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lunedì 27 settembre 2010

DOMANDE SULLA SANITA'

Tante, troppe volte ho scritto sulla sanità (essendo medico) anticipando quello che oggi tutti riconoscono: la sanità in Calabria può essere salvata solo facendo ricorso ad un miracolo.
Conoscendo le indiscusse capacità del nostro Governatore Scopelliti confido in questo miracolo. Ebbi a scrivere ironicamente, non molto tempo fa, “speriamo che la sanità in Calabria non cambi”.
Il motivo è che molti interessi si “annidano” nella sanità e molti sono coloro i quali professano amore verso il malato, mentre egoisticamente tutelano soltanto il proprio interesse.
Dicevo che solo un miracolo può salvare la sanità calabrese, ma se ci mettiamo un buon impegno possiamo evitare che questo miracolo si avveri
Dalle prime avvisaglie, sembra (ne sono certo) che stiamo andando in questa direzione: i soliti “furbastri” si sono attivati per far emergere quanto di negativo c’è nella sanità e per contestarne le scelte.
Et voilà come d’incanto salta fuori l’amore sviscerato per l’ammalato ed i “consigli disinteressati”, del sindacalista di turno, usati come “attacco preventivo”.
Strano che questi signori sino ad oggi non si siano accorti di nulla o, quanto meno, non vi abbiano messo cosi tale passione in passato. Conosco le risposte: le denunce alla corte dei conti, alla procura etc. etc.
Il sottoscritto promotore dell’iniziativa di un nuovo ospedale, che ha denunciato ripetutamente la mancanza di una medicina nucleare, le carenze in Radioterapia, i disservizi e gli “imboscamenti vari” non ha mai trovato al suo seguito questi illustri personaggi.
Non ho cambiato idea sulla sanità cosi come non ho cambiato idea su chi usa la sanità quale mezzo di “sostentamento”.
Vorrei ricordare alcune cose: il giorno in cui ho messo in evidenza le carenze della Radioterapia, dopo qualche giorno sul Quotidiano esce un articolo dove si afferma che il Servizio è perfetto (Sic!).
Dopo aver ripetutamente detto (da molto tempo) che è necessario la PET in Ospedale oggi qualcuno si ricorda dei malati con tumori che hanno bisogno la PET.
Chi era a conoscenza che le diagnosi di tumore in passato venivano dati dopo due mesi, ha fatto finta di non sapere (Avevo invitato in ospedale qualche giornalista: nulla) ma oggi si ricorda (stranamente) di chi soffre di patologia tumorale. Fortunatamente oggi la diagnosi si fa in cinque giorni all’Ospedale!
Malasanità: come mai non si dice che la perforazione di un’ansa intestinale è avvenuta in una nota ed efficiente struttura privata ?
Perché non si dice che molti pazienti operati in strutture private finiscono nel post-operatorio all’ospedale ?
Come mai ci si ricorda solo ora del Morelli, quando il sottoscritto ha sempre avanzato la proposta di farne un centro di onco-ematologia in quanto, il Morelli non è mai stato e mai potrà essere un ospedale ?
Come mai chi aveva il dovere di “vigilare” sugli imboscati non li ha denunciati prima ? Ecco che promuoviamo a caposala chi era dichiarato inabile al servizio di infermiere. Ed i sindacati che ruolo hanno avuto in tutto ciò ?. E potrei continuare all’infinito.
La risposta è semplice: “attacchi ad orologeria” da parte di chi, in netto contrasto con il Governatore, pur di non perdere privilegi vuole “indurlo” a più miti consigli.
Chi entra oggi in Ospedale si rende conto del cambiamento ad iniziare dalla pulizia e dall’organizzazione messa in atto: ben vengano alcuni trasferimenti dal Morelli ai Riuniti, ben venga l’accorpamento delle strutture che comportano una spesa doppia con stesse prestazioni.
Fortunatamente il Commissario dott. Bellinvia, da persona competente e qualificata, sta mettendo in atto delle soluzioni che comporteranno grandi vantaggi per la sanità reggina ed in linea con il programma di cambiamento. Comprendo che a più di uno questo dà fastidio e ne capisco le reazioni.
Per conoscenza, al di là di quanto denunciato, il controllo dei NAS (subito inviato) non ha evidenziato irregolarità rilevanti.
Purtroppo, oggi saremo in molti a pagare la “scellerata” gestione della sanità di questi ultimi dieci anni e, forse anche il cittadino dovrà rinunciare a qualche privilegio (vedi ospedale sotto casa): ma è l’unico modo per fare avvenire il miracolo.
Non crediamo a chi dà “consigli interessati” specie se inapplicabili.
Le scelte, coraggiose ed impopolari, possono solamente farli chi ha veramente a cuore l’interesse di riportare alla normalità la sanità in Calabria. Le persone che hanno “veramente” a cuore il problema devono sostenerle.
I ciarlatani, gli affaristi, gli opportunisti e quant’altro stiano rigorosamente alla larga.
So che questo non avverrà e dunque aspettiamoci altri attacchi che minano e frenano il cambiamento.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

lunedì 20 settembre 2010

Caro Governatore

Caro Governatore,
lasci che Le dica subito una cosa, senza mezzi termini o giri di parole.
Lo dirò in maniera chiara, diretta, ed al mio solito provocatoria, anche a costo di attirarmi le antipatie di molti: questa è una terra di cialtroni che merita soltanto di essere abbandonata a se stessa.
Mi scuserà per lo sfogo, ma sono amareggiato e indignato: amareggiato per l’aggressione e indignao per il comportamento di chi è a capo di simili proteste.
Una terra capace solo di insorgere quando (come è già successo) qualcuno ci dice chiaramente che non siamo in condizioni di saperci gestire e che siamo dei fannulloni.
Alla stessa maniera capace di indignarsi e di protestare, non appena qualcuno mette in atto dei tentativi per toglierci dalla “ merda “ in cui ci hanno costretti a vivere sino ad oggi.
Come si fa a non capire la gravità in cui versa la sanità ?
Non riesco a comprendere l’atteggiamento di quei manifestanti, che hanno commesso quella vile aggressione nei Suoi confronti, in quel di Cosenza. Così come non riesco a trovare un epiteto diverso da quello di “cialtroni” riferito a chi strumentalizza una “ scelta obbligata “ quale è quella della chiusura di alcuni ospedali. O forse dobbiamo continuare con la TAC imballata e deposta nel sottoscala ?
Gente che non rappresenta certamente noi medici ed operatori sanitari, che non può nemmeno rappresentare i cittadini, ne tantomeno i pazienti.
Conosco il Suo modo di operare fatto di scelte coraggiose e lungimiranti, la capacità decisionale e l’amore verso questa terra.
Li conosco per aver lavorato al Suo fianco per anni e, di questo, ne sono orgoglioso.
Riconosco in Lei una caratteristica che poche persone hanno: la voglia di riscatto e il desiderio di modificare questa nostra triste e misera condizione.
So perfettamente ( come lo sanno tutti ) che nella sanità non si può agire diversamente da come Lei sta facendo: è l’unico modo per “ tentare “ di riportare alla normalità il diritto alla salute.
Non molto tempo fa io scrissi testualmente: “ speriamo che la sanità in Calabria non cambi “.
Era un modo ironico per porre l’accento e per fare comprendere (ove ve ne fosse bisogno) che la sanità rappresenta il luogo dove ognuno ci “sguazza” e si “trastulla” oltre che arricchirsi.
Tanti, troppi sono gli interessi che ruotano attorno alla sanità.
Non solo interesse economico ma anche interesse a non lavorare, a mantenere privilegi, non migliorare, continuare a vivere facendo i propri comodi: anche se tutto ciò può comportare la fine della sanità.
Troppi privilegi e per molti, a discapito della povera gente e di chi è costretto a doversi curare in Calabria.
Confesso che questa reazione ( nonostante la mia scarsa considerazione verso i Calabresi ) comunque mi ha sorpreso: non pensavo si potesse arrivare a tanto.
Basta ! Si è superato ogni limite: non ci si ferma neanche se è a rischio la vita dei propri familiari.
Perché di questo si tratta: continuare come si è fatto sino ad oggi significa morire.
I quotidiani atti intimidatori nei Suoi confronti e questa ultima aggressione sono un segnale chiaro e preciso: c’è gente che ama vivere in questo disastro, in questa illegalità, in questo abbandono. Solo così possono più facilmente gestire i loro “ sporchi interessi “.
La gente onesta, coraggiosa, perbene e chi non vuole questo “ squallido sistema di vita “ deve ribellarsi, e lo deve fare al di là del colore politico e del ceto di appartenenza.
E’ ora di dire basta e di gridarlo con forza tutti insieme.
Non c’è altro modo di cambiare le cose in Calabria: scelte coraggiose e senso di responsabilità.
A Lei non mancano questi requisiti e sta agendo di conseguenza .
In precedenza, tutti hanno rinviato queste decisioni nella sanità perché scomode, impopolari e punitive
Punitive per i ladri, per i nullafacenti, per gli inetti che sono tanti.
Questi signori, ch appartengono ad una di queste categorie, dovrebbero vergognarsi come dovrebbe vergognarsi chi è loro complice o istigatore.
Questi “ squallidi personaggi” vanno isolati ed additati al pubblico ludibrio.
Noi Governatore saremo sempre al Suo fianco. Perché noi stiamo dalla parte delle persone perbene e che amano , nonostante tutto, questa terra.
Vada avanti ! La gente onesta, chi ha bisogno di curarsi, chi vuole il ripristino della legalità gliene sarà grato.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio Calabria -

mercoledì 21 luglio 2010

MI PIACEREBBE ..............


Una politica che non riesce a garantire una sanità, adeguata alle esigenze del cittadino, non merita di gestire nulla che appartenga alla vita pubblica. Un politico che non si cura della salute del cittadino non è degno di tale nome. Questa è la premessa di un discorso, che
potrebbe essere lungo, ma che sintetizzo in un concetto: la sanità deve obbligatoriamente funzionare e, affinchè ciò avvenga, la politica deve dimostrare “fattivamente” il suo interesse.
La realtà drammatica della sanità calabrese (sottovalutata a mio avviso) non ci consente di sbagliare ulteriormente.
Comprendo che bisogna porre un freno allo sperpero di denaro, accetto la chiusura di strutture che non hanno un senso ad esistere, ma non si è disposti ad accettare che “strutture vitali” per il cittadino paghino le conseguenze di decennali “gestioni dissennate” nel settore.
E mi riferisco all’Hospice ed al Policlinico Madonna della Consolazione della nostra città: strutture sanitarie che hanno da sempre “compensato” i deficit delle strutture pubbliche.
Il Policlinico Madonna della Consolazione è una struttura, dove operano professionisti di altissimo livello che oggi si vedono costretti alla resa, in quanto devono “espiare” colpe che non gli appartengono.
Gente, che per lustri ha “servito” la cittadinanza con professionalità e serietà e, che oggi devono fare i conti con una realtà ingestibile ed ingovernabile.
Mi chiedo: è possibile che non si abbia il buon senso di fare i conti con la storia ?
E la storia ci insegna che il Policlinico non và abbandonato a se, ma sostenuto, in quanto rappresenta un pezzo di storia sanitaria di questa città.
Non è giusto che gli operatori del settore, tra le mille difficoltà imposte, devono avere anche la preoccupazione del sostentamento familiare, a causa di ritardi nelle spettanze dovute.
Mi piacerebbe vedere trasformate le auto blu dei politici in ambulanze.
Mi piacerebbe sapere che gli stipendi dei politici vengono pagati regolarmente in ritardo.
Mi piacerebbe vedere dei tagli cospicui agli stipendi di manager, consulenti e dirigenti.
Mi piacerebbe sapere che ognuno è richiamato alle proprie responsabilità.
Mi piacerebbe sapere che dietro la “morte di qualche ospedale inutile”, vi fosse la rinascita di altre strutture sanitarie utili
Mi piacerebbe non vedere le “solite facce” che hanno operato “malamente” nella sanità e che per questo vengono premiati.
Mi piacerebbe vedere premiata la professionalità, la serietà, l’attaccamento al dovere etc ,etc.
Mi piacerebbe non vivere con la preoccupazione che, qualche “gruppo sciacalli” può approfittare dello stato di disagio di strutture private ridotte “volutamente” all’osso.
Mi piacerebbe non vivere con l’angoscia che ogni promessa nasconda una trappola mortale.
Mi piacerebbe sapere che chi onestamente lavora venga retribuito regolarmente.
Mi piacerebbe vivere in un “luogo normale” dove un diritto non deve essere un favore concesso, dove l’interesse comune prevalesse su quello personale, dove la regola non rappresenta l’eccezione.
Mi auguro che il “nuovo” della politica non sia il “solito nuovo” e che tutto venga riportato, nel più breve tempo possibile, ai canoni della normalità.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

lunedì 7 giugno 2010

TERRA AVVELENATA

L’augurio che posso farti Claudio Cordova (e che posso farmi) è che Iddio Ti mantenga sempre cosi: libero, sincero, costruttivo e di spirito nobile. La nostra terra ( ”Illuminante” il titolo del Tuo libro: Terra Venduta) così come il nostro cervello l’abbiamo data via in cambio di scorie, rifiuti tossici: rifiuti sotterrati e che ci sotterreranno !
Un libro interessante il Tuo che dovrebbe essere letto e digerito dalla gente comune (non dico dalle persone addette ai lavori, in quanto sono cose che già conoscono) perché serve non solo a conoscere ma (principalmente) a riflettere.
A Te è servito scriverlo perché hai fatto una riflessione che (con naturalezza) hai esternato: il mio libro è interessante per le cose che non ho scritto ma che ho pensato ! Cosa che avrei voluto fare. Certo Tu hai scritto delle cose che chiunque in qualsiasi momento può verificare ed accertarei. Ma le cose non scritte (le più importanti a Tuo dire) dovrebbero essere la naturale conseguenza logica post-lettura di un “essere pensante”. E già ! Tu inviti a pensare. Ecco perché va letto il Tuo libro.
Ventiquattro anni (la Tua età), all’inizio di una carriera (spero lunga è sempre più produttiva) già con un libro-inchiesta e….. “costringi la gente di “buona volontà” a riflettere. Riflettere sull’amore che si dovrebbe avere per la propria terra ed i propri cari: scusate signori se è poco !
In un momento in cui i giovani non si preoccupano, e nemmeno si occupano, di cose serie e di vitale importanza, vieni fuori Tu, sbarbatello e con l’acne giovanile da “bravo ragazzo”, a parlarci di morale, di etica, di valori, di principi, di regole, di politica e lo fai chiamando in causa tutti noi.
Sarà l’incoscienza della gioventù che gioca brutti scherzi ? O non sarà per caso l’amore per il prossimo, la buona educazione ricevuta, gli studi fatti senza “essere spinto”, il naturale “desiderio di cambiare il mondo” che si ha alla Tua età, il coraggio di osare e di andare oltre ? Credo più in questa ultima ipotesi.
Non voglio scoraggiarti ma… non cambierai il mondo ! Certamente sarai di aiuto, a chi ha voglia di cambiare, con il dono che hai fatto scrivendo un libro così importante !
Non cambierai il mondo perché ormai i rifiuti tossici non sono solo quelli di cui Tu parli nel tuo libro, sotterrati in varie località della nostra Calabria, e che sono letali. Non solo quelli almeno ! Ci sono altri “rifiuti” che sono in superficie, vivono tra di noi, si nutrono come vampiri del nostro sangue, e ci tolgono l’aria, il respiro sino a soffocarci: è una lenta agonia che ormai dura da tanto tempo.
Anche della politica sono rimaste le “scorie”. La politica è esangue e mostra un “grigiore” impressionante, inquietante, che non lascia presagire bene. La responsabilità di quanto accade qui in Calabria è di tutti (ognuno con la sua giusta percentuale). Tu questo lo sai ed hai voluto fare la parte che ti compete sino in fondo: lo hai fatto da uomo e da giornalista libero ! Hai dato il Tuo contributo e lo hai fatto documentandoti, scrivendo le cose di cui sei venuto a conoscenza: hai cercato la verità ! Ed una piccola parte di verità l’hai messa in evidenza: sappi che è meglio conquistare una piccola parte di verità che un trono !
La gente come me ti è grata per quello che hai fatto, per quello che hai scritto ed hai detto, anche per le cose…..che non hai detto ! Ma che ci hai fatto intravedere. Grazie per l’insegnamento che hai dato a noi, che dovremmo essere responsabili della salute del cittadino, e l’esempio che hai dato a quanti Tuoi colleghi che fanno del “ prono giornalismo”: invece di svelare la verità la sotterrano….proprio come i rifiuti !
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di reggio -

sabato 29 maggio 2010

E..LEZIONI DI 'NDRAGHETA


"La 'ndrangheta, l'organizzazione criminale ad oggi piu' forte e potente che c'e, fa campagna elettorale cosi' come la fa Cosa nostra siciliana''. Questo è quanto ha affermato Giuseppe Pignatone, il procuratore capo di Reggio Calabria, a Firenze. La cosa credo non ci abbia sorpreso e, se proprio volete che ve lo dica a cuor aperto, credo nemmeno i Fiorentini lo saranno stati . Questo è quanto avvenuto alle ultime elezioni regionali e nessuno ha motivo di dubitare. Anche perché il paese è piccolo e la gente mormora.
La ‘ndragheta si sceglie il candidato da sostenere (uno o più di uno: c’è solo l’imbarazzo della scelta !) e lo fa eleggere consigliere regionale. Le conseguenze che ne derivano sono “a cascata”: affari, truffe, ruberie varie, gestione di “settori strategici” che portano, inevitabilmente, come risultato a quello che è ormai sotto gli occhi di tutti: il degrado totale ed il sottosviluppo in tutti i settori.
E sembra di assistere ad una commedia tragicomica, quando qualche “consigliere regionale stagionato” viene fuori con dichiarazioni di stupore e di rammarico per il degrado ed il debito n.q. (non quantificabile) di una sanità che…. di sanità gli è rimasto solo il nome. E per sembrare più credibile si parte con l’ “operazione ritocco”: qualche taglietto (giusto un po’ di fondotinta) ai lauti compensi e alle spese folli per la gestione dei gruppi, gruppuscoli e similari. Per esempio basterebbe andare a controllare le “finte residenze” che abbondano… causa missione.
Ma Pignatone non dice nulla che già non era a conoscenza, anche da parte dell’ultimo “banale e comune cittadino”. Dirò forse qualcosa di diverso: questi candidati, dei “loschi appoggi”, ne fanno motivo di cui vantarsi e quale punto di “forza aggregativa” di altri soggetti: la regola (quasi sempre), di chi fa politica, è che bisogna votare la persona che ha maggior probabilità di successo.
Ma, perdindirindina, con questa storia bisogna finirla una volta per tutti: non diamo sempre la colpa a questa povera ‘ndrangheta. In fondo loro…. fanno il loro mestiere. Perché non andiamo a vedere le spese folli delle campagne elettorali, le “campagne acquisto” di signori (si fa per dire) che sostengono, in cambio di soldi e favori vari, alcuni candidati ? La gente mormora ed i favori sono visibili e tangibili.
Tutti sanno, tutti si indignano ma alla fine nessuno isola questi individui che imperterriti continuano a dire la loro: ci parlano di moralità, di regole, di dignità, di onestà intellettuale (non ho mai capito cosa vuol dire), di coerenza: insomma gente di cui potersi fidare. Il che equivarrebbe di avere il coraggio di affidare i propri figli ad un pedofilo.
E la libertà ? A cosa serve la libertà ? Questa è la domanda che si pose, in maniera cinica e squallida, quell’altro gran signore che era Lenin. La libertà serve eccome ! La si può togliere ma c’è sempre la possibilità di riconquistarla. Abbiamo bisogno della libertà ma, pian pianino, ci stanno “disabituando”, ci fanno dimenticare anche che cosa è la libertà sino a farla scomparire anche dalla nostra vita. Credetemi, non è solo la ‘ndrangheta che mina la nostra libertà: il dramma è che ci stanno abituando a saperne fare a meno.
Ecco che i soprusi, le arroganze del potere, il menefreghismo, l’irresponsabilità, l’incuria e quant’altro ci scivolano addosso senza che ce ne accorgiamo: facciamo finta di indignarci, facciamo finta di lottare, facciamo finta di reagire ma alla fine…nulla cambia dentro di noi e di conseguenza nemmeno all’esterno.
La ‘ndragheta ed i “mafiosetti da asporto” continuano nella loro opera; i politici continuano a “beneficiare” di tali servizi previo impegno di contraccambiare (lo chiamano voto di scambio naturalmente) ed, alla fine, il solito fesso di “cittadino ignoto” si presenta alla cassa per pagare.
Non mi fido di proporvi un cambiamento (potreste sospettare anche di me) perché questa è la parola d’ordine. Vorrei, invece, farvi semplicemente notare (per qualcuno che nel frattempo si è distratto o è stato distratto) che tutto va a peggiorare. Tranquilli comunque: al peggio non c’è mai fine ! E poi chissà che un giorno non salti fuori qualcuno che chiamerà in causa uno di questi “soliti noti” a rendere conto del proprio operato ! Non mettiamo limiti alla Provvidenza.

lunedì 24 maggio 2010

IL PAZIENTE E' PAZIENTE...NON SCEMO !


Si parla e si scrive di sanità. Lo si è sempre fatto: i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Si ricomincia a parlare con più vigore, con maggiore convinzione e determinazione. E questo perché è diventato difficile nascondere la triste realtà anche
al più bravo “illusionista della politica”.
Anche il Governo nazionale ci ammonisce e ci “costringe” alle nostre responsabilità ! E lo fa, non solo con una “classe politica parassita” ma anche con il singolo cittadino: è necessario un aumento delle tasse.
Il Governo corregge il tiro affermando: date dimostrazione di “buona volontà” e vi verremo incontro. Tradotto vuol dire che si chiedono fatti ed anche concreti: non solo bisogna operare ma farlo anche bene.
E qui mi si trova d’accordo. E’ giusto iniziare a tagliare, risparmiare, controllare, gestire, programmare etc al fine di appianare quella “voragine di debiti”, non ancora quantificabile, accumulatasi nel corso degli anni e che ineluttabilmente pagheremo tutti. Lo faremo senza battere ciglio (cosi come ci hanno abituati). Ma la buona sanità ? Chi ci darà la garanzia e la certezza di un “futuro normale” della sanità ? La buona sanità è quella alla quale si fa riferimento ogni qualvolta bisogna mettere una pezza nella grossa falla del sistema ?
No certamente! La buona sanità è quella che fa percepire al cittadino (e gli fa avere anche la consapevolezza) che la propria salute viene garantita, da strutture efficienti ed operatori sanitari qualificati, con la certezza di un posto letto in caso di ricovero e di un “iter diagnostico” e terapeutico adeguato. Cosa che oggi non avviene.
Alcuni ospedali vanno chiusi e bisogna farlo subito: non servono “strutture paravento” per garantire posizioni di comodo ma che risultano, alla fine, essere trappole (a volte anche mortali) per il paziente.
Non serve avere più personale o più primari ospedalieri: serve far lavorare e qualificare il personale esistente (peraltro in esubero). Questo significa accorpare tante “piccole isole felici” in un'unica realtà lavorativa ed operativa, implementare le strutture carenti (leggasi chirurgie) con professionisti qualificati. Chiudere con le assunzioni di parenti, amici, amici degli amici ed affini.
Per fare questo bisogna avere dei manager seri e dei responsabili di Unità Operativa qualificati, ai quali devono essere dati degli obiettivi chiari (non il solito pareggio del bilancio o il “volemose bene tutti”) pena l’immediata decadenza dall’incarico. Assegnare i budget e chiedere conto di come si spendono i soldi e la garanzia di una adeguata prestazione.
Chiudere i vari “pseudo-ospedaletti” della piana per iniziare ( già da subito ) a costruire il tanto famigerato “Ospedale Unico della Piana”: un unico ospedale funzionante che garantisca il locale evitando il peregrinare alla ricerca di un posto. Stessa cosa dicasi per la città di Reggio: bisogna attivare tutte le procedure per la costruzione di un nuovo ospedale.
Questa sanità non si può riprendere neanche se si è in possesso della famigerata bacchetta magica. Gettare le basi (non solo in termini di edilizia) vuol dire essere lungimiranti e concreti. Non servono più i “rattoppi” perché la “pezza” di buchi ne ha fin troppi ! Servono decisioni forti, forse impopolari, e non di comodo: se non si accontenta qualche amico (con concorsi, incarichi e frattaglie varie), se si privilegia la meritocrazia, se si impedisce lo spreco, se si utilizzano le risorse disponibili (oggi utilizzati al massimo per il 20%), se si è lungimiranti nelle scelte, ecco che il risultato si ottiene. Se si continua (cosa impensabile) con le parole ad effetto, con il gettare “fumo negli occhi” i risultati da qui a breve saranno nefasti per tutti: non solo per i pazienti ma anche per la politica. Il paziente è paziente non certo scemo: la misura è colma ! Lo ha detto anche il Governo.

venerdì 14 maggio 2010

CHI ROMPE PAGA ED I COCCI SONO SUOI


La tentazione è forte, e si ripresenta ciclicamente sempre con più maggiore intensità, ed è quella di lasciar perdere privilegiando una vita solitaria da eremita. Ma alla fine prevale il buonsenso,
anche se non di continuare a lottare, di dire almeno liberamente le cose come stanno.La decisione del Governo di far pagare (attraverso un aumento delle tasse) ai calabresi il deficit della sanità, derivante dallo sperpero, dalle ruberie varie e dalla cattiva gestione, mi sembra cosa buona e giusta ed un atto dovuto. Certo saranno in pochi a capirlo ed accettarlo: le punizioni si sa non vengono mai graditi, ne tantomeno desiderate da nessuno.Ma se di punizione trattasi (come cosi è realmente e lo dico a “ciglio asciutto”), questa deve servire, alla fine, per trarne una morale: chi rompe paga ed i cocci sono suoi.Infatti da tutto questo “disastroso e disastrato mondo politico calabrese” non ci si poteva aspettare un risultato diverso! A nulla servono i buoni propositi e le “promesse illusorie”, ci vogliono i fatti, quelli concreti e tangibili e che non si prestano a fraintendimento alcunoSe è vero, come è vero, che tale decisione del Governo è la risultanza di una “gestione allegra” da parte di una “combriccola politica” (altrettanto allegra), eletta da cittadini superficiali e poco attenti, ne deriva la naturale conseguenza che a pagare debbano essere i cittadini stessi. Ed i politici ? I politici che sono i maggior artefici del disastro continueranno a “bivaccare e bighellonare” senza colpo ferire ?E no ! Troppo comodo ed anche troppo semplice se a farne le spese devono essere solo i cittadini (peraltro alcuni onesti e molti inconsapevoli). E chiaro che il cittadino deve “responsabilizzarsi” e produrre una classe politica seria e non i “soliti lestofanti” ed anche incominciare a pretendere fatti. Un rimedio deve pur esserci affinchè si incominci a riavere fiducia: pagare le tasse non deve essere vissuto dal cittadino come una punizione senza peraltro “beneficiare” di quello che è un diritto naturale: una sanità che funzioni.Mi permetto di dare un suggerimento, naturalmente se la nuova classe dirigente regionale vuol dimostrare di fare sul serio, ed è questo: dimezziamo il compenso dei consiglieri regionali e tagliamo le “spese esose” di questo carrozzone regionale. Infatti la nostra è una regione dove si spende per la politica più che in altri regioni (dove le cose funzionano). Faccio notare, a qualche persona poco attenta, che ancora oggi, gran parte dei consiglieri, o politici che occupano ruoli importanti di sottogoverno, facevano parte della “combriccola” che ha determinato il disastro della sanità calabrese !Faccio notare che il federalismo fiscale và in questa direzione: ogni regione deve sapersi gestite con le proprie forze. Questo vuol dire (ed il segnale del Governo oggi è chiaro) che la classe politica, delegata a rappresentare il cittadino, deve “rassegnarsi” ed abbandonare le logiche sino ad oggi seguite: il proprio tornaconto ! Nessuno può pensare di “scaricare” su altri responsabilità personali. Ergo privilegiamo le professionalità, le competenze e l’onestà pena un dissesto peggiore di quello sin qui prodotto.Richiamo al senso di responsabilità la categoria medica che sino ad oggi ha consentito (rendendosi cosi complice) che la sanità andasse alla deriva: bisogna anteporre l’interesse generale a quello personale. Il garante della salute del cittadino è (e lo sarà sempre) il medico !Reggio (parliamo della nostra realtà) ha la necessità di avere un “nuovo ospedale”, come ho più volte ribadito, ed è in questa lungimirante prospettiva che bisogna lavorare. Naturalmente l’ospedale esistente, sino a quando non verrà realizzato il nuovo, dovrà essere messo in condizioni di poter garantire una qualità “decente” di sanità, che potrà essere realizzata con una modica spesa, principalmente con la scelta di dirigenti validi che hanno a cuore il problema: daremo cosi dimostrazione che qualcosa vuole cambiare anche qui in Calabria. Solo allora il cittadino sarà motivato a pagare le tasse avendo la certezza che i propri diritti saranno garantiti. Altrimenti, come si dice in questi casi, il cittadino sarà costretto a subire oltre il danno anche la beffa!

martedì 23 febbraio 2010

LA CULTURA DELLA POLITICA .....

Inaudito ! Vergognoso! Sconvolgente e, a dir poco, irreale il (paradossale) discorso fatto dal segretario regionale del PD Guccione. A quale titolo, un rappresentante politico di “tale spessore” (sic !) chiama “tutti ed ognuno a produrre un grande sforzo
per corrispondere ad un’esigenza largamente avvertita e che scaturisce dal bisogno di crescita e di riscatto della nostra regione”.
Perché l’”ipocrisia politica” sfiora il ridicolo e giunge ad un punto di totale mancanza di rispetto per il banale e comune cittadino, tanto da trattarlo come fosse un cavernicolo?
Perché parlare di cultura, ed ergersi a giudice della cultura altrui, quando è sotto gli occhi di tutti l’”imbarbarimento politico” e la mancanza di rispetto verso la dignità altrui ?
Perché parlare e chiedere il riscatto della nostra Regione quando è l’ultima delle cose di cui, “gran parte” della classe politica, si è fatta carico in questi anni ?
E’ vero! c’è la necessità di crescita, di riscatto e bla bla bla…ma credo che ad avvertirlo e volerlo, sono altri e non certamente i “Guccioni di turno”.
Veniamo fuori da un consiglio regionale più indagato d’Italia, dall’uccisione di Fortugno e di gente indagata e di altra ancora in galera e….. “tiriamo fuori” la cultura. Ma di quale cultura stiamo parlando ?
Ma di quale crescita stiamo parlando ? Di cosa dobbiamo riscattarci ?
Ve lo dico io: dobbiamo riscattarci di questa politica truffaldina, becera, piccina e di “bassa cucina” che, come una zavorra, ci tiene legati al fondo!
Dobbiamo recuperare la cultura, ma non quella di come si usa il congiuntivo e dove trovano posto le virgole (io sarei fuori): la cultura deve essere quella della “buona politica” intesa come volontariato”, come servizio, come fonte di miglioramento di una comunità.
Nulla di questo si è mai fatto concretamente: a parlare di meritocrazia sono gli incapaci, a parlare di cultura sono gli ignoranti, a parlare di legalità sono i delinquenti, a parlare di eticità sono gli amorali ed a far sorridere non sono più i comici ma i politici !
Ma perché parlare adesso e non prima (per esempio durante la legislatura Loiero) ?
Stessa cosa dicasi per i consiglieri di opposizione di centrodestra che solo adesso si indignano, protestano e progettano mentre continuano ad avere cattive frequentazioni.
Perché aprire la bocca solo ora in campagna elettorale ? Ed il pudore, il buonsenso, l’altrui rispetto dove lo mettiamo ?
Una “politica senza frontiere” quella che circola dalle nostre parti. Una politica che non conosce limiti alla decenza, una politica che ha solo un merito: quello di aver tenuta affossata questa nostra Calabria !
Una politica che ha affossato la sanità, che ha prodotto disoccupazione e che ha consentito di devastare il territorio.
Una politica che conosce una sola cultura…quella dell’imbroglio più spregevole, delle truffe, del disprezzo delle regole, dell’arroganza del potere, della mancanza del minimo pudore e che “urla a gran voce” una voglia di riscatto e di crescita per la nostra terra.
Qualcosa non ci convince, qualcosa ci sfugge, qualcosa ci lascia attoniti e qualcosa ci atterrisce: nulla potrà mai cambiare ?
Si vuole cambiare tutto per poi, gattopardescamente, non cambiare nulla !
Ed allora stiano zitti i “soloni della politica” smettano di frinire le cicale per un “minuto di silenzio”.
Ed in questo silenzio lasciate che vi dica: questa politica “scadente e scaduta” deve fare un passo indietro mentre le persone oneste e libere devono fare un passo avanti per lottare per un “cambiamento vero”.

martedì 29 dicembre 2009

ALT ! CONCILIA...

Verrebbe da definire “polemica da pescivendolo” o “politica di bassa macelleria” quanto si è verificato in questi giorni sulla vicenda dello speakeraggio comunista che è costato una multa ad un loro militante.
Lungi da me a voler scendere ad un livello cosi basso, mi trovo comunque costretto ad intervenire sull’accaduto in quanto è una cosa che riguarda l’Amministrazione, la politica tutta ed il “ il banale e comune cittadino”.
Aver letto la nota stampa prima e la replica dopo , inviata dalla Federazione provinciale e comitato cittadino del Pdci, sono rimasto attonito e mi sono sentito disorientato e mortificato per i toni usati: non è possibile che si possa giungere cosi in basso…anche nell’assurda ipotesi di un eventuale ragione.
Dico questo perché si è trattato non di una nota ma di un “vomitare veleno” ed un’istigazione alla violenza che ricorda i tempi bui (ormai lontani) della politica: che la politica sia caduta in basso è cosa nota, ma che esista ancora chi utilizza come metodo di lotta l’istigazione e la calunnia non può lasciarci indifferenti.
La mia difesa va prima di tutto al cittadino, che è rispettoso della legge, e dopo all’Amministrazione che comunque li rappresenta (Assessore e Vigili Urbani compresi, naturalmente).
Questa Amministrazione non ha bisogno della mia difesa, in quanto parlano da se i fatti ed il consenso ricevuto. Consenso la cui risultante è la candidatura di un reggino, Giuseppe Scopelliti, alla guida della Regione Calabria : evento storico come storica è la conquista di Reggio Città Metropolitana. Fatti questi innegabili, cosi come sono sotto gli occhi di tutti le opere realizzate da questa Amministrazione ed il progresso civile e culturale della città di Reggio.
Resiste (è il termine giusto) ancora qualche “roccaforte di insipienza e di substrato culturale” che ci vuole “tenere ancorati” al passato.
Ricordo ancora che nel 1970 si voleva fare passare Reggio (che rivendicava un legittimo diritto) per una città fascista. Alla stessa maniera, oggi, i comunisti vorrebbero sostenere la stessa tesi visto il consenso plebiscitario del nostro Sindaco. Tesi confutata dai fatti e dalla storia. Un’argomentazione “tinta “ da eccessivo livore, da arroganza, di mancanza di rispetto delle regole e del Corpo dei Vigili Urbani: inutile il distinguo che i compagni cercano di fare.
Mi spiego. E’ stata elevata una multa ad un militante comunista (cittadino) da un vigile urbano: questi sono i fatti!
Un fatto che avviene, regolarmente e quotidianamente, a molte persone che non rispettano le regole nella nostra città: compito dei vigili è far rispettare le regole !
Nell’ipotesi che la multa non è legittima vi è la possibilità di fare ricorso; nel caso in cui un agente abusa del ruolo che ricopre (questa è un altra accusa rivolta dai compagni), esiste la possibilità di denunciarlo alle autorità competenti.
Questo è quanto dovrebbe avvenire in un paese civile ! Ed invece no . I compagni “a corto” di argomentazione e di “proposte costruttive” , infuriati “caricano a testa bassa” chiunque si trovi di fronte, senza rispetto per niente e nessuno.
Distorcono ed amplificano i fatti, ed innescano una polemica di “basso livello” morale e culturale: accusano di fascismo tutto e tutti e se la prendono con un intellettuale (reo di essere di destra) che avrebbe,udite udite egemonizzato la cultura a Reggio. Insomma “roba da regime”. Come un fiume in piena incuranti della forma e del rispetto del prossimo (cittadino) travalicano gli argini, del buon senso e delle elementari norme del vivere civile, per “inondarci” con un linguaggio “melmoso e liquamoso” che nessuno può tollerare. Un ultimo consiglio (questa volta ai vigili urbani): multate chi volete, un vecchietto, un bambino una gentile signora ma ..ricordate mai un comunista: non tollerano di essere “ripresi”….sono perfetti.
Gruppo Pdl al Comune (Antonio Nicolò)

giovedì 2 luglio 2009

COMMISSARIAMENTO E LUNA PARK


Sanità Calabrese: Commissariamento si o commissariamento no ?
Potremmo creare un movimento di opinione sul tema commissariamento giusto per divertirci, distrarci, “fare finta” di interessarci di un problema serio, per la nostra comunità, quale è quello della salute.
Considerato che è tutto un gioco (almeno cosi sembra), giochiamo anche noi.
E già perché il nostro mondo politico è diventato un gigantesco lunapark con tanti baracconi attraenti: c’è chi canta, chi suona e chi balla; una fiera incessante in cui tutto diventa un “ridicolo gioco” per massaie un po’ tonte.
L’importante è parlare, farsi vedere e dimostrare dunque di esistere: i fatti lasciamoli al caso.
E cosi, nella sanità, si muore per caso; incarichi prestigiosi si danno per caso e ci si trova (addirittura) a lavorare per caso.
Comunque quello che conta è l’apparire! E, soprattutto, fare apparire normale ciò che normale non è: praticamente un gioco da illusionista!
Signori, questo è il prodotto dell’uomo d’oggi:l’homo videns.
Il vecchio homo sapiens, ai giorni nostri, si rattristerebbe nel vedere la nostra mente “manipolata mediaticamente” e soffrirebbe per la mancata capacità di sintesi (costruttiva) dell’uomo moderno.
Commissariare qualcosa o qualcuno è una prerogativa (di cui la legge può avvalersi) per affidare ad altri (dal latino commissus , a cui si affida ) il compito di porre un rimedio “temporaneo” ad una cattiva o inadeguata gestione.
Che la sanità in Calabria sia stata, e continui ad essere, mal gestita è un dato certo: il buco del debito economico è ben visibile anche da Marte !
Che la sanità in Calabria funzioni peggio che nelle altre regioni è un fatto acclarato e documentato dalla migrazione sanitaria.
Che il malaffare, la corruzione, la commistione politico-mafiosa sia ben documentata non è una mia invenzione ma ne fa chiaro riferimento la relazione Ricci-Serra.
Basta tutto questo per commissariare la sanità calabrese ? Certo ed anche di corsa !
Di fronte ad una gestione “allegra e dissennata” non si può far finta di nulla: è come voler affidare ad un baby-sitter pedofilo i nostri gemellini !
Il commissariamento può bastare per risolvere il problema ?
Da solo certamente no !
E’ evidente che il passaggio (obbligato in questo caso) al commissariamento comporterebbe un rallentamento dell’attività gestionale: ma se la durata è breve e gli interventi sono radicali ed incisivi, il tutto può servire per un rilancio serio della sanità.
Non voglio creare allarmismi, ma al momento la sanità calabrese è “inagibile”, come un campo di calcio dopo un uragano, per cui un paziente rischia ed anche parecchio nel rivolgersi ad una struttura sanitaria.
Le professionalità mediche esistono e sono anche eccellenti.
E’ necessario in questo momento ridare fiducia al medico ed al personale sanitario, sottoposto ad “usura” e che non può più tollerare di lavorare in condizioni di “precarietà ed emergenza continua”.
Non è più pensabile di voler continuare a gestire la sanità quale strumento di “raccattamento voti” : si inizi a lavorare con “estrema serietà” su di un problema che potrebbe già essere ad un “punto di non ritorno”.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -

domenica 25 maggio 2008

ANNO ZERO

Anno Zero. Non capisco, oggi, se è il titolo di una trasmissione televisiva oppure il momento cronologico in cui si trova la Regione Calabria.
Dopo aver visto la trasmissione di Michele Santoro, io come credo anche voi ho avuto un senso di vertigine, di smarrimento e di disorientamento.
Personalmente mi sono sentito come un cencio strizzato perché , a parte i momenti di magia ciarlatanesca e dell’evasione metafisica degli ospiti politici, lo spaccato che ne è venuto fuori ha certamente del drammatico.
Visto dal marciapiedi, con l’occhio dell’uomo della strada mi sono sentito un poveretto, una persona inutile, come non mai, e alla mercè di un manipolo di briganti e lazzaroni.
Qualcuno mi dava l’impressione del mago Houdini, in procinto di buttarsi a mare, mani e piedi incatenati.
Io ho realizzato con maggior chiarezza di avere le mani legate e forse anche i piedi.
Ho notato che i giovani di Locri hanno ancora la bocca libera (?) ed in qualche modo facevano da contraltare al vuoto ideologico e morale dei personaggi in ordine di apparizione.
Se la vita è teatro, come diceva Pirandello, è giusto che la gente si diverta a recitare una commedia.
Ma cosi non è, almeno in questo caso. Siamo nel reale, nel quotidiano.
E’ emersa una realtà amara, a detta di tutti, e cioè che la mafia e la politica sono sinonimi in questa terra.
I giornali e la televisione, quasi sempre, non raccontano la verità neanche per sbaglio ma questa volta abbiamo visto e sentito delle cose che sono indubitabili (ove ve ne fosse mai bisogno) e vere.
I soggetti che abbiamo visto, i politici, la gente che ha avuto qualcuno ammazzato, il contorno e gli scenari con relative scene, esistono.
Di cosa siamo stati spettatori inermi?
Di chi, come Zavettieri, certifica che il tentativo di essere ammazzato rientra nella logica di far prevalere una parte politica rispetto ad un’altra. Chi goffamente, come un viceministro, cerca di capovolgere con maestria i fatti per servirceli come un piatto digeribilissimo. Chi come Storace vede come unica soluzione (Sic!) di lasciare indicare al partito anche per le elezioni regionali l’eventuale rappresentante ( come se non bastassero i deputati e senatori già imposti dall’alto).
Per non parlare della gag comica di Crea.
In questa tragica realtà continuano ad appiopparci tisane e messaggi rassicuranti senza avere alcun rispetto del nostro apparato digerente.
Quando nella seduta comunale sul problema mafia ebbi a proporre di sottoporci tutti, volontariamente e per chiarezza verso chi ci ha votato, ad indagine patrimoniale (compresi assessori e dirigenti) è sceso il silenzio e si è fatto finta di non capire.
Ed allora viene in mente la Rupe Tarpea. Da buttare tutti giù !
Ti viene in mente che la politica dalle nostre parti merita di finire in un palchetto tra la tazza ed il bidet.
Ma questa trasmissione di Santoro nella sua crudezza , nella sua ironia confermano inquietudini e timori tra le persone per bene.
Le uniche cose serie le ho sentite dire ai ragazzi di Locri (si leggeva anche nei loro volti la sfiducia verso i politici) che stanno lavorando ad un programma serio e concreto per portare avanti le loro idee e la lotta contro la mafia.
Per noi è inutile nasconderci dietro le discussioni sterili, con il solo risultato di rendere più profonda la pozza nella quale siamo caduti e che non fanno altro che rendere sempre più manifeste le infermità e le debolezze della natura umana.
Alleanza Nazionale che ha sempre fatto della legalità la sua bandiera è assente, ingessata, proiettata verso il Ppe, giusto per dimenticare tutto ciò che apparteneva alla Destra. E’ li ferma che aspetta un taxi ed i suoi sostenitori si ritrovano con la disperazione di Diogene.

Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale