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lunedì 28 marzo 2011

SE I BRONZI PARTONO


Finalmente un motivo per “indignarci” c’è lo ha dato il neo-ministro Giancarlo Galan: anche lui vorrebbe far cambiare aria ai due guerrieri di Riace. In compenso a Napoli, dove esiste ( a dire del Ministro) anche un degrado culturale oltre che sociale, non si tocca nulla. Questo vorrebbe dire che da noi oltre il degrado sociale e culturale esiste qualche altro elemento di demerito in più che obiettivamente non saprei identificare. Detto questo mi accingo rapidamente a ringraziare Galan: scuoterà dal letargo tutti noi. Vedrà l’indignazione, la rabbia di tutti i cittadini e dell’intera “classe politica dirigente”. Vedrà di cosa siamo capaci di fare (anche le barricate se necessario) pur di non far muovere un piede ai Bronzi (intendo quelli di Riace). Vedrà di cosa è capace il popolo reggino ! Ricordo che nell’ultimo tentativo di portarsi i Bronzi io ero uno di quelli che (ingenuamente) presidiava il museo per impedirlo, mentre altri “giocavano” a far finta di preoccuparsi. Dunque caro Ministro si aspetti di tutto Noi non protestiamo se c’è il degrado, se c’è l’incuria, se la meritocrazia va a quel paese, se i nostri giovani sono disoccupati, se la sanità è in procinto di “tirare le cuoia” , se la ndragheta ed i loro compari continuano imperterriti a farsi i fatti loro, se le regole non vengono rispettate, se i “nullafacenti” vengono sistematicamente premiati, se manca il minimo di rispetto verso l’altro. No ! Per questo non protesteremo mai o se lo faremmo organizzeremo qualcosa con le associazioni, i circoli culturali, la chiesa, la classe politica etc etc.. Ma lo faremo semplicemente per dire che ancora ci siamo. In questa città caro Ministro non vedrà mai un movimento spontaneo di ribellione: potete farci di tutto e di più ! Ma guai se ci toccate i Bronzi, l’onore, la dignità ed il “più bel chilometro d’Italia”. Personalmente i cederei tutto così non abbiamo più motivo di protestare o di indignarci. Noi rivoluzioneremo tutto, cambieremo la Calabria, lotteremo la criminalità, la mafia, il malcostume; avremo una sanità efficiente e con centri di eccellenza, promuoveremo la cultura e creeremo sviluppo e posti di lavoro. I segnali già ci sono ed è irrilevante se ai posti di responsabilità vengono inseriti i soliti nullafacenti e gli incapaci. E’ di poco conto se continuiamo a premiare gli affaristi, i mediocri ed i cretini (nel senso vero del termine) e perché no anche i delinquenti. E’ insignificante il clima di rassegnazione e di impotenza che si è venuto a creare. E non importa se si percepisce “a pelle” il senso di abbandono e di frustrazione nel quale ogni “persona normale” e costretto a trovarsi. Ecco perché la ringrazio caro Ministro: ci ha dato l’opportunità di parlare di qualcosa e ci ha ricordato la nostra misera condizione. Ma noi continueremo imperterriti a pensare ed agire come da immemore tempo facciamo: si ricordi che è proverbiale la nostra “testa dura”. Non sarà certo il suo “involontario” (?) richiamo al senso di responsabilità e di rispetto verso la nostra terra a farci cambiare idea. Sono stati tanti i suoi predecessori che ce lo hanno “sbattuto in faccia” il nostro stile di vita ed il nostro modo di operare e nessuno ci ha fatto cambiare idea. Noi procederemo nella “bonifica” e nella valorizzazione del nostro territorio creando cultura, progresso, sviluppo. E per fare questo, fortunatamente, gli uomini adatti ce li abbiamo. I Bronzi: al solito, li valorizzeremo ! Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune -

sabato 10 ottobre 2009

BRONZI E UNESCO


L’unica cosa fragile non sono i Bronzi di Riace bensi la testa dei reggini.
Basti pensare che ancora i Bronzi non sono stati inseriti come patrimonio culturale mondiale dell’Unesco: se ne faccia subito richiesta !
Perdonatemi, ma non riesco a comprendere tutto questo frastuono rispetto allo spostamento dei Bronzi ed il totale silenzio per una loro eventuale valorizzazione !
Questo è uno dei tanti paradossi DOC reggini.
Ed in tal senso trova una spiegazione l’istituzione di un museo, a tre piani, per la ‘ndrangheta teso far conoscere il fenomeno mafioso (ove ve ne fosse la necessità !) e non si fa nulla per far conoscere i Bronzi di Riace nel mondo come viene fatto con capolavori simili: siamo a Reggio signori !
Un dato di fatto reale e che in tutti questi anni non si è costruito nulla intorno ai Bronzi: due guerrieri che potrebbero essere i nostri Pelè e Maradona li teniamo in in panchina ; quello che dovrebbe rappresentare il petrolio per la Calabria non riusciamo ad estrarlo !
Risultato: dopo quasi 40 anni, quello che doveva essere la fortuna di una città e di una regione, oggi è il simbolo della nostra “sciatteria e piccineria” .
A tutt’oggi la Calabria è esclusa dalla mappa dei siti Unesco patrimonio storico dell’umanità.
Ed allora, è necessario che l’Amministrazione provveda ad inoltrare domanda di inserimento nella Lista propositiva.
Lista che ogni Stato membro Unesco deve compilare ogni 5 anni.
Questo è un primo passo avanti !
Si crei da subito un tavolo permanente di concertazione, che coinvolga Comune, Provincia, Regione, Sovrintendenza, Associazioni e quant’altro, per definire una linea programmatica atta a valorizzare, pubblicizzare e creare “circuiti culturali virtuosi” attorno ai Bronzi.
Và fatto un discorso plurimo a più voci dove ognuno tira fuori le proprie idee (se ne ha!) evitando di disperdere le energie: ergo auspichiamo un “sincretismo culturale” !
E’ necessario pensare da subito ad un grande Convegno sulla bronzistica greca che naturalmente coinvolga delle grandi personalità ed un gran numero di partecipanti.
La location potrebbe essere una nave da crociera (considerato che non esiste una struttura che possa ospitare 700-800 persone) ormeggiata di fronte al Lungomare.
Naturalmente è necessario l’apporto economico (che non manca) di cui dovrebbe farsi carico la Regione, il Comune e la Provincia.
Si inizi seriamente ad affrontare il problema pensando già da subito, nell’ipotesi di un “restauro in loco “, alle spese a cui si va incontro (per lo spostamento e la permanenza dei restauratori ) e a chi dovrà pagare.
Ma la cosa che a me più preme è la richiesta di inserire i Bronzi nel patrimonio Unesco formalizzandola con un apposito Odg da votare in un Consiglio Comunale ad hoc !

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio Calabria

mercoledì 30 settembre 2009

BRONZI A... CLONAZIONE


Il Consiglio di Stato, finalmente, ha risolto (spero) definitivamente il problema dei Bronzi, che da sempre è stato motivo di discussione nella nostra città, consentendone l’eventuale clonazione .
Se cosi stanno le cose possiamo (volendo) impegnarci affinché si riproducano quanti più guerrieri possibili tali da costituire un esercito, cosi numeroso, da poter conquistare il mondo !
Invaderemmo le città, le metropoli, le regioni e le nazioni ed in breve tempo saremmo al “centro del mondo”.
Ho voluto esasperare la clonazione (so che è limitata alla “parte scientifica”e spero alla coscienza) solo per far comprendere sin dove arriva la nostra stupidità.
E meno male che (mi riferisco alla stupidità) non la possono clonare, altrimenti creeremmo danni !
Nell’era del cretino, purtroppo molte decisioni vengono presi da….cretini e, pertanto, il risultato non può che essere catastrofico.
Da quasi trenta anni questi guerrieri, che rappresentano un patrimonio culturale ed artistico di valore universale, non sono stati valorizzati ne utilizzati al fine di incrementare quella cosa di cui tutti e da sempre si riempiono la bocca: il turismo.
Pensate, è come avere Pelè e Maradona insieme nella Reggina e tenerli in panchina !
Forse sarebbe stato meglio se li avessimo lasciati nel fondale melmoso del Mare Ionio, invece di collocarli nelle acque stagnanti di questa palude che è la nostra città.
Quello che voglio dire (ove non fosse stato chiaro) è che parlare di opportunità di trasferimento, di collocazione solo per essere schierati l’un l’altro armati è da stupidi !
Parlare di un progetto, di un’idea, di un sogno da realizzare per questi guerrieri e per la nostra città che li ospita, ha un senso…..altrimenti rimane solo “mediocre e stucchevole poesia” fatta da “venditori di pentole” per massaie un poco tonte.
Ha senso confrontarsi su quale possa essere il mezzo migliore per sfruttare questi capolavori, che il mare ci ha regalato; in che maniera e con quale mezzi possiamo veicolare la loro immagine nel mondo per stimolare la curiosità e l’interesse dei turisti; come integrarli e farli entrare in un “circuito artistico” virtuoso da proporre al visitatore; come valorizzare la loro immagine trovando una giusta collocazione che non sia un “angusto spazio museale” ed, infine, tutto ciò che può produrre utilità per il turismo a Reggio.
Nel dire queste cose non mi aspetto di essere proposto per il Premio Nobel (considerato la banalità della riflessione) ma invitare chi legge a cercare di capire del perché non se ne parla.
Perché non si organizzano studi, si abbozzano progetti, non si fanno convegni dove si discuta di questo e di quanto altro possa servire alla crescita turistica e culturale del territorio ?
Perché ci si accapiglia sui pettegolezzi e sulle voci da corridoio ? Perché la buttiamo sempre in politica ? Perché pur di far un dispetto alla parte politica avversa non tentiamo (solo un tentare) un dialogo costruttivo ?
Ve lo dico io !! Siamo piccini, “nanerottoli insipidi” ed inconcludenti ! Pensiamo sempre e solo al vantaggio personale o politico incuranti del danno che arrechiamo alla comunità !
E questo discorso è valido per ogni cosa che riguardi il “famoso e fumoso” bene comune.
Bisogna voltar pagina (anche se la vedo difficile) se vogliamo riacquistare un pochino di credibilità, dobbiamo essere più concreti e più rapidi nel fare, lenti a promettere ma veloci a mantenere e soprattutto dobbiamo amare la nostra città ed i nostri concittadini.
Questa possibilità della clonazione dei Bronzi, che il Consiglio di Stato ci ha regalato, spero divenga anche una possibilità per “aprire” le menti ottuse di chi detiene il potere al fine di fare quello che sino ad oggi non è stato fatto: utilizzare al meglio quello che potrebbe essere il nostro petrolio in Calabria e cioè i Bronzi di Riace.
Altrimenti continueremo a fare come gli abitanti di Abdera che litigavano per l’ombra dell’asino.
Capito beduini !!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl del Comune di Reggio Calabria -

sabato 23 maggio 2009

FONDIAMO I BRONZI

Il problema dei Bronzi di Riace ha una soluzione semplice, immediata, definitiva e che, soprattutto, alla fine metterà d’accordo tutti: vanno si trasferiti, ma in una fonderia per essere fusi, per farne una bella colata da riutilizzare (perché no !), per qualcosa che possa “servire” a noi reggini.
Potrebbe sembrare un’idea folle, partorita da una mente contorta, malata ; una provocazione “fuori luogo” di un “naif ed eccentrico balordo”.
Vi garantisco che, al contrario, vuole essere un “estremo gesto” per far capire la stupidità, coinvolgente e contagiosa, che riguarda noi tutti.
Se ne potrebbero ricavare varie “minuscole suppellettili”, da distribuire alle famiglie reggine, in maniera tale che ognuno possiede un suo “pezzo di Bronzo”, anch’esso unico ed irripetibile da mettere in bella mostra nelle nostre case e da esibire, orgogliosamente, ai nostri amici.
Il tutto non richiede una raccolta firme o alcun nullaosta al trasporto e neppure grandi spese.
Sono certo che questa mia “scellerata considerazione” farà irritare qualcuno, mentre i molti si limiteranno a fare “spallucce”, di fronte ad una idea cosi malsana e provocatoria.
Non fa nulla ! Il mio è un pretendere di drizzare le gambe ai cani: ne sono cosciente.
Se volete potete continuare nelle vostre “sciagurate diatribe bronzine”, nei vostri “balletti mediatici”, ma lasciatemi continuare nelle mie “farneticanti elucubrazioni mentali”.
Consentitemi, comunque, dire una cosa: non riuscirò mai a capirvi, né tanto meno riuscirò mai a capire dove volete arrivare (e mi riferisco ad entrambe le ipotesi: spostamento si, spostamento no dei Bronzi).
Al di là di quello che io definisco “ cafonesco opportunismo”, ad opera di tutti quelli che si sbracciano, si agitano e pontificano maliziosamente, non riesco a vederne il fine o la fine (storie infinite le nostre storie locali!): solo stupida ed inutile demagogia.
Mai una voce che si sia staccata dal coro, in un “assolo coinvolgente e dirompente”, solo un fastidioso brusio o (peggio) un silenzio assordante e funesto.
A Reggio si và avanti a promesse, tentativi (mai riusciti), speranze, illusioni, raggiri, giochi di parole criptiche, fiction e “cazzeggi vari”: di concreto nulla !
Di questi illustri signori venuti dal mare, dove riposavano in pace, credo non importi nulla a nessuno ! Quello che importa è non sentirsi derubati o presi per il naso: sciocchini, l’anello al naso che portiamo, da tempo immemore, non ce lo toglierà mai nessuno !
Il reggino soffre della “sindrome del rospo”. Avete presente il rospo, che resta fermo e immobile mentre il bimbo lo prende a sassate? E più viene colpito più si pietrifica, tentando (invano) di rendersi invisibile?
Ebbene, noi restiamo immobili di fronte a qualsiasi sollecitazione esterna.
Quella che viene definita una sassata da parte del Governo (sic!), perché non trasformarla in un’occasione per valorizzare il nostro territorio ? Perché restare fermi (anche se ci agitiamo, con i girotondi ! ) nel nostra “stagnazione mentale” ?
Il problema, ribadisco, non è Bronzi fuori o Bronzi dentro ma, cosa ne vogliamo fare di questi guerrieri ?
Essendo scettico, per natura e per esperienza di vita, e considerato che a nulla serve cercare di far ragionare chi non vuole (?), forse la soluzione che potrebbe “agitare le acque paludose di questa città”, sarebbe quella della fusione dei Bronzi.
Alla stessa maniera, per gli abitanti di Abdera (ma questa è un’altra storia che vi racconterò in seguito) che litigavano per l’ombra dell’asino, la soluzione (forse) sarebbe stata quella di eliminare il motivo del contendere: ammazzare l’asino !
Orsù ! Fondiamo i Bronzi e smettiamola di litigare: nell’uno e nell’altro caso (dello spostamento), sono certo, non riusciremmo a risolvere il nostro vero problema: crescere mentalmente !


Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-

I Bronzi e la Città

Mettersi la mano sul cuore se si ama la Calabria: recita cosi lo spot pubblicitario che, in questi giorni, vediamo in televisione.
L’immagine di un Bronzo di Riace, con la mano sul cuore, si presenta agli occhi (esterrefatti) di una turista che si accinge a fotografarlo.
Questo spot, vuole essere un invito alla riflessione per una soluzione al “problema Calabria”, un invito ad amare di più la nostra terra, un invito per uno sforzo in più che solo con l’amore si può fare.
Uno spot profetico, che sembra aver anticipato il problema di oggi: quello di spostare i Bronzi per il G8 a “La Maddalena”. La tentazione è forte: quale miglior vetrina del G8, ripresa dalle TV internazionali.
In questi casi il cuore da solo non basta, bisogna usare anche il cervello: dunque, l’altra mano mettiamola sulla testa.
Mi spiego: il cuore, inteso come lato passionale e viscerale (peculiarità nostra reggina), ci porta ad essere impulsivi, irrazionali ed agire “per emotività”, per istinto, potrebbe (in questo caso) portarci ad una scelta non giusta: ed allora, usare il cervello potrebbe rivelarsi utile e produttivo per la nostra città.
Con il cuore saremmo pronti a ribellarci a chiunque cercasse di privarci (anche per un breve periodo) di qualcosa che sentiamo profondamente nostro, per ovvi motivi: primo, l’esperienza (a ragione) ci porta a vedere una “fregatura” in qualsiasi proposta ci venga fatta; secondo, ci viene difficile “separarci” di qualcosa di importante che riteniamo ci appartenga; terzo, vorremmo capire cosa ce ne venga in cambio.
Per quanto mi riguarda, tenterò di essere quanto più razionale e lucido,senza mettere (completamente) da parte il cuore nella la ricerca di una “soluzione adeguata”.
Non mi è difficile farlo, perché ho avuto modo di pensarlo più volte, in quanto il problema dello spostamento dei Bronzi, si presenta con cadenza da ciclo (doloroso) mestruale e necessita, pertanto, una soluzione, quanto più possibile, definitiva.
Dicevo problema non difficile e tout-court esplicito la mia soluzione: i Bronzi possono spostarsi a patto che…..
Lasciatemi fare, in primis, una breve e banale considerazione che è sotto gli occhi di tutti: i Bronzi, cosi come sono oggi “sistemati”, sono sottodimensionati e poco “sfruttati”: di conseguenza, scarsa visibilità e poca valorizzazione degli stessi.
Inoltre c’è da dire che, in tutti questi anni, poco si è fatto per “mettere a frutto” questa risorsa che il mare ci ha voluto regalare.
Si è parlato dei Bronzi solo per lo spostamento ad Atlanta, per la loro clonazione, richiesta da parte degli emirati arabi e per una loro, eventuale, trasferta durante eventi significativi (ultimo il G8): ma è stato solo per questo che se ne parlato ! Se me lo consentite è pochino, per non dire niente, non vi pare!
Certo se, da una parte, questo s-parlare può stimolare la curiosità di alcuni, per venire a vedere i Bronzi, dall’altro ci porta anche a farci classificare come dei “provinciali- bigotti” ed essere accusati di un immobilismo borghese indolente..
Per quel che mi riguarda, ritengo necessaria un’apertura ad una esperienza simile (se gli esperti lo consentono) ad una ed una sola condizione: che i Bronzi ritornano nel più breve tempo possibile a Reggio dove ad attenderli ci dovrà essere una “giusta e definitiva” collocazione.
Naturalmente, questa nuova collocazione, essendo “definitiva” comporterebbe l’impossibilità di ulteriori trasferimenti futuri.
Ed allora, come potete ben capire, il problema non è quello (banale) di una “breve trasferta” (un cambiamento d’aria forse gioverebbe ai bronzi ed alla città), ma quello di una loro collocazione definitiva che non può (a mio giudizio) essere quella delle “quattro mura” di un museo.
In passato, insieme a Marcello Veneziani, avevamo lanciato l’idea di portare all’esterno, il Lungomare per intenderci, i Bronzi. Meglio “restituirli alla visione del mare” da dove sono venuti.
Cosa ritengo, pur non essendo un tecnico, fattibile in un epoca di grande tecnologia. Oggi i bronzi sono agli “arresti domiciliari”, “in punizione”: ed è un peccato!
In tal modo, i Bronzi, potrebbero essere subito visibili e “fruibili” da tutti e rappresenterebbero il simbolo della città di Reggio Calabria cosi come lo è La Sirenetta per Copenaghen.
Una “sistemazione definitiva” non lascerebbe spazio a tentazioni ed “appetiti” futuri da parte di nessuno e faremmo,certamente, il bene della Città di Reggio Calabria.

Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-