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domenica 3 ottobre 2010

Caro Direttore,

Devastato il giardino, profanati i calici e gli altari, gli Unni entrarono a cavallo nella biblioteca del monastero e lacerarono i libri incomprensibili, li oltraggiarono e li dettero alle fiamme….” (Jorge Luis Borges).
Caro Direttore, non finirò mai di ringraziarLa per le reiterate offese e per le analisi puntuali e precise che fa sul giornale da Lei diretto.
Qualche volta ho azzardato qualche precisazione; nulla di più.
Altro non avrei potuto fare.
Non mi sono mai sentito offeso e non potrei esserlo; altri dovrebbero sentirsi offesi (i cittadini).
Ma quest’ultimi per alcuni individui sono solo un dettaglio, nient’altro che una minuzia insignificante.
Lei oltre, a limitarsi alla “pura descrizione” dei fatti, ha espresso delle considerazioni che il banale e comune cittadino quotidianamente fa: Lei ha la possibilità di scriverlo.
Non è concesso a nessuno oltraggiare le Istituzioni ed offendere una Città.
Ma, come gli Unni, alcuni credono di essere in diritto di farlo solo perché non ne comprendono il significato.
Ciò naturalmente deriva da un basso livello culturale (che non vuol dire aver letto molti libri) e da un’arroganza brutale.
Ecco che a poco serve la pulizia delle strade, ripristinare il manto stradale, se queste non sono precedute da una “rieducazione civica”.
Credo che ciascuno di noi ha il dovere di riflettere sul danno che si può procurare con alcuni gesti.
E Lei fa bene a ricordarcelo !
Le severe riflessioni a cui Lei ci sottopone con i suoi scritti, stia sereno (so che lo è), servono ed anche molto: naturalmente a chi ha la capacità ed il desiderio di farlo.
E’ successo anche a me qualche volta di aver esagerato e di avere offeso qualcuno; anche io ho oltraggiato e profanato: il clima esasperato ed esasperante provoca anche questo.
Le garantisco che ,quelle poche volte che mi è successo, è servito per comprendere che non serve “personalizzare” o lottare contro l’arroganza: il cittadino chiede ben altro.
Chiede a ciascuno di noi ed ai partiti tutti, un senso di responsabilità ed un servizio per la comunità: spesso (troppo spesso) questo non si è verificato.
Mi creda è difficile operare in una realtà come la nostra.
Ecco perché serve l’aiuto di gente come Lei che “bacchetta” e “denuncia” quando si oltrepassa il “limite di tolleranza”.
E questo limite ultimamente, ahimè, è stato superato: anche di molto.
A poco servono le “denunce eclatanti e ad effetto” se questi servono solamente a coprire altri interessi o a perseguire altri obiettivi.
Serve comprendere che abbiamo il dovere e la responsabilità di operare con coscienza, per migliorare le precarie condizioni di questa terra dove, la ‘ndragheta (mi creda) è il male minore.
Serve comprendere che questa è la terra dei nostri figli e delle persone alle quali vogliamo bene: facciamolo, non fosse altro, per loro.
Per alcuni miei atteggiamenti, potrei essere accusato di misantropia, di superbia o di pazzia. Tali accuse sarebbero ridicole: ho sempre operato nell’interesse del mio prossimo e, credo ancora che sia possibile “umanizzare” la politica e sia possibile donar, agli altri, parte di noi stessi.
Il mio impegno di una maggiore sensibilità ai problemi del cittadino lo ha “strappato” e spero anche di altri.
Prima di concludere mi consenta di chiederLe una cortesia: si mantenga sempre “lucido ed attento” ma soprattutto libero come lo è sempre stato.
Lei ed il Suo staff serve a questa città.
Cordialmente e con rinnovata stima.

Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl al Comune-

lunedì 27 settembre 2010

DOMANDE SULLA SANITA'

Tante, troppe volte ho scritto sulla sanità (essendo medico) anticipando quello che oggi tutti riconoscono: la sanità in Calabria può essere salvata solo facendo ricorso ad un miracolo.
Conoscendo le indiscusse capacità del nostro Governatore Scopelliti confido in questo miracolo. Ebbi a scrivere ironicamente, non molto tempo fa, “speriamo che la sanità in Calabria non cambi”.
Il motivo è che molti interessi si “annidano” nella sanità e molti sono coloro i quali professano amore verso il malato, mentre egoisticamente tutelano soltanto il proprio interesse.
Dicevo che solo un miracolo può salvare la sanità calabrese, ma se ci mettiamo un buon impegno possiamo evitare che questo miracolo si avveri
Dalle prime avvisaglie, sembra (ne sono certo) che stiamo andando in questa direzione: i soliti “furbastri” si sono attivati per far emergere quanto di negativo c’è nella sanità e per contestarne le scelte.
Et voilà come d’incanto salta fuori l’amore sviscerato per l’ammalato ed i “consigli disinteressati”, del sindacalista di turno, usati come “attacco preventivo”.
Strano che questi signori sino ad oggi non si siano accorti di nulla o, quanto meno, non vi abbiano messo cosi tale passione in passato. Conosco le risposte: le denunce alla corte dei conti, alla procura etc. etc.
Il sottoscritto promotore dell’iniziativa di un nuovo ospedale, che ha denunciato ripetutamente la mancanza di una medicina nucleare, le carenze in Radioterapia, i disservizi e gli “imboscamenti vari” non ha mai trovato al suo seguito questi illustri personaggi.
Non ho cambiato idea sulla sanità cosi come non ho cambiato idea su chi usa la sanità quale mezzo di “sostentamento”.
Vorrei ricordare alcune cose: il giorno in cui ho messo in evidenza le carenze della Radioterapia, dopo qualche giorno sul Quotidiano esce un articolo dove si afferma che il Servizio è perfetto (Sic!).
Dopo aver ripetutamente detto (da molto tempo) che è necessario la PET in Ospedale oggi qualcuno si ricorda dei malati con tumori che hanno bisogno la PET.
Chi era a conoscenza che le diagnosi di tumore in passato venivano dati dopo due mesi, ha fatto finta di non sapere (Avevo invitato in ospedale qualche giornalista: nulla) ma oggi si ricorda (stranamente) di chi soffre di patologia tumorale. Fortunatamente oggi la diagnosi si fa in cinque giorni all’Ospedale!
Malasanità: come mai non si dice che la perforazione di un’ansa intestinale è avvenuta in una nota ed efficiente struttura privata ?
Perché non si dice che molti pazienti operati in strutture private finiscono nel post-operatorio all’ospedale ?
Come mai ci si ricorda solo ora del Morelli, quando il sottoscritto ha sempre avanzato la proposta di farne un centro di onco-ematologia in quanto, il Morelli non è mai stato e mai potrà essere un ospedale ?
Come mai chi aveva il dovere di “vigilare” sugli imboscati non li ha denunciati prima ? Ecco che promuoviamo a caposala chi era dichiarato inabile al servizio di infermiere. Ed i sindacati che ruolo hanno avuto in tutto ciò ?. E potrei continuare all’infinito.
La risposta è semplice: “attacchi ad orologeria” da parte di chi, in netto contrasto con il Governatore, pur di non perdere privilegi vuole “indurlo” a più miti consigli.
Chi entra oggi in Ospedale si rende conto del cambiamento ad iniziare dalla pulizia e dall’organizzazione messa in atto: ben vengano alcuni trasferimenti dal Morelli ai Riuniti, ben venga l’accorpamento delle strutture che comportano una spesa doppia con stesse prestazioni.
Fortunatamente il Commissario dott. Bellinvia, da persona competente e qualificata, sta mettendo in atto delle soluzioni che comporteranno grandi vantaggi per la sanità reggina ed in linea con il programma di cambiamento. Comprendo che a più di uno questo dà fastidio e ne capisco le reazioni.
Per conoscenza, al di là di quanto denunciato, il controllo dei NAS (subito inviato) non ha evidenziato irregolarità rilevanti.
Purtroppo, oggi saremo in molti a pagare la “scellerata” gestione della sanità di questi ultimi dieci anni e, forse anche il cittadino dovrà rinunciare a qualche privilegio (vedi ospedale sotto casa): ma è l’unico modo per fare avvenire il miracolo.
Non crediamo a chi dà “consigli interessati” specie se inapplicabili.
Le scelte, coraggiose ed impopolari, possono solamente farli chi ha veramente a cuore l’interesse di riportare alla normalità la sanità in Calabria. Le persone che hanno “veramente” a cuore il problema devono sostenerle.
I ciarlatani, gli affaristi, gli opportunisti e quant’altro stiano rigorosamente alla larga.
So che questo non avverrà e dunque aspettiamoci altri attacchi che minano e frenano il cambiamento.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

sabato 31 luglio 2010

I POLITICI CALABRESI SONO AFFIDABILI ?


Sbalorditivo ! A dir poco sconvolgente quanto affermato dal un deputato del Pd (Tale Laratta Franco ) in seguito alla decisione del Ministro Tremonti di affiancare la Guardia di Finanza al Commissario alla Sanità Scopelliti: “Esprimiamo solidarietà al presidente –commissario insieme ad una preoccupazione che concerne l’uso che fa il Ministro Tremonti della Guardia di Finanza” ed insiste ”dimostra quanto sia sprezzante il concetto che ha Tremonti della classe politica calabrese”
Pensavo di non sorprendermi più di nulla da una classe politica locale parassita, arrogante ed approssimativa (eufemismo) ed invece devo, con mio sommo dispiacere, prendere atto che ancora c’è chi ha voglia di fare della “volgare e banale ironia”, su di un problema serio qual’ è la sanità.
Ohibò ! Sono cose da dire queste ?
Il deputato in questione conosce la realtà sanitaria calabrese ?
Ed altresì, conosce il concetto che hanno i calabresi dei loro politici ?
Oppure è talmente distante e disinteressato dalle loro problematiche da prendersi la licenza di “fare la battutina “ ? Ma c’è poco da ridere, caro il mio deputato.
Ed ancora, come mai il deputato del Pd non ha chiesto “urgentemente” l’intervento dell’esercito, durante la Giunta Loiero, per i disastri che si “consumavano” allegramente e quotidianamente sulla pelle dei cittadini ?
Pensa forse che l’ammalato sia “carne da macello” da immolare sull’altare del “dio-politico” al quale tutto è concesso ?
Servirsi della Guardia di Finanza, per accertare le reali entrate-uscite dello Stato, doveva essere accolta con un grido di gioia per porre fine alla “danza dei numeri” del deficit. Ed invece ? Per quanto mi riguarda, sospendo il giudizio e le imprecazioni le soffoco in gola !
A me come cittadino, medico e politico interessa che la sanità funzioni. A costo di vedere arrivare in Calabria anche i marziani per darci una mano di aiuto !
La cosa non ha certamente preoccupato e non preoccupa certamente il Governatore Scopelliti, i cui primi atti della sua Giunta dimostrano la volontà di un cambiamento e la volontà di riportare su un “piano di normalità” una “sanità anomala”.
Credo che i signori dell’opposizione possono avere la possibilità di “redimersi”, dai tanti peccati commessi, collaborando fattivamente con il Governo e con proposte serie.
Naturalmente se hanno a cuore la salute dei calabresi ! Se viceversa hanno a cuore il loro “sprezzante e disdicevole interesse personale”, proseguano pure nella loro direzione: finiranno con lo scomparire ! I cittadini sono pazienti e non stupidi; lo hanno dimostrato.
Non abbiamo più bisogno di “chiacchiere” ma di atti concreti !
Non abbiamo bisogno di ridere ma di curarci !
Non abbiamo bisogno di una sanità eccellente ma abbiamo bisogno di una “sanità normale”!
Non abbiamo bisogno di tante ospedali inutili ma di pochi ospedali efficienti !
Non abbiamo bisogno di credere ma di essere credibili !
Non abbiamo bisogno di “politici fai per te” ma di “politici-fai per l’altro” !
Alla fine lo stesso Laratta conclude: “ Il Pd calabrese non ha nulla da dire per il trattamento riservato da Tremonti ? ”.
Io spero che il Pd calabrese abbia il buon senso di tacere: almeno questo può farlo !
Un salutare consiglio al deputato: non si ” innervosisca” troppo perché le coronarie potrebbero saltare anche se ….
Anche se i nostri cari politici, per motivi di salute, sono pronti a partire per,altre regioni prendendo, il primo treno ( Eh già, non funzionano i treni ), scusate volevo dire il primo aereo (partono ed arrivano in ritardo):scusate volevo dire l’ambulanza (non ce ne sono). E va bene! Vorrà dire che si cureranno in Calabria ! In Calabria ?
Io mi sono già affidato al Padreterno ed, in alternativa, al buon senso di qualche onesto politico e di qualche bravo medico che ancora in Calabria c’è ! verrebbe da dire aiutiamoli a “superare la nottata” !

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio.

sabato 10 luglio 2010

SANITA' IN CALABRIA: SPERIAMO NON CAMBI !


Mi appresto a scrivere quanto segue , per portare a conoscenza un’altra triste realtà nella nostra sanità. E vengo al nocciolo della questione. Gli ammalati devono avere la giusta considerazione e devono essere trattati tutti allo stesso maniera. Consentitemi un’eccezione: mi riferisco a chi ha avuto la sfortuna di aver diagnosticato un tumore maligno. In questi casi, più che mai, è necessario (anche per sperare in una guarigione) essere tempestivi nella diagnosi, nel trattamento e nella terapia. Non mi risulta che ciò, dalle nostre parti, possa essere garantito per una serie di motivi. Di questi, provo ad elencarne alcuni: inadeguata prevenzione, carenza di operatori chirurgici, assenza di attrezzature ( specializzate e di ultima generazione), carenza organizzativa, di personale e quant’ altro. Per andare nello specifico faccio presente che, a tutt’oggi, nel nostro ospedale la medicina nucleare non è funzionante, la PET (esame utilissimo per i pazienti oncologici) non esiste, i reparti di radioterapia e di oncologia, presentano evidenti difficoltà che mettono a repentaglio ed a rischio la salute di un paziente neoplastico. Il tutto in un contesto che langue !
Non si comprende con quale metodo siano stati eseguiti i tagli: a fronte di spese inutili si penalizza il paziente non garantendo neppure i farmaci. Anche in questo settore si è operata una “cura dimagrante”: i soldi impegnati consentono, con grande doti di equilibrismo, non consentono di arrivare a fine mese. Eppure i farmaci, specie quelli per le cure oncologiche, oltre ad essere “indispensabili” sono sempre più innovativi ed il costo non ce lo inventiamo. Inoltre pensate: un reparto di Radioterapia Oncologica (che copre anche tutta la provincia di Reggio e di Vibo Valentia) è stato costretto , per mancanza di medici strutturati, a chiudere il reparto di degenza. Ma non solo questo ! La lista di attesa è abbastanza lunga (considerato la patologia che tratta) e non può certamente garantire ciò che deve essere fatto in tempi brevissimi. Naturalmente vi è carenza di organico (medico e tecnico) e di aggiornamento delle attrezzature esistenti, inoltre dovrebbero essere acquistate nuove attrezzature per soddisfare appieno le esigenze dei malati neoplastici. Mi chiedo: nelle assunzioni di nuovi medici come mai sono sempre privilegiati i figli, i congiunti, i parenti di medici e non ?. Vi garantisco l’elenco è lunghissimo. Di contro, il concorso, già espletato per quattro specialisti in radioterapia, ha permesso ad oggi solo l’immissione in ruolo di un medico. Ed inoltre, non certo migliore sorte è toccata ai “medici contrattisti” che si ritrovano, dopo aver acquisito esperienza nel settore, in mezzo ad una strada. Se da un lato esiste questa “triste realtà”, l’altra faccia della medaglia non è certamente migliore: la sanità , comincio a pensare, interessa solo a pochi.
Ed allora ! A questo punto, non possiamo far altro che augurarci che nella sanità non cambi nulla ! E’ proprio vero: se qualcosa funzionasse, molti si troverebbero in grosse difficoltà. Non mi riferisco certamente agli ammalati ! Altri sono i destinatari. E comunque, questi signori possono stare tranquilli, di questo io mi sento sereno: difficilmente qualcosa cambierà. Perché un “sistema”, ben consolidato e radicato nel nostro territorio, gradito (anche se a voi non sembra) ai più, se venisse modificato, anche in minima parte, creerebbe molti disagi agli “operatori della sanità”: quelli che operano nell’ interesse “particulare et ad personam”.
Dubito che anche la più nobile delle persone, quella più sinceramente “votata al bene” riesca da sola a modificare le cose. Incapperebbe in qualcuno di questi “parassiti”, mascherati da signori, ai quali verrebbero affidati ruoli di responsabilità e continueremmo con la solita tiritera. Il mio è il “pessimismo della ragione e della conoscenza”. Di tutto mi si potrà accusare ma non di non conoscere la sanità, quel settore in cui ho operato ed opero da lustri. La realtà, macroscopicamente evidente a chiunque , la vivo quotidianamente e non può passare certamente inosservata, neanche ad uno sguardo poco attento. Mi si potrà contestare qualcosa sulla ragione ma ribadisco: preferisco essere folle con le mie idee che savio con le idee degli altri ! Comunque voi provatemi il contrario ed io sarò pronto a ricredermi: solo gli stupidi non cambiano idea. Il cittadino/paziente ha diritto a vedersi garantire la tutela alla propria salute ? Certo ! Ma io di rimando vi chiedo: come mai siamo scivolati cosi tanto in basso ? Come mai non si è posto un freno per tempo ? Chi è stato l’artefice di tanto disastro, oggi sbandierato da tutti e non denunciato, invece, per tempo ? Possiamo avere la speranza (l’ultima, prima di morire) che si “tenterà” di risalire la china ?
Le colpe sono collettive ( politici, medici, pazienti, cittadini e via dicendo) e nessuno pensi di essere esente o di fare il “furbetto”. Voglio proporre qualcosa Per esempio: presa coscienza dell’ “irresponsabilità collettiva”, impegniamoci (e lo dimostriamo con i fatti) a modificare un sistema che rischia di “collassare”: non solo la sanità ma la società tutta. Ergo ogni scelta prima di essere applicata deve essere: vagliata, “scremata”, ridotta all’essenziale e poi applicata. Comprendo che non si hanno le conoscenze opportune per fare ciò, ma si può applicare un “sistema preventivo” che tuteli il desiderio di miglioramento: sempre a modo di esempio, si può far firmare un contratto all’ipotetico manager con obiettivi chiari e concreti ( che non sia il solito pareggio di bilancio). In assenza di risultato dovrà restituire quanto percepito: dubito che ci sarebbe la corsa alla poltrona.

mercoledì 16 giugno 2010

SE NON CI FOSSE L'AMMALATO !


Vogliamo che non ci siano sprechi nella sanità, vogliamo che ci sia la “potatura” dei rami secchi e dunque tagli mirati, giusti e giustificati ma…..vogliamo una sanità che funzioni.
Vogliamo una “sanità normale” non eccellente (siamo stufi delle “eccellenze” usate come specchietto per le allodole). Vogliamo che un cittadino che ha bisogno di essere curato sappia come, dove e quando questo avverrà. Essendo certo che questo “percorso” non rappresenti, un “terreno minato” che rischi di farlo saltare per aria da un momento all’altro..
Oggi la sanità in Calabria è lasciata alla “libera interpretazione” del singolo (sia esso medico o paziente) dove a farla da padrone sono gli “untori della sanità”: medici che utilizzano gli ospedali come “cliniche private” e “pazienti fai da te” che grazie al favore degli amici hanno accesso a qualsiasi prestazione.
Questa è la “terra del favore” e dello “sfruttamento”: la sanità, in tal senso, non fa eccezione ! Dalla relazione Ricci-Serra sembrerebbe che in Calabria l’attività medica privata (intesa come attività di un medico che si paga nel proprio studio) non esista ! Eccome se esiste ! I medici si “trasportano”, regolarmente, i pazienti negli studi privati fuori dall’ospedale (con la scusa banale che non sono stati approntati gli spazi per la libera attività dentro l’ospedale) dove evitano “accuratamente” di fatturare: ecco perché non vi è traccia di libera attività; di contro i “pazienti furbi” (pazienti si fa per dire) godono dei favori e della compiacenza del personale di servizio, per eseguire gratuitamente prestazioni di ogni genere, dalle semplici analisi agli esami più sofisticati e costosi.
Alla fine a pagare questo “scempio” ( alla fine il conto si presenta) saremo tutti noi cittadini della “polis mercato”. E la politica ? Non sa (e non vuole sapere) neppure da dove iniziare per incompetenza, negligenza, incapacità, arroganza, affarismo, clientelismo e quant’altro. Oggi nessuna persona dotata di buonsenso vorrebbe trovarsi nei panni di chi è costretto a fare delle scelte. Oggi, infatti, si è “costretti” a delle scelte che dovranno essere necessariamente “scelte di risparmio” per l’enorme deficit nella sanità calabrese e che comporteranno (dicono) “lacrime e sangue”: frase che ci viene ripetuta come un ritornello per, stranamente, “farci assuefare” al nuovo clima torrido di questa estate altrettanto strana. Le lacrime ed il sangue è stato versato, sino ad oggi, dalle tante “vittime della sanità” e non vorrei che si continuasse in questa direzione. Non vorrei insomma che a pagare fossero sempre i pazienti e, specialmente, quelli più deboli ed indifesi.
Vogliamo piangere ed anche lasciarci fare qualche salasso ma non per avere alla fine una “sanità anemica”, inerme ed impotente a sostenere una risalita verso la normalità. Non vogliamo “cose dell’altro mondo” ma cose di “questo mondo” e che non ci vengano elargiti come concessioni o favori ma come “normalità”.
Per fare questo ci vuole spirito di sacrificio, abnegazione, interesse al bene comune, tenacia, perseveranza conditi con una dose di buona volontà: ci saranno tutti questi ingredienti ?
La mia visione protagorea dell’uomo, come misura di tutte le cose, mi porta ad un “sano pessimismo”, in quanto dell’uomo parte integrante di una comunità, e dunque dedito al bene di essa, si sono perse le tracce. Comprendo che, tentare di riportare alla norma la sanità in Calabria, è un’impresa titanica ma confido nelle capacità di chi è deputato a farlo. Per non fallire (e ad oggi non ce lo possiamo permettere) è fondamentale operare delle scelte “oculate”, avvalendosi della professionalità e delle competenze ma soprattutto, di chi ha a cuore la salute del paziente. Sino ad oggi, l’unico ostacolo nella sanità sembra essere stato l’ammalato ! Si spera che nel futuro l’ammalato diventi il centro dell’attenzione degli operatori sanitari e della politica e non il nemico da cui guardarsi.

domenica 27 dicembre 2009

PROMESSE SOTTO L'ALBERO

Se non fosse per l’illuminazione nelle strade, per le vetrine addobbate a festa e per qualche “sporadico” albero di Natale (ormai se ne vedono sempre meno!) sarei tentato di credere, dopo aver ascoltato il messaggio di Agazio Loiero, che siamo a carnevale e che (in fondo) è tutto uno scherzo.
Non voglio vanificare lo “sforzo” fatto dal Presidente che si fa vivo per la terza volta in 5 anni (sic!) e che ci mette di suo la faccia: e già ci vuole una bella faccia a parlare ai Calabresi di questi tempi !
Viene difficile far capire alla gente che “lor signori” hanno lavorato per noi e non solo per il passato ma, meraviglia delle meraviglie, anche per il futuro. Anche se nessuno se ne accorto. Tutt’altro !
Ma mettetevi tranquilli, da qui a breve lo stesso Loiero ci spiegherà come hanno lavorato e cosa hanno prodotto: ricordatevi che fra qualche mese si vota !
Credetemi, viene difficile farlo capire a chi non ha un posto di lavoro, a chi non può curarsi nella nostra Regione, a chi vede “devastato” il territorio giorno dopo giorno ed a chi soprattutto e costretto ad assistere “inerme” allo spreco di denaro pubblico che si continua a fare.
Un piccolo esempio di come ci sottraggono i soldi: le primarie (che tradotto vuol dire lotta intestina all’interno di una coalizione), che si faranno da qui a breve, andranno a pesare sulle tasche dei calabresi.
Rassicurante, comunque, il suo messaggio sulla sanità e cito testualmente una frase , a dir poco, sconcertante: “un tema difficile. Allora eravamo nella bufera. Oggi in parte si è placata…”
Non ho ben capito se il suo è un bollettino meteorologico o sanitario: scusatemi cosa vuol dire la bufera si è in parte placata ?
Vuol dire che ultimamente (pochi giorni) non ci sono stati casi di morte sospetta ? Vuol dire che adesso sono arrivati i soldi dal Governo centrale e possiamo “spendere allegramente” ? Vuol dire che molti precari conserveranno il posto ? E le guardie mediche soppresse in un territorio disastrato come il nostro ? Chiuderemo alcuni ospedali inutili? Forse dopo le elezioni ?
Futuro incerto…un mondo difficile..felicità a momenti verrebbe da “canticchiare”!
Se volete (e ve lo concedo) potrebbero essere cose buone e giuste ma la sanità è un’altra cosa.
La “sanità calabrese reale” è quella che è venuta fuori dalla relazione Ricci-Serra (commistione politico-mafiosa, ospedali non a norma, ruberie varie, etc.) :praticamente un disastro.
Una sanità in cui ancora il deficit non è stato quantificato (ma si! Ripiana il Governo ! Cioè noi… Chissenefrega), una sanità che non è in grado di garantire “un’assistenza minima”, una sanità la cui rete di emergenza fa acqua da tutte le parti: l’ultimo morto si è avuto alla manifestazione No ponte.
Ma non era della sanità che volevo parlarvi: i fatti sono sotto gli occhi di tutti ed ogni ulteriore commento sarebbe superfluo, anche perché sono anni che vi “ossessioniamo” sul tema.
Voglio invece parlarvi della credibilità di alcune persone che, incuranti del giudizio altrui, e proprio come se “nulla fosse successo”, appaiono (in questo periodo pre-elettorale) in televisione o fanno “capolino” sui gornali locali.
Te li ritrovi ad ogni commemorazione, ad ogni incontro, ad ogni manifestazione e si inventano di tutto pur di occupare le pagine dei giornali.
Diventano, come d’incanto, esperti in economia, turismo, sanità, sindacato e si occupano di temi più svariati: parlano, propongono, progettano e si impegnano.
Erano stati in silenzio per tanto (troppo) tempo, se ne erano quasi persi le tracce ma ecco che improvvisamente e sorprendentemente, come emersi dal nulla, si materializzano e te li ritrovi innanzi ai tuoi occhi.
Sembra si sia dimenticato che la Regione Calabria ha come primato (tra le altre cose) il più alto numero di inquisiti; ininfluente sembra apparire l’arretramento culturale e sociale; di nessunsignificato il silenzio assordante dei nostri consiglieri mentre si “consumava” lo sfascio in Calabria.
Oggi qualcosa è cambiato (anche se non ve ne siete accorti): tutto è nuovo, diverso, bello….quasi quasi tutto credibile e proponibile!
Consentitemi di dire che se qualcuno vuol farci credere che qualcosa vuole cambiare in Calabria è bene che lo faccia prima delle elezioni!
I candidati a Governatori (chiunque essi siano), per essere credibili, non devono presentare progetti, fare promesse o “chiacchiere elettorali” ma devono proporre agli elettori volti nuovi, sopratutto giovani e donne:questo è un punto dal quale partire. Tutto il resto è poesia.
Antonio Nicolò- Consigliere Comunale















domenica 1 novembre 2009

La trasmissione Focus di TeleReggio su Nuovo Ospedale e Sanità

Una sintesi della mia partecipazione alla Trasmissione di TeleReggio
"Focus" su Nuovo Ospedale e Sanità.
fonte: www.telereggiocalabria.it

venerdì 16 ottobre 2009

Parte la raccolta firme per la costruzione del Nuovo Ospedale

Nuovo Ospedale di Reggio Calabria:

la conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo S. Giorgio
di presentazione della petizione popolare e la raccolta firme.
I servizi di TeleReggio. fonte: http://www.telereggiocalabria.it/




Petizione per un nuovo ospedale reggino

Venerdì 16 Ottobre 2009 15:51


Nella conferenza stampa tenutasi oggi al Salone dei Lampadari, a Palazzo San Giorgio, si è parlato della necessità della costruzione di un Nuovo Ospedale nella nostra città, anche alla luce di quanto sta succedendo all’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli.
A partire da domani nella Piazza di San Giorgio al Corso dalle ore 17 si inizierà la raccolta firme per la costruzione di un Nuovo Ospedale a Reggio

PETIZIONE POPOLARE

Al Signor Sindaco della Città di Reggio Calabria
Al Governatore della Regione Calabria
Al Signor Prefetto di Reggio Calabria

per la costruzione di UN NUOVO OSPEDALE PER REGGIO CALABRIA

Appare ormai ineludibile la necessità della costruzione di un nuovo ospedale a Reggio Calabria. L’attuale struttura dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” appare inidonea sia da un punto di vista strutturale che funzionale: necessita, infatti, di continui interventi di ristrutturazione e di messa a norma obbligatoria, con un dispendio economico continuo ed esoso. Ciò comporta la presenza all’interno della struttura ospedaliera di operai che creano grossi disagi agli operatori sanitari ed ai pazienti. Naturalmente, nonostante gli interventi, non si riesce ad avere una definitiva sistemazione della struttura: permangono insufficienti ed inadeguati gli spazi per le varie divisioni e servizi. Inoltre (e non di meno conto) l’ospedale non è munito della certificazione antisismica secondo i nuovi parametri. La necessità di un nuovo ospedale riveste un carattere d’urgenza considerato lo stato di emergenza sanitaria in Calabria: uno struttura funzionale ed adeguata in termini strutturali consente l’erogazione di migliori prestazioni sanitarie.Inoltre con lo scarso o nullo funzionamento degli ospedali della provincia (alcuni dei quali verranno chiusi o riconvertiti) aumenta l’afflusso dei pazienti nel nosocomio reggino, già insufficiente a coprire i fabbisogni del territorio cittadino. La necessità di un nuovo ospedale è legata anche agli sviluppi futuri di Reggio, con la creazione della Città Metropolitana, che comporta un’espansione della città stessa. Prioritariamente l’esigenza di un nuovo ospedale nasce dalla necessità di fornire ai pazienti una struttura efficiente, capace di poterli ospitare in spazi adeguati ed igienici, garantendo cosi la tutela della loro salute, e consentendo agli operatori di poter lavorare in una struttura ospedaliera degna di questo nome.

Antonio Nicolò
Capogruppo Pdl al Comune di Reggio

sabato 10 ottobre 2009

BRONZI E UNESCO


L’unica cosa fragile non sono i Bronzi di Riace bensi la testa dei reggini.
Basti pensare che ancora i Bronzi non sono stati inseriti come patrimonio culturale mondiale dell’Unesco: se ne faccia subito richiesta !
Perdonatemi, ma non riesco a comprendere tutto questo frastuono rispetto allo spostamento dei Bronzi ed il totale silenzio per una loro eventuale valorizzazione !
Questo è uno dei tanti paradossi DOC reggini.
Ed in tal senso trova una spiegazione l’istituzione di un museo, a tre piani, per la ‘ndrangheta teso far conoscere il fenomeno mafioso (ove ve ne fosse la necessità !) e non si fa nulla per far conoscere i Bronzi di Riace nel mondo come viene fatto con capolavori simili: siamo a Reggio signori !
Un dato di fatto reale e che in tutti questi anni non si è costruito nulla intorno ai Bronzi: due guerrieri che potrebbero essere i nostri Pelè e Maradona li teniamo in in panchina ; quello che dovrebbe rappresentare il petrolio per la Calabria non riusciamo ad estrarlo !
Risultato: dopo quasi 40 anni, quello che doveva essere la fortuna di una città e di una regione, oggi è il simbolo della nostra “sciatteria e piccineria” .
A tutt’oggi la Calabria è esclusa dalla mappa dei siti Unesco patrimonio storico dell’umanità.
Ed allora, è necessario che l’Amministrazione provveda ad inoltrare domanda di inserimento nella Lista propositiva.
Lista che ogni Stato membro Unesco deve compilare ogni 5 anni.
Questo è un primo passo avanti !
Si crei da subito un tavolo permanente di concertazione, che coinvolga Comune, Provincia, Regione, Sovrintendenza, Associazioni e quant’altro, per definire una linea programmatica atta a valorizzare, pubblicizzare e creare “circuiti culturali virtuosi” attorno ai Bronzi.
Và fatto un discorso plurimo a più voci dove ognuno tira fuori le proprie idee (se ne ha!) evitando di disperdere le energie: ergo auspichiamo un “sincretismo culturale” !
E’ necessario pensare da subito ad un grande Convegno sulla bronzistica greca che naturalmente coinvolga delle grandi personalità ed un gran numero di partecipanti.
La location potrebbe essere una nave da crociera (considerato che non esiste una struttura che possa ospitare 700-800 persone) ormeggiata di fronte al Lungomare.
Naturalmente è necessario l’apporto economico (che non manca) di cui dovrebbe farsi carico la Regione, il Comune e la Provincia.
Si inizi seriamente ad affrontare il problema pensando già da subito, nell’ipotesi di un “restauro in loco “, alle spese a cui si va incontro (per lo spostamento e la permanenza dei restauratori ) e a chi dovrà pagare.
Ma la cosa che a me più preme è la richiesta di inserire i Bronzi nel patrimonio Unesco formalizzandola con un apposito Odg da votare in un Consiglio Comunale ad hoc !

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio Calabria

giovedì 10 settembre 2009

IL DIRITTO ALLA SALUTE E' UGUALE PER TUTTI


Se ci fate caso (ne sono certo) quando un problema di salute riguarda un uomo pubblico, ecco che c’è l’attenzione mediatica con il solito rituale di “interventi giustificativi” e di “pseudopressione politica” che farebbero illudere per una soluzione del problema.
E parlo della cardiochirurgia, ma non solo di questa !
Ricordo, a voi tutti, che l’idea di una cardiochirurgia a Reggio nasce (purtroppo) sempre da un problema di salute che ha visto coinvolto sempre un uomo politico.
Oggi, tra dubbi ed incertezze relativi alla sua realizzazione, se ne riparla con insistenza proprio perché un altro politico si è trovato coinvolto in una problematica seria di cuore.
Indubbiamente sono felice quando un ammalato viene adeguatamente curato e si giunge felicemente ad una guarigione; doppiamente felice quando si salva la vita ad una persona, chiunque essa sia!
E’ certo che, personalmente in qualità di medico, un politico o l’”uomo della strada” per me pari sono di fronte alla salute, ma (in certi casi) una riflessione si impone in maniera preponderante: pensate che identico problema a quello di Morabito non sia capitato in tutti questi anni a “comuni e banali” cittadini ? Se ne parlato ? Sapete come si è risolto ? Pensate che il problema sanità debba essere affrontato solo nel momento in cui rimangono coinvolti “persone note” o (peggio ancora) quando si verificano casi di mala sanità ?
Conosco la risposta ! Tutti siamo d’accordo che bisogna migliorare la sanità, che la colpa del dissesto è sempre delle precedenti gestioni, che l’interesse della salute è prioritario rispetto ad ogni altra cosa, che si sta lavorando in maniera seria con interventi, programmazione, controlli, verifiche, progettazione, che in fondo non bisogna denigrare, che abbiamo anche delle eccellenze, dei validi professionisti, che la sanità non funziona dappertutto, etc. etc..
Stronzate ! Scusatemi ma sono tutte stronzate !
Dico questo perché ad oggi non ho visto neanche il “minimo tentativo” di affrontare il problema della sanità in maniera seria: si va avanti a proclami entusiastici, a denunce, a promesse, a “pseudosoluzioni” e risoluzioni di problemi ma mai (dico mai) una presa di posizione seria e lungimirante.
Per essere chiaro vi faccio qualche esempio.
E’ sotto gli occhi di tutti il degrado e lo sfascio dell’Ospedale Riuniti, le difficoltà legate a carenza di personale ed attrezzature ma la cosa sembra lasciare indifferenti tutti.
Avevo ipotizzato la costruzione di un nuovo ospedale per Reggio (necessario!) ed avevo offerto una soluzione per l’utilizzo del “cosiddetto” Ospedale Morelli (creazione di un dipartimento di OncoEmatologia).
Della necessita di costruire un nuovo ospedale sembra ne siano convinti un po’ tutti ma ancora nessuno, di quelli che ha potere decisionale, ha fatto qualcosa in tale direzione !
Stessa cosa dicasi per il Morelli ! Da più parti si dice che l’ospedale (?) è sotto utilizzato ma anche in questo caso chi dovrebbe parlare….tace.
Di certo io non mi stancherò di lottare !
La lettera dei genitori di Sara Sarti (equilibrata e sincera), la bimba morta in ospedale a Locri, descrive perfettamente una realtà ed offre un’unica soluzione, che condivido pienamente, ed è quella che da anni io vado suggerendo inutilmente: la sanità deve ritornare in mano ai medici !
A quei professionisti (e sono tanti) seri, preparati e che si prendono cura degli ammalati.
Questi medici che sino ad oggi si sono preoccupati soltanto di lavorare con coscienza e con professionalità, garantendo cosi il servizio ed, a volte, facendo la fortuna di molti primari e di medici la cui carriera è legata ad un carrozzone politico o al caso fortuito !
Purtroppo molti di questi medici sono stanchi e rassegnati, di fronte a cosi tanto degrado morale e civile, e molti prossimi al pensionamento.
Cosa fare quando si è in pochi a lottare ? Cercare l’aiuto di altre persone interessate al problema !
Cerchiamo, noi medici, nei cittadini/pazienti l’aiuto necessario per migliorare la sanità, portandoli a conoscenza e rendendoli partecipi dei problemi.
Insieme forse potremmo cercare di porre fine ad un declino inarrestabile della sanità !
Antonio Nicolò – Medico e Capogruppo Pdl al Comune di Reggio _

venerdì 4 settembre 2009

UN NOVELLO SAVONAROLA


Concordo pienamente con l’On. Nino Foti: ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale !
Questo è quanto affermato da Foti, relativamente alla situazione calabrese, avanzando di conseguenza la proposta di un governo politico di salute pubblica.
Proposta che (naturalmente) ha trovato il consenso in pochi “eccentrici politici naif”, che fanno sentire la propria voce, solo nelle ricorrenze o nelle grandi occasioni (cioè quelle in cui dovrebbero tacere !)
Voglio essere chiaro e diretto , affinché non vi sia dubbio alcuno, su questa mia affermazione: se la politica calabrese (e perché no, reggina) è rappresentata da “personaggi” come l’Onorevole Foti, l’emergenza ha assunto i connotati di una catastrofe.
E già perché il nostro, già provato, “ecosistema cerebrale” ha raggiunto un limite di tolleranza tale che non riesce a tollerare più le idiozie o, ancor peggio, gli “squallidi giochini” di una politica becera e piccina.
E, per amor del cielo, allontano subito da me il pensiero (capirete, nasce spontaneo) che le affermazioni fatte da Foti possano rispondere a logiche “diverse” da quelle squisitamente politiche.
Preferisco pensare che Foti, come la Bella Addormentata, svegliatosi da un lungo sonno si sia trovato catapultato in una realtà a lui sconosciuta.
Cosi, come un buon samaritano, preso da “compassione” per questa nostra terra, ha aguzzato l’ingegno (sottoponendo a duro sforzo i suoi neuroni) tanto da venir fuori con una proposta che definire bizzarra è un eufemismo: un governo politico di salute pubblica.
Verrebbe da chiedersi: possibile che tutto ciò sia farina del suo sacco ?
La cosa che più sconcerta (credetemi) è l’incoscienza di “certe affermazioni” ed anche l’inaspettata ed incomprensibile “timida condivisione” da parte dell’Onorevole Valentino.
Strabiliante! Due rappresentanti politici reggini che, anziché sostenere la candidatura di un proprio concittadino illustre, quale è Scopelliti, che ha dimostrato con i fatti una buona gestione di governo cittadino ed una lungimiranza politica, cercano di ostacolarlo.
In un momento in cui da più parti viene indicato, da autorevoli esponenti politici, quale “candidato naturale “ Giuseppe Scopelliti, ecco il “coup de theatre” del novello Savonarola, dell’Illuminato Foti le cui parole, pure come “distillato di neve tibetana”, disorientano e lasciano perplessi.
E si, perché anche il più stupido dei cittadini si chiederebbe: ma questo signore mentre si consumava il dramma alla Regione Calabria, mentre tutto andava alla deriva, come mai non ha alzato forte la sua voce per denunciare, per proporre un rimedio, per porre un freno ?
Come mai, in questi anni, nessun accenno alla scarsa o nulla opposizione al governo Loiero ? Come mai nessuna indignazione dinnanzi ad arresti eccellenti ? Perché si è sempre taciuto dinnanzi ad una “combriccola di indagati” ? Solo oggi auspichiamo giustizia ?
Ed ancora ! Sarebbe interessante capire se, in questo tanto auspicato “governo anticlientelismo”, troverebbero spazio nelle liste candidati già indagati e/o condannati ? E già perché di questo Foti si guarda bene di farne cenno!
Troverebbero ancora spazio in questa politica soggetti “nominati” e non eletti dal popolo ?
Gente che non è stata eletta con i voti dei cittadini e che poi si ergono a paladini di giustizia ?
Le “farneticazioni” di Foti potrebbero lasciarci indifferenti, in quanto provenienti da una persona che dimostra “scarsa considerazione” dell’intelligenza altrui, ma ci “irritano” perché hanno il sapore di proclami propagandistici e non di scelte maturate e condivise in un percorso politico partito da lontano.
La cosa “sconfortante” è quando afferma che “non è etico sperare di imporre dall’alto, solo in virtù di buoni rapporti personali, una propria candidatura”.
Onorevole Foti la sua elezione a deputato a quale “congiunzione astrale” favorevole appartiene?
Il Sindaco di Reggio ha lavorato cosi bene in questi anni per guadagnarsi la stima e la simpatia di tantissimi big della politica e di tutti i cittadini, tanto da aver meritato l’appellativo di “Sindaco più amato d’Italia”.
Ha prodotto un “modello Reggio”, preso ad esempio da altre amministrazioni, ed ha raggiunto eccellenti risultati politici, conquistando sul campo i galloni (non con investiture divine !)
Il tutto (naturalmente) non poteva che attirare l’invidia e la “resistenza” di chi vuol continuare a far politica con i “soliti giochini” mascherati da “amor patri”.
Mi creda: sarebbe stato meglio tacere ! La Calabria ha già tanti guai da sopportare e ….se dobbiamo preoccuparci anche di chi vuole “agitare le acque” chissà per quale oscuro motivo, allora siamo belli e fritti !
Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale

venerdì 7 agosto 2009

NON ACCETTO IL SILENZIO SUL NUOVO OSPEDALE

Mi sforzo, ancora una volta, di affrontare in maniera seria un problema importante, quale è quello relativo all’ospedale cittadino, con la speranza di non trovare l’indifferenza, il pressappochismo e (a voler essere benevoli) la superficialità dall’altra parte!

Non possiamo più cincischiare ed è necessario che iniziamo ad individuare il sito per il futuro nuovo ospedale della città di Reggio.
Accogliamo con piacere la notizia dei quattro nuovi ospedali che verranno costruiti in Calabria, un territorio dove il degrado e l’incuria regnano sovrani !
Bene! Era ora, ma principalmente era necessario, e per questo siamo soddisfatti ma… iniziamo a gettare le basi anche per un nuovo ospedale a Reggio.
E facciamolo, non certo per spirito di emulazione ma, con la consapevolezza che esiste una “reale ed impellente necessità”: una scelta improrogabile e che non ammette alcun ritardo !
Sfido qualsiasi “stupido avventuriero” a dimostrarmi che mi sto sbagliando nelle mie valutazioni e che, pertanto, mi sono “bevuto il cervello”!
Accetto qualsiasi confronto ma… non accetto il silenzio, il menefreghismo e la rassegnazione !
Siamo seri ! Cerchiamo, solo per un attimo, di usare il cervello e non insistiamo a continuare a “navigare nelle acque stagnanti e paludose” della nostra grettezza mentale!
Ed allora il primo passo è, indubbiamente, quello di stabilire il luogo dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale.
Dico questo dando per scontato che siamo tutti consapevoli dell’esigenza di avere al più presto un ospedale funzionale, moderno e che sappia rispondere alle esigenze della cittadinanza reggina ! Se qualcuno è scettico al riguardo farebbe bene a documentarsi prima di parlare !
E per il sito, da destinare per la costruzione, non vi è alcun dubbio che debba occuparsene questa Amministrazione !
Deve certamente essere un luogo posto nella vicina periferia della città, già ben collegato con le grosse arterie stradali, e facilmente raggiungibile !
Un luogo abbastanza ampio da permettere di avere una struttura con una concezione nuova a “sviluppo orizzontale” (che occupa più spazio ma estremamente funzionale), con locali adeguati per reparti e servizi, un pronto soccorso moderno ed attrezzato, parcheggi (per i dipendenti e l’utenza) ed ampio verde attrezzato.
Soffermiamoci solo un attimo a riflettere e guardare in faccia la realtà: tanti e troppi sono i lavori che debbono essere affrontati nell’attuale ospedale reggino.
Lavori di ristrutturazione, di messa a norma, di ampliamento delle strutture e quanto altro che devono necessariamente essere fatti ( per legge)e che comportano una spesa enorme.
Con il risultato di avere, comunque, un ospedale sempre vecchio e poco funzionale !
Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà ed affrontare il problema in maniera definitiva e nel migliore dei modi: anche uno stupido capirebbe i vantaggi di costruire un nuovo ospedale a fronte dello spreco di tanti soldi che necessariamente debbono essere spesi in una struttura fatiscente qual’ è oggi l’ospedale.
E poi desidererei che, chi ne ha il compito, verificasse se è stato fatto il collaudo dell’ospedale per capire in caso di sisma quale sia la tenuta della struttura.
Credo (anzi sono certo!) che questa verifica non sia mai stata fatta e dunque, come potete ben comprendere, siamo nelle mani del buon Dio (nella migliore delle ipotesi) o della Natura !
La mia proposta, della costruzione di un nuovo ospedale, ha già trovato ampio consenso non solo tra gli operatori sanitari ma anche tra i cittadini (crescono a dismisura le adesioni su Facebook!) ed è sostenuta anche dal Sindaco della nostra città.
L’estrema sensibilità, la lungimiranza politica, la voglia di fare grandi cose per Reggio e l’interesse per la salute del cittadino da parte del nostro Sindaco, ha fatto si che questa Amministrazione si attivasse, già da subito (e responsabilmente), ad individuare un luogo da destinare per la costruzione di un nuovo ospedale ! Svegliamoci dal letargo e lavoriamo tutti, responsabilmente, per un nuovo ospedale

martedì 21 luglio 2009

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA

Quello che dovrebbe essere un dato normale diventa se lo facciamo una “rivoluzione copernicana”: l’ammalato al centro di tutto.
La voce dei pazienti oggi viene coperta da altre molto più forti: quella della politica e quella dei dipendenti.
L’ “appeasement” non mi si addice e, se qualcuno mi vuole fare credere che l’asino vola deve dirmi che a riuscirci sono solo quelli molto bravi e che lo fanno solo a bassa quota.
Non intendo schierarmi con nessuno (tra l’altro non saprei scegliere) anche perché sono sempre stato schierato con l’ammalato (Non l’utente come oggi viene chiamato).
Ed è solo in questa direzione che và la mia riflessione, come contributo a migliorare la qualità della sanità scevro da “condizionamenti politici” o di qualsivoglia “dipendenza”.
Cinque sono i punti fondamentali che , a mio avviso, dovrebbero guidare il pensiero e l’azione di chi ha a cuore l’ammalato.
Il primo, già detto in premessa, è l’ammalato cioè colui che soffre e che è l’anello più debole di questa catena ( I medici potrebbero rileggersi il giuramento di Ippocrate la sera prima di andare a letto)
Il secondo è che la politica deve essere allontanata dalla sanità.
La politica si è riappropriata della scelta dei direttori generali facendo scomparire i criteri di competenza.
La spartizione è stata estesa a tutte le cariche principali delle aziende sanitarie.
La politica (cosi come viene concepita ai giorni nostri) con la sanità mal si concilia, in quanto è causa di corruzione e di interesse personale.
Punto tre. L’Aziendalizzazione voluta dal Governo Amato con la legge delega 421 si è rivelata per molti aspetti un fallimento, ma potrebbe essere mantenuta solo se si cerca di dare voce ai pazienti-consumatori mediante l’introduzione di principi di controllo di qualità e di misura della soddisfazione dei pazienti (queste erano le intenzioni, e di cui forse ci siamo dimenticati)
Il punto quattro nasce di conseguenza. Le Aziende ospedaliere devono essere gestite con criteri rigorosamente aziendali da direttori con provata esperienza manageriale provenienti dal settore pubblico, e si auspica, anche da quello privato; prevedere la rimozione automatica dei direttori generali che non riescono a conseguire gli obiettivi aziendali (che non può essere il pareggio di bilancio a scapito dell’ammalato)
Il fondo sanitario è cresciuto dai circa 48 miliardi del 1995 ai circa 90 miliardi di euro del 2005, con una crescita della spesa diretta dei cittadini da circa 10 miliardi del 1995 ai circa 25 miliardi attuali.
Un tasso di crescita annuale ben superiore a quello programmato, che pure non ha corrisposto ad un miglioramento delle prestazioni.
Il punto cinque (ultimo e più importante).La scelta della struttura sanitaria dove eseguire le prestazioni. Se si aumentasse la capacità di scelta da parte dei pazienti, aumenterebbe la pressione competitiva sugli ospedali ad usare bene le risorse e produrre servizi di qualità ( Come avviene in Germania, Olanda, Svizzera ed una sperimentazione è stata avviata, con successo, dalla Regione Lombardia)
Si tratterebbe di sottrarre l’acquisto delle prestazioni sanitarie all’amministrazione pubblica, attribuendone la responsabilità a fondi di natura mutualistica.
Il compito dei fondi sarebbe quello di aiutare i pazienti a scegliere: negozierebbero i livelli di prestazione con le strutture sanitarie, pubbliche e private, individuando per conto dei propri associati le strutture meglio in grado di prestare servizi di qualità.
Il mio è il “pessimismo della ragione” e lancio un allarme: oggi è venuto il momento delle responsabilità, dove credo che nessuno debba e possa tirarsi indietro.

venerdì 12 giugno 2009

BRODINI TIEPIDI PER LA CURA DELLA SANITA'

Perdindirindina siamo alle solite !
Si contrabbanda una sanità “scadente e scaduta” con una sanità “in crescita” e di “rilancio”, facendo passare interessi particolari come interessi di “utilità collettiva”.
Bravi ! Dopo mesi di torpore e di “grigiore inquieto”, mentre continua inarrestabile il declino della sanità calabrese e reggina (in particolare), siamo costretti ad assistere inebetiti a “coupe de theatre” e giochi di prestigio, che vorrebbero stupire con effetti speciali.
Si tirano fuori dal cilindro “ fazzoletti” (che ci serviranno ad asciugare le lacrime da qui a poco), mentre i “conigli” partecipano alla festa.
Ribadisco il concetto, a chi ha la responsabilità morale e civile di non nascondere la verità: la sanità reggina ha toccato il fondo. Anche se alle disgrazie non c’è mai fine !
Gli interventi delle “due fazioni” che, l’altro giorno, si sono contesi il campo all’Azienda Ospedaliera, non potevano che essere scontate e da copione.
Da una parte i sindacati ( vicini politicamente a questa giunta di centrosinistra con Azzarà e dunque verosimilmente (?) credibili) per criticare, allertare e mobilitare i lavoratori per il degrado in cui versa l’ospedale e per le ingiustizie che vengono commesse quotidianamente.
Dall’altra lo stato maggiore “gaudioso e gioioso” che, approfittando di una “comunicazione di servizio” promette, promette, promette.
Nel mezzo noi “poveri fessi” attoniti, frastornati e confusi oltre che delusi !
Un quadro desolante si ripropone alla nostra visione: cose già viste, un cliché che si ripete, come il Natale con la neve ed il caminetto acceso.
Cosa voglio dire ? Vi accontento subito, ma in questi casi è d’obbligo il condizionale !
Se arriveranno i soldi, se stanziano i fondi, se ci sarà l’autorizzazione, se verrà approvato in giunta tale progetto, tale modifica etc. (vi risparmio i tanti se che sono seguiti) si prospetta un futuro “roseo” per la sanità reggina: in pratica se smetterà di piovere (e ad oggi diluvia!) possiamo aspettarci un cielo (forse) sereno o poco nuvoloso.
Se qualcuno vuole farci credere che l’asino vola abbia almeno la compiacenza di dirci (almeno) che a farlo sono solo quelli bravi e che peraltro lo fanno a bassa quota.
Morale della favola l’ospedale rischia a breve la paralisi, l’implosione e lor signori continuano a somministrarci i “brodini tiepidi”.
Non sarei cosi stupido da riservare le responsabilità di un simile disastro a chi in questo momento è al comando di questa nave, che imbarca acqua da tutte le parti, ma alla stessa maniera mi sentirei uno stupido se facessi finta di non vedere o capire.
La responsabilità di tale sfacelo ha origini lontane ed equamente distribuite tra i vari direttori e giunte regionali che si sono succeduti nel tempo, ma una domanda sorge spontanea : come mai si cerca sempre di nascondere la polvere sotto il tappeto ? Come mai periodicamente, con cadenza da ciclo mestruale, le organizzazioni sindacali protestano e non lo fanno ad oltranza sino alla risoluzione dei problemi?
Vi do subito la risposta: ci troviamo di fronte alla solita finzione, ai soliti giochini, ai soliti imbrogli!
La realtà non è quella che si vuole fare apparire ma quella documentata dai i fatti.
E i fatti parlano chiaro: siamo arrivati al capolinea! la sanità non ha più soluzione!
Attendiamo ancora la riapertura della Medicina Nucleare (sic!).
E’ di questi giorni la chiusura di alcune postazioni di guardie mediche (tra cui Gallico) che, pur non pesando quasi nulla sulle casse regionali, crea gravi disagi per i pazienti.
L’Hospice di via delle stelle (una realtà positiva nel nostro territorio) e costretto a scendere in piazza per poter sopravvivere.
E per finire il cavallo di battaglia: come un fantasma aleggia a Reggio il centro cuore.
Il tutto mentre si moltiplicano, a dismisura, i disagi per i pazienti “senza colpo ferire”.
Anche le cicale hanno smesso di frinire: per cortesia un po’ di silenzio!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

NEANDERTHAL A REGGIO CALABRIA

Antonella Cinzia Marra, ricercatrice di Paleontologia- Paleoecologia e docente di “Paleontologia Evolutiva dei Vertebrati, ci ha fatto un bel regalo con la sua nuova pubblicazione “Neanderthal a Reggio Calabria” che è il primo volume della collana “Preistorie di Calabria” edito da Laruffa.
Trenta pagine (dense) da leggere “tutto di un fiato”, con leggerezza e con il piacere di scoprire un territorio (il nostro), mutato nel tempo, e che ricostruisce il nostro passato attraverso lo studio di un fossile.
Non semplicemente un documento per gli addetti ai lavori ma una storia (poetica) carica di umanità e che pone molti interrogativi.
Tutto ha inizio con il prezioso ritrovamento di un fossile da parte di Adolfo Berdar, nel 1970 in località Archi: un blocco compatto di ghiaia grossolana in cui vi era una mandibola umana. Piccola ma umana.
Questa scoperta ci porta a conoscenza che i Neandertaliani si erano spinti a Sud ed esisteva, 80.000 anni fa, una comunità anche a Reggio.
Un bambino Neandertaliano è la prova della loro presenza nel nostro territorio.
L’autrice, con la sua sensibilità, si pone e ci pone degli interrogativi: quali erano le emozioni e l’evoluzione della psiche nell’uomo di Neanderthal ?
La famiglia piangeva la morte di questo bambino ? I legami familiari erano cosi forti come i nostri ?
Ma la brava paleontologa (con l’amore e la passione che ha per il proprio lavoro) non si limita solamente a raccontare questa storia di un bambino Neanderthal a Reggio ma, con la competenza di una studiosa attenta e preparata e con l’animo della ricercatrice, ci rende edotti sulla geomorfologia del nostro territorio e ci consente di conoscere la fauna (ormai scomparsa) che popolava questo nostro territorio 100.000 anni fa.
Fauna composta dal grande Elefante Antico, dal Cervo Gigante e dall'Ippopotamo che sguazzava nei fiumi dell'antica pianurai San Francesco.
Ma chi pensa che “certi argomenti” possono essere solo oggetto di studio per pochi, da relegare tra stanze di fossili e “vecchiume vario”, sbaglia e Cinzia Marra ce lodimostra.
La lettura del suo libro lascerà una sensazione piacevole e il desiderio di voler approfondire l’argomento.
Grazie Cinzia !

Antonio Nicolò – Delegato alla Cultura al Comune di Reggio Calabria-

venerdì 5 giugno 2009

SANITA': UN MALE INCURABILE

Non si vuole salvare la sanità, almeno si salvi l’Hospice !
Ma va la sciocchini ! Credete ancora che, come Alice, viviamo nel Paese delle meraviglie !
In un onirico mondo sotterraneo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi !
Ed allora guardiamo in faccia la realtà!
Tra la “politica mediatica” e “ciarlatana”, fatta da proclami ed apparizioni pubbliche televisive (come l’ultima di Loiero) che servono ad ammaliare ed impietosire il cittadino, non dico sempre ma ogni tanto, si faccia (concretamente) qualcosa per i pazienti.
Un intervallo, un breve “spot pubblicitario”, di quelli con la mano sul cuore, fatto di cose concrete non guasterebbe.
Mi chiedo: se nelle dichiarazioni, a difesa della sanità, si fa riferimento a strutture che funzionano e che sono “il fiore all’occhiello” (e di questo ci si riempie la bocca,) come mai nel momento in cui esiste la reale possibilità della chiusura di una di esse non si fa nulla per impedirlo?
E’ possibile mai che bisogna intervenire con denunce, manifestazioni di solidarietà e quant’altro, per stimolare ad una soluzione, chi dovrebbe “responsabilmente” e “preventivamente” intervenire per evitare ulteriori danni in uno “scenario già desolante” della sanità ?
Non credo possano esistere giustificazioni di nessun genere se, paradossalmente, invece di tagliare i rami secchi di questa sanità, si preferisce “estirparne” le radici di quella che è esempio di una buona sanità.
La credibilità politica passa attraverso piccoli gesti significativi e fattivi, come potrebbe essere quella della “soluzione Hospice”, e non con tentativi (ormai consolidati) di ribaltare completamente la realtà : tecnica ormai consolidata che alla fine rischia pure di apparire convincente.
Verrebbe spontaneo dire che asino che raglia non mangia paglia: insomma, chi parla e non agisce, non conclude nulla.
Viviamo oggi un relativismo drammatico che fotografa esattamente il clima che domina nella nostra cultura: non è possibile rimanere indifferenti di fronte a pazienti che hanno la sfortuna di essere affetti da un male incurabile, e che non possono nemmeno usufruire di un sostegno medico e morale.
La nostra è una società che presenta la fobia dei principi e affoga nell’empirismo del successo ed esercita solo la voglia di salire su un palcoscenico.
Basta con le apparizioni pubbliche, per “imbonire ed addomesticare le masse”, per i propri tornaconti e si torni a fare politica al servizio degli altri e con “spirito missionario”: quello stesso spirito che anima gli operatori dell’Hospice, che per questo motivo non devono essere abbandonati.
Basta con le “elemosine” elargite “una tantum”, da “furbetti benefattori” che avrebbero invece il compito di trovare soluzioni adeguate e definitive: ove ciò non fosse possibile si trovi il coraggio di dirlo pubblicamente assumendosene le dovute responsabilità.
Non è possibile che periodicamente, con cadenza da ciclo mestruale, dobbiamo sentire il grido di allarme e di aiuto dell’Hospice e siamo costretti, tutti noi che abbiamo a cuore questo problema, a dover intervenire, per stimolare chi è deputato ad occuparsene, in quanto è dotato di quel potere che gli consente di farlo.
La sanità si costruisce (se lo si vuole!) iniziando a “preservare e tutelare”, con ogni mezzo, cio che è funzionale, efficiente ed utile come l’Hospice.
Ove ciò non avvenisse dobbiamo trarne le consequenziali considerazioni: la sanità in Calabria non è mai interessata a nessuno (tranne ai pazienti) e continua a non essere l’interesse da parte dei politici, se non per scopi elettorali ed utilitaristici.


Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al comune di Reggio Calabria-

sabato 23 maggio 2009

FONDIAMO I BRONZI

Il problema dei Bronzi di Riace ha una soluzione semplice, immediata, definitiva e che, soprattutto, alla fine metterà d’accordo tutti: vanno si trasferiti, ma in una fonderia per essere fusi, per farne una bella colata da riutilizzare (perché no !), per qualcosa che possa “servire” a noi reggini.
Potrebbe sembrare un’idea folle, partorita da una mente contorta, malata ; una provocazione “fuori luogo” di un “naif ed eccentrico balordo”.
Vi garantisco che, al contrario, vuole essere un “estremo gesto” per far capire la stupidità, coinvolgente e contagiosa, che riguarda noi tutti.
Se ne potrebbero ricavare varie “minuscole suppellettili”, da distribuire alle famiglie reggine, in maniera tale che ognuno possiede un suo “pezzo di Bronzo”, anch’esso unico ed irripetibile da mettere in bella mostra nelle nostre case e da esibire, orgogliosamente, ai nostri amici.
Il tutto non richiede una raccolta firme o alcun nullaosta al trasporto e neppure grandi spese.
Sono certo che questa mia “scellerata considerazione” farà irritare qualcuno, mentre i molti si limiteranno a fare “spallucce”, di fronte ad una idea cosi malsana e provocatoria.
Non fa nulla ! Il mio è un pretendere di drizzare le gambe ai cani: ne sono cosciente.
Se volete potete continuare nelle vostre “sciagurate diatribe bronzine”, nei vostri “balletti mediatici”, ma lasciatemi continuare nelle mie “farneticanti elucubrazioni mentali”.
Consentitemi, comunque, dire una cosa: non riuscirò mai a capirvi, né tanto meno riuscirò mai a capire dove volete arrivare (e mi riferisco ad entrambe le ipotesi: spostamento si, spostamento no dei Bronzi).
Al di là di quello che io definisco “ cafonesco opportunismo”, ad opera di tutti quelli che si sbracciano, si agitano e pontificano maliziosamente, non riesco a vederne il fine o la fine (storie infinite le nostre storie locali!): solo stupida ed inutile demagogia.
Mai una voce che si sia staccata dal coro, in un “assolo coinvolgente e dirompente”, solo un fastidioso brusio o (peggio) un silenzio assordante e funesto.
A Reggio si và avanti a promesse, tentativi (mai riusciti), speranze, illusioni, raggiri, giochi di parole criptiche, fiction e “cazzeggi vari”: di concreto nulla !
Di questi illustri signori venuti dal mare, dove riposavano in pace, credo non importi nulla a nessuno ! Quello che importa è non sentirsi derubati o presi per il naso: sciocchini, l’anello al naso che portiamo, da tempo immemore, non ce lo toglierà mai nessuno !
Il reggino soffre della “sindrome del rospo”. Avete presente il rospo, che resta fermo e immobile mentre il bimbo lo prende a sassate? E più viene colpito più si pietrifica, tentando (invano) di rendersi invisibile?
Ebbene, noi restiamo immobili di fronte a qualsiasi sollecitazione esterna.
Quella che viene definita una sassata da parte del Governo (sic!), perché non trasformarla in un’occasione per valorizzare il nostro territorio ? Perché restare fermi (anche se ci agitiamo, con i girotondi ! ) nel nostra “stagnazione mentale” ?
Il problema, ribadisco, non è Bronzi fuori o Bronzi dentro ma, cosa ne vogliamo fare di questi guerrieri ?
Essendo scettico, per natura e per esperienza di vita, e considerato che a nulla serve cercare di far ragionare chi non vuole (?), forse la soluzione che potrebbe “agitare le acque paludose di questa città”, sarebbe quella della fusione dei Bronzi.
Alla stessa maniera, per gli abitanti di Abdera (ma questa è un’altra storia che vi racconterò in seguito) che litigavano per l’ombra dell’asino, la soluzione (forse) sarebbe stata quella di eliminare il motivo del contendere: ammazzare l’asino !
Orsù ! Fondiamo i Bronzi e smettiamola di litigare: nell’uno e nell’altro caso (dello spostamento), sono certo, non riusciremmo a risolvere il nostro vero problema: crescere mentalmente !


Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-

I Bronzi e la Città

Mettersi la mano sul cuore se si ama la Calabria: recita cosi lo spot pubblicitario che, in questi giorni, vediamo in televisione.
L’immagine di un Bronzo di Riace, con la mano sul cuore, si presenta agli occhi (esterrefatti) di una turista che si accinge a fotografarlo.
Questo spot, vuole essere un invito alla riflessione per una soluzione al “problema Calabria”, un invito ad amare di più la nostra terra, un invito per uno sforzo in più che solo con l’amore si può fare.
Uno spot profetico, che sembra aver anticipato il problema di oggi: quello di spostare i Bronzi per il G8 a “La Maddalena”. La tentazione è forte: quale miglior vetrina del G8, ripresa dalle TV internazionali.
In questi casi il cuore da solo non basta, bisogna usare anche il cervello: dunque, l’altra mano mettiamola sulla testa.
Mi spiego: il cuore, inteso come lato passionale e viscerale (peculiarità nostra reggina), ci porta ad essere impulsivi, irrazionali ed agire “per emotività”, per istinto, potrebbe (in questo caso) portarci ad una scelta non giusta: ed allora, usare il cervello potrebbe rivelarsi utile e produttivo per la nostra città.
Con il cuore saremmo pronti a ribellarci a chiunque cercasse di privarci (anche per un breve periodo) di qualcosa che sentiamo profondamente nostro, per ovvi motivi: primo, l’esperienza (a ragione) ci porta a vedere una “fregatura” in qualsiasi proposta ci venga fatta; secondo, ci viene difficile “separarci” di qualcosa di importante che riteniamo ci appartenga; terzo, vorremmo capire cosa ce ne venga in cambio.
Per quanto mi riguarda, tenterò di essere quanto più razionale e lucido,senza mettere (completamente) da parte il cuore nella la ricerca di una “soluzione adeguata”.
Non mi è difficile farlo, perché ho avuto modo di pensarlo più volte, in quanto il problema dello spostamento dei Bronzi, si presenta con cadenza da ciclo (doloroso) mestruale e necessita, pertanto, una soluzione, quanto più possibile, definitiva.
Dicevo problema non difficile e tout-court esplicito la mia soluzione: i Bronzi possono spostarsi a patto che…..
Lasciatemi fare, in primis, una breve e banale considerazione che è sotto gli occhi di tutti: i Bronzi, cosi come sono oggi “sistemati”, sono sottodimensionati e poco “sfruttati”: di conseguenza, scarsa visibilità e poca valorizzazione degli stessi.
Inoltre c’è da dire che, in tutti questi anni, poco si è fatto per “mettere a frutto” questa risorsa che il mare ci ha voluto regalare.
Si è parlato dei Bronzi solo per lo spostamento ad Atlanta, per la loro clonazione, richiesta da parte degli emirati arabi e per una loro, eventuale, trasferta durante eventi significativi (ultimo il G8): ma è stato solo per questo che se ne parlato ! Se me lo consentite è pochino, per non dire niente, non vi pare!
Certo se, da una parte, questo s-parlare può stimolare la curiosità di alcuni, per venire a vedere i Bronzi, dall’altro ci porta anche a farci classificare come dei “provinciali- bigotti” ed essere accusati di un immobilismo borghese indolente..
Per quel che mi riguarda, ritengo necessaria un’apertura ad una esperienza simile (se gli esperti lo consentono) ad una ed una sola condizione: che i Bronzi ritornano nel più breve tempo possibile a Reggio dove ad attenderli ci dovrà essere una “giusta e definitiva” collocazione.
Naturalmente, questa nuova collocazione, essendo “definitiva” comporterebbe l’impossibilità di ulteriori trasferimenti futuri.
Ed allora, come potete ben capire, il problema non è quello (banale) di una “breve trasferta” (un cambiamento d’aria forse gioverebbe ai bronzi ed alla città), ma quello di una loro collocazione definitiva che non può (a mio giudizio) essere quella delle “quattro mura” di un museo.
In passato, insieme a Marcello Veneziani, avevamo lanciato l’idea di portare all’esterno, il Lungomare per intenderci, i Bronzi. Meglio “restituirli alla visione del mare” da dove sono venuti.
Cosa ritengo, pur non essendo un tecnico, fattibile in un epoca di grande tecnologia. Oggi i bronzi sono agli “arresti domiciliari”, “in punizione”: ed è un peccato!
In tal modo, i Bronzi, potrebbero essere subito visibili e “fruibili” da tutti e rappresenterebbero il simbolo della città di Reggio Calabria cosi come lo è La Sirenetta per Copenaghen.
Una “sistemazione definitiva” non lascerebbe spazio a tentazioni ed “appetiti” futuri da parte di nessuno e faremmo,certamente, il bene della Città di Reggio Calabria.

Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-

martedì 27 gennaio 2009

BUON LAVORO DIRETTORE

Gentile Direttore dell’Azienda Ospedaliera,
mi rivolgo a Lei, subito e pubblicamente, per augurarLe un proficuo lavoro (impresa non semplice) al fine di risollevare le sorti della sanità reggina, ormai retrocessa nella bassa categoria, per usare una metafora calcistica.
Personalmente non La invidio: di questi tempi, fare il Direttore Generale di un’Azienda è come orientarsi all’interno della foresta amazzonica.
Mi rendo conto che è inusuale il modo di darLe il benvenuto, ma i tempi e la tragicità lo richiedono.
Se Lei avrà seguito (come certamente ha fatto) le polemiche di questi giorni (e non solo di questi giorni), avrà chiara la situazione ospedaliera che l’attende.
Sicuramente Le sarà noto il “codazzo di servi” che puntualmente busseranno (se non lo hanno già fatto) alla sua porta per ottenere (mascherando come interessi collettivi) privilegi personali.
Amici e pseudo-amici dell’ultima ora che, inesorabilmente attratti dal potere, riescono a fare “prodigi di agilità dorsale” che, molto frequentemente, non vengono disdegnati dal “Direttore di turno”, il quale per l’incarico ricevuto non resiste alla tentazione di “lievitare” e “sollevarsi da terra” perdendo ogni contatto con la realtà.
Sono certo (conoscendoLa) che non è il caso suo; peraltro la situazione richiede di avere, proprio i piedi, saldamente ancorati per terra, e questa mia lettera altro non è che un invito a guardare dritto in faccia la realtà.
Pertanto la invito ad incontrare nei luoghi di lavoro, facendosi un giro per i reparti e servizi, gli operatori sanitari ed evitare di rinchiudersi nelle sue stanze dialogando con i soliti “quattro sindacalisti” le cui lotte (quasi sempre) sono strumentali.
Dopo questa breve, se pur necessaria premessa, vengo subito al nocciolo della questione.
Ritengo, conoscendo la realtà dove io stesso opero, ed in qualità di politico,di dover porre alla Sua attenzione (ove ve ne fosse bisogno), dei problemi di non difficile soluzione ma che meritano priorità rispetto ad altri non meno importanti.
Mi riferisco “in primis” alle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui (ormai da tempo) versa il nostro Ospedale: Le sarà sufficiente uno “sguardo”, anche non attento, per rendersene conto: una “spiacevole” visione si offrirà ai suoi occhi e le sembrerà di trovarsi in “un mercatino rionale” piuttosto che in un Ospedale.
La scarsa o nulla manutenzione dell’Ospedale che i suoi “illustri predecessori” non hanno avuto il buonsenso di fare ha ridotto l’Ospedale come una delle tante strabelle di Beirut.
Nelle ore notturne l’Ospedale diventa un luogo insicuro ed a rischio per gli operatori sanitari, in quanto l’accesso è libero a chiunque e difficilmente controllabile per le numerose vie di accesso (anziché essercene una sola di notte).
Parcheggi “selvaggi” e “scriteriati”, in quanto chiunque può sostare dove meglio crede non essendoci alcuna regolamentazione.
Questi sono alcuni degli esempi che trovano una “semplice soluzione” con una “banale regolamentazione” usando semplicemente il buon senso.
L’Ospedale è luogo dove il malato necessita di diagnosi e cura (il concetto è lapalissiano).
Per la prima, ossia la diagnosi, è necessario che principalmente i Servizi funzionino in maniera soddisfacente, per la seconda (la cura) è necessario che i nostri operatori sanitari (di alta professionalità) siano messi nelle condizioni di operare al meglio (intendo eliminazione dei ricoveri in barella, luoghi di lavoro a norma e strutture confortevoli per il malato).
Non voglio dilungarmi (l’elenco è lungo) e non voglio certamente darLe dei suggerimenti, in quanto è da molto tempo che Lei si occupa di sanità (e dunque persona competente) ma vorrei concludere con una banale riflessione: sarebbe bastato che ognuno dei “tanti” Direttori che l’hanno preceduta, avesse risolto un solo problema (tra i tanti che ci sono), uno solo, che oggi noi avremmo un ospedale funzionante e qualificato.
Nell’augurarLe buon lavoro ricordo a Lei, e ad ognuno di noi che tutti, prima o poi, avremo bisogno di un luogo dove ricorrere quando avremo un problema di salute: e questo è l’Ospedale, non dimentichiamolo !


Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-




domenica 25 maggio 2008

ANNO ZERO

Anno Zero. Non capisco, oggi, se è il titolo di una trasmissione televisiva oppure il momento cronologico in cui si trova la Regione Calabria.
Dopo aver visto la trasmissione di Michele Santoro, io come credo anche voi ho avuto un senso di vertigine, di smarrimento e di disorientamento.
Personalmente mi sono sentito come un cencio strizzato perché , a parte i momenti di magia ciarlatanesca e dell’evasione metafisica degli ospiti politici, lo spaccato che ne è venuto fuori ha certamente del drammatico.
Visto dal marciapiedi, con l’occhio dell’uomo della strada mi sono sentito un poveretto, una persona inutile, come non mai, e alla mercè di un manipolo di briganti e lazzaroni.
Qualcuno mi dava l’impressione del mago Houdini, in procinto di buttarsi a mare, mani e piedi incatenati.
Io ho realizzato con maggior chiarezza di avere le mani legate e forse anche i piedi.
Ho notato che i giovani di Locri hanno ancora la bocca libera (?) ed in qualche modo facevano da contraltare al vuoto ideologico e morale dei personaggi in ordine di apparizione.
Se la vita è teatro, come diceva Pirandello, è giusto che la gente si diverta a recitare una commedia.
Ma cosi non è, almeno in questo caso. Siamo nel reale, nel quotidiano.
E’ emersa una realtà amara, a detta di tutti, e cioè che la mafia e la politica sono sinonimi in questa terra.
I giornali e la televisione, quasi sempre, non raccontano la verità neanche per sbaglio ma questa volta abbiamo visto e sentito delle cose che sono indubitabili (ove ve ne fosse mai bisogno) e vere.
I soggetti che abbiamo visto, i politici, la gente che ha avuto qualcuno ammazzato, il contorno e gli scenari con relative scene, esistono.
Di cosa siamo stati spettatori inermi?
Di chi, come Zavettieri, certifica che il tentativo di essere ammazzato rientra nella logica di far prevalere una parte politica rispetto ad un’altra. Chi goffamente, come un viceministro, cerca di capovolgere con maestria i fatti per servirceli come un piatto digeribilissimo. Chi come Storace vede come unica soluzione (Sic!) di lasciare indicare al partito anche per le elezioni regionali l’eventuale rappresentante ( come se non bastassero i deputati e senatori già imposti dall’alto).
Per non parlare della gag comica di Crea.
In questa tragica realtà continuano ad appiopparci tisane e messaggi rassicuranti senza avere alcun rispetto del nostro apparato digerente.
Quando nella seduta comunale sul problema mafia ebbi a proporre di sottoporci tutti, volontariamente e per chiarezza verso chi ci ha votato, ad indagine patrimoniale (compresi assessori e dirigenti) è sceso il silenzio e si è fatto finta di non capire.
Ed allora viene in mente la Rupe Tarpea. Da buttare tutti giù !
Ti viene in mente che la politica dalle nostre parti merita di finire in un palchetto tra la tazza ed il bidet.
Ma questa trasmissione di Santoro nella sua crudezza , nella sua ironia confermano inquietudini e timori tra le persone per bene.
Le uniche cose serie le ho sentite dire ai ragazzi di Locri (si leggeva anche nei loro volti la sfiducia verso i politici) che stanno lavorando ad un programma serio e concreto per portare avanti le loro idee e la lotta contro la mafia.
Per noi è inutile nasconderci dietro le discussioni sterili, con il solo risultato di rendere più profonda la pozza nella quale siamo caduti e che non fanno altro che rendere sempre più manifeste le infermità e le debolezze della natura umana.
Alleanza Nazionale che ha sempre fatto della legalità la sua bandiera è assente, ingessata, proiettata verso il Ppe, giusto per dimenticare tutto ciò che apparteneva alla Destra. E’ li ferma che aspetta un taxi ed i suoi sostenitori si ritrovano con la disperazione di Diogene.

Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale