed esclusivamente per interessi personali: che si tratti di medici, ingegneri, avvocati, impiegati e nullafacenti!
Ma la cosa che diventa insopportabile e che si criticano i politici, e qualunque cosa venga a tiro, come se ognuno di noi fosse immune da colpe !
Questi benedetti (o stramaledetti politici) qualcuno li ha votati e dunque rappresentano quegli elettori e fanno (necessariamente) parte di un’Amministrazione che dovrebbe gestire il tutto.
Sono un medico che fa politica, per scelta, proprio perché come il sig.re Crucitti ero (e sono) “schifato” da come vanno le cose e dalla politica: un modo (ho pensato) per cercare di cambiare le cose era quello di partecipare attivamente ed espormi in prima persona: anche alle critiche ed al rischio di essere confuso nella massa ed etichettato in maniera negativa.
Tranquillizzo subito il sig.re Crucitti :
per quanto mi riguarda non ho mai trascurato il mio lavoro di medico
non ho mai usufruito (in sette anni) dei permessi autorizzati per l’accesso alle commisioni ed ai consigli comunali (Può controllare presso l’Amministrazione dell’Ospedale)
Ho (di conseguenza) recuperato l’orario di lavoro per il tempo dedicato alla politica
Svolgo con onestà e coscienza sia il ruolo di medico che quello di politico.
Non ho avuto alcun vantaggio (di carriera ospedaliera per intenderci o di favori personali, anzi !)
Non ho alcun vantaggio economico dalla politica ed addirittura diciamo che, a volte, ci rimetto dei soldi (Potrei dedicare il mio tempo per visite a pagamento o a riposarmi!)
Questo mio scritto non vuole essere un “tentativo di giustificazione”, ne un’accusa o un rimprovero verso il sig.re Crucitti e l’ ”ennesimo sconforto” che mi coglie e che spesso mi porta a pensare che forse è meglio lasciar perdere.
Non può essere una giustificazione in quanto condanno i medici che trascurano il proprio lavoro per la politica (se vogliono dedicare cosi tanto tempo per la politica devono mettersi in aspettativa: è un loro diritto): la politica non può servire per essere agevolati nella carriera (spesso succede) o per altre motivazioni poco nobili !
In questo consiglio comunale sono molti i medici consiglieri o assessori: sarebbe interessante scoprire il tempo che dedicano alla professione.
Naturalmente non c’è la necessità di fare politica a tempo pieno (se cosi fosse ci si dovrebbe mettere in aspettativa). E comunque i medici che non hanno voglia di lavorare lo fanno indipendentemente dalla politica: è un problema di coscienza, Le pare ?
Caro sig. Crucitti la sanità non funziona per altri motivi: per gli sprechi, per le truffe e le “ruberie varie”, per le carriere facili di medici ed amministrativi, per l’incapacità (ma spesso)per la negligenza e la “strafottenza” di chi è delegato a gestire un ospedale, per l’usura dei medici che da anni sopportano carichi di lavoro eccessivi senza alcuna gratificazione e con rischi continui (sia di salute che di “denunce facili” ) .
Il Morelli si è sempre detto che è sotto utilizzato: ma chi deve decidere di spostare un reparto o un servizio al Morelli ? La risposta è semplice !
La cardiochirurgia è una favola, questo lo sappiamo tutti. Personalmente ritengo assurdo che in Calabria esistano tante cardiochirurgie (in nessun posto d’Italia esiste una situazione simile) quando mancano o sono scadenti i servizi ed i reparti “più elementari e di base” che devono garantire il minimo della salute pubblica.Non è pensabile che una città come Reggio Calabria non abbia un ospedale degno di questo nome: un ospedale moderno, funzionale ed attrezzato (neanche il Morelli lo è).
Ribadisco è necessario costruire un NUOVO OSPEDALE per Reggio Calabria: se non si comprende questo siamo alla follia.
Nessuno ne parla: io denuncio pubblicamente il disastro in cui viviamo da anni.
Anche la stampa, le televisioni sottovalutano il problema: non esistono più le inchieste giornalistiche serie, altrimenti ne vedremmo delle belle.
Ma per tornare al punto da dove eravamo partiti: la politica va fatta da chi la intende come spirito di servizio e come volontariato: le persone perbene e quelle che si indignano e quelle che “pontificano” hanno l’obbligo di informarsi e documentarsi e di partecipare attivamente in qualsiasi maniera compreso l’espressione del voto.
*Capogruppo Pdl in Consiglio comunale Reggio Calabria

sabato 11 luglio 2009

ECCO I NUOVI BARBARI

Alla riflessione, al dialogo ed alla retorica si preferisce oggi l’immagine: praticamente l’homo videns ha soppiantato il vecchio homo sapiens.
La tragicità di tutto ciò è che l’immagine che riusciamo a dare, il più delle volte, è un’immagine negativa e (spesso) deleteria.
Prova ne è quanto successo nell’ultima seduta di Consiglio Comunale: nemmeno di fronte alla sofferenza altrui ed a quella realtà (l’Hospice), che meglio fa comprendere il senso di precarietà della vita, si ha avuto il buon senso di fingere.
Fingere quale appunto è l’arte della politica oggi: tentativo di far credere di interessarsi del bene comune quando invece si è distanti anni luce dalle esigenze del “comune e banale cittadino”.
In Consiglio Comunale non è esplosa la rissa: è esplosa la contraddizione tra quello che si vuol far credere di essere e quello che realmente si è.
A fare a pugni (per fortuna) non sono stati i consiglieri comunali ma i principi del buon senso, della correttezza, del senso del dovere, dell’etica, della morale ed anche quelli della pietas cristiana.
E’ prevalso l’arroganza, il menefreghismo, gli interessi particolari e l’atteggiamento denigratorio fine a se, mettendo “allo scoperto” la vera natura di taluni soggetti.
E’ deplorevole quanto successo, e non giustificabile per alcun motivo. Credo sia giunto il momento di ribadire con fermezza un concetto che più volte ho espresso: la politica deve essere intesa come volontariato, deve tutelare l’interesse comune, mettendo da parte ogni altra motivazione (motivazione che il più delle volte risulta essere squallida).
Una politica fatta non da uomini provvisori ed occasionali, ma da uomini capaci di portare avanti una idea, un grande progetto, per realizzare una città migliore.
Basta a dover assistere ad una politica che ondeggia e sbanda come un dirigibile.
Basta ad una “politica da ballatoio”, a “politici-palloni gonfiati” e “vecchie ed isteriche comari”: è insopportabile l’idea di dover dialogare con gente ipocrita e di “facciata”.
E’ stato vergognoso (a voler essere benevoli) l’atteggiamento ipocrita dell’opposizione che da una parte, come operazione di facciata, si diceva favorevole alla Fondazione per l’Hospice (lavorando in tal senso con emendamenti) mentre sotto- sotto (ma poi non tanto sotto) voleva far saltare il Consiglio: bravi ! L’operazione è riuscita ma la soluzione è solamente rimandata di qualche giorno !
A questo punto sarebbe stato meglio se la sinistra si fosse dedicata alle gioie del sesso monodimensionale: il risultato sarebbe stato sicuramente più soddisfacente.
Ancora non riesco a capire chi, come questa sinistra siliconata e fittizia, dice di avere a cuore le sorti di questa città ed invece agisce, incurante dei danni che potrebbe arrecarle, in maniera opposta.
L’”inarrestabile declino” elettorale della sinistra non è servito a far capire loro che è decisamente meglio smettere di pensare che se ci saranno loro a governare tutte le “disfunzioni” verranno debellate compresi l’alluce valgo, le balbuzie e la stitichezza.
Lasciamo stare la cultura delle scatole vuote perché ormai la gente ha le scatole piene.
La lotta politica, in mancanza di contenuti antagonistici e di idee alternative non può continuare, come sta facendo l’opposizione,sulla denigrazione e sulla mistificazione dei fatti e nemmeno sulla emotività legata agli istinti ed agli istanti.
Lo scivolone e la “barbarie verticale”, cui si è stati costretti ad assistere in Consiglio Comunale, lascia una mesta considerazione: i cittadini quale giudizio potranno mai avere verso questa classe politica ?
Nessuna ! Ma, se anche questo lascia indifferente (e cosi è) gran parte di lor signori, personalmente mi induce alla depressione ed allo sconforto.
Sono stufo di tanta ipocrisia, di tanto “squallore” e di “falso perbenismo” ecco perché continuo a privilegiare la mia “sana follia”.
A chi per quello che dico mi da del folle rispondo con le parole del filosofo Emile Cioran: “La pazzia è qualcosa di talmente attinente alla condizione umana che non essere pazzi è la più pericolosa forma di follia”
E poi meglio la follia alla falsità ed al “becero interesse personale”.
Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale -

martedì 7 luglio 2009

OSPEDALE: CANTIERE APERTO


La sanità è un problema serio è va affrontata in maniera altrettanto seria: puliamo le orecchie, con del cotone e del detergente, affinché non ci siano problemi all’ascolto ne “dubbi interpretativi” da parte di chicchessia.
Veniamo al sodo, non stiamo troppo a cincischiare, e cerchiamo di essere seri ed onesti: Reggio ha urgente bisogno di un ospedale nuovo.
Il nostro ospedale oggi è una struttura obsoleta, con criticità difficilmente superabili attraverso interventi di tipo strutturale
Tale affermazione nasce, non da una mente contorta e distorta ma, da un “veterano dell’ospedale”, da un “senzatetto ed accampato dell’ospedale” (quale io sono) insieme a quella di altri missionari: sappiamo perfettamente che non esiste possibilità alcuna di poter ristrutturare una struttura fatiscente come la nostra.
Anche se l’ospedale è un “eterno cantiere aperto per necessità” la soluzione deve essere diversa in maniera tale che, partendo dalla radice del problema, si abbia il migliore e definitivo dei risultati.
Naturalmente il tutto non ha uno spirito polemico o il voler puntare l’indice contro qualcuno: unico responsabile di questo “invecchiamento dell’ospedale” è solo il tempo.
E già ! I Principi di Piemonte il 31 maggio 1932 inaugurarono gli Ospedali Riuniti Melacrino-Bianchi e pertanto, se riflettete bene, di tempo ne è passato ed anche troppo.
Esiste una realtà che bisogna sia resa nota a tutti: non esiste in ospedale servizio o reperto che non abbia problematiche di ristrutturazione, di messa a norma, di spazi esigui e quant’altro.
Questa è la prima motivazione dell’assedio al Direttore Generale di turno da parte dei primari ospedalieri, al fine di “recuperare qualche spazio” o ottenere la promessa di “qualche ritocco”.
E nonostante i “rattoppi”, gli “scambi” e le “sistemazioni temporanee” il problema rimane di una gravità estrema: basta pensare “semplicemente” ai rischi di infezione ospedaliera !
Penso ai tanti soldi che si sono spesi in tutti questi anni per riparazioni, ristrutturazioni, sistemazioni etc : avrebbero costruito almeno tre ospedali nuovi !
Lancio questa allarme e spero di essere ascoltato, da parte di chi ha la responsabilità di decidere, per evitare di assistere ad un “collasso strutturale” di un ospedale che tiene in piedi con le flebo ed il rianimatore accanto.
Lo dico (preventivamente) oggi che c’è la possibilita (?) di aprire la cardiochirurgia all’ospedale: un fiume di euro dovranno essere spesi per realizzare (anche strutturalmente) il centro cuore che verrebbe a trovarsi come un “fiore in mezzo al letame”.
Considerato che parliamo di sanità, vorrei invitare tutti ad una “sana riflessione” : anzichè continuare a sprecare denaro in riparazioni, ristrutturazioni (necessarie ed obbligatorie) e nuove costruzioni per avere sempre una “struttura fatiscente” non pensate sia giunto il momento di “gettare le basi” per il futuro ospedale di Reggio ?
Una struttura moderna presso la quale il cittadino-paziente potrà essere curato in un ambiente accogliente, nel rispetto di un nuovo modello di degenza basato su criteri di grande flessibilità che consentono agli ambienti di adattarsi rapidamente ed agevolmente ai bisogni da soddisfare ed alle attività da svolgere piuttosto che condizionarli.
Una struttura a misura d'uomo, integrata nel centro urbano e rispettosa dei valori affettivi e sociali, la quale, oltre a somministrare cure moderne ed adeguate in un'ottica di interattività con il medico di famiglia, sia anche centro di ricerca e formazione, così da potersi adeguare alle sempre nuove esigenze terapeutiche, tecnologiche e organizzative.
Un ospedale ex-novo, con criteri di modernità, consentirà di ribaltare la concezione di ospedale: una risorsa da usare quando è indispensabile e per il tempo strettamente necessario


Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -

sabato 4 luglio 2009

LA POLITICA DELLO IETTATORE

Il consigliere comunale del Pd Martino vive un paradosso: se da un lato “fa acqua da tutte le parti” dall’altro, come un novello Pietro Micca, vuol dare fuoco alle polveri con la speranza di far saltare tutto per aria.
E lo fa con una tale disinvoltura, ed ostentando una sicurezza nell’argomentare, quasi da convincerci delle sue verità.
Un giorno si e l’altro pure, sempre lo stesso consigliere, che non può certo dirsi un “provetto Barbanera”, prevede catastrofi, distruzioni, carestie, pestilenze e quant’altro.
Più che un chiaroveggente, per l’aspetto triste e lo sguardo truce, a me sembra uno iettatore:
un soggetto che ha accumulato tanta bile e tanto odio,contro tutta questa schifosa umanità, che veramente crede d’avere ormai la potenza di far crollare dalle fondamenta una intera città.
Le interrogazioni scritte, presentate al Sindaco della nostra (sfortunata a suo dire) città, avranno certamente una loro risposta cosi, come ben sa il consigliere, nessuno può “impedirgli” di svolgere il suo ruolo.
Come consigliere può avere accesso a qualsiasi atto in qualsiasi ufficio: basta che ne faccia richiesta!
Che il Giudice di Pace abbia stabilito, nel contenzioso per la potabilità dell’acqua, la restituzione del 50 per cento del canone acqua mi sembra una decisione giusta e saggia ed il Comune provvederà alla restituzione.
Questo naturalmente non porterà e non potrà portare al tracollo della casse comunali.
Da qui a dire che le conseguenze saranno nefaste per il comune e per l’intera città è (realisticamente) una “panzana”!
Comunque scusatemi ma io mi do lo stesso una “grattatina” ai sacri gingilli. Non si sa mai!
Vorrei ricordare a Martino, ligio al ruolo di profeta in consiglio comunale, che ogni tanto (non sempre ma ogni tanto) bisogna volgere lo sguardo al passato: si renderà conto dei debiti che la sua Amministrazione di centro-sinistra ha prodotto e le “spese inadeguate” fatte.
Inoltre lo stesso consigliere, per mantenere fede al personaggio che porta male, fa riferimento al Psu che a suo dire “ha rischiato un fortissimo ridimensionamento…” (sic!) ed “ha rischiato di perdere…”.
Caro Martino tutta la vita è un rischio (anche attraversare la strada lo è!) ma se ti ci metti pure Tu, con il tuo pessimismo e con il tuo astio da compagno, allora la vita diventa impossibile da vivere.
E poi i “sogni megalomani” del nostro Sindaco ci hanno regalato una Città Metropolitana (ho paura anche a nominarla…non vorrei portasse male) ed una città più vivibile che oggi viene conosciuta a livello nazionale non più per la mafia ma per eventi positivi.
Capisco che questo brucia a Te ed ai tuoi compagni ma non potranno essere nemmeno i tuoi anatemi a portare “lutto e disgrazie” a questa nostra città.
Sono anni che cercate di creare allarmismi e tensioni: i risultati non sono stati certo positivi per voi, considerati i risultati elettorali.
Continuare su questa “opposizione fantasiosa e denigratoria” non giova ne a voi ne (tanto meno) alla città: cercate per una sola volta di fare una proposta concreta.
E poi non più profezie, non più iettature…ma solo un sano e salutare realismo.

Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-

giovedì 2 luglio 2009

LA LOGICA DEL BEDUINO


La nostra è una terra “stramaledettamente strana”, dove la stupidità dei suoi abitanti si “taglia con il coltello”, in quanto guidati finora dalle leggi del beduino: l'amico del mio nemico è mio nemico e il nemico del mio nemico è mio amico.
Un pigro riflesso coglie, solo parzialmente, la drammaticità di questa nostra realtà.
Le polemiche sorte in questi giorni, il “fuoco amico” di cui si resta vittima a turno, la “distorsione e la contorsione mediatica” ne sono i segni evidenti della nostra malattia.
Non è mia intenzione sollevare polemiche o innescare conflitti o, peggio ancora, “parteggiare” per qualcuno: semplice “amore per la verità” e “libera espressione” di pensiero.
Questo succede quando mancano luoghi di sintesi comune e (pertanto) le conte finiscono male: cosi è successo con le valutazioni post-voto all’interno del Pdl.
Il bersaglio (voluto ?) non poteva che essere il coordinatore regionale Scopelliti.
Neanche io sono, sic et simpliciter, favorevole alle tesi del complotto, ma….sta di fatto che Cesare si è “beccato” 23 pugnalate e non è morto certo per tetano.
Se qualcuno ha pensato a Scopelliti (cosi come per Cesare) come futuro dittatore, incapace dunque di dialogare e condividere, si è sbagliato di grosso.
Se qualcuno ha pensato o pensa di “insinuare il tarlo”, sulla credibilità di Scopelliti, commette un danno enorme per il Pdl, per la città e la Calabria tutta.
Il consenso e la credibilità di Scopelliti ha “varcato” i confini locali.
La città di Reggio, per la prima volta, è diventata protagonista e modello di riferimento per le altre realtà nazionali.
Non si comprende (o meglio si capisce perfettamente la logica !) il tentativo di denigrare o di trasformare e stravolgere la realtà, cosi come non si comprende “l’irresponsabile” e “subdolo” tentativo di delegittimazione da parte di chicchessia.
Scopelliti oggi è una “realtà politica positiva”, di cui si erano perse (ormai) e le tracce e le speranze nel nostro territorio.
In questo mondo politico fatto da nani e ballerine, aspiranti clown ed equilibristi un elemento come Scopelliti diventa “destabilizzante” ed ecco allora che si apre la caccia alle streghe.
Ma è finita la logica della “castrazione preventiva” dove il metodo consiste nel tentare di creare (o mantenere) la propria fortuna incuranti del danno generale che si procura.
Il Sindaco di Reggio è il sindaco più amato d’Italia ed è il sindaco del 70% e raccoglie consensi e riconoscimenti sia nazionali che esteri.
Un motivo ci sarà ! A qualcuno ciò da fastidio ? Anche in questo caso un motivo ci sarà: lo scopriremo strada facendo.
La mia non è una polemica, lo ribadisco, ma è semplicemente la constatazione di una realtà.
Il futuro politico della Calabria oggi porta un solo nome: Giuseppe Scopelliti.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

COMMISSARIAMENTO E LUNA PARK


Sanità Calabrese: Commissariamento si o commissariamento no ?
Potremmo creare un movimento di opinione sul tema commissariamento giusto per divertirci, distrarci, “fare finta” di interessarci di un problema serio, per la nostra comunità, quale è quello della salute.
Considerato che è tutto un gioco (almeno cosi sembra), giochiamo anche noi.
E già perché il nostro mondo politico è diventato un gigantesco lunapark con tanti baracconi attraenti: c’è chi canta, chi suona e chi balla; una fiera incessante in cui tutto diventa un “ridicolo gioco” per massaie un po’ tonte.
L’importante è parlare, farsi vedere e dimostrare dunque di esistere: i fatti lasciamoli al caso.
E cosi, nella sanità, si muore per caso; incarichi prestigiosi si danno per caso e ci si trova (addirittura) a lavorare per caso.
Comunque quello che conta è l’apparire! E, soprattutto, fare apparire normale ciò che normale non è: praticamente un gioco da illusionista!
Signori, questo è il prodotto dell’uomo d’oggi:l’homo videns.
Il vecchio homo sapiens, ai giorni nostri, si rattristerebbe nel vedere la nostra mente “manipolata mediaticamente” e soffrirebbe per la mancata capacità di sintesi (costruttiva) dell’uomo moderno.
Commissariare qualcosa o qualcuno è una prerogativa (di cui la legge può avvalersi) per affidare ad altri (dal latino commissus , a cui si affida ) il compito di porre un rimedio “temporaneo” ad una cattiva o inadeguata gestione.
Che la sanità in Calabria sia stata, e continui ad essere, mal gestita è un dato certo: il buco del debito economico è ben visibile anche da Marte !
Che la sanità in Calabria funzioni peggio che nelle altre regioni è un fatto acclarato e documentato dalla migrazione sanitaria.
Che il malaffare, la corruzione, la commistione politico-mafiosa sia ben documentata non è una mia invenzione ma ne fa chiaro riferimento la relazione Ricci-Serra.
Basta tutto questo per commissariare la sanità calabrese ? Certo ed anche di corsa !
Di fronte ad una gestione “allegra e dissennata” non si può far finta di nulla: è come voler affidare ad un baby-sitter pedofilo i nostri gemellini !
Il commissariamento può bastare per risolvere il problema ?
Da solo certamente no !
E’ evidente che il passaggio (obbligato in questo caso) al commissariamento comporterebbe un rallentamento dell’attività gestionale: ma se la durata è breve e gli interventi sono radicali ed incisivi, il tutto può servire per un rilancio serio della sanità.
Non voglio creare allarmismi, ma al momento la sanità calabrese è “inagibile”, come un campo di calcio dopo un uragano, per cui un paziente rischia ed anche parecchio nel rivolgersi ad una struttura sanitaria.
Le professionalità mediche esistono e sono anche eccellenti.
E’ necessario in questo momento ridare fiducia al medico ed al personale sanitario, sottoposto ad “usura” e che non può più tollerare di lavorare in condizioni di “precarietà ed emergenza continua”.
Non è più pensabile di voler continuare a gestire la sanità quale strumento di “raccattamento voti” : si inizi a lavorare con “estrema serietà” su di un problema che potrebbe già essere ad un “punto di non ritorno”.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -