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venerdì 18 marzo 2011


In città aleggiano molti fantasmi: due sono facilmente identificabili anche perché hanno qualcosa “in comune”.
Uno è l’Assessore allo Sport , tale Capua, e l’altro il Palazzetto dello Sport di Pentimele.
Il primo arriva, saltuariamente, in aereo dalla Capitale non per portare qualcosa ma per prendersi la sua bella e lauta indennità.
Apparizioni fugaci ed altrettanta rapida scomparsa senza lasciare traccia di se.
Non risultano ad oggi iniziative per la città, ne provvedimenti per lo sport: una presenza incorporea proprio come i fantasmi.
Il Palazzetto dello Sport è li, immobile, un “fantasma fatiscente”, una struttura cementificata destinata a diventare il simbolo del degrado strutturale.
Rimane pietrificato, mummificato a ricordarci la nostra misera condizione: un cuore di pietra.
Non so ancora quanto resisterà prima di crollare definitivamente.
Eppure ha ospitato ed ospita una squadra di pallacanestro che ha regalato momenti di gloria a Reggio: una squadra che ha giocato in serie A e che ha avuto giocatori considerati di prim’ordine, dei veri campioni.
Il PalaCalafiore il più grande impianto sportivo calabrese ed il settimo d’Italia sta ormai lentamente morendo sotto gli sguardi indifferenti di noi tutti.
Eppure il palazzetto continua ad ospitare la squadra di pallacanestro e tantissime associazioni di “volontariato sportivo” (costretti però a pagarne l’affitto per la struttura) dove vengono praticati i più diversi sport.
E tanti sono i ragazzini in tenera età che praticano e vorrebbero praticare in maniera sana e salubre lo sport: ad accoglierli c’è il degrado.
E’ vero, in questa città, proliferano i campi di calcetto (uno a rione) e spuntano come i funghi quasi che a Reggio si nasce con il “pallone attaccato al piede”: cosa naturalmente non vera.
Esistono tantissime realtà sportive diverse dal calcio.
Ma i ragazzini del Palazzetto dello Sport e la prestigiosa struttura non meritano alcuna attenzione.
I ragazzi sono costretti a praticare l’attività sportiva in un ambiente malsano e degradato.
Stiamo aspettando che di questa struttura rimanga lo scheletro, da esibire quale monumento e ricordo di momenti belli per lo sport reggino ?
Eppure questi giovani che lo frequentano sono in condizioni (e lo fanno) di svolgere attività agonistica a livello nazionale ed internazionale.
Eppure questa struttura potrebbe ospitare della manifestazioni a livello nazionale.
Dalle attenzioni (non ricevute) sembrerebbe che il suo destino sia segnato: il declino ed il crollo finale.
Mi viene da sorridere (un sorriso sardonico) al pensiero delle parole rivolte ai giovani, alla loro crescita, al loro futuro, alle promesse mai mantenute.
Ma quale futuro possono avere questi ragazzini se non siamo in condizioni di garantire una seppur minima manutenzione di una struttura.
Garantire la pratica di uno sport è segno di civiltà e segno di rispetto verso i giovani che vivono e crescono in questa città.
Ed invece navigano tra gli allagamenti, la mancanza di acqua potabile, l’improvvisa interruzione elettrica e la sporcizia. Altro che civiltà !
E stanno li tra mille sacrifici sperando che, prima o poi, qualcuno si ricorderà di loro.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

lunedì 13 dicembre 2010

RICOMINCIAMO

Ricominciamo dalla città e dai cittadini.
La gente ha bisogno di vedere soddisfatte le loro esigenze primarie che, in questi ultimi mesi, sono stati messe da parte.
La politica (la parte peggiore di essa) si è alimentata di polemiche sterili, quanto inutili, e da sciatteria e maldicenza degenerata spesso in turpiloquio.

Gli attacchi strumentali, verso una gestione che aveva costruito un percorso virtuoso per Reggio, i personalismi e spesso le calunnie hanno preso il posto alle proposte concrete e costruttive.
Ciò ritengo abbia determinato in città ad una “totalizzante generalizzazione negativa” della classe dirigente, che in questi anni invece ha prodotto tanto per Reggio.
Il cittadino è stato spinto da alcuni (inconsapevolmente ?) verso quel clima di rassegnazione e di demotivazione dal quale si era uscito con la brillante gestione Scopelliti.
E’ chiaro che di tutto ciò nella responsabilità nessuno viene escluso: sia chi ha fatto “terrorismo politico” sia chi non ha saputo (adeguatamente) argomentare e contrapporsi con discorsi costruttivi.
A farla da padrone sono stati i “soliti balordi delatori” con un conseguente livellamento verso il basso.
Ritengo sia giunto il tempo di svegliarsi e reagire a tale situazione.
E’ il tempo di liberarsi dalle catene e dalle camicie di forza e svolgere quel ruolo che l’elettore cittadino ci ha voluto assegnare.
Il centrodestra ha avuto un’ascesa politica senza precedenti in questi anni grazie all’operosità ed alle proposte a favore della cittadinanza.
Voglio ricordare (non mi stancherò di farlo) che il Governatore della Calabria è un reggino che ha già dimostrato tutto il suo interesse verso la città e che oggi (ritengo lo faccia) può dare molto a Reggio.
Ed allora perché non sfruttare questa opportunità storica per tentare di ricostruire questa nostra realtà che “vergognosamente” ci trasciniamo da tempo immemorabile e che tendiamo a riproporla ?
Chi ha a cuore le sorti di Reggio e dei suoi cittadini inizi concretamente a lavorare e dare risposte.
In tal senso deve essere l’orientamento di tutto la maggioranza o , quantomeno, di gran parte di essa (la più sana) che deve spendersi per l’interesse della collettività.
Ritorniamo a spiegare ai cittadini i nostri progetti futuri e le nostre ambizioni ma soprattutto facciamo fatti.
Ritorniamo a coinvolgere la società civile e la parte migliore di essa che ha difficoltà ad interagire con una classe politica scadente e scaduta.
Ritorniamo a lavorare per un progetto comune che deve essere quello che è stato in questi ultimi otto anni: la rinascita e la valorizzazione di un territorio al quale noi apparteniamo.
Escludiamo i “detrattori dell’ultima ora” e chi si “scopre” candido e puro solo oggi, con il solo scopo di degradare e ricondurre a rissa qualsiasi ragionamento per celare interessi nascosti.
La recente scelta di un candidato a Sindaco di Reggio ed alla Presidenza della Provincia deve essere il collante e la forza per procedere, unitamente, ad un raggiungimento di un traguardo che sia la continuità di un processo già da tempo avviato.
Non è più tempo per le parole ma per fatti. Fatti che devono essere concreti e visibili: il cittadino non chiede niente altro.
Ritorniamo tra la gente e con la gente: ascoltiamo i loro bisogni, comprendiamo le loro esigenze e lavoriamo per tentare di realizzarli.
In fondo il cittadino comune, quello serio che lavora e vive in questa città, non chiede altro che non sia il “minimo” della vivibilità.
Non chiede altro che un piccolo e doveroso impegno al fine di vedersi garantiti i “servizi minimi”. Non può essere “violentato” dal chiacchiericcio e dal “rumore” di una classe politica lontana dalla gente.
Pensate che chiede troppo ?

domenica 3 ottobre 2010

NON SERVONO PIU' LE SCUSE !

E’ raccapricciante, disgustoso e deplorevole quanto è avvenuto nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, oltre che offensivo per l’intera città.
Ogni altra considerazione sarebbe superflua oltre che inutile.
Ne, tantomeno, può trovare una plausibile giustificazione: non c’è nulla che possa giustificare un livello così basso.
E nei toni usati e nei fatti.
Cosi come appare inutile ed oltremodo “ridicolo” il tentativo, da parte di chicchessia, di minimizzare la gravità di quanto è accaduto.
E’ ormai ben evidente (ove ve ne fosse bisogno) la distorta e cattiva interpretazione di un ruolo che il cittadino elettore ha voluto assegnarci: la politica non può e non deve essere questa.
Non serve più neanche scusarsi; bisogna dimostrare con i fatti di avere rispetto per una comunità, che non è interessata alle beghe personali ma che è “semplicemente” stufa e disgustata per quanto è costretta a subire.
Non possiamo restare impantanati nel fango dove taluni soggetti riescono ad avere la meglio in quanto da sempre abituati.
Ne possiamo portare nel fango un’intera città della quale (purtroppo) noi dovremmo essere l’espressione diretta.
Vogliamo risalire dal sottoscala nel quale ci troviamo ad un livello più alto per dare delle risposte concrete ai cittadini.
Si è deciso, da parte di tutti, assumendosene le responsabilità, di continuare ad amministrare questa città: alle promesse non sono seguiti i fatti. Strano,vi pare ?
Ergo: facciamolo in maniera seria e concreta altrimenti non rimane altro che restituire la voce al cittadino.
L’irresponsabilità di taluni non può ricadere su di tutti.
Ritengo, a questo punto, che ognuno debba assumersi, con i fatti, le responsabilità che gli competono.
Per riacquistare un minimo di credibilità è necessario procedere con i fatti.
E questi attengono al Sindaco ff ed al Coordinatore Tuccio.
Censurare, in maniera seria e concreta, chi intende perseguire obiettivi diversi da quelli che, dovrebbero essere gli obiettivi di una “sana e pulita Amministrazione” è un obbligo.
Altrimenti non ci resta altro che prendere atto che altri sono gli interessi.
Una cosa è certa: il sottoscritto “non intende” sottostare più alla visione di simili fatti ed alla “sconsiderata elucubrazione mentale” di taluni soggetti.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio Calabria-

giovedì 16 settembre 2010

CIARLATANI GLOBALI

Chiacchiere !
Frasi “ preconfezionate “ pronto all’uso, da indossare come vestiti per ogni occasione e per ogni stagione.
Quello che conta sono i fatti e solamente i fatti. E’ di questo che la Calabria ha bisogno.
“ Ciarlatani globali “ mettetevi al lavoro e dimostrate con i fatti cosa volete fare e dove volete andare.
Finiamola di parlare di legalità quando operiamo nell’illegalità, finiamola di parlare di sostegno ai più deboli e bisognosi quando produciamo impoverimento e “ menefreghismo “ verso gli altri, finiamola di parlare di cultura se dimostriamo un imbarbarimento del nostro intelletto, e soprattutto finiamola di declamare “ sovraumane virtù “ quando cadiamo nelle bassezze più squallide.
Non servono le parole ma i fatti.
Specie in questa nostra terra abituata ed “ assuefatta “ dalle parole, che hanno ormai solo un “ effetto soporifero “ tanto da indurre all’afasia, alla mancanza di parole, i più.
Nei fatti tutto rimane fermo, immutabile con un andamento “oscillante “ tra l’esaltazione e la depressione: atteggiamento maniacale dunque.
Siamo intrappolati e prigionieri delle parole mentre i fatti languiscono o vengono utilizzati ad arte per mascherare, celare, mistificare.
Di quali “ fatti certi “ allora parliamo per essere sicuri di non sbagliarci nel giudizio ?
Di quelli che nel corso della nostra, seppur breve, vita abbiamo prodotto e che rappresentano la storia personale di ciascuno di noi.
Sono questi che determina ed identificano l’individuo e che ne possano presagire l’atteggiamento futuro di ciascuno di noi.
Dovrei tacere anche io per non dispiacere chi gioca con le parole.
Non dovrei, dunque, disturbare chi parla promettendo di fare fatti concreti ma che , alla fine, si rivelano solo “fatti propri “.
Che il disabile rimane prigioniero in casa, che l’ammalato non venga curato, che il disagio del cittadino aumenta a dismisura, che gli eventi meteorologici mettano a nudo un degrado nascosto che le difficoltà ad un quotidiano vivere sono sempre più crescenti: altro non sono questi che fatti.
E la politica cosa fa ? Che ruolo gioca in questi casi ? Il cittadino come si pone dinnanzi ai fatti ?
Queste e tante altre domande assillano la mia mente.
Le parole di questi giorni, in un momento in cui ci “ riscopriamo “ fedeli e cristiani: “ Il politico cristiano deve operare con spirito di servizio, evitando l’uso strumentale e personale del mandato popolare “.
I fatti dimostrano sempre il contrario di ciò che solennemente affermiamo !
Una crisi politica che ha messo a nudo quello che ormai è arcinoto a tutti: l’uso strumentale e personale del mandato popolare.
La Madonna illuminerà tutti ? Ho seri dubbi al riguardo.
Orbene, se è vero che siamo tutti così puri e casti, che abbiamo a cuore l’interesse della comunità, che ogni giorno operiamo nell’interesse della collettività, dimostriamolo con i fatti.
Ben vengano i fatti, anche da quelli che non solo non ne hanno mai fatto, ma che addirittura sono andati nella direzione opposta a quella giusta.
Dimostriamo da subito quell’amore sviscerato per il prossimo, di cui ognuno si dichiara esserne portatore, e quotidianamente facciamo fatti: con lealtà, con giustizia, con amore, con senso di rispetto e con umiltà.
Questo vale per tutti coloro che fanno politica, me compreso, e per coloro che credono di non farla: i cittadini.
Ciascuno di noi è chiamato nel suo agire ad interessarsi di ciò che avviene attorno a se.
L’ipocrisia, la malafede, la strumentalizzazione, il disinteresse, la critica fine a se non serve a migliorare nulla: anzi agevola chi delle parole ne fa un uso strumentale per fare fatti che nulla hanno a che vedere con l’interesse della collettività.
I giorni a venire dimostreranno se la Madonna ci avrà illuminato nel nostro cammino oppure siamo noi che siamo “ totalmente ciechi “.
Io spero che oltre ad essere ciechi non siamo pure sordi, e che anche questo mio invito costruttivo nell’interesse della nostra città e delle persone più deboli e bisognosi finisca per non essere ascoltato.

martedì 24 agosto 2010

LA PREVALENZA DEL CRETINO

Il commissariamento, a questo punto della telenovela, rappresenta il “male necessario “ per la nostra città !
Questo è il mio personale convincimento.

Quando, irresponsabilmente, l’interesse del cittadino e della città non viene tutelato da chi è deputato a farlo è meglio “ scomparire “, “ eclissarsi “ e lasciare il posto ad altri per risolvere i problemi della città
Quando la politica non svolge il ruolo che gli compete ma risulta essere l’unico mezzo da cui trarre “sostentamento” o dare libero sfogo agli istinti più tribali non ci si può aspettare nulla.
Quel genio che era Marinetti aveva previsto tutto, nel promuovere quello che fu il genere poetico futurista.
Non aveva previsto una degenerazione di quelle che dovevano essere le “ parole in libertà “, con
l’abolizione di sintassi e punteggiatura.
Poteva anche essere un modo nuovo di scrivere, ma l’idea non era (certo) quella di affidare, a chi disconosce il significato delle parole o ne fa un uso “ deteriore ”, un’arma che può rivelarsi letale.
Ecco che “ le parole in libertà “ diventano parole espresse liberamente.
Senza assumersi la responsabilità (morale ) di ciò che si dice, senza preoccuparsi di dare un senso ad un discorso o sostenere una tesi anche se pur sbagliata: parole in libertà.
Comprendo che ognuno vive ed agisce per come ha sempre fatto; ma provate ad immaginare cosa fa un maiale nel salotto di casa vostra: ecco è la stessa cosa.
Il deterioramento di ogni cosa è la naturale conseguenza ( o la diretta conseguenza ) di questa nostra società dove, insegnare a dei bambini che la vita sulla terra si è evoluta da forme più elementari a più complesse diventa un’impresa ardua.
Cosi come è impensabile far comprendere che una cosa è il talk-show (nella sua versione peggiore) ed altra cosa è la politica !
Chi non possiede i “rudimenti”, i requisiti minimi del confronto civile ma solo quelli dello spettacolo e del cabaret difficilmente potrà comprendere il significato di un ragionamento che è frutto di un pensiero e di un substrato culturale costruito negli anni.
Se penso ai democristiani di trenta o quarant’anni fa mi sembrano giganti se paragonati ai “nanetti della politica” odierna.
In fondo è quello che Fruttero e Lucentini avevano anticipato: “ la prevalenza del cretino “
Il cretino è imperturbabile, la sua forza vincente sta nel fatto di non sapere di essere tale, di non vedersi né mai dubitare di sé: guai a scendere sul suo terreno ! Saresti un perdente.
Insomma. E’ il caso di dire: non c’è “ trippa per i gatti “.
A questo punto non rimane altro che la rassegnazione ! Anche quello di vedere commissariata la tua Città diventa un “male necessario “: ci liberiamo “ momentaneamente “ di taluni soggetti.
Personaggi che ritorneranno puntualmente, come un mal denti, se non si cura la “carie” che ha eroso alle radici questa nostra città.
Lo spettacolo è sotto gli occhi di tutti ed è il peggiore che si potesse offrire.
Dispiace prendere atto che si è nell’impossibilità di poter contribuire alla crescita culturale e civile di questa nostra terra: ecco “ spiegata “ la scelta di una Pivetti !
Impossibilitati in quanto il confronto è impari: da una parte chi ha dimostrato, con il proprio lavoro e con i propri studi, di appartenere a quella “società civile” dall’altra chi ha dimostrato esattamente il contrario.
Alla fine si cerca di ribaltare la situazione “mescolando ed intorpidendo con del liquame” le acque.
Anche una mela marcia in un sacco fa marcire tutte le mele ed in politica ( purtroppo ) il marciume non manca. Aspettiamo impazienti altri “ schizzi di fango “
Ma la città merita tutto ciò ? E’ una domanda sulla quale ognuno di noi è invitato a riflettere.


Antonio Nicolò Consigliere Comunale

sabato 21 agosto 2010

UNA BUSTA ESPLOSIVA

Puntuale ed improvvisa, come un acquazzone in piena estate, arriva la “ solita “ busta con pallottole al seguito.
Non so altrove ma dalle nostri parti ciò rappresenta la regola.
Il destinatario è sempre lo stesso: il Sindaco, l’imprenditore, il magistrato, il giornalista ed il politico.
Mai che ti inviano dei saluti, degli auguri, un regalo. Niente.
E’ meglio ironizzare su questa “ folle ed incivile società “, lasciando il compito di indagare agli inquirenti dandone per scontato il risultato.
Inviare una busta non costa niente se non le spese di spedizione: gli effetti ed il senso, per chi ancora ragiona, sono devastanti !
Ma, come quell’acqua non fa bene alla campagna, la “ busta esplosiva ” non fa bene ad una comunità: di questo ne sono certo.
E’ utilizzata in genere per esprimere formale solidarietà e vicinanza, per una “ raffinata strumentalizzazione” e (cadendo più in basso) può essere motivo di chiacchiericcio al bar, agli angoli della strada o dal barbiere.
Dunque non servono gli inviti, i proclami ed i buoni propositi: serve riflettere sulla misera condizione umana che alberga in questa città ed in questa Regione..
Naturalmente, per indagare non servono le buste o gli “ accorati consequenziali appelli “ dei paladini della Giustizia, non serve demonizzare cosi come non serve snocciolare ipotesi e congetture varie: ritengo che chi ha il compito di farlo non tralascia certamente nulla. E di norma lo fa in silenzio.
Ma noi rischiamo di assuefarci ( se non lo siamo già ) a qualcosa che ha il sapore di “ primordiale ” , di incivile e di basso livello culturale.
Anonima la busta ed anonimi noi: abbiamo perso il senso vero di appartenenza ad una comunità, la nostra identità, e quelli che sono i valori ed i principi del vivere civile.
Non sentiamo neppure la necessità di avere degli eroi: gente disposta a dare la vita per gli altri o per un ideale. E’ triste !
La busta rappresenta quella “ miserabile realtà “ che ci accompagna; realtà che molto spesso non vediamo o, ancora peggio, facciamo finta di non vedere.
Eppure dovrebbe ( seriamente ) indignare, far pensare, stimolare al fine di cercare una soluzione che ci renda un po’ più simili agli “ umani “.
Niente di tutto questo ! Le cose accadono sempre agli altri e per colpa degli altri: pura follia.
Ed allora a cosa serve “ sbracciarsi “, indignarsi, non indietreggiare, solidarizzare e richiamare al senso di responsabilità quando quotidianamente ci comportiamo esattamente all’opposto ?
Infatti ci mascheriamo da “ gentili signori “, siamo insensibili a qualunque cosa contrasta con la civiltà ( e di cose ce ne sono tante ), andiamo avanti calpestando tutto e tutti , dimostriamo di essere degli irresponsabili e la solidarietà non sappiamo neppure dove stia di casa.
Dunque una busta con proiettile che, in un “ paese normale “, è un fatto di una gravità estrema da noi diventa una cosa ( si fa per dire ) normale come cosi come è normale non fare la fila agli sportelli o non dare la precedenza, mentre guidiamo, una persona ( magari anche anziana ) sulle strisce pedonali.
Dunque epilogo scontato: “ Molto rumore per nulla “, parafrasando il titolo della tragicommedia di William Shakespeare, dove a pieno titolo l’elemento comico si fonde a quello tragico.
Questo scritto vuole essere un invito ad una maggiore consapevolezza del senso delle cose, un invito ad una “ responsabilità quotidiana “ da parte di ognuno di noi, un invito ad incominciare a rispettare e far rispettare la legge in ogni nostro atto e gesto compiuto, a smascherare ed isolare chi usa anche il solo termine legalità quale paravento di un falso “ perbenismo ”, a contrastare legalmente con ogni mezzo chi dell’illegalità ne ha fatto uno stile di vita ( mafioso ed “ atteggiamento mafioso “ ) e chi approfitta dell’illegalità diffusa per “ giustificare “ la propria illegalità.
Dobbiamo crescere culturalmente e nell’educazione del senso civico; per fare questo è necessario servirsi del contributo e dell’impegno, “ in prima persona “, di ciascuno di noi.
Ognuno con il proprio peso: ad una maggiore responsabilità ( derivante dal ruolo che riveste ) DEVE corrisponde un maggiore impegno.
E questo vale a partire dal Presidente dello Stato Italiano all’ultimo ” comune cittadino “.
Insomma: “ non fiori ma opere di bene “ per la comunità alla quale “ diciamo “ di appartenere.

martedì 3 agosto 2010

IL GIOCO DEL GRANCHIO

Avrei preferito tacere, di fronte al solito “ teatrino politico ”, anche per non confondermi con i “ comici ”, i “ buffoni di corte “ e gli “ strateghi di giornata “
Insomma oscilliamo, come un pendolo, dalle barzellette di bar dello sport alle strategie politiche dell’ “autocrata “ di turno.
Per chi non ha il senso dell’umorismo ed è interessato ai problemi reali ( il banale e comune cittadino per intenderci ) viene difficile comprendere ed accettare questa pseudorealtà: infatti appare incomprensibile il “ mutare degli avvenimenti e degli uomini “ che non rientri nell’ eracliteo “ Panta rei “ del tutto scorre.
Non voglio parlare, in una maniera che potrebbe sembrare oscura, criptica ( chi vuole intendere intenda ), ma dare un “piccolo assaggio “ di quello che dirò a chiare lettere nei giorni che seguiranno.
Gli incapaci, gli inetti, gli amorali e gli umorali, la smettano di “ pontificare ” ! Gli incoerenti ed i pavidi non assumano atteggiamenti coraggiosi o di coerenza se poi non sanno sostenerli sino alla fine.
Comunque, aspettiamo la conclusione di questa “ fantastoria “ : i folletti, gli gnomi , i “ minuscoli spiritelli “ si sveleranno da soli ai nostri occhi.
Quello che a me interessa sono i fatti. Fatti che, “ volutamente”, vengono travisati dal “ cretino di turno “ e da chi pensa che la politica sia un realty show.
Infatti, alcuni protagonisti si comportano come se fosse la loro vita reale ( senza che lo sia ) e dove si costruisce una struttura di “ nomination “ e di eliminazione a ruota libera.
La politica, quella seria, è un’altra cosa !
Purtroppo c’è chi invece si è trovato per puro caso a fare il politico, senza averne la stoffa, e si è talmente calato nel ruolo da convincersi di esserlo veramente !
Al peggio non c’è mai fine e si danza sul “ baratro del ridicolo “, con uscite estemporanee di alcuni la cui capacità di parlare e scrivere dipende, al massimo, dal saper “ girare la ruota per scegliere la vocale “.
Basta, per carità di Dio ! Fate tacere gli stupidi e gli inetti.
La libertà e il merito non posso essere proclamati, e sbandierati ai quattro venti, se non prima lo si è dimostrato ( con i fatti) di essere veramente liberi e meritevoli. E’ questo fa parte della “ storia personale “ di ciascuno di noi !
Non si può inventare una “ storia “ o peggio ancora mettere sotto i piedi la “ storia “ degli altri.
Ecco la necessità dei partiti ( ad oggi ripeto inesistenti ), il rispetto dei ruoli, il rispetto delle regole, il rispetto verso i cittadini, il rispetto verso l’intelligenza altrui: insomma nessuno dovrebbe essere legittimato a parlare senza cognizione di causa !
Oggi, purtroppo, chiunque parla ! E non vado oltre.
C’è bisogno di chiarezza ed ognuno “ liberamente” può farlo ! Ma se ognuno di noi se sceglie di farlo lo faccia sino in fondo, altrimenti la smetta di “ ciarlare “ o di minacciare !
Ad una azione deve corrispondere una reazione uguale e contraria.
Il sottoscritto, è sempre disponibile a dare dimostrazione con i fatti che è in grado ( ” autonomamente “ ) di assumersi la responsabilità di ogni azione, a spiegarne le motivazioni e condurla sino alla fine.
La coerenza non è più una qualità in politica ! Per me lo è: sia in politica che nella vita.
Il “ gioco del granchio “ è vecchio come il cucco ! Si gioca facendo un passo avanti ed uno indietro, un giorno dicendo una cosa, ed il giorno dopo dicendone un'altra. Chi arriva prima alla verità, o chi la nasconde meglio vince!
Ciò non va bene. Le persone coerenti vadano nella direzione della coerenza quando sono messi di fronte ai fatti !
Lanciare accuse per difendersi non mi sembra un modo adeguato di comportarsi.
Il Governatore Scopelliti dovrà spiegare chi è “ la cricca “ di questa città. Alla stessa maniera Raffa dovrà spiegare chi, e perché quale motivo, gli “ impedisce “ di svolgere il proprio dovere.
Da capogruppo del Pdl al comune esigo delle risposte chiare e concrete da parte di ognuno.
Rivolgo un invito, a chi intende alimentare i dissensi per propri scopi, a mettersi da parte cosi come invito chiunque a non farsi strumentalizzare !
L’intento di un “ documento di diffida “ ( anche se con toni aspri e duri), firmato da quasi l’intera maggioranza del Consiglio e della Giunta, andava in questa direzione: dare la possibilità a Raffa di “ chiarirsi e di chiarire “. La sua sfiducia se tale voleva essere sarebbe potuta avvenire giorni prima all’ approvazione del bilancio. Anzi in quell’occasione si è dimostrato il contrario ! Se volevano le sue dimissioni li avremmo chiesti !
Invece, la città e noi tutti, reclamiamo chiarezza: è arrivato il momento di farla !
Al momento di candidarci, con Scopelliti Sindaco, ognuno di noi aveva scelto di condividere un “ progetto in itenere “: è quel progetto che vogliamo portare avanti ! Le candidature a Sindaco, le strategie politiche, le “logiche sottobanco” non ci interessano e altri dovrebbero essere deputati ad occuparsene, cioè i partiti.
Antonio Nicolò - Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

venerdì 30 luglio 2010

E POI DICI CHE UNO SI BUTTA A DESTRA !

Poffarbacco ! Nel momento in cui pensavo che ogni speranza fosse perduta, e prendevo in seria considerazione l’ipotesi di una vita ascetica, le parole di un autorevole rappresentante del Pdl, quale è Luigi Tuccio, risuonano come “dolce musica” per le mie orecchie.
Fuori dai denti: non confondiamo il sacro con il profano così come, non confondiamo la nobile arte della Politica con il “rozzo e goffo scimmiottare” del pietoso “politicus nostrano”.
Questi miseri e tristi figuri hanno condizionato, e cercano ancora di condizionare, chi intende la politica quale mezzo propulsivo di un territorio.
Insomma, c’è chi costruisce e chi cerca di frenare il cambiamento: “omuncoli senza arte né parte” che, come giustamente affermava Tuccio, sono dei “signor nessuno della società che cercano la scalata attraverso la politica”.
In tutta questa grande confusione c’è la possibilità (anzi la certezza) di essere amalgamati in una “poltiglia informe” dove si è tutti uguali. Il cittadino è confuso, sfiduciato e prende sempre di più le distanze dalla politica.
Nulla di più grave si può verificare quando il cittadino non è coinvolto, in prima persona, nel migliorare la comunità di appartenenza. Solo cosi il livello di benessere si alza !
Gli affaristi, i qualunquisti, gli “approssimativi”, gli ignoranti e gli arrivisti hanno l’interesse ad andare nella direzione opposta: vogliono trascinarci verso il basso (oltre quel limite che ha superato anche la decenza, il decoro ed il presentabile).
E’ necessario fare un distinguo, non certamente solo attraverso la dimestichezza dei verbi e della retorica , ma attraverso una “storia” fatta di professionalità, moralità, eticità e servizio prestato alla collettività.
E se parliamo di fatti, non possiamo fare a meno di ricordare chi di Reggio ne ha fatto un modello, ne ha dato un’immagine nuova e diversa a livello nazionale, chi è riuscito ad acquisire un consenso con l’operosità e con un progetto. Progetto che deve avere una sua continuità, costi quel che costi !
E mi riferisco al Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti.
Non voglio ricordare I risultati ottenuti, dalla sua Amministrazione, durante questi otto anni ma non si è disponibili a cancellarli con un solo colpo di spugna.
Gettare tutto alle ortiche, per il “prurito” di qualcuno, non solo è sciocco ma anche da folli.
Reggio ha conquistato Reggio ed oggi Reggio ha conquistato la Calabria: non dimentichiamoci che il Governatore è un figlio di questa terra ! E’ un politico cresciuto tra di noi e che è parte di noi: ovvero, di quella società onesta, laboriosa e civile.
Un giovane che guarda al futuro e non arroccandosi al prestigio di una poltrona.
Una sfida più importante e più impegnativa attende chi interpreta la politica nel modo giusto: oggi Scopelliti deve cambiare la Calabria ! Noi, classe dirigente, abbiamo l’obbligo morale e civile di stare accanto a chi vuole dare un nuovo volto a questa terra.
La gente “perbene” lo fa non in maniera servile ma da umili servitori ! La politica deve essere intesa dunque come servizio, spirito di abnegazione, progettualità e lungimiranza.
Se qualche “signor nessuno” cerca di guadagnare spazio con la lingua e non con la testa, va “scrupolosamente” isolato ed additato al pubblico ludibrio.
Oggi più che mai bisogna dimostrare, da parte di chi fa politica, che l’interesse supremo è il benessere della comunità: gli intrighi, gli intrallazzi o, peggio ancora, le “logiche della servetta” vanno smascherate e bandite da un serio contesto politico che vuole definirsi tale.
Concordo nel non dare spazio sia a chi offende quotidianamente l’intelligenza altrui, sia a coloro che, in maniera subdola, remano contro il cambiamento. Chi vuole apportare dei miglioramenti sia il benvenuto, chi vuol “apportarsi” dei miglioramenti personali abbia il ben servito.
Alcuni avvenimenti, ed alcuni comportamenti, hanno qualcosa di refluo e di platealmente retrogrado, e dunque sono poco attinenti con il concetto di “nuovo” e “innovativo”! Aborriamo quanti hanno idee astratte e sono “carnefici mascherati da vittime”.
Non voglio esaurire la mia dose di ottimismo infusa dalle parole di Tuccio e non mi dilungo in altre osservazioni che rinvierò a momenti più sereni !
Oggi ho sentito la necessità di “supportare” chi propone una crescita ed un miglioramento della nostra società, spero che altri seguano l’esempio !
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

mercoledì 21 luglio 2010

MI PIACEREBBE ..............


Una politica che non riesce a garantire una sanità, adeguata alle esigenze del cittadino, non merita di gestire nulla che appartenga alla vita pubblica. Un politico che non si cura della salute del cittadino non è degno di tale nome. Questa è la premessa di un discorso, che
potrebbe essere lungo, ma che sintetizzo in un concetto: la sanità deve obbligatoriamente funzionare e, affinchè ciò avvenga, la politica deve dimostrare “fattivamente” il suo interesse.
La realtà drammatica della sanità calabrese (sottovalutata a mio avviso) non ci consente di sbagliare ulteriormente.
Comprendo che bisogna porre un freno allo sperpero di denaro, accetto la chiusura di strutture che non hanno un senso ad esistere, ma non si è disposti ad accettare che “strutture vitali” per il cittadino paghino le conseguenze di decennali “gestioni dissennate” nel settore.
E mi riferisco all’Hospice ed al Policlinico Madonna della Consolazione della nostra città: strutture sanitarie che hanno da sempre “compensato” i deficit delle strutture pubbliche.
Il Policlinico Madonna della Consolazione è una struttura, dove operano professionisti di altissimo livello che oggi si vedono costretti alla resa, in quanto devono “espiare” colpe che non gli appartengono.
Gente, che per lustri ha “servito” la cittadinanza con professionalità e serietà e, che oggi devono fare i conti con una realtà ingestibile ed ingovernabile.
Mi chiedo: è possibile che non si abbia il buon senso di fare i conti con la storia ?
E la storia ci insegna che il Policlinico non và abbandonato a se, ma sostenuto, in quanto rappresenta un pezzo di storia sanitaria di questa città.
Non è giusto che gli operatori del settore, tra le mille difficoltà imposte, devono avere anche la preoccupazione del sostentamento familiare, a causa di ritardi nelle spettanze dovute.
Mi piacerebbe vedere trasformate le auto blu dei politici in ambulanze.
Mi piacerebbe sapere che gli stipendi dei politici vengono pagati regolarmente in ritardo.
Mi piacerebbe vedere dei tagli cospicui agli stipendi di manager, consulenti e dirigenti.
Mi piacerebbe sapere che ognuno è richiamato alle proprie responsabilità.
Mi piacerebbe sapere che dietro la “morte di qualche ospedale inutile”, vi fosse la rinascita di altre strutture sanitarie utili
Mi piacerebbe non vedere le “solite facce” che hanno operato “malamente” nella sanità e che per questo vengono premiati.
Mi piacerebbe vedere premiata la professionalità, la serietà, l’attaccamento al dovere etc ,etc.
Mi piacerebbe non vivere con la preoccupazione che, qualche “gruppo sciacalli” può approfittare dello stato di disagio di strutture private ridotte “volutamente” all’osso.
Mi piacerebbe non vivere con l’angoscia che ogni promessa nasconda una trappola mortale.
Mi piacerebbe sapere che chi onestamente lavora venga retribuito regolarmente.
Mi piacerebbe vivere in un “luogo normale” dove un diritto non deve essere un favore concesso, dove l’interesse comune prevalesse su quello personale, dove la regola non rappresenta l’eccezione.
Mi auguro che il “nuovo” della politica non sia il “solito nuovo” e che tutto venga riportato, nel più breve tempo possibile, ai canoni della normalità.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

domenica 9 maggio 2010

L'ERA DEL DRYOPITHECUS

Diaciamoci la verità.
Tripadvisor, il più celebre e prestigioso sito internet del mondo dedicato al turismo, incorona Reggio (e la sua provincia per essere più corretti) nella Top-10, delle località turistiche emergenti a livello mondiale, che si colloca addirittura al 5° posto.
Risultato inimmaginabile ed impensabile ai più e che lascia comunque soddisfatti tutti, non ultimo l’”assessore ballerino” al turismo che può finalmente lasciarsi andare ad una “dichiarazione liberatoria” di autoincensamento.
Non voglio fare certamente il guastafeste, o il bastian contrario per partito preso. Ma non voglio nemmeno fare la figura di colui che si nasconde dietro il paravento di un riconoscimento per elogiare un’Amministrazione, che non ha bisogno del mio “incensamento” , o (peggio ancora) guardare solo la luna e non anche il dito che la indica.
Voglio invece approfittare dell’ambito riconoscimento per sottolineare e ravvisare le criticità di questa terra: se è vero (come è vero) che dovrebbero arrivare più turisti a Reggio è anche vero che ci vuole gente e strutture pronte ad accoglierli.
Se per le strutture possiamo parlare facilmente, individuando carenze e disservizi e lavorando, sodo e coerentemente, risolvere il problema la stessa cosa non potremmo dire (almeno con la stessa facilità) per la gente.
Se dico che mancano alberghi, vie efficienti di collegamento aria-terra-mare (cioè un aeroporto con più voli, un’autostrada al posto di una mulattiera e mezzi navali di trasporto da e verso Messina) non vi direi nulla di nuovo: è da tempo immemore che se ne parla, ma ancora siamo agli albori della preistoria.
Se dico che il “servizio umano di accoglienza” non è adeguato al riconoscimento ottenuto sarei ripetitivo o (per qualcuno) “saccente” e potrei addirittura essere tacciato di razzismo da gente poco avveduta ed in malafede.
Ma se voglio (liberamente) dire quel che penso, non posso fare a meno di affermare che, per una strana e contraria evoluzione della specie, l’homo sapiens è stato soppiantato dal Dryopithecus (dunque millenni indietro) al punto di poter affermare che l’uomo oggi è una scimmia malandata. Certo qualcuno potrà obiettare che cosi gira il mondo e che dovrei adeguarmi: credetemi faccio fatica a farlo ! Preciso, non ci riuscirei mai.
Ma se in questa città (giusto per fare un esempio) qualcuno, che per parlare deve far girare la ruota e scegliere la lettera, ritiene comunque di poter aspirare a diventare Sindaco oltre che per un mesto sorriso bisogna anche trovare lo spazio per una riflessione. Almeno per chi ancora ha un cervello e non l’ha mandato al macero.
Ma se ancora oggi abbiamo una sanità da terzo mondo (con tutto il rispetto per i paesi sottosviluppati) ed un tasso di disoccupazione terrificante ed una criminalità galoppante ecco che l’invito a migliorare è inevitabile.
Cosa fare allora ? La mia proposta/invito è quella di costruire il futuro di questa terra adoperando e mettendo in campo quelli che sono gli “strumenti efficienti” per farlo: la professionalità e la buona politica.
La professionalità facendo ricorso alla meritocrazia e alle provate capacità. La buona politica isolando i nullafacenti, i parassiti, i mercanti di bassa lega e delegando chi “naturalmente” è portato a fare (realmente) il bene comune: termine molto usato oggi, specialmente da chi si fa i fatti propri.
Chi si deve occupare di fare ciò ? Certamente i partiti (o quel che resta), chi detiene il potere e la gente di buon senso. Altrimenti basta un colpo di click per cambiare pagina su internet e parlare di altro.
Antonio Nicolò – Consigliere Comunale Pdl -

giovedì 29 aprile 2010

NON INTERPELLIAMO L'ORACOLO DI DELFI


Andando a tastoni come nelle tenebre, si vuol tentare di apportare dei miglioramenti nella sanità calabrese. Non funziona cosi !
Rozzamente (e forse ingenuamente) confermo, in maniera chiarissima e fuori da ogni dubbio, che la sanità necessita di “cure intensive” e somministrazione di farmaci a “dose da cavallo” per un’eventuale sua ripresa.
Mi accingo a mostrarvi quale sia la realtà locale della sanità. E non lo faccio certamente come l’oracolo di Delfi che non afferma, ne nasconde, ma lascia intendere per enigmi !
Ed allora sarò chiaro, preciso, sintetico e diretto come è mia abitudine.
La realtà “nuda e cruda” cari signori è questa: degrado, disservizi, inefficienza ed arroganza, “conditi” con un pizzico di menefreghismo ed un bel poco di superficialità e strafottenza quanto basta, la fanno da padrone.
Degrado strutturale. E continuo a battere sullo stesso chiodo: vi è l’urgente necessità di pianificare un intervento risolutivo che abbia come sua “adeguata espressione” la costruzione di un nuovo ospedale a Reggio (Città metropolitana !). In itinere è necessario garantire il minimo dei servizi di pulizia, messa a norma, ristrutturazione e quant’altro possa servire per far si che un paziente che entra in ospedale abbia la consapevolezza di trovarsi in un nosocomio (ovvero un luogo dove si cura l’ammalato) e non in un mercato ortofrutticolo.
Disservizi: una buona organizzazione con una migliore utilizzazione e riqualificazione delle risorse esistenti (con la prospettiva di nuove energie in corso d’opera) potrebbe essere un buon inizio !
Bisogna privilegiare la meritocrazia ed incentivare chi ha voglia di lavorare: sino ad oggi sono stati messi in atto solo meccanismi che hanno “scoraggiato” qualsiasi tentativo di professionisti seri e preparati a lavorare.
Inefficienza: è questa la nota dolente ! Il “primo movens”del disastro della sanità è stata la “gestione allegra” dei vari Direttori Generali ben accoppiati a Direttori Sanitari (quest’ultimi medici, sic !).
Un binomio, che sembra uscito dall’uovo di pasqua per via dell’ ”espressione sorpresa” che mostrano ogni qualvolta gli si venga messo sotto gli occhi una realtà che non si può nascondere in qualche modo.
Arroganza: basterebbe andare a vedere tutti gli ultimi concorsi (con relative assunzioni) per capire che c’è qualcosa (a voler essere benevoli) di..….miracoloso (o stranissime coincidenze ?).
Basterebbe andare a visionare tutte le delibere per sapere se è stato mai sentito il parere del consiglio dei sanitari.
Non vado oltre per motivi di spazio e di tempo ma, quanto detto, ritengo sia sufficiente per capire come “gira il sistema”.
Permettetemi, in conclusione, di rnnovare il mio “disperato appello” affinchè in ospedale vi sia una medicina nucleare funzionante, una PET (che con ottime probabilità non avremo mai) ed almeno cinque primari chirurghi (spero di non aver esagerato !).
Lo so che qualcuno si dispiacerà di questo mio intervento ma la sanità in ospedale è ancora pubblica e non privata e che il sottoscritto ancora è “a piede libero” .Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

domenica 10 gennaio 2010

E' POSSIBILE RISOLVERE I PROBLEMI DELLA SANITA' IN CALABRIA: USIAMO LA "PP" !

La cardiochirurgia a Reggio non serve. Da qui a breve ve ne darò la dimostrazione pratica.
Questa mia asserzione dovrebbe avere la funzione di far smettere quel “fastidioso frinire”, che certi “cicaloni” della politica mettono in azione al bisogno, e far (spero) definitivamente capire qual è la vera emergenza sanitaria a Reggio.
Che non serva la cardiochirurgia l’esempio vivente è rappresentato dal consigliere regionale Alberto Sarra, al quale và il mio più sincero e sentito augurio di pronta guarigione. Una diagnosi tempestiva, un rapido trasferimento nella sede opportuna ed un “qualificato” intervento chirurgico hanno consentito di salvare la vita ad un uomo!
E scusatemi se, “crudemente” e “senza veli di ipocrisia”, pongo la seguente domanda: la stessa cosa sarebbe successa con qualsiasi altro “ uomo comune” ? Non ditemi nulla….conosco la risposta.
Di certo, sono noti (e molti) i “nomi eccellenti” che hanno beneficiato di quella che dovrebbe essere una “normale procedura”, nei casi di urgenza sanitaria.
Che si tratti di una PP…cioè una procedura preferenziale ? Boh !
Pongo un’altra domanda (che sia riflessione per tutti): come mai la classe politica si è accorta che serve una cardiochirurgia solo nel momento in cui è stata colpita in prima persona ?
Ed ancora: non pensate che il dovere di una classe politica sia quello di contribuire a migliorare le condizioni di vita del popolo che rappresenta ? E che principalmente si debba occupare di quello che è il bene primario dell’individuo, cioè la salute ?
La sanità in Calabria in questi ultimi anni (diciamo decennio per essere bipartisan) non è “notevolmente” peggiorata ? E coloro i quali oggi chiedono e si battono a gran voce per una cardiochirurgia cosa hanno fatto per evitare il “disastro sanitario” ?
La sintesi di un discorso e la risposta è in una sola parola: CHIACCHIERE !
Chiacchiere, che leggiamo “quotidianamente” sui giornali, giusto perché siamo in vicinanza delle elezioni regionali. Soggetti che presi dalla “frenesia dello scrivere”, discettano con estrema competenza su tutto, passando dall’alta chirurgia alle patate, ai cavoli e per finire alla “solita etica e moralità”.
Non sarebbe più opportuno che gli stessi soggetti ci portassero a conoscenza di quello che hanno prodotto in questi anni ? Per esempio: quante chilogrammi di patate o di cavoli hanno coltivato ?
Lo so cosa state pensando: sono tutti uguali, pensano ai “cavoli propri” !
Ma per tornare al punto dal quale eravamo partiti: ribadisco (ormai è da tempo che batto sullo stesso chiodo) che Reggio ha bisogno prima di ogni cosa di una “sanità normale”: questa è l’emergenza non la cardiochirurgia !
Reggio ha bisogno di un nuovo ospedale: aspetto con ansia(ma non ho dubbi) la designazione da parte del Comune del sito, dove dovrà sorgere il nuovo ospedale, con il successivo impegno pubblico, da parte dei candidati a Governatori, di reperire i soldi per la sua costruzione.
E’ necessario, nel frattempo, migliorare le condizioni igienico-strutturali e normative dell’esistente ospedale, con valorizzazione delle professionalità presenti (ne abbiamo avuto dimostrazione della loro esistenza), qualificazione del personale e dotazione di strumentazione all’avanguardia. Oggi non penso che possiamo “sopportare” la esosa spesa di gestione di una cardiochirurgia.
E’ necessario che siano attuate, al più presto, tutte le strategie manageriali atte a migliorare le condizioni esistenti: valorizzazione dell’ospedale Morelli, con l’attuazione di un centro di Onco-ematologia; accorpamento di alcuni reparti e servizi e “responsabilizzazione” dei dirigenti delle Unità Operative (tradotto vuol dire maggiore compartecipazione degli stessi nelle scelte).
Il medico e solo il medico può sapere cosa è utile per l’ammalato: dunque maggiore partecipazione e coinvolgimento della categoria nelle decisioni e nelle scelte che si vanno a fare: cosa serve per il paziente ?
E’ necessario ricordare che c’è bisogno, giusto per fare un esempio, di una chirurgia pediatrica di una chirurgia oncologia, di quella “famosa” Medicina Nucleare oltre, naturalmente, ad un pronto soccorso all’avanguardia.
Basta con le “arcinote barelle” in corsia ed i “ritardi diagnostici e terapeutici” legati ai disservizi vari: vogliamo una “banale sanità a misura di paziente”.
E la cardiochirurgia serve ancora ? Certo che serve…dopo che avremmo ricondotto alla norma quella che è la sanità con la quale il medico ed il paziente si confrontano giornalmente !
Gli interventi urgenti e “delicati” , come ampiamente dimostrato con le PP, si sono fatti e con ottimi risultati: adesso facciamo che la PP diventi la norma per chiunque ha bisogno di essere curato.

Antonio Nicolò – Consigliere Comunale

martedì 29 dicembre 2009

ALT ! CONCILIA...

Verrebbe da definire “polemica da pescivendolo” o “politica di bassa macelleria” quanto si è verificato in questi giorni sulla vicenda dello speakeraggio comunista che è costato una multa ad un loro militante.
Lungi da me a voler scendere ad un livello cosi basso, mi trovo comunque costretto ad intervenire sull’accaduto in quanto è una cosa che riguarda l’Amministrazione, la politica tutta ed il “ il banale e comune cittadino”.
Aver letto la nota stampa prima e la replica dopo , inviata dalla Federazione provinciale e comitato cittadino del Pdci, sono rimasto attonito e mi sono sentito disorientato e mortificato per i toni usati: non è possibile che si possa giungere cosi in basso…anche nell’assurda ipotesi di un eventuale ragione.
Dico questo perché si è trattato non di una nota ma di un “vomitare veleno” ed un’istigazione alla violenza che ricorda i tempi bui (ormai lontani) della politica: che la politica sia caduta in basso è cosa nota, ma che esista ancora chi utilizza come metodo di lotta l’istigazione e la calunnia non può lasciarci indifferenti.
La mia difesa va prima di tutto al cittadino, che è rispettoso della legge, e dopo all’Amministrazione che comunque li rappresenta (Assessore e Vigili Urbani compresi, naturalmente).
Questa Amministrazione non ha bisogno della mia difesa, in quanto parlano da se i fatti ed il consenso ricevuto. Consenso la cui risultante è la candidatura di un reggino, Giuseppe Scopelliti, alla guida della Regione Calabria : evento storico come storica è la conquista di Reggio Città Metropolitana. Fatti questi innegabili, cosi come sono sotto gli occhi di tutti le opere realizzate da questa Amministrazione ed il progresso civile e culturale della città di Reggio.
Resiste (è il termine giusto) ancora qualche “roccaforte di insipienza e di substrato culturale” che ci vuole “tenere ancorati” al passato.
Ricordo ancora che nel 1970 si voleva fare passare Reggio (che rivendicava un legittimo diritto) per una città fascista. Alla stessa maniera, oggi, i comunisti vorrebbero sostenere la stessa tesi visto il consenso plebiscitario del nostro Sindaco. Tesi confutata dai fatti e dalla storia. Un’argomentazione “tinta “ da eccessivo livore, da arroganza, di mancanza di rispetto delle regole e del Corpo dei Vigili Urbani: inutile il distinguo che i compagni cercano di fare.
Mi spiego. E’ stata elevata una multa ad un militante comunista (cittadino) da un vigile urbano: questi sono i fatti!
Un fatto che avviene, regolarmente e quotidianamente, a molte persone che non rispettano le regole nella nostra città: compito dei vigili è far rispettare le regole !
Nell’ipotesi che la multa non è legittima vi è la possibilità di fare ricorso; nel caso in cui un agente abusa del ruolo che ricopre (questa è un altra accusa rivolta dai compagni), esiste la possibilità di denunciarlo alle autorità competenti.
Questo è quanto dovrebbe avvenire in un paese civile ! Ed invece no . I compagni “a corto” di argomentazione e di “proposte costruttive” , infuriati “caricano a testa bassa” chiunque si trovi di fronte, senza rispetto per niente e nessuno.
Distorcono ed amplificano i fatti, ed innescano una polemica di “basso livello” morale e culturale: accusano di fascismo tutto e tutti e se la prendono con un intellettuale (reo di essere di destra) che avrebbe,udite udite egemonizzato la cultura a Reggio. Insomma “roba da regime”. Come un fiume in piena incuranti della forma e del rispetto del prossimo (cittadino) travalicano gli argini, del buon senso e delle elementari norme del vivere civile, per “inondarci” con un linguaggio “melmoso e liquamoso” che nessuno può tollerare. Un ultimo consiglio (questa volta ai vigili urbani): multate chi volete, un vecchietto, un bambino una gentile signora ma ..ricordate mai un comunista: non tollerano di essere “ripresi”….sono perfetti.
Gruppo Pdl al Comune (Antonio Nicolò)

martedì 1 dicembre 2009

DECENTRAMENTO E MENZOGNE

Concordo pienamente sulla necessità diGiustifica avere le riprese televisive (dirette) in aula: non fosse altro per sbugiardare una sinistra salottiera, ipocrita, fantasiosa e “truffaldina” .
La sinistra , infatti, stravolge completamente i fatti e li utilizza (cosi come ha sempre fatto) in maniera demagogica e populista utilizzando (naturalmente) i media di cui dispone: ecco che appaiono in televisione, con cadenza da ciclo mestruale, gli editoriali di chi (spesso) non essendo neanche presente in aula “raccoglie” poche notizie che possono servire per costruire tutto un s-ragionamento, senza peraltro la possibilità di un contraddittorio.
In tal senso le cose sono sin troppo semplici e dunque si potrebbe parafrasare, in questo caso, un vecchio detto che recita cosi: “lui se la canta e se la suona”.
Ma la cosa che da più fastidio della sinistra è : A) lo stravolgimento dei fatti B) l’arroganza di avere una superiorità morale rispetto a chiunque.
Riguardo il primo punto, di cui tutti si riempiono (è il caso di dirlo!) la bocca, e cioè il famoso olio di ricino (che peraltro ha proprietà taumaturgiche) prescritto al capogruppo Martino dei ds, preciso che nasceva da una precedente accusa, fatta dallo stesso a tutto il Pdl, di una “divisione fascista” nella delimitazione delle circoscrizioni.
Se scandalizza un po’ d’olio non capisco perché non dovrebbe scandalizzare la provocazione di Martino, che dà del fascista non al sottoscritto (che avrebbe certamente gradito e ringraziato) ma a tutti i componenti del Pdl !
Martino dovrebbe chiedere dunque scusa a chi non si sente e non è fascista pena un raddoppio della dose di olio di ricino !
Ma, come potrete ben capire, naturalmente ad un comunista tutto è concesso in quanto dotato di quella “presunta superiorrità morale”. Pertanto Martino non offende ma fa una precisazione quando etichetta come metodologia da ventennio la ripartizione circoscrizionale.
E proprio sulla base di codesta superiorità morale ci si sente in diritto di raccontare la realtà con una libera interpretazione. Alla fine si accusa, si denigra e da carnefici ci si trasforma in vittima.
E’ giù a dire che loro sono bravi, onesti, capaci, disinteressati, coerenti, morali, preparati, intelligenti : insomma vogliono fare del bene alla comunità ed al mondo intero, sacrificando se stessi e “donandosi” agli altri e tutto ciò gli viene impedito da gente che “mostra i muscoli” .
Commovente la scena e la recitazione, secondo copione, di questi soggetti che potrebbero anche essere credibili se invece di abitare a Reggio abitassero in una grande metropoli!
Guarda caso viviamo in questa graziosa e gentile città e sfortunatamente (per loro) ci conosciamo tutti.
E poi il cittadino non è cosi stupido da credere alle favolette del centro-sinistra: ormai è cresciuto!
E lo dimostra al momento del voto ! Ma la sinistra è talmente “contaminata ideologicamente” da non rendersene nemmeno conto.
La riforma del decentramento (voluta dal Governo Prodi) doveva farsi e si è fatta.
Ma una domanda sorge spontanea: in questi due anni (dico due) i “quattro Aristogatti” del centrosinistra come mai non hanno trovato il tempo di presentare una proposta in commissione ?
Fosse anche per dire: noi l’abbiamo presentata e loro non la hanno presa nemmeno in considerazione ! Ma cosi non è stato. Nulla…il vuoto, proprio come loro.
L’unica soluzione che è venuta in mente a quel genio di Martino è stato quella di chiedere il ritiro della delibera (sic !). E quando la maggioranza (si chiama cosi perché ha un numero di consiglieri maggiore rispetto al centrosinistra e non per la maggiore forza) ha approvato la delibera ecco che (apriti cielo) che si ricorre al vittimismo ed alla “presunta superiorità morale”.
Ma questa Amministrazione produce fatti e non le “bollicine” da apertura della bocca della sinistra! La riduzione delle circoscrizione è solo l’inizio di un percorso che attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza (apposite riunioni da qui a breve) porterà anche a renderle più funzionali e più efficienti grazie alle deleghe che verranno attribuite.
Dal canto loro la sinistra, giunta ormai al capolinea, con Martino nel ruolo di “first lady” e Lamberti “tuttofare”, non ha trovato di meglio che “sparare” l’ultima“cantonata”: disertare il consiglio aggrappandosi (come un naufrago si aggrappa alla ciambella) all’inagibilità dell’aula del consiglio: ma questa è un’altra storia e ne riparleremo !
Se non fosse che stiamo parlando di cose serie il “centrosinistra con la sua band” potrebbe anche ispirare un filo di “umana simpatia ma trattandosi di cose serie posso consigliare un “cautelativo silenzio” perché se si apre la bocca, per offendere, c’è il rischio che qualcuno ti rifili un po’ d’olio.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale-

mercoledì 30 settembre 2009

BRONZI A... CLONAZIONE


Il Consiglio di Stato, finalmente, ha risolto (spero) definitivamente il problema dei Bronzi, che da sempre è stato motivo di discussione nella nostra città, consentendone l’eventuale clonazione .
Se cosi stanno le cose possiamo (volendo) impegnarci affinché si riproducano quanti più guerrieri possibili tali da costituire un esercito, cosi numeroso, da poter conquistare il mondo !
Invaderemmo le città, le metropoli, le regioni e le nazioni ed in breve tempo saremmo al “centro del mondo”.
Ho voluto esasperare la clonazione (so che è limitata alla “parte scientifica”e spero alla coscienza) solo per far comprendere sin dove arriva la nostra stupidità.
E meno male che (mi riferisco alla stupidità) non la possono clonare, altrimenti creeremmo danni !
Nell’era del cretino, purtroppo molte decisioni vengono presi da….cretini e, pertanto, il risultato non può che essere catastrofico.
Da quasi trenta anni questi guerrieri, che rappresentano un patrimonio culturale ed artistico di valore universale, non sono stati valorizzati ne utilizzati al fine di incrementare quella cosa di cui tutti e da sempre si riempiono la bocca: il turismo.
Pensate, è come avere Pelè e Maradona insieme nella Reggina e tenerli in panchina !
Forse sarebbe stato meglio se li avessimo lasciati nel fondale melmoso del Mare Ionio, invece di collocarli nelle acque stagnanti di questa palude che è la nostra città.
Quello che voglio dire (ove non fosse stato chiaro) è che parlare di opportunità di trasferimento, di collocazione solo per essere schierati l’un l’altro armati è da stupidi !
Parlare di un progetto, di un’idea, di un sogno da realizzare per questi guerrieri e per la nostra città che li ospita, ha un senso…..altrimenti rimane solo “mediocre e stucchevole poesia” fatta da “venditori di pentole” per massaie un poco tonte.
Ha senso confrontarsi su quale possa essere il mezzo migliore per sfruttare questi capolavori, che il mare ci ha regalato; in che maniera e con quale mezzi possiamo veicolare la loro immagine nel mondo per stimolare la curiosità e l’interesse dei turisti; come integrarli e farli entrare in un “circuito artistico” virtuoso da proporre al visitatore; come valorizzare la loro immagine trovando una giusta collocazione che non sia un “angusto spazio museale” ed, infine, tutto ciò che può produrre utilità per il turismo a Reggio.
Nel dire queste cose non mi aspetto di essere proposto per il Premio Nobel (considerato la banalità della riflessione) ma invitare chi legge a cercare di capire del perché non se ne parla.
Perché non si organizzano studi, si abbozzano progetti, non si fanno convegni dove si discuta di questo e di quanto altro possa servire alla crescita turistica e culturale del territorio ?
Perché ci si accapiglia sui pettegolezzi e sulle voci da corridoio ? Perché la buttiamo sempre in politica ? Perché pur di far un dispetto alla parte politica avversa non tentiamo (solo un tentare) un dialogo costruttivo ?
Ve lo dico io !! Siamo piccini, “nanerottoli insipidi” ed inconcludenti ! Pensiamo sempre e solo al vantaggio personale o politico incuranti del danno che arrechiamo alla comunità !
E questo discorso è valido per ogni cosa che riguardi il “famoso e fumoso” bene comune.
Bisogna voltar pagina (anche se la vedo difficile) se vogliamo riacquistare un pochino di credibilità, dobbiamo essere più concreti e più rapidi nel fare, lenti a promettere ma veloci a mantenere e soprattutto dobbiamo amare la nostra città ed i nostri concittadini.
Questa possibilità della clonazione dei Bronzi, che il Consiglio di Stato ci ha regalato, spero divenga anche una possibilità per “aprire” le menti ottuse di chi detiene il potere al fine di fare quello che sino ad oggi non è stato fatto: utilizzare al meglio quello che potrebbe essere il nostro petrolio in Calabria e cioè i Bronzi di Riace.
Altrimenti continueremo a fare come gli abitanti di Abdera che litigavano per l’ombra dell’asino.
Capito beduini !!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl del Comune di Reggio Calabria -

mercoledì 2 settembre 2009

UNA DEPENDANCE DELL'OSPEDALE RIUNITI

Se provate a dare una definizione di ciò che è l’ospedale Morelli la cosa vi riuscirà difficile!
Certamente, non può essere considerato un vero e proprio ospedale in quanto carente di pronto soccorso medico, di sale operatorie reparto di rianimazione.
Inoltre, se dico che questa struttura , di recente costruzione, è sotto/scarsamente utilizzata non farei altro che ripetere ciò che tante volte ( da più parte) è stato detto.
Pertanto, dire che all’Ospedale Morelli trovano sistemazione alcuni reparti medici e servizi che svolgono un’attività ridotta, rispetto a quelli dei Riuniti, non dovrebbe (spero) scandalizzare nessuno.
Ma tutto ciò non può (non deve) passare sopra le nostre teste come delle banali “nuvole passeggere” perché, se di nuvole trattasi, sono “nuvole minacciose” che preludono un temporale !
Mi spiego: l’Ospedale Riuniti è a “rischio implosione” (strutture fatiscenti spazi esigui).
Nasce da questo assunto la mia proposta di un nuovo ospedale, che costerebbe di meno rispetto ad una “ristrutturazione globale”; l’Ospedale Morelli è notoriamente definita una “dèpendance” dei Riuniti (per pochi privilegiati), con ampi locali e qualche attrezzatura tecnologicamente avanzata non utilizzati pienamente.
Questo naturalmente, se me lo consentite, non può essere tollerabile (e non ce lo possiamo permettere) nel momento in cui si parla di sprechi e mala sanità.
Ed allora signori , cerchiamo di essere seri : è giunta l’ora di “mischiare le carte” ed iniziare una nuova partita !
Non può esserci altra soluzione che una migliore e più proficua utilizzazione delle risorse , che avvantaggi sia il paziente (non l’utente !) che il medico.
Insomma, una soluzione che alla fine consenta un miglioramento della sanità ospedaliera reggina nel suo insieme.
Ecco (sinteticamente) la proposta ed i relativi vantaggi !
L’Ospedale Morelli deve ospitare un dipartimento di Onco-Ematologia, che sia attrezzato e provvisto di tutto ciò che ci sia di tecnologicamente avanzato.
Dunque presso questa struttura dovranno trovare posto l’ematologia, l’oncologia un laboratorio analisi, una radiologia, il Centro Trasfusionale ed il Laboratorio di Genetica.
Naturalmente, i pazienti che fanno riferimento a tale struttura, non necessitano di interventi urgenti ma programmati e, pertanto possono serenamente ed adeguatamente essere seguiti dai medici nel migliore e più completo dei modi.
Capirete che un lavoro sinergico, concentrato in un solo ospedale, significa miglioramento della qualità dei servizi per il paziente e migliore confort per questi soggetti già penalizzati da patologie croniche e gravi !
All’ Ospedale Riuniti potrebbero e “dovrebbero” trovare posto la cardiologia, la medicina e le Pneumotisiologie in carico (ad oggi) al Morelli.
La conseguenza è che finirebbe l’annosa “questione barelle” del reparto medicina, una migliore utilizzazione del personale, medico e paramedico, con conseguente miglioramento della prestazione medica !
Non ultimo (e non per questo meno importante ) si potrebbe risolvere definitivamente anche il problema del Pronto Soccorso con strutture più ampie ed adeguate !
Infatti nonostante i ripetuti “rimaneggiamenti” strutturali ad oggi l’Ospedale, di una grande città come è Reggio (dove fa riferimento tutta la provincia), non è provvisto di un Pronto Soccorso adeguato alle sue necessità.
Naturalmente non sono cosi sciocco da credere di essere ascoltato (sostenuto) nei miei suggerimenti ma io….insisto ! Antonio Nicolò- Capogruppo Pdl al Comune RC-

mercoledì 19 agosto 2009

UN NUOVO OSPEDALE PER REGGIO

Quello che è emerso dal convegno politico della sinistra , mascherato da conferenza stampa, tenutosi all’Azienda Ospedaliera, non è nulla di più rispetto a quello che già si sapeva: un ospedale fatiscente, con il 65% delle attrezzature obsolete, che deve essere “messo a norma”, da ristrutturare e che dovrà continuare ad essere un cantiere aperto da qui ai prossimi venti anni.
Il tutto con una “modica spesa” di 100 milioni di euro…quanti basterebbero per costruire un ospedale nuovo di zecca.
Ma la cosa che più lascia perplessi è l’indifferenza e la mancanza di programmazione.
Per quel che mi riguarda la cosa più interessante è che incomincia a “prendere corpo” la mia idea della costruzione di un ospedale nuovo.
Infatti a ribadire questo concetto (anche se a denti stretti) è stato il duo Naccari-Tripodi che nella loro performance non hanno potuto fare a meno di ammetterlo !
E già perché la necessità della costruzione di un nuovo ospedale, cari signori, non può essere più nascosta !
Dico subito il mio timore: l’idea della costruzione di un nuovo ospedale può essere utilizzata da chicchessia come specchietto per le allodole, da utilizzare al bisogno !
Ma vale la pena correre questo rischio ! Almeno se ne parla !
La realtà, oggi, non è confortante !
Insomma, siamo pronti a buttare un sacco di soldi nel tentativo di “rattoppare”questo nostro “caro vecchio ospedale” consapevoli che comunque resterà sempre una struttura vetusta ed obsoleta.
Parlare di costruzione di un nuovo ospedale, a questo punto, non è certo lungimiranza politica ma un non voler voltare lo sguardo da un’altra parte di fronte a cosi tanto degrado.
Per quel che mi riguarda ed è di mia competenza un “pressing” a questa Amministrazione lo sto facendo.
Uno staff tecnico del Comune, su disposizione del Sindaco, è già all’opera per individuare e destinare l’area dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale: nessuno può tirarsi indietro pena il collasso della sanità a Reggio.
Cosi come si costruiscono ospedali nuovi dappertutto è necessario che anche a Reggio ciò venga fatto !
Sia per la prospettiva, ormai non tanto futura, di un’area metropolitana ed anche perché ormai tutta la provincia fa riferimento all’ospedale di Reggio.
Più si accelerano i tempi e meno sarà lo spreco economico e, certamente, si avrà un conseguenzale miglioramento nelle prestazioni sanitarie.
Tradotto vuol dire che tutta la classe politica reggina deve “necessariamente” coalizzarsi intorno a questo progetto per giungere rapidamente all’ unica soluzione che soddisfi tutti e principalmente l’ammalato: continuare con la solita logica significa contribuire a peggiorare la sanità in Calabria!
Sinteticamente e per concludere: molti ospedali inutili e fatiscenti vanno chiusi e pochi ospedali moderni e di nuova concezione vanno costruiti.


Antonio Nicolò- Capogruppo Pdl al Comune






martedì 28 luglio 2009

GRUPPO NUOVO OSPEDALE PER REGGIO SU FACEBOOK

Un Nuovo Ospedale per Reggio approda su Facebook, come Gruppo, accogliendo l’adesione di numerosi sostenitori, non solo reggini ma anche di cittadini di regioni del nord, oltre che l’impegno del Si.LIB (Sindacato Libero Europeo-Sanità), nella figura di Florio Canonico, e del responsabile del sindacato Cosnil Lombardia e Presidente associazione consumatori Giuseppe Cristo.
Facebook è un mezzo per “sensibilizzare” la società civile, la politica e (mi auguro) la stampa: anche su facebook possono “prendere corpo” proposte concrete e si possono sostenere battaglie utili.
La discussione su Facebook resta aperta è si va ad oltranza coinvolgendo i cittadini, le associazioni ed i professionisti !
La proposta, che lanciai mesi addietro per la costruzione di un nuovo ospedale, non era certo una mia provocazione (stessa proposta formulata ed accolta nell’Odg presentato nell’ultimo consiglio comunale sulla sanità) e pertanto è mia ferma intenzione proseguire in questa battaglia.
Dico e faccio questo perché non si è abituati a pensare in prospettiva e concretamente: un nuovo ospedale è l’unica strada percorribile per dare una risposta seria ed adeguata alla sanità reggina e calabrese.
Stranamente di una “pagliuzza” come la cardiochirurgia (ribadisco inutile) i media danno ampio risalto ed i “politici si sbracano”, e se ne parla come fosse la panacea di tutti i mali, mentre si preferisce non guardare “la trave” del degrado e della fatiscenza dell’Ospedale Riuniti.
Finiamola e cerchiamo di guardare in faccia la realtà!
Non facciamo del male a nessuno (anzi!) ma faremmo del bene ai nostri concittadini: la salute va tutelata in tutti modi e questa è una scelta rilevante per l’intero territorio!
Siamo costretti ad assiste a “sprechi continui”, per ristrutturazioni e “messe a norma”, e ad innumerevoli “tamponamenti” : un continuo “dissanguamento economico” con il risultato di avere un “Ospedale anemico”, vetusto ed obsoleto, incapace di rispondere alle esigenze di un territorio che diventano sempre più pressanti.
Volendo usare una metafora calcistica: basta giocare “eternamente in difesa” ! E’ giunto il momento di passare all’attacco e con un’azione di contropiede si “gettino le basi” per un nuovo ospedale.
Naturalmente è pleonastico dire che “il vecchio” và riconvertito per altri usi: lunga degenza, riabilitazione etc.
Esistono tanti, troppi, ospedali inutili (se non dannosi) che dovrebbero essere chiusi o “ospedali nuovi mai aperti” ( vedi ospedale di Rosarno) e non abbiamo un ospedale regionale degno di tale nome.
Un ospedale funzionale, che favorisca l’interscambio tra reparti e servizi, confortevole per l’ammalato (anche una struttura adeguata aiuta a sopportare meglio la sofferenza) ed efficiente (spazi adeguati ed a norma).
Considerate che i tempi per la realizzazione (ove la proposta venga recepita) sono “estremamente lunghi” ! Ecco perché iniziamo già a parlarne del nuovo ospedale senza aspettare “il tracollo” della struttura esistente!
Non sarebbe una cattiva idea cominciare con l’ individuare una nuova zona, già dotata anche di arterie stradali degne di tale nome, soprattutto non soggetta a dissesto idro-geologico ed abbastanza ampia per realizzare anche i parcheggi per l’utenza ed un parco per i degenti.
L’importante, comunque, è costruire davvero il nuovo ospedale, in tempi brevi, e soprattutto osservando le adeguate norme antisismiche considerato l’”alto rischio” del nostro territorio. Questa è la direzione da seguire concretamente: individuare l’area e verificare la disponibilità di risorse, non necessariamente da investire subito ma anche in un futuro prossimo!E comunque l’importante è mettere il luce il problema: facebook, in questo, ci aiuta ed anche molto !






sabato 4 luglio 2009

LA POLITICA DELLO IETTATORE

Il consigliere comunale del Pd Martino vive un paradosso: se da un lato “fa acqua da tutte le parti” dall’altro, come un novello Pietro Micca, vuol dare fuoco alle polveri con la speranza di far saltare tutto per aria.
E lo fa con una tale disinvoltura, ed ostentando una sicurezza nell’argomentare, quasi da convincerci delle sue verità.
Un giorno si e l’altro pure, sempre lo stesso consigliere, che non può certo dirsi un “provetto Barbanera”, prevede catastrofi, distruzioni, carestie, pestilenze e quant’altro.
Più che un chiaroveggente, per l’aspetto triste e lo sguardo truce, a me sembra uno iettatore:
un soggetto che ha accumulato tanta bile e tanto odio,contro tutta questa schifosa umanità, che veramente crede d’avere ormai la potenza di far crollare dalle fondamenta una intera città.
Le interrogazioni scritte, presentate al Sindaco della nostra (sfortunata a suo dire) città, avranno certamente una loro risposta cosi, come ben sa il consigliere, nessuno può “impedirgli” di svolgere il suo ruolo.
Come consigliere può avere accesso a qualsiasi atto in qualsiasi ufficio: basta che ne faccia richiesta!
Che il Giudice di Pace abbia stabilito, nel contenzioso per la potabilità dell’acqua, la restituzione del 50 per cento del canone acqua mi sembra una decisione giusta e saggia ed il Comune provvederà alla restituzione.
Questo naturalmente non porterà e non potrà portare al tracollo della casse comunali.
Da qui a dire che le conseguenze saranno nefaste per il comune e per l’intera città è (realisticamente) una “panzana”!
Comunque scusatemi ma io mi do lo stesso una “grattatina” ai sacri gingilli. Non si sa mai!
Vorrei ricordare a Martino, ligio al ruolo di profeta in consiglio comunale, che ogni tanto (non sempre ma ogni tanto) bisogna volgere lo sguardo al passato: si renderà conto dei debiti che la sua Amministrazione di centro-sinistra ha prodotto e le “spese inadeguate” fatte.
Inoltre lo stesso consigliere, per mantenere fede al personaggio che porta male, fa riferimento al Psu che a suo dire “ha rischiato un fortissimo ridimensionamento…” (sic!) ed “ha rischiato di perdere…”.
Caro Martino tutta la vita è un rischio (anche attraversare la strada lo è!) ma se ti ci metti pure Tu, con il tuo pessimismo e con il tuo astio da compagno, allora la vita diventa impossibile da vivere.
E poi i “sogni megalomani” del nostro Sindaco ci hanno regalato una Città Metropolitana (ho paura anche a nominarla…non vorrei portasse male) ed una città più vivibile che oggi viene conosciuta a livello nazionale non più per la mafia ma per eventi positivi.
Capisco che questo brucia a Te ed ai tuoi compagni ma non potranno essere nemmeno i tuoi anatemi a portare “lutto e disgrazie” a questa nostra città.
Sono anni che cercate di creare allarmismi e tensioni: i risultati non sono stati certo positivi per voi, considerati i risultati elettorali.
Continuare su questa “opposizione fantasiosa e denigratoria” non giova ne a voi ne (tanto meno) alla città: cercate per una sola volta di fare una proposta concreta.
E poi non più profezie, non più iettature…ma solo un sano e salutare realismo.

Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-