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lunedì 28 marzo 2011

SE I BRONZI PARTONO


Finalmente un motivo per “indignarci” c’è lo ha dato il neo-ministro Giancarlo Galan: anche lui vorrebbe far cambiare aria ai due guerrieri di Riace. In compenso a Napoli, dove esiste ( a dire del Ministro) anche un degrado culturale oltre che sociale, non si tocca nulla. Questo vorrebbe dire che da noi oltre il degrado sociale e culturale esiste qualche altro elemento di demerito in più che obiettivamente non saprei identificare. Detto questo mi accingo rapidamente a ringraziare Galan: scuoterà dal letargo tutti noi. Vedrà l’indignazione, la rabbia di tutti i cittadini e dell’intera “classe politica dirigente”. Vedrà di cosa siamo capaci di fare (anche le barricate se necessario) pur di non far muovere un piede ai Bronzi (intendo quelli di Riace). Vedrà di cosa è capace il popolo reggino ! Ricordo che nell’ultimo tentativo di portarsi i Bronzi io ero uno di quelli che (ingenuamente) presidiava il museo per impedirlo, mentre altri “giocavano” a far finta di preoccuparsi. Dunque caro Ministro si aspetti di tutto Noi non protestiamo se c’è il degrado, se c’è l’incuria, se la meritocrazia va a quel paese, se i nostri giovani sono disoccupati, se la sanità è in procinto di “tirare le cuoia” , se la ndragheta ed i loro compari continuano imperterriti a farsi i fatti loro, se le regole non vengono rispettate, se i “nullafacenti” vengono sistematicamente premiati, se manca il minimo di rispetto verso l’altro. No ! Per questo non protesteremo mai o se lo faremmo organizzeremo qualcosa con le associazioni, i circoli culturali, la chiesa, la classe politica etc etc.. Ma lo faremo semplicemente per dire che ancora ci siamo. In questa città caro Ministro non vedrà mai un movimento spontaneo di ribellione: potete farci di tutto e di più ! Ma guai se ci toccate i Bronzi, l’onore, la dignità ed il “più bel chilometro d’Italia”. Personalmente i cederei tutto così non abbiamo più motivo di protestare o di indignarci. Noi rivoluzioneremo tutto, cambieremo la Calabria, lotteremo la criminalità, la mafia, il malcostume; avremo una sanità efficiente e con centri di eccellenza, promuoveremo la cultura e creeremo sviluppo e posti di lavoro. I segnali già ci sono ed è irrilevante se ai posti di responsabilità vengono inseriti i soliti nullafacenti e gli incapaci. E’ di poco conto se continuiamo a premiare gli affaristi, i mediocri ed i cretini (nel senso vero del termine) e perché no anche i delinquenti. E’ insignificante il clima di rassegnazione e di impotenza che si è venuto a creare. E non importa se si percepisce “a pelle” il senso di abbandono e di frustrazione nel quale ogni “persona normale” e costretto a trovarsi. Ecco perché la ringrazio caro Ministro: ci ha dato l’opportunità di parlare di qualcosa e ci ha ricordato la nostra misera condizione. Ma noi continueremo imperterriti a pensare ed agire come da immemore tempo facciamo: si ricordi che è proverbiale la nostra “testa dura”. Non sarà certo il suo “involontario” (?) richiamo al senso di responsabilità e di rispetto verso la nostra terra a farci cambiare idea. Sono stati tanti i suoi predecessori che ce lo hanno “sbattuto in faccia” il nostro stile di vita ed il nostro modo di operare e nessuno ci ha fatto cambiare idea. Noi procederemo nella “bonifica” e nella valorizzazione del nostro territorio creando cultura, progresso, sviluppo. E per fare questo, fortunatamente, gli uomini adatti ce li abbiamo. I Bronzi: al solito, li valorizzeremo ! Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune -

sabato 31 luglio 2010

I POLITICI CALABRESI SONO AFFIDABILI ?


Sbalorditivo ! A dir poco sconvolgente quanto affermato dal un deputato del Pd (Tale Laratta Franco ) in seguito alla decisione del Ministro Tremonti di affiancare la Guardia di Finanza al Commissario alla Sanità Scopelliti: “Esprimiamo solidarietà al presidente –commissario insieme ad una preoccupazione che concerne l’uso che fa il Ministro Tremonti della Guardia di Finanza” ed insiste ”dimostra quanto sia sprezzante il concetto che ha Tremonti della classe politica calabrese”
Pensavo di non sorprendermi più di nulla da una classe politica locale parassita, arrogante ed approssimativa (eufemismo) ed invece devo, con mio sommo dispiacere, prendere atto che ancora c’è chi ha voglia di fare della “volgare e banale ironia”, su di un problema serio qual’ è la sanità.
Ohibò ! Sono cose da dire queste ?
Il deputato in questione conosce la realtà sanitaria calabrese ?
Ed altresì, conosce il concetto che hanno i calabresi dei loro politici ?
Oppure è talmente distante e disinteressato dalle loro problematiche da prendersi la licenza di “fare la battutina “ ? Ma c’è poco da ridere, caro il mio deputato.
Ed ancora, come mai il deputato del Pd non ha chiesto “urgentemente” l’intervento dell’esercito, durante la Giunta Loiero, per i disastri che si “consumavano” allegramente e quotidianamente sulla pelle dei cittadini ?
Pensa forse che l’ammalato sia “carne da macello” da immolare sull’altare del “dio-politico” al quale tutto è concesso ?
Servirsi della Guardia di Finanza, per accertare le reali entrate-uscite dello Stato, doveva essere accolta con un grido di gioia per porre fine alla “danza dei numeri” del deficit. Ed invece ? Per quanto mi riguarda, sospendo il giudizio e le imprecazioni le soffoco in gola !
A me come cittadino, medico e politico interessa che la sanità funzioni. A costo di vedere arrivare in Calabria anche i marziani per darci una mano di aiuto !
La cosa non ha certamente preoccupato e non preoccupa certamente il Governatore Scopelliti, i cui primi atti della sua Giunta dimostrano la volontà di un cambiamento e la volontà di riportare su un “piano di normalità” una “sanità anomala”.
Credo che i signori dell’opposizione possono avere la possibilità di “redimersi”, dai tanti peccati commessi, collaborando fattivamente con il Governo e con proposte serie.
Naturalmente se hanno a cuore la salute dei calabresi ! Se viceversa hanno a cuore il loro “sprezzante e disdicevole interesse personale”, proseguano pure nella loro direzione: finiranno con lo scomparire ! I cittadini sono pazienti e non stupidi; lo hanno dimostrato.
Non abbiamo più bisogno di “chiacchiere” ma di atti concreti !
Non abbiamo bisogno di ridere ma di curarci !
Non abbiamo bisogno di una sanità eccellente ma abbiamo bisogno di una “sanità normale”!
Non abbiamo bisogno di tante ospedali inutili ma di pochi ospedali efficienti !
Non abbiamo bisogno di credere ma di essere credibili !
Non abbiamo bisogno di “politici fai per te” ma di “politici-fai per l’altro” !
Alla fine lo stesso Laratta conclude: “ Il Pd calabrese non ha nulla da dire per il trattamento riservato da Tremonti ? ”.
Io spero che il Pd calabrese abbia il buon senso di tacere: almeno questo può farlo !
Un salutare consiglio al deputato: non si ” innervosisca” troppo perché le coronarie potrebbero saltare anche se ….
Anche se i nostri cari politici, per motivi di salute, sono pronti a partire per,altre regioni prendendo, il primo treno ( Eh già, non funzionano i treni ), scusate volevo dire il primo aereo (partono ed arrivano in ritardo):scusate volevo dire l’ambulanza (non ce ne sono). E va bene! Vorrà dire che si cureranno in Calabria ! In Calabria ?
Io mi sono già affidato al Padreterno ed, in alternativa, al buon senso di qualche onesto politico e di qualche bravo medico che ancora in Calabria c’è ! verrebbe da dire aiutiamoli a “superare la nottata” !

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio.

venerdì 30 luglio 2010

E POI DICI CHE UNO SI BUTTA A DESTRA !

Poffarbacco ! Nel momento in cui pensavo che ogni speranza fosse perduta, e prendevo in seria considerazione l’ipotesi di una vita ascetica, le parole di un autorevole rappresentante del Pdl, quale è Luigi Tuccio, risuonano come “dolce musica” per le mie orecchie.
Fuori dai denti: non confondiamo il sacro con il profano così come, non confondiamo la nobile arte della Politica con il “rozzo e goffo scimmiottare” del pietoso “politicus nostrano”.
Questi miseri e tristi figuri hanno condizionato, e cercano ancora di condizionare, chi intende la politica quale mezzo propulsivo di un territorio.
Insomma, c’è chi costruisce e chi cerca di frenare il cambiamento: “omuncoli senza arte né parte” che, come giustamente affermava Tuccio, sono dei “signor nessuno della società che cercano la scalata attraverso la politica”.
In tutta questa grande confusione c’è la possibilità (anzi la certezza) di essere amalgamati in una “poltiglia informe” dove si è tutti uguali. Il cittadino è confuso, sfiduciato e prende sempre di più le distanze dalla politica.
Nulla di più grave si può verificare quando il cittadino non è coinvolto, in prima persona, nel migliorare la comunità di appartenenza. Solo cosi il livello di benessere si alza !
Gli affaristi, i qualunquisti, gli “approssimativi”, gli ignoranti e gli arrivisti hanno l’interesse ad andare nella direzione opposta: vogliono trascinarci verso il basso (oltre quel limite che ha superato anche la decenza, il decoro ed il presentabile).
E’ necessario fare un distinguo, non certamente solo attraverso la dimestichezza dei verbi e della retorica , ma attraverso una “storia” fatta di professionalità, moralità, eticità e servizio prestato alla collettività.
E se parliamo di fatti, non possiamo fare a meno di ricordare chi di Reggio ne ha fatto un modello, ne ha dato un’immagine nuova e diversa a livello nazionale, chi è riuscito ad acquisire un consenso con l’operosità e con un progetto. Progetto che deve avere una sua continuità, costi quel che costi !
E mi riferisco al Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti.
Non voglio ricordare I risultati ottenuti, dalla sua Amministrazione, durante questi otto anni ma non si è disponibili a cancellarli con un solo colpo di spugna.
Gettare tutto alle ortiche, per il “prurito” di qualcuno, non solo è sciocco ma anche da folli.
Reggio ha conquistato Reggio ed oggi Reggio ha conquistato la Calabria: non dimentichiamoci che il Governatore è un figlio di questa terra ! E’ un politico cresciuto tra di noi e che è parte di noi: ovvero, di quella società onesta, laboriosa e civile.
Un giovane che guarda al futuro e non arroccandosi al prestigio di una poltrona.
Una sfida più importante e più impegnativa attende chi interpreta la politica nel modo giusto: oggi Scopelliti deve cambiare la Calabria ! Noi, classe dirigente, abbiamo l’obbligo morale e civile di stare accanto a chi vuole dare un nuovo volto a questa terra.
La gente “perbene” lo fa non in maniera servile ma da umili servitori ! La politica deve essere intesa dunque come servizio, spirito di abnegazione, progettualità e lungimiranza.
Se qualche “signor nessuno” cerca di guadagnare spazio con la lingua e non con la testa, va “scrupolosamente” isolato ed additato al pubblico ludibrio.
Oggi più che mai bisogna dimostrare, da parte di chi fa politica, che l’interesse supremo è il benessere della comunità: gli intrighi, gli intrallazzi o, peggio ancora, le “logiche della servetta” vanno smascherate e bandite da un serio contesto politico che vuole definirsi tale.
Concordo nel non dare spazio sia a chi offende quotidianamente l’intelligenza altrui, sia a coloro che, in maniera subdola, remano contro il cambiamento. Chi vuole apportare dei miglioramenti sia il benvenuto, chi vuol “apportarsi” dei miglioramenti personali abbia il ben servito.
Alcuni avvenimenti, ed alcuni comportamenti, hanno qualcosa di refluo e di platealmente retrogrado, e dunque sono poco attinenti con il concetto di “nuovo” e “innovativo”! Aborriamo quanti hanno idee astratte e sono “carnefici mascherati da vittime”.
Non voglio esaurire la mia dose di ottimismo infusa dalle parole di Tuccio e non mi dilungo in altre osservazioni che rinvierò a momenti più sereni !
Oggi ho sentito la necessità di “supportare” chi propone una crescita ed un miglioramento della nostra società, spero che altri seguano l’esempio !
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

mercoledì 17 febbraio 2010

L'ILLUSIONISTA DELLA POLITICA

Eccomi…mi rivolgo a Te che tra breve sarai chiamato ad esprimere, attraverso il voto, un giudizio su questa classe politica.
Comprendo l’amarezza, la delusione, la mancanza di fiducia ed il senso di impotenza che noi tutti abbiamo di fronte a questa triste realtà calabrese. Lo comprendo !
Ma, allo stesso momento, non ho mai compreso e mai comprenderò la rinuncia a lottare, il lasciare che gli eventi prendano il sopravvento su di noi, che la nostra vita e quella dei nostri cari sia lasciata in mano a chi della politica, fa un uso strettamente personale e clientelare.
Il tutto senza che vi sia da parte nostra un’ accenno a qualsiasi reazione. Anzi, ci adattiamo e ci amalgamiamo a questo sistema.
Oggi, più che mai, non comprendo coloro i quali hanno chiara questa realtà e che scelgono, quale mezzo di difesa, l’ isolamento e la rinuncia a qualsiasi forma di lotta contro il “malcostume imperante” e l’arroganza politica.
Intendo la politica come “volontariato”, come disponibilità ad un impegno serio per modificare in meglio la realtà che ci circonda. Una politica buona che lascia parlare i fatti e che sceglie gli uomini migliori.
Anche se sono cosciente dell’impresa titanica, non rinuncio a lottare, e preferisco farlo in prima persona, senza delegare altri alla gestione della mia vita
Non voglio rassegnarmi al degrado crescente, in questa nostra terra calabrese, che vede la gente costretta a vivere senza il minimo dei servizi essenziali (e, da medico, penso subito alla sanità, all’abbandono delle classi più deboli e svantaggiate, al degrado ambientale e culturale).
Penso anche ai tantissimi giovani senza lavoro e che difficilmente avranno la possibilità di averlo!
Giovani che vengono sistematicamente illusi dal politico di turno che alimenta “canagliescamente” speranze ed aspettative che mai si realizzeranno.
Penso a quei giovani, che nonostante l’impegno nello studio e la professionalità acquisita non trovano da noi le condizioni adatte per potersi esprimere e sono costretti ad allontanarsi.
Ad ogni elezione si parla di cambiare tutto per poi, gattopardescamente, non cambiare nulla.
Ecco che, alla fine, subentra in noi la “convinzione letale” che nulla mai potrà cambiare e da qui l’abbandono ed il degrado inarrestabile che ne deriva.
Il cambiamento è possibile ma…. solo se saremo in tanti a volerlo e se c’è la disponibilità a lottare per ciò in cui veramente crediamo.
Il mio è stato sempre un impegno come medico al servizio del paziente in quanto l’ammalato si trova in una condizione di debolezza e di bisogno.
E chi se non il medico deve prendersi cura dell’ammalato ? Chi se non il medico lo deve tutelare ?
Ecco perché mi rivolgo principalmente ai medici, ma non solo, anche a tutti i cittadini, che prima o poi saranno pazienti, a lottare insieme per quello che è il “bene primario” per tutti: la salute.
Ed in questa direzione va avanti la mia battaglia ed il mio impegno costante per un Nuovo Ospedale a Reggio. A breve verrà comunicato il sito, assegnato dal Comune, dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale ed in seguito lotteremo per reperire i soldi necessari per costruirlo: aspetto naturalmente, riguardo i fondi, impegni ben precisi dai candidati a Governatore di tutti gli schieramenti !
Naturalmente, bisogna da subito pensare di rendere più funzionale e strutturalmente più adeguato l’ospedale esistente, avendo cura di qualificare ancor di più le professionalità esistenti, con nuove attrezzature e corsi di aggiornamento.
E’ impensabile di aumentare a dismisura le difficoltà a chi già soffre per uno stato di malattia.
Ecco perché è necessaria la buona politica. Mi rendo conto che è drammaticamente complesso costruire il cambiamento, moralizzare la vita pubblica ma oggi più che mai non abbiamo scelta perché siamo arrivati ad un punto in cui, in Calabria, si rischia il collasso totale ed a pagarne le conseguenze saremo tutti.
Ecco perché io chiedo alla politica scadente e scaduta di fare un passo indietro, agli “illusionisti della politica” di farsi da parte. Nello stesso tempo chiedo a tutte le persone perbene, che non hanno perso ancora tutte le speranze, di fare un passo avanti e lottare insieme.
Insieme si può vincere, insieme si può cambiare. Io ci sono! E tu ?
Antonio Nicolò

domenica 7 febbraio 2010

SOLIDARIETA' E DINTORNI

Non ho mai capito bene a cosa serve la solidarietà di fronte ad un “evento delittuoso”.
E’ come andare ad un lutto per esprimere le condoglianze: un rituale “sentito” da pochi e “percepito” ancor di meno dall’interessato: comunque è norma farlo !
Ergo, mi appresto (pure io) ad esprimere la solidarietà al giornalista Antonino Monteleone.
Nel farlo mi passa per la mente un pensiero: sarà di aiuto ? Servirà a qualcosa ed a qualcuno ? Posso fare qualcosa di diverso che sia di maggiore concretezza ed efficacia ?
Ed altri ed altri ancora sono i pensieri, che mi “attanagliano” la mente, quando leggo gli attestati di solidarietà che giungono al giornalista ( Non vi rendo partecipi di questi pensieri per mio pudore).
E comunque abbiamo un problema che è chiaro a tutti: da una parte esiste la legalità (e chi lotta per difenderla) e dall’altra l’illegalità (ndrangheta e “sporcizia” varia); nel mezzo la cosiddetta “zona grigia”.
E’ questa la più pericolosa, la più rappresentativa, la più subdola ed insidiosa e la peggiore delle forme di criminalità.
Vi possono far parte anche coloro che esprimono (per esempio) la solidarietà a chi è vittima di un attentato (con discorsi “toccanti” e “partecipativi”) cosi come quando l’assassino và al funerale della vittima: ecco perché ci vado cauto nell’esprimere una “qualsivoglia” solidarietà.
Tradotto vuol dire: ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per impedire che l’evento delittuoso si verificasse ?
E se ci rifletto bene e senza ipocrisia dico: NO!
Ecco perché ho timore ad esprimere la solidarietà a chicchessia.
E poi, consentitemelo, non vorrei essere discriminante nei confronti di coloro i quali ogni “santa notte” si vedono incendiata l’auto o il negozio.
Ancora un piccolo esempio: ROSARNO. Oggi tutti esprimono solidarietà e sostegno per una vergogna “datata”. E di questi quanti sono quelli che non sapevano cosa “bolliva in pentola” ?
E’ questa la famosa “zona grigia”, costituita da persone poco affidabili, che ricoprono ruoli importanti nella società, che vivono di affari, compromessi, interessi e quanto altro accompagnati ed affiancati da una “folta schiera” di servi pronta a riverirli.
Chi lotta perché crede nella Giustizia e nella Verità è notorio si ritrova quasi sempre SOLO.
Ed immagino la solitudine di Antonino oggi ed i mille dubbi che gli passano per la mente e poca cosa può essere la solidarietà espressa.
Non dico questo per vanificare un gesto, che và sempre fatto, quanto per “stimolare” la mia e l’altrui coscienza a dare di più alla nostra comunità.
Dico questo, perché è necessario che la gente di buona volontà esca fuori dal proprio guscio, e tenti di ribaltare questa situazione di “degrado morale e civile”, che imperversa dalle nostre parti.
Non si possono lasciare da solo i vari Monteleone ed esprimergli la “solidarietà al bisogno”.
Dobbiamo prendere atto che la nostra vita è gestita (a voler essere benevoli) da “gentucola”, nanerottoli vari, delinquenti “da asporto”, personaggi squallidi ed incompetenti ai quali aggiungiamo i ndraghetisti e mafiosi vari.
Ecco perché qualsiasi tentativo di modificare lo stato dei fatti, da parte di chicchessia, viene prontamente punito.
E non bastano i buoni propositi e la solidarietà del momento. Serve un “atto corale di ribellione”, una reazione chiara, determinata ed efficace.
Serve che gli Antonino Monteleone si moltiplicano, senza infingimenti, per dare una buona volta per tutti un calcio a codesti “cialtroni” che inquinano la nostra vita e la nostra terra.

Antonio Nicolò – Consigliere Comunale-

giovedì 14 gennaio 2010

COS'E' LA LEGALITA ?


  • La sinistra alimenta la sfiducia nelle istituzioni e per farlo sceglie il Consiglio Comunale: quale miglior luogo e quale migliore occasione visto che il tema era la legalità: occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Cosi è stato. La giustificazione sarà trovata in seguito con il solito clichè : da aggressori ad aggrediti, da carnefici a vittime, da villani a signori.
    Una strategia strana, paradossale ed incomprensibile, dettata (certamente) da “logiche perverse” di qualche burattinaio, sotto “guida telefonica” ed “osservatore” al seguito.
    Una “bomba ad orologeria” innescata da “noti personaggi faziosi”, con vittime inconsapevoli e solite scene da “comari isteriche”.
    Niente li ferma ed a nessuno importa del segnale negativo che si va ad innescare: l’importante è dimostrare che questa Amministrazione non riesce a garantire una seduta “regolare” di Consiglio, che tradotto vuol dire assenza di legalità.
    E per farlo basta poco: aggressione verbale, offese al limite della diffamazione, chiusura ad ogni dialogo e bugie. Tante, troppe bugie.
    A nessuno importa della cattiva figura. A Nessuno interessa lanciare un segnale forte contro la ndrangheta: l’importante è denigrare questa Amministrazione e dimostrare una fragilità delle Istituzioni: come se questo esentasse la sinistra da responsabilità.
    Il tutto naturalmente, se ci pensate bene, facendo il gioco della ndrangheta.
    Sempre poca roba in un clima di campagna elettorale che (secondo i vari sondaggi) da la sinistra perdente: meglio dunque tentare il tutto per tutto, anche la violenza verbale ed il sabotaggio di qualunque azione positiva, che possa essere riconducibile a questa Amministrazione.
    Fosse anche un “documento simbolico” !
    Mentre la maggioranza “rettifica” il proprio documento (quale segnale di apertura), la sinistra si trova (alla fine nella votazione) “costretta” in parte ad astenersi, in parte a votare favorevolmente, ed in parte (paradosso dei paradossi) a non votare un loro codice etico
    La vittoria di “qualcuno” era quella di creare un clima di confusione e di degrado.
    Ma basta un po’ di giudizio e di logica per capire dove sta il marcio: ed io sono tranquillo perchè il cittadino, al momento del voto, ha dimostrato e dimostrerà di possedere tali requisiti.
    Lasciatemi dire che se prima avevo qualche dubbio, sulla possibilità di sconfiggere la mafia, oggi ho quasi la certezza che è un’impresa impossibile.
    Se prima avevo qualche dubbio, sul fatto che non ha tutti interessa il “problema ndrangheta”, oggi ne ho la certezza.
    Se prima avevo qualche dubbio, che l’uomo non può travalicare certi limiti nella “finzione”, oggi so che si può tentare di fare credere agli altri ciò che si vuole, basta essere abili nel farlo.
    Questo è il tentativo mal riuscito della sinistra nel Coniglio Comunale.
    E ancora una riflessione che esula dal Consiglio ma che vuole essere un consiglio: non si sconfigge la ndrangheta con la polizia, l’esercito, i carabinieri, i magistrati se (comunque) non c’è la partecipazione diretta a questa lotta, di ogni singolo cittadino/persona.
    Un’altra rivelazione di recente acquisizione è che ognuno di noi “pretende” che siano sempre gli altri a dover risolvere i problemi: noi dobbiamo limitarci a fare ciò che è nostro dovere. Dimenticando, naturalmente, il primo dei doveri dell’uomo: lottare per conquistare e mantenere il benessere nella società in cui vive !
    In fondo questo ci libera da “certe responsabilità” che potrebbero riservarci sorprese sgradevoli !
    Non funziona cosi (almeno solo cosi): dobbiamo essere tutti parte attiva nel migliorare l’ambiente nostro circostante, con il quale ci rapportiamo quotidianamente, denunciando, lottando, offrendo il nostro fattivo sostegno, pretendendo ciò che è la norma.
    Bisogna isolare chi non lavora per il bene comune, chi pensa di trarre vantaggi illeciti, chi non compie il proprio dovere, chi “utilizza e strumentalizza” tutto per il proprio tornaconto .
    Forse cosi può iniziare la “trasformazione positiva” di una società: non possono essere gli eventi, naturali o forzati, a modificare le cose ma il nostro costante e fattivo impegno sociale.

    Antonio Nicolò – Consigliere Comunale

domenica 27 dicembre 2009

PROMESSE SOTTO L'ALBERO

Se non fosse per l’illuminazione nelle strade, per le vetrine addobbate a festa e per qualche “sporadico” albero di Natale (ormai se ne vedono sempre meno!) sarei tentato di credere, dopo aver ascoltato il messaggio di Agazio Loiero, che siamo a carnevale e che (in fondo) è tutto uno scherzo.
Non voglio vanificare lo “sforzo” fatto dal Presidente che si fa vivo per la terza volta in 5 anni (sic!) e che ci mette di suo la faccia: e già ci vuole una bella faccia a parlare ai Calabresi di questi tempi !
Viene difficile far capire alla gente che “lor signori” hanno lavorato per noi e non solo per il passato ma, meraviglia delle meraviglie, anche per il futuro. Anche se nessuno se ne accorto. Tutt’altro !
Ma mettetevi tranquilli, da qui a breve lo stesso Loiero ci spiegherà come hanno lavorato e cosa hanno prodotto: ricordatevi che fra qualche mese si vota !
Credetemi, viene difficile farlo capire a chi non ha un posto di lavoro, a chi non può curarsi nella nostra Regione, a chi vede “devastato” il territorio giorno dopo giorno ed a chi soprattutto e costretto ad assistere “inerme” allo spreco di denaro pubblico che si continua a fare.
Un piccolo esempio di come ci sottraggono i soldi: le primarie (che tradotto vuol dire lotta intestina all’interno di una coalizione), che si faranno da qui a breve, andranno a pesare sulle tasche dei calabresi.
Rassicurante, comunque, il suo messaggio sulla sanità e cito testualmente una frase , a dir poco, sconcertante: “un tema difficile. Allora eravamo nella bufera. Oggi in parte si è placata…”
Non ho ben capito se il suo è un bollettino meteorologico o sanitario: scusatemi cosa vuol dire la bufera si è in parte placata ?
Vuol dire che ultimamente (pochi giorni) non ci sono stati casi di morte sospetta ? Vuol dire che adesso sono arrivati i soldi dal Governo centrale e possiamo “spendere allegramente” ? Vuol dire che molti precari conserveranno il posto ? E le guardie mediche soppresse in un territorio disastrato come il nostro ? Chiuderemo alcuni ospedali inutili? Forse dopo le elezioni ?
Futuro incerto…un mondo difficile..felicità a momenti verrebbe da “canticchiare”!
Se volete (e ve lo concedo) potrebbero essere cose buone e giuste ma la sanità è un’altra cosa.
La “sanità calabrese reale” è quella che è venuta fuori dalla relazione Ricci-Serra (commistione politico-mafiosa, ospedali non a norma, ruberie varie, etc.) :praticamente un disastro.
Una sanità in cui ancora il deficit non è stato quantificato (ma si! Ripiana il Governo ! Cioè noi… Chissenefrega), una sanità che non è in grado di garantire “un’assistenza minima”, una sanità la cui rete di emergenza fa acqua da tutte le parti: l’ultimo morto si è avuto alla manifestazione No ponte.
Ma non era della sanità che volevo parlarvi: i fatti sono sotto gli occhi di tutti ed ogni ulteriore commento sarebbe superfluo, anche perché sono anni che vi “ossessioniamo” sul tema.
Voglio invece parlarvi della credibilità di alcune persone che, incuranti del giudizio altrui, e proprio come se “nulla fosse successo”, appaiono (in questo periodo pre-elettorale) in televisione o fanno “capolino” sui gornali locali.
Te li ritrovi ad ogni commemorazione, ad ogni incontro, ad ogni manifestazione e si inventano di tutto pur di occupare le pagine dei giornali.
Diventano, come d’incanto, esperti in economia, turismo, sanità, sindacato e si occupano di temi più svariati: parlano, propongono, progettano e si impegnano.
Erano stati in silenzio per tanto (troppo) tempo, se ne erano quasi persi le tracce ma ecco che improvvisamente e sorprendentemente, come emersi dal nulla, si materializzano e te li ritrovi innanzi ai tuoi occhi.
Sembra si sia dimenticato che la Regione Calabria ha come primato (tra le altre cose) il più alto numero di inquisiti; ininfluente sembra apparire l’arretramento culturale e sociale; di nessunsignificato il silenzio assordante dei nostri consiglieri mentre si “consumava” lo sfascio in Calabria.
Oggi qualcosa è cambiato (anche se non ve ne siete accorti): tutto è nuovo, diverso, bello….quasi quasi tutto credibile e proponibile!
Consentitemi di dire che se qualcuno vuol farci credere che qualcosa vuole cambiare in Calabria è bene che lo faccia prima delle elezioni!
I candidati a Governatori (chiunque essi siano), per essere credibili, non devono presentare progetti, fare promesse o “chiacchiere elettorali” ma devono proporre agli elettori volti nuovi, sopratutto giovani e donne:questo è un punto dal quale partire. Tutto il resto è poesia.
Antonio Nicolò- Consigliere Comunale















lunedì 23 novembre 2009

I SOGNI SON DESIDERI ?

Che Berlusconi sogni mamma Rosa la quale gli dà delle “imbeccate” politiche è una cosa che può succedere. Che lo stesso premier ne parli è la conseguenza naturale del suo modo (sempliciotto e folcloristico) di essere.
Che Misaggi ,“stimolato” dalla notizia, sogni (naturalmente) di essere il candidato a Governatore in Calabria , anche se non è legittimo, potrebbe trovare, in fondo, una qualche giustificazione.
Che alcuni rappresentanti del mondo della politica, che vivono (evidentemente) in un mondo di sogni, si lanciano in esternazioni e valutazioni politiche non può che farci sardonicamente sorridere.
Insomma, una storia sognata ad occhi aperti da parte di vari soggetti che, a vario titolo, compaiono sulla scena di questo teatro (ormai del ridicolo) che è la vita politica.
Ma in tutta questa storia quello che più mi meraviglia e mi lascia perplesso (ma non più di tanto) è il ruolo dei media ridotti ad essere un concentrato di gossip, reality e telefilm: un mix perfetto per seguire i pettegolezzi di personaggi più o meno famosi.
A farlo purtroppo (e non è la prima volta) sono delle testate giornalistiche di un certo rilievo, dove a scrivere ci sono validi professionisti, che hanno “una tiratura” notevole in campo nazionale.
E questo purtroppo mi porta ad una “mesta considerazione”: è possibile non ci sia nulla di più serio o di più importante del quale parlare ?
Diamo naturalmente per scontato che, una siffatta notizia non può avere alcun senso cosi come non può essere motivo di “discussione del giorno”: al massimo può essere considerata una “burla” per incuriosire e sollevare dall’apatia e dalla noia qualche massaia un po’ tonta: null’altro!
Di argomenti seri di discussione e di notizie importanti da dare i giornali ne avrebbero da riempire un’enciclopedia e non quattro pagine di carta stampata.
Ed allora perché ci si perde nei gossip, nelle indiscrezioni e nei pettegolezzi ?
Perché si da una notizia che alla fine non è altro che una “bufala” ed invece non si scrive di cose serie e di pubblico interesse ?
I giornalisti sono stupidi ? I giornali corrono il rischio di calare nelle vendite ?
Assolutamente no !! Nulla di tutto ciò. I giornalisti sono abbastanza scaltri e la politica è scesa cosi in basso (nella cantina!) da usare qualsiasi mezzo pur di “orientare la massa” in campagna elettorale.
E’ forse questo il motivo ? Verrebbe da pensarlo ! Che dite ?
I media naturalmente hanno un mezzo importante in mano per farlo: la comunicazione.
Mi si potrà obiettare che la notizia ha qualcosa di fondato e che un giornalista ha il dovere di darla !
Nulla da eccepire, sarei tentato (superficialmente e frettolosamente) di dire ma…..basta un minimo di riflessione e qualche neurone ancora funzionante per entrare in agitazione.
Non sopporto che non si parli (intendo in maniera costruttiva ! perché di parlare se ne parla ed anche troppo) dei problemi che attanagliano la nostra regione quale la disoccupazione, la sanità, il sociale, l’ambiente e quant’altro.
Perché non si fanno inchieste giornalistiche che “mettano in luce” le gravi disfunzioni che sono sotto gli occhi di tutti, che propongano delle soluzioni, che incentivano un dibattito serio, che aiutano a riflettere e che denuncino ogni irregolarità ?
Perché non si aiuta, ancor di più, attraverso la comunicazione la crescita civile e culturale di una società ? Una “società poltiglia” dove predomina l’effimero, il piacere, il potere, la superficialità, l’arroganza ed il qualunquismo da strapazzo.
Ecco perché non comprendo le notizie il cui unico scopo è quello di disorientare una popolazione, già di suo disorientata, e che non fanno altro che “scoraggiare” la gente che cerca di risollevare la testa.
Anche io spero di non essere caduto nello stesso errore che ho denunciato; ma se cosi fosse il messaggio di questo scritto è che dobbiamo iniziare tutti ad occuparci dei problemi seri della nostra terra e lasciare da parte i sogni.
Se vogliamo anche noi sognare facciamolo in positivo: sogniamo di rendere più vivibile la nostra Calabria.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio Calabria

mercoledì 30 settembre 2009

BRONZI A... CLONAZIONE


Il Consiglio di Stato, finalmente, ha risolto (spero) definitivamente il problema dei Bronzi, che da sempre è stato motivo di discussione nella nostra città, consentendone l’eventuale clonazione .
Se cosi stanno le cose possiamo (volendo) impegnarci affinché si riproducano quanti più guerrieri possibili tali da costituire un esercito, cosi numeroso, da poter conquistare il mondo !
Invaderemmo le città, le metropoli, le regioni e le nazioni ed in breve tempo saremmo al “centro del mondo”.
Ho voluto esasperare la clonazione (so che è limitata alla “parte scientifica”e spero alla coscienza) solo per far comprendere sin dove arriva la nostra stupidità.
E meno male che (mi riferisco alla stupidità) non la possono clonare, altrimenti creeremmo danni !
Nell’era del cretino, purtroppo molte decisioni vengono presi da….cretini e, pertanto, il risultato non può che essere catastrofico.
Da quasi trenta anni questi guerrieri, che rappresentano un patrimonio culturale ed artistico di valore universale, non sono stati valorizzati ne utilizzati al fine di incrementare quella cosa di cui tutti e da sempre si riempiono la bocca: il turismo.
Pensate, è come avere Pelè e Maradona insieme nella Reggina e tenerli in panchina !
Forse sarebbe stato meglio se li avessimo lasciati nel fondale melmoso del Mare Ionio, invece di collocarli nelle acque stagnanti di questa palude che è la nostra città.
Quello che voglio dire (ove non fosse stato chiaro) è che parlare di opportunità di trasferimento, di collocazione solo per essere schierati l’un l’altro armati è da stupidi !
Parlare di un progetto, di un’idea, di un sogno da realizzare per questi guerrieri e per la nostra città che li ospita, ha un senso…..altrimenti rimane solo “mediocre e stucchevole poesia” fatta da “venditori di pentole” per massaie un poco tonte.
Ha senso confrontarsi su quale possa essere il mezzo migliore per sfruttare questi capolavori, che il mare ci ha regalato; in che maniera e con quale mezzi possiamo veicolare la loro immagine nel mondo per stimolare la curiosità e l’interesse dei turisti; come integrarli e farli entrare in un “circuito artistico” virtuoso da proporre al visitatore; come valorizzare la loro immagine trovando una giusta collocazione che non sia un “angusto spazio museale” ed, infine, tutto ciò che può produrre utilità per il turismo a Reggio.
Nel dire queste cose non mi aspetto di essere proposto per il Premio Nobel (considerato la banalità della riflessione) ma invitare chi legge a cercare di capire del perché non se ne parla.
Perché non si organizzano studi, si abbozzano progetti, non si fanno convegni dove si discuta di questo e di quanto altro possa servire alla crescita turistica e culturale del territorio ?
Perché ci si accapiglia sui pettegolezzi e sulle voci da corridoio ? Perché la buttiamo sempre in politica ? Perché pur di far un dispetto alla parte politica avversa non tentiamo (solo un tentare) un dialogo costruttivo ?
Ve lo dico io !! Siamo piccini, “nanerottoli insipidi” ed inconcludenti ! Pensiamo sempre e solo al vantaggio personale o politico incuranti del danno che arrechiamo alla comunità !
E questo discorso è valido per ogni cosa che riguardi il “famoso e fumoso” bene comune.
Bisogna voltar pagina (anche se la vedo difficile) se vogliamo riacquistare un pochino di credibilità, dobbiamo essere più concreti e più rapidi nel fare, lenti a promettere ma veloci a mantenere e soprattutto dobbiamo amare la nostra città ed i nostri concittadini.
Questa possibilità della clonazione dei Bronzi, che il Consiglio di Stato ci ha regalato, spero divenga anche una possibilità per “aprire” le menti ottuse di chi detiene il potere al fine di fare quello che sino ad oggi non è stato fatto: utilizzare al meglio quello che potrebbe essere il nostro petrolio in Calabria e cioè i Bronzi di Riace.
Altrimenti continueremo a fare come gli abitanti di Abdera che litigavano per l’ombra dell’asino.
Capito beduini !!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl del Comune di Reggio Calabria -

giovedì 10 settembre 2009

IL DIRITTO ALLA SALUTE E' UGUALE PER TUTTI


Se ci fate caso (ne sono certo) quando un problema di salute riguarda un uomo pubblico, ecco che c’è l’attenzione mediatica con il solito rituale di “interventi giustificativi” e di “pseudopressione politica” che farebbero illudere per una soluzione del problema.
E parlo della cardiochirurgia, ma non solo di questa !
Ricordo, a voi tutti, che l’idea di una cardiochirurgia a Reggio nasce (purtroppo) sempre da un problema di salute che ha visto coinvolto sempre un uomo politico.
Oggi, tra dubbi ed incertezze relativi alla sua realizzazione, se ne riparla con insistenza proprio perché un altro politico si è trovato coinvolto in una problematica seria di cuore.
Indubbiamente sono felice quando un ammalato viene adeguatamente curato e si giunge felicemente ad una guarigione; doppiamente felice quando si salva la vita ad una persona, chiunque essa sia!
E’ certo che, personalmente in qualità di medico, un politico o l’”uomo della strada” per me pari sono di fronte alla salute, ma (in certi casi) una riflessione si impone in maniera preponderante: pensate che identico problema a quello di Morabito non sia capitato in tutti questi anni a “comuni e banali” cittadini ? Se ne parlato ? Sapete come si è risolto ? Pensate che il problema sanità debba essere affrontato solo nel momento in cui rimangono coinvolti “persone note” o (peggio ancora) quando si verificano casi di mala sanità ?
Conosco la risposta ! Tutti siamo d’accordo che bisogna migliorare la sanità, che la colpa del dissesto è sempre delle precedenti gestioni, che l’interesse della salute è prioritario rispetto ad ogni altra cosa, che si sta lavorando in maniera seria con interventi, programmazione, controlli, verifiche, progettazione, che in fondo non bisogna denigrare, che abbiamo anche delle eccellenze, dei validi professionisti, che la sanità non funziona dappertutto, etc. etc..
Stronzate ! Scusatemi ma sono tutte stronzate !
Dico questo perché ad oggi non ho visto neanche il “minimo tentativo” di affrontare il problema della sanità in maniera seria: si va avanti a proclami entusiastici, a denunce, a promesse, a “pseudosoluzioni” e risoluzioni di problemi ma mai (dico mai) una presa di posizione seria e lungimirante.
Per essere chiaro vi faccio qualche esempio.
E’ sotto gli occhi di tutti il degrado e lo sfascio dell’Ospedale Riuniti, le difficoltà legate a carenza di personale ed attrezzature ma la cosa sembra lasciare indifferenti tutti.
Avevo ipotizzato la costruzione di un nuovo ospedale per Reggio (necessario!) ed avevo offerto una soluzione per l’utilizzo del “cosiddetto” Ospedale Morelli (creazione di un dipartimento di OncoEmatologia).
Della necessita di costruire un nuovo ospedale sembra ne siano convinti un po’ tutti ma ancora nessuno, di quelli che ha potere decisionale, ha fatto qualcosa in tale direzione !
Stessa cosa dicasi per il Morelli ! Da più parti si dice che l’ospedale (?) è sotto utilizzato ma anche in questo caso chi dovrebbe parlare….tace.
Di certo io non mi stancherò di lottare !
La lettera dei genitori di Sara Sarti (equilibrata e sincera), la bimba morta in ospedale a Locri, descrive perfettamente una realtà ed offre un’unica soluzione, che condivido pienamente, ed è quella che da anni io vado suggerendo inutilmente: la sanità deve ritornare in mano ai medici !
A quei professionisti (e sono tanti) seri, preparati e che si prendono cura degli ammalati.
Questi medici che sino ad oggi si sono preoccupati soltanto di lavorare con coscienza e con professionalità, garantendo cosi il servizio ed, a volte, facendo la fortuna di molti primari e di medici la cui carriera è legata ad un carrozzone politico o al caso fortuito !
Purtroppo molti di questi medici sono stanchi e rassegnati, di fronte a cosi tanto degrado morale e civile, e molti prossimi al pensionamento.
Cosa fare quando si è in pochi a lottare ? Cercare l’aiuto di altre persone interessate al problema !
Cerchiamo, noi medici, nei cittadini/pazienti l’aiuto necessario per migliorare la sanità, portandoli a conoscenza e rendendoli partecipi dei problemi.
Insieme forse potremmo cercare di porre fine ad un declino inarrestabile della sanità !
Antonio Nicolò – Medico e Capogruppo Pdl al Comune di Reggio _

venerdì 4 settembre 2009

UN NOVELLO SAVONAROLA


Concordo pienamente con l’On. Nino Foti: ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale !
Questo è quanto affermato da Foti, relativamente alla situazione calabrese, avanzando di conseguenza la proposta di un governo politico di salute pubblica.
Proposta che (naturalmente) ha trovato il consenso in pochi “eccentrici politici naif”, che fanno sentire la propria voce, solo nelle ricorrenze o nelle grandi occasioni (cioè quelle in cui dovrebbero tacere !)
Voglio essere chiaro e diretto , affinché non vi sia dubbio alcuno, su questa mia affermazione: se la politica calabrese (e perché no, reggina) è rappresentata da “personaggi” come l’Onorevole Foti, l’emergenza ha assunto i connotati di una catastrofe.
E già perché il nostro, già provato, “ecosistema cerebrale” ha raggiunto un limite di tolleranza tale che non riesce a tollerare più le idiozie o, ancor peggio, gli “squallidi giochini” di una politica becera e piccina.
E, per amor del cielo, allontano subito da me il pensiero (capirete, nasce spontaneo) che le affermazioni fatte da Foti possano rispondere a logiche “diverse” da quelle squisitamente politiche.
Preferisco pensare che Foti, come la Bella Addormentata, svegliatosi da un lungo sonno si sia trovato catapultato in una realtà a lui sconosciuta.
Cosi, come un buon samaritano, preso da “compassione” per questa nostra terra, ha aguzzato l’ingegno (sottoponendo a duro sforzo i suoi neuroni) tanto da venir fuori con una proposta che definire bizzarra è un eufemismo: un governo politico di salute pubblica.
Verrebbe da chiedersi: possibile che tutto ciò sia farina del suo sacco ?
La cosa che più sconcerta (credetemi) è l’incoscienza di “certe affermazioni” ed anche l’inaspettata ed incomprensibile “timida condivisione” da parte dell’Onorevole Valentino.
Strabiliante! Due rappresentanti politici reggini che, anziché sostenere la candidatura di un proprio concittadino illustre, quale è Scopelliti, che ha dimostrato con i fatti una buona gestione di governo cittadino ed una lungimiranza politica, cercano di ostacolarlo.
In un momento in cui da più parti viene indicato, da autorevoli esponenti politici, quale “candidato naturale “ Giuseppe Scopelliti, ecco il “coup de theatre” del novello Savonarola, dell’Illuminato Foti le cui parole, pure come “distillato di neve tibetana”, disorientano e lasciano perplessi.
E si, perché anche il più stupido dei cittadini si chiederebbe: ma questo signore mentre si consumava il dramma alla Regione Calabria, mentre tutto andava alla deriva, come mai non ha alzato forte la sua voce per denunciare, per proporre un rimedio, per porre un freno ?
Come mai, in questi anni, nessun accenno alla scarsa o nulla opposizione al governo Loiero ? Come mai nessuna indignazione dinnanzi ad arresti eccellenti ? Perché si è sempre taciuto dinnanzi ad una “combriccola di indagati” ? Solo oggi auspichiamo giustizia ?
Ed ancora ! Sarebbe interessante capire se, in questo tanto auspicato “governo anticlientelismo”, troverebbero spazio nelle liste candidati già indagati e/o condannati ? E già perché di questo Foti si guarda bene di farne cenno!
Troverebbero ancora spazio in questa politica soggetti “nominati” e non eletti dal popolo ?
Gente che non è stata eletta con i voti dei cittadini e che poi si ergono a paladini di giustizia ?
Le “farneticazioni” di Foti potrebbero lasciarci indifferenti, in quanto provenienti da una persona che dimostra “scarsa considerazione” dell’intelligenza altrui, ma ci “irritano” perché hanno il sapore di proclami propagandistici e non di scelte maturate e condivise in un percorso politico partito da lontano.
La cosa “sconfortante” è quando afferma che “non è etico sperare di imporre dall’alto, solo in virtù di buoni rapporti personali, una propria candidatura”.
Onorevole Foti la sua elezione a deputato a quale “congiunzione astrale” favorevole appartiene?
Il Sindaco di Reggio ha lavorato cosi bene in questi anni per guadagnarsi la stima e la simpatia di tantissimi big della politica e di tutti i cittadini, tanto da aver meritato l’appellativo di “Sindaco più amato d’Italia”.
Ha prodotto un “modello Reggio”, preso ad esempio da altre amministrazioni, ed ha raggiunto eccellenti risultati politici, conquistando sul campo i galloni (non con investiture divine !)
Il tutto (naturalmente) non poteva che attirare l’invidia e la “resistenza” di chi vuol continuare a far politica con i “soliti giochini” mascherati da “amor patri”.
Mi creda: sarebbe stato meglio tacere ! La Calabria ha già tanti guai da sopportare e ….se dobbiamo preoccuparci anche di chi vuole “agitare le acque” chissà per quale oscuro motivo, allora siamo belli e fritti !
Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale

lunedì 31 agosto 2009

LA BOLGIA INFERNALE DELLA SANITA': COME USCIRNE


Credo che bisogna essere chiari (se possibile sino in fondo) sull’emergenza sanitaria in Calabria: avere idee precise per tentare l’uscita dalla “bolgia infernale” in cui ci troviamo.
La vergogna che dovrebbe indurre a tacere la classe politica Calabrese tutta, la rabbia ed il dolore dei parenti delle vittime della malsanità, il silenzio incomprensibile della categoria medica, l’impotenza e la rassegnazione dei pazienti/cittadini, il ruolo poco chiaro dei media, sono tutte cose che debbono essere considerati senza infingimenti e con la massima libertà ed onestà se vogliamo venirne fuori: insomma parliamo chiaramente e diciamo le cose come stanno sino in fondo !
La classe politica (tutta, e sottolineo tutta!), unica e vera responsabile dello sfacelo della sanità calabrese dovrebbe avere almeno il pudore di tacere, il buonsenso di mettersi da parte (considerato il fallimento), di nascondersi agli occhi della gente o, in alternativa, agire concretamente.
Dalle parole di questi signori appare chiara la “disonesta intellettuale”: la Lo Moro accusa Loiero di aver affossato la sanità calabrese negli ultimi due anni e Loiero di rimando ricorda alla Lo Moro che lei stessa aveva detto che non esiste deficit nella sanità calabrese (oggi sappiamo esistere il dissesto economico, la bancarotta).
Ricordo due dichiarazioni/proclami fatte dagli stessi e che rendono il “senso del ridicolo” di questi signori!
Loiero (dopo i primi decessi di malasanità): mai più morti simili in Calabria ! Lo Moro: la sanità calabrese funziona perfettamente !
Facile a parole fare proclami simili (ahime riportati anche dai giornali e dalle televisioni !).
Oggi il centrodestra (in prossimità delle elezioni regionali) con i suoi consiglieri alza la testa per gridare allo scandalo ed alla catastrofe, dopo aver contribuito allo sfacelo (durante la propria gestione) ed aver taciuto durante questa legislatura di centro-sinistra (in quanto connivente).
La relazione della commissione Serra/Riccio è sufficientemente chiara ed esplicativa sulla situazione: commistione politico/mafiosa, sprechi e ruberie varie, Direttori Generali non in possesso dei titoli, ospedali fatiscenti e non a norma.
I correttivi dovevano andare in tale direzione: chiusura/riconversione di alcuni ospedali, taglio agli sprechi, controllo e sanzioni per evitare le truffe, personale qualificato e titolato alla guida delle aziende ospedaliere. Nulla di tutto ciò è stato fatto.
Ed allora ripartiamo da questo benedetto commissariamento per rimettere ordine nella sanità calabrese: non è certo la panacea ma almeno “rimarchiamo” l’inefficienza politica !
I medici, in gran parte validi professionisti, devono capire che è giunto il momento di dire basta: devono partecipare in maniera attiva alla gestione della sanità, denunciare chi non li mette nelle condizioni adeguate a svolgere il proprio lavoro (carenza di strutture, tecnologie avanzate e personale qualificato): non basta compiere il proprio dovere perché il più delle volte si è coinvolti in situazioni delle quali non si ha alcuna responsabilità personale (fermo restando che chi viene riconosciuto colpevole, dopo sentenze certe, debba pagare).
I pazienti debbono stare dalla parte del medico e viceversa: da questa sinergia si può porre freno all’arroganza del potere politico ed al malaffare della sanità ! Entrambi (medico/paziente) devono essere supportati dai media: anche giornali e televisioni debbono contribuire alla “costruzione della sanità calabrese” ormai ridotta da anni come l’autostrada Salerno-Reggio
E’ il momento questo di dare segnali forti di concretezza se si vuole uscire dalla stagnazione e dal putridume.
Personalmente aspetto la risposta dell’individuazione ed assegnazione del sito per costruire il nuovo ospedale a Reggio cosi come aspetto da chi è alla gestione della sanità calabrese una risposta adeguata al problema: riconversione e taglio di ospedali inutili e costruzione di nuove ed adeguate strutture; costruzione di un’efficiente e tempestiva rete di emergenza-urgenza.
E non sarà certamente un caso che il primato di sprechi e di pericolosità delle strutture sanitarie sia dalle nostre parti.
Qui tutto va tutto a rilento, prevale l’arroganza, l’incompetenza, il malaffare, la corruzione e cosa più grave di tutto…….l’impunità.Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

mercoledì 5 agosto 2009

VERGOGNA !!!!


Vergogna ! Questa è la “parolina magica” che spiega tutti i problemi della sanità in Calabria.
E’ proprio vero, ormai non si riesce più a provare vergogna per nulla ! Nemmeno di fronte alla sofferenza ci si vergogna !
Vergogna per quello che non si riesce a voler dare o a voler fare: esiste solo l’indifferenza !
L’indifferenza di una società che pensa al proprio utile, al proprio tornaconto,all’effimero, al superfluo, alla sopraffazione ed al menefreghismo imperante: una società votata al suicidio !
Ma questo non sembra interessare più di tanto: ci si è talmente inariditi nell’animo ed è tanto l’egoismo che si è disposti a calpestare tutto e tutti…compresi gli ammalati, chi soffre e chi ha bisogno di aiuto! Per questo vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi non ha il coraggio di svelare, di mettere in chiaro una realtà drammatica e triste, chi non ha il coraggio di parlare!
Vergogna dovrebbe provare chi cerca di “occultare” tale realtà per favorire il Potere Politico o un”affarismo becero” !
E di questi “personaggi” ne abbiamo anche troppi ! Persone che (purtroppo) occupano posti dove avrebbero la possibilità di parlare, decidere, porre rimedi, denunciare e condannare: ma tutto tace, tutto si banalizza, tutto si riduce a puro chiacchiericcio: complimenti!
Vergogna per chi non riesce a gridare in faccia il proprio disprezzo a quei signori, che della sanità dovrebbero occuparsene in maniera seria, ed invece utilizzano il proprio ruolo per interessi personali: siano essi politici, sindacalisti, direttori, medici e quanto altro !
Vergogna per chi tace dell’esistenza di un “sistema ufficiale” di potere politico-mafioso e per chi non lo combatte !
La mappa del potere sanitario della Calabria è alla vista di tutti, praticamente ufficiale, scontata nella sua sfrontatezza.
Politici accattoni che non provano vergogna nel tradire le aspettative di chi li ha delegati: la cattiva politica nella Sanità è peggio della 'ndrangheta; senza la cattiva politica mafiosi e affaristi non potrebbero fare niente.
A questi signori (si fa per dire) non li ferma nessuno…neanche la vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi costringe l’ammalato a non avere una struttura pulita e decorosa.
Vergogna per chi non riesce a garantire il minimo indispensabile di assistenza sanitaria al cittadino.
Vergogna per chi fa finta di non vedere, per chi preferisce pensare che non ci sia una soluzione e dunque è meglio lasciar perdere.
Vergogna per chi pensa che fare il proprio dovere basta: no! Non basta fare il proprio dovere ma bisogna indignarsi e protestare con ogni mezzo !
Vergogna per chi non lotta per rompere una sacca di privilegi e per chi si gira dall’altro lato per non guardare !
Vergogna ed ancora vergogna per chi non ha rispetto della sofferenza umana, per chi non riesce a dare un po’ d’amore all’ammalato, per chi ha il compito di tutelare la salute del cittadino ed invece se ne disinteressa, per chi gestisce la sanità solo quale strumento di affari e per elargire favori a parenti ed amici !
Vergogna e solo vergogna dovremmo tutti provare di fronte agli ammalati se non siamo coscienti di aver fatto tutto il nostro dovere ed invece…….non si prova più vergogna !! Anche per questo dovremmo provare Vergogna.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-

mercoledì 15 luglio 2009

MEDICO O POLITICO ?

Il problema non sono i politici che fanno i medici (immagino che il sig.David Crucitti volesse riferirsi ai medici che fanno politica !) ma chi fa politica solo ed esclusivamente per interessi personali: che si tratti di medici, ingegneri, avvocati, impiegati e nullafacenti!
Ma la cosa che diventa insopportabile e che si criticano i politici, e qualunque cosa venga a tiro, come se ognuno di noi fosse immune da colpe !
Questi benedetti (o stramaledetti politici) qualcuno li ha votati e dunque rappresentano quegli elettori e fanno (necessariamente) parte di un’Amministrazione che dovrebbe gestire il tutto.
Sono un medico che fa politica, per scelta, proprio perché come il sig.re Crucitti ero (e sono) “schifato” da come vanno le cose e dalla politica: un modo (ho pensato) per cercare di cambiare le cose era quello di partecipare attivamente ed espormi in prima persona: anche alle critiche ed al rischio di essere confuso nella massa ed etichettato in maniera negativa.
Tranquillizzo subito il sig.re Crucitti :
per quanto mi riguarda non ho mai trascurato il mio lavoro di medico
non ho mai usufruito (in sette anni) dei permessi autorizzati per l’accesso alle commisioni ed ai consigli comunali (Può controllare presso l’Amministrazione dell’Ospedale)
Ho (di conseguenza) recuperato l’orario di lavoro per il tempo dedicato alla politica
Svolgo con onestà e coscienza sia il ruolo di medico che quello di politico.
Non ho avuto alcun vantaggio (di carriera ospedaliera per intenderci o di favori personali, anzi !)
Non ho alcun vantaggio economico dalla politica ed addirittura diciamo che, a volte, ci rimetto dei soldi (Potrei dedicare il mio tempo per visite a pagamento o a riposarmi!)
Questo mio scritto non vuole essere un “tentativo di giustificazione”, ne un’accusa o un rimprovero verso il sig.re Crucitti e l’ ”ennesimo sconforto” che mi coglie e che spesso mi porta a pensare che forse è meglio lasciar perdere.
Non può essere una giustificazione in quanto condanno i medici che trascurano il proprio lavoro per la politica (se vogliono dedicare cosi tanto tempo per la politica devono mettersi in aspettativa: è un loro diritto): la politica non può servire per essere agevolati nella carriera (spesso succede) o per altre motivazioni poco nobili !
In questo consiglio comunale sono molti i medici consiglieri o assessori: sarebbe interessante scoprire il tempo che dedicano alla professione.
Naturalmente non c’è la necessità di fare politica a tempo pieno (se cosi fosse ci si dovrebbe mettere in aspettativa). E comunque i medici che non hanno voglia di lavorare lo fanno indipendentemente dalla politica: è un problema di coscienza, Le pare ?
Caro sig. Crucitti la sanità non funziona per altri motivi: per gli sprechi, per le truffe e le “ruberie varie”, per le carriere facili di medici ed amministrativi, per l’incapacità (ma spesso)per la negligenza e la “strafottenza” di chi è delegato a gestire un ospedale, per l’usura dei medici che da anni sopportano carichi di lavoro eccessivi senza alcuna gratificazione e con rischi continui (sia di salute che di “denunce facili” ) .
Il Morelli si è sempre detto che è sotto utilizzato: ma chi deve decidere di spostare un reparto o un servizio al Morelli ? La risposta è semplice !
La cardiochirurgia è una favola, questo lo sappiamo tutti. Personalmente ritengo assurdo che in Calabria esistano tante cardiochirurgie (in nessun posto d’Italia esiste una situazione simile) quando mancano o sono scadenti i servizi ed i reparti “più elementari e di base” che devono garantire il minimo della salute pubblica.Non è pensabile che una città come Reggio Calabria non abbia un ospedale degno di questo nome: un ospedale moderno, funzionale ed attrezzato (neanche il Morelli lo è).
Ribadisco è necessario costruire un NUOVO OSPEDALE per Reggio Calabria: se non si comprende questo siamo alla follia.
Nessuno ne parla: io denuncio pubblicamente il disastro in cui viviamo da anni.
Anche la stampa, le televisioni sottovalutano il problema: non esistono più le inchieste giornalistiche serie, altrimenti ne vedremmo delle belle.
Ma per tornare al punto da dove eravamo partiti: la politica va fatta da chi la intende come spirito di servizio e come volontariato: le persone perbene e quelle che si indignano e quelle che “pontificano” hanno l’obbligo di informarsi e documentarsi e di partecipare attivamente in qualsiasi maniera compreso l’espressione del voto.
*Capogruppo Pdl in Consiglio comunale Reggio Calabria

lunedì 25 maggio 2009

COMMISSARIAMENTO SANITA' CALABRESE

Qual è il problema ? Il commissariamento della sanità calabrese è un atto dovuto e che, a mio parere, arriva anche tardivamente.
Dopo quattro anni di gestione del centrosinistra non si sa, ad oggi, a quanto ammonta il debito della sanità e, con il piano di rientro (cui si è stati costretti), l’unica soluzione, di cui questa Giunta è stata capace, è stata quella di mettere le mani in tasca dei cittadini con l’introduzione del tiket.
Dunque Loiero cosa si aspettava ? La “nomination per l’Oscar” forse ?
Questa è la giusta conseguenza di una gestione che ha continuato negli sprechi, che non si è preoccupata di una seria programmazione, che non ha effettuato rigidi controlli e che (soprattutto) non ha dato alcun segnale di rinnovamento.
In un momento in cui erano necessari provvedimenti adeguati, quali la rimozione di “manager inefficienti”, la chiusura di “ospedali fantasma” e un taglio alle “forsennate spese inutili” il centrosinistra a pensato bene di continuare nella logica del “tirare a campare”, incurante dell’abisso in cui precipitava , giorno dopo giorno, la sanità calabrese.
I tempi cambiano ma alcuni uomini (politici) no !
Bisogna capire che il cittadino “ha già dato” e che non si può continuare a ricambiarlo con le solite storielle, comportandosi come “venditori di pentole” per massaie un po’ tonte.
Comprendo che è difficile fare conoscere i colori ad un cieco, specie se questo non vuole ascoltare: cosi è avvenuto con Loiero.
Non ha ascoltato quanti, in questi anni, lanciavano (inascoltati) allarmi inquietanti sulla sanità ed ha continuato nella sua “folle corsa” sino ad andare a sbattere rovinosamente contro il “muro del commissariamento” .
Ed allora perché imprecare adesso ? Perché prendersela con i predecessori (veccia logica dell’alternanza)? Perchè non recitare, serenamente, un “mea culpa” invece di agitarsi ?
Chi ha a cuore la sanità ha sempre sostenuto la necessità di un commissariamento.
Chi usa la sanità come sistema di clientelismo e di malaffare non gli pare vero dover lasciare una cosi “inesauribile fonte”.
Purtroppo siamo giunti al capolinea e tanti sono stati i prezzi che il cittadino ha dovuto pagare, qualche volta anche con la vita.
Adesso basta! Era giusto porre fine a questa “sofferenza” di un malato terminale quale era la sanità.
Ricordo bene le dichiarazione di Loiero: “la Calabria avrà i nuovi ospedali ed i calabresi possono avere la certezza che ci avviamo a garantire un’assistenza di qualità ed equamente distribuita in ogni angolo della regione”
Cosa è successo in tutto questo tempo ? Nulla.
Eppure la Commissione (istituita nel 2007 in seguito alla dichiarazione di emergenza socio-economica-sanitaria ) aveva messo ben in evidenza il mancato controllo della regione sulla spesa sanitaria, pesanti condizioni igienico-sanitarie e problemi strutturali degli edifici, esorbitante spesa ai privati e dirigenti senza responsabilità oltre alla normale commistione politico-mafiosa.
A tutto questo la Giunta Loiero come ha risposto ? Facendo pagare il tiket non avendo trovato nulla di meglio per intervenire sugli sprechi, gli abusi, la negligenza dei dirigenti, il malaffare e quanto altro.
Orbene signori: la sanità non può essere cosa con la quale si può (per essere benevoli) scherzare in quanto vi è in gioco la vita umana.
Ripeto: anche se tardivamente il commissariamento può essere una “boccata di ossigeno”, il “farmaco salvavita” , il tentativo ultimo per rianimare la sanità (almeno lo speriamo!).
L’”effetto placebo” di Loiero non poteva in nessun modo indurre un “miglioramento” della sanità e non si poteva aspettare la morte di una sanità in fin di vita.
Avanti dunque con il commissariamento !

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al comune di Reggio Calabria-
Antonionicolo.blogspot.com

domenica 24 maggio 2009

SINDACATI

Il naso è posto in mezzo agli occhi per avere la possibilità di sentire la “puzza” di cose che non si riescono a vedere. Almeno cosi giustificava la sede di questa appendice il matto del Re Lear.
Io che non sono di meno (in fatto di pazzia) difficilmente riesco a controllarmi di fronte a certe affermazioni e, con un riflesso Pavloviano, vengo colto da quello che un tempo veniva chiamato “ballo di San Vito” e mi ritrovo, mio malgrado, a buttarmi nella mischia.
E questo capita quando ci sono di mezzo cose serie ed importanti ed, in particolare, se c’è di mezzo la salute del cittadino.
Tutto vero quello che affermano i sindacati Fials e Uil-Fpl. Come non mi stupisce che il Direttore Pangallo rimanga sbalordito dai contenuti di un simile attacco. Comprendo, lo sarei pure io. Hanno entrambi ragione e non lo dico perché non voglio fare un torto a nessuno.
Perché dico questo? Ve lo spiego subito.
I dati sull’ecosistema urbano di Legambiente dicono che la nostra aria è pulita e che la nostra città si avvia a diventare sempre più a dimensione d’uomo. Non è vero.
Finiamola di chiudere gli occhi e di tapparci il naso
L’aria da noi sarà pure pulita ma “puzza” (Ecco che entra in gioco il naso).. Non possiamo scandalizzarci se una trasmissione televisiva (Annozero) certifica che mafia e politica, in Calabria, si equivalgono. Anche perché queste cose noi del “popolino” ce li diciamo da sempre. E non è un problema di appartenenza ideologica.
Vogliamo fare finta di niente o incominciamo a dire le cose come stanno? Dobbiamo continuare a buttare “fumo egli occhi” ? Non conviene c’è il naso che sente la “puzza”.
La sanità, fatevelo dire da uno del settore (almeno questo lo conosco!), in atto a Reggio Calabria ha delle grosse lacune. Perché lo dico adesso e non prima? Sono scettico che qualcosa possa cambiare, anche nella sanità, e questo non dipende ovviamente dai Direttori Generali che si avvicendano.
Cercano, forse coscienti delle difficoltà oggettive nel settore, di non rimediare una brutta figura e di “restare in sella”, ”curando” se è il caso gli amici.
Gli attacchi repentini, e gli altrettanto repentini retromarcia, dei sindacati lasciano, quantomeno a voler essere buoni, perplessi un po’ tutti. Sarà per il clima di diffidenza che aleggia nella nostra città.
Anche io potrei suscitare diffidenza per quello che scrivo. Vi prego di credere nella mia buona fede. Non ho interessi particolari da curare (nemmeno politici).
Ho a cuore il mio lavoro e la salute di chi sta male ed ha bisogno. E spero di non offendere nessuno per questo.
Questa è la motivazione che mi spinge a contestare tutto e tutti (Anche me stesso, a volte!). Perché ritengo che la colpa sia un po’ di tutti se le cose vanno male.
Ergo.Onori ma anche oneri ! Ecco cosa dovrebbe guidare il comportamento dei singoli operatori sanitari (Primari ospedalieri, medici, infermieri, personale amministrativo ed affini).
La gestione della sanità, in ospedale, dovrebbe essere in mano ai medici che dovrebbero preoccuparsi del malato e non del proprio “orticello” come si usa dire nei corridoi. Come la politica è scaduta perché ormai ci sono i “politicanti” cosi la sanità è in coma perché ci sono i “mestieranti”!
La funzionalità di ogni struttura operativa dovrebbe essere interesse di tutti e non creare quell’isolamento che ormai è in atto. Lavorare bene tutti porta a migliorare la prestazione sanitaria (diagnosi e cura dell’ammalato).e vantaggi a tutti (sono anni che lo predico). Usciamo da questo stato letargico!.
Per fare ciò bisogna liberarsi da “interessi” particolari di carriera e di “euro-interessi”.
Non possiamo aspettare che qualcuno si alzi al mattino ( non so per quale sconosciuto motivo) ed apprendere che va tutto male, cosi come, non possiamo passare la nostra vita ad ascoltare i “proclami entusiastici” dei Direttori che si avvicendano siano essi di Destra o di Sinistra. E’ il famoso gioco delle parti dove noi reggini siamo dei veri campioni.. Ma questo gioco non serve a nessuno se non ai soliti “furbetti”.
Vita e verità non possono coesistere diceva Schopenauer. Che sia vero anche per la Sanità?

Antonio Nicolò-Capogruppo di Alleanza Nazionale

POLITICUS NOSTRANUS


Ciò che è reale è anche razionale
Partiamo dal reale: assenza di ministri e sottosegretari calabresi nella formazione del nuovo governo.
Il razionale ? Possiamo arrivarci senza tanti fronzoli, laccioli, contorsioni mentali e chiacchiere bizantine. E facciamolo non tenendo conto delle avvisaglie di malumore (eufemismo) che si percepisce in qualcuno.
Proviamo a toglierci il famoso prosciutto dagli occhi e vediamo di ragionare sulla realtà senza tanto gingillarci con le interpretazioni o, peggio ancora, lasciarci andare alla “realtà romanzesca”.
Qualcuno in tale situazione direbbe, frettolosamente e sarcasticamente, hanno dato a Cesare quel che è di Cesare: ventitré pugnalate !
Ma noi, che vogliamo affrontare a “ciglio asciutto” la questione, evitando di essere malpensanti e lasciando da parte le pugnalate, faremo un’altra riflessione quanto più realistica possibile.
Badate bene che spesso anche un pazzo parla a proposito (affermazione cautelativa) e comunque è meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.
Le spiegazioni complesse e saccenti mascherano spesso una menzogna; le verità fondamentali in realtà sono semplici.
Dunque la mia opinione, in maniera semplice, netta e diretta è la seguente: la Calabria è stata considerata, non per i voti che ha espresso (tantissimi), se è quello a cui si vuole attaccare qualcuno per protestare, ma per lo spessore ed il “peso” della sua classe politica.
Questo è il vero problema! Senza tanto cincischiare.
Penso che, su questo saranno in molti a trovarsi in sintonia con il mio pensiero (non certo i politici).
E se tanto mi da tanto, il passo successivo non potrà essere che: la classe politica “nostrana” e “casereccia” non gode di una buona considerazione da parte del “centro” cosi come d'altronde non la gode nemmeno in “periferia” tranne rare eccezioni.
Gran parte dei nostri politici hanno idee alquanto vaghe e confuse sul ruolo che dovrebbero svolgere e, se consideriamo i fatti e l’immagine che si offre ai media, non certo una “coscienza di bucato”.
Dalle nostre parti si privilegia l’apparire all’essere, la fiction alla realtà,la “furbizia spicciola” all’ intelligenza, l’arroganza all’umiltà, il “piccolo interesse personale” ad un interesse collettivo, più grande e più nobile.
Res ipsa loquitur, le cose i fatti parlano da se !
La mia analisi certamente potrà apparire semplice e riduttiva e non mi aspetto la condivisione di alcun politico, ma è la mia.
Anche perché se ci affacciamo sulla corteccia cerebrale di molti di loro, ci accorgiamo che solo qualche sporadica sinapsi è funzionante.
L’uomo è una scimmia che si è evoluta in maniera straordinaria ma non il “politicus nostranus” la cui storia non è un’evoluzione ma una degenerazione, me ne darete atto.
Siamo etimologicamente idioti, cioè chiusi in noi stessi.
Fatemelo dire, ci siamo abituati a pensare e ragionare in maniera “distorta”, cosi come siamo abituati al sole ed alla pioggia.
Attenzione che la nostra è una cecità pericolosa che per il futuro potrà rivelarsi estremamente dannosa.
Da noi il problema comunque non è più politico ma psichiatrico.
Il potere sembra aver offuscato la mente provocando un “rigonfiamento dell’io” in alcuni soggetti che normalmente potrebbero dedicarsi alla vendita di pentole alle massaie un po’ tonte.

sabato 23 maggio 2009

LA SANITA' OGGI

Perdindirindina. Non so cosa frulli nell’ipotalamo del Governatore della Calabria Agazio Loiero, ma se si pensa di risanare il debito della sanità (di cui ancora non si sa il reale importo) “castigando” i cittadini, con i tiket sui farmaci, sulle visite specialistiche e sulle prestazioni al pronto soccorso che non siano codice rosso (conviene sapere prima se un sintomo è serio oppure no!) e con l’incremento di Irpef ed Irap, devo pensare che qualche neurone è fuori posto.
Stessa cosa dicasi per la chiusura degli ospedali sulla Piana: follia allo stato puro se non si trova una soluzione adeguata per i residenti, che rischiano di morire, senza neppure sapere il perché.
Ricordo Doris Lo Moro (magistrato prestato alla politica), che in qualità di assessore alla sanità pro tempore, propose di eliminare il tiket adducendo quale motivazione il fatto che “per le casse regionali è del tutto ininfluente”.
Sono passati quattro anni ed ecco la mannaia abbattersi sulla testa dei calabresi: Loiero reintroduce il tiket e lo fa in maniera più incisiva e pesante.
L’impressione, che ognuno di noi ha, è che si cerchi di mettere la “solita toppa” su una barca che difficilmente potrà essere raddrizzata: a farne la spesa saranno gli ammalati, che già non avevano le garanzie di una “assistenza minima”, e la povera gente.
E’ pazzesco che il debito della sanità, frutto del malaffare, degli intrecci politico-mafiosi, del malcostume, delle ruberie varie debba ricadere sulla testa dei cittadini.
Nessuno di questi politici, in maniera bipartisan, ha titolo a parlare perché come giustamente ha ammesso il consigliere Senatore: “il più pulito di noi qua dentro ha la rogna”.
Non si comprende la scelta di “mettere le mani nelle tasche dei cittadini”, quale unico metodo per risollevare le sorti della sanità calabrese.
Non si comprende la mancanza di una programmazione, l’individuazione di responsabilità, l’assenza di colpe: certamente è tutto un sistema corrotto dove tutti sono responsabili e dunque nessuno lo è.
Ma basta con le prese in giro ! C’è in gioco la vita delle persone e non dobbiamo aspettare la prossima vittima della sanità per indignarci e per promettere.
Dobbiamo, oggi, incominciare ad avere qualche certezza che, non una rivoluzione ma, un accenno al cambiamento ci sarà,.
Altrimenti statene pur certi la logica del “tirare a campare”, serve solo a questi “personaggi della politica” che non hanno gli attributi per prendersi le loro “quattro cianfrusaglie” e ritornarsene a casa: spero solamente che a farlo saranno (prossimamente) gli elettori.
Che nessuno si illuda! La cattiva sanità colpirà, prima o poi, ciascuno di noi (anche quelli che credono di avere il biglietto dell’aereo in tasca).
Un piano di rientro vergognoso, che scarica sui cittadini le “nefandezze di questa classe politica”, e che non mette in atto nessun meccanismo per eliminare le connivenze con la ‘ndragheta, che non pone fine agli sprechi, alle ruberie ed alle malvessazioni varie.
Ma il bello deve ancora avvenire, quando assisteremo alla chiusura degli ospedali, al licenziamento dei dipendenti (compresi i 2000 precari di cui nessuno parla più) ed alla mancanza dei servizi sanitari minimi di garanzia.
Loiero potrà obiettare che i debiti (al solito) sono stati prodotti dalla precedente Giunta Regionale.
Bene ! Ma come mai solo dopo quattro anni ci si rende conto (si fa per dire) del buco nella sanità, quando sino a poco tempo fa tutto andava bene?
Alla voragine di 2,2 miliardi di euro del debito storico del 2001-2007, è stato aggiunto, un debito di 198 milioni accertato nel 2008.
La verità è che neanche loro sanno realmente a quanto ammonta il debito della sanità calabrese. L’unica cosa di cui si sono preoccupati Loiero e “compagnia sbandante” è stata quella di rastrellare un poco di soldi dalle tasche dei cittadini che sono costretti a curarsi !
Ribadisco: è necessario un “commissariamento urgente” della sanità calabrese prima che si arrivi ad un “coma irreversibile” dell’ammalato-sanità.
Perseverare per “tatticismi politici” su questa linea comporterà dei danni inimmaginabili ed ingestibili.

Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale

domenica 29 marzo 2009

COORDINAMENTO REGIONALE PDL

Dinnanzi al grigiore inquieto e alle contraddizioni che vive l’uomo contemporaneo, fa piacere un sussulto di “gioiosa vitalità” che fa presagire un’inversione di tendenza nella politica calabrese: il Sindaco Scopelliti è il coordinatore regionale di quello che già è il più grande partito della Repubblica.
Esprimo piena soddisfazione per questa scelta, da uomo il cui unico “pennacchio” è la libertà e che non è per nulla incline ai “prodigi di agilità dorsale” ( genuflessioni per compiacere gli altri), con la consapevolezza del “ruolo giusto assegnato all’uomo giusto”.
Un prestigioso riconoscimento, legato, per Scopelliti, al suo spirito di iniziativa ed alla capacità innovativa del modo di fare politica dalle nostre parti, al coraggio di osare (anche con scelte impopolari) ed alla determinazione di realizzare un progetto: mostrare all’Itala il volto di un Sud libero da sudditanze e capace di costruire da se il proprio futuro ed il proprio destino.
La scelta di Scopelliti quale coordinatore, nasce da un impegno, da parte dello stesso, quotidiano, costante e faticoso sul territorio, riuscendo a dare risposte concrete ai cittadini ed interagendo con essi: ha saputo interpretare, fattivamente, quella spinta evolutiva che la società di oggi richiede.
Il tutto, in perfetto sincretismo con la nuova realtà politica, il Pdl, ma conservando l’”anima giovanile” che lo ha portato a cosi grandi traguardi.
La scelta nasce, conseguenzialmente da un giusto, obiettivo e sincero riconoscimento che Scopelliti è riuscito a conseguire grazie alle sue “disinteressate” ed umane capacità: quello di essere il Sindaco più amato d’Italia.
La scelta nasce dalla lungimiranza politica, dalla caparbietà e dal desiderio di realizzare un progetto che vede oggi Reggio al centro dell’attenzione: penso al prestigioso ruolo di Reggio città metropolitana ed al Protocollo d’intesa a Expo 2015 firmato con la città di Milano frutto di un lavoro “certosino e paziente” dello stesso Scopelliti.
La scelta nasce da una “credibilità” politica e da una propedeutica “certificazione di garanzia” presso i vertici del Pdl (Berlusconi in testa), costruita nel suo ,seppur breve, percorso politico: è questo un motivo in più, per un riconoscimento cosi importante ed ambito.
La scelta nasce dal desiderio di questo Governo di fare uscire dall’isolamento ( dove è stato relegato negli anni dalle varie classi dirigenti politiche) il Sud, per liberarlo dagli atavici problemi che lo affliggono, ed a garanzia di un impegno: anche in tal senso và letta la “scelta Scopelliti”.
La scelta nasce dal ruolo che AN ha all’interno del Pdl: bisogna vederne, in questa designazione, un giusto e dovuto riconoscimento.
Riconoscimento ad un uomo di Destra, che è portatore di principi e valori, di cui questa nostra società ha, oggi più che mai, bisogno.
La scelta nasce, infine (e non per minore importanza), per dare valore a tutti quei cittadini calabresi che hanno visto e continuano a vedere in Scopelliti il “futuro politico” di questa Calabria.
Insomma la scelta non poteva essere altra: auguri a Scopelliti ed alla Calabria.

Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-