mercoledì 30 settembre 2009

BRONZI A... CLONAZIONE


Il Consiglio di Stato, finalmente, ha risolto (spero) definitivamente il problema dei Bronzi, che da sempre è stato motivo di discussione nella nostra città, consentendone l’eventuale clonazione .
Se cosi stanno le cose possiamo (volendo) impegnarci affinché si riproducano quanti più guerrieri possibili tali da costituire un esercito, cosi numeroso, da poter conquistare il mondo !
Invaderemmo le città, le metropoli, le regioni e le nazioni ed in breve tempo saremmo al “centro del mondo”.
Ho voluto esasperare la clonazione (so che è limitata alla “parte scientifica”e spero alla coscienza) solo per far comprendere sin dove arriva la nostra stupidità.
E meno male che (mi riferisco alla stupidità) non la possono clonare, altrimenti creeremmo danni !
Nell’era del cretino, purtroppo molte decisioni vengono presi da….cretini e, pertanto, il risultato non può che essere catastrofico.
Da quasi trenta anni questi guerrieri, che rappresentano un patrimonio culturale ed artistico di valore universale, non sono stati valorizzati ne utilizzati al fine di incrementare quella cosa di cui tutti e da sempre si riempiono la bocca: il turismo.
Pensate, è come avere Pelè e Maradona insieme nella Reggina e tenerli in panchina !
Forse sarebbe stato meglio se li avessimo lasciati nel fondale melmoso del Mare Ionio, invece di collocarli nelle acque stagnanti di questa palude che è la nostra città.
Quello che voglio dire (ove non fosse stato chiaro) è che parlare di opportunità di trasferimento, di collocazione solo per essere schierati l’un l’altro armati è da stupidi !
Parlare di un progetto, di un’idea, di un sogno da realizzare per questi guerrieri e per la nostra città che li ospita, ha un senso…..altrimenti rimane solo “mediocre e stucchevole poesia” fatta da “venditori di pentole” per massaie un poco tonte.
Ha senso confrontarsi su quale possa essere il mezzo migliore per sfruttare questi capolavori, che il mare ci ha regalato; in che maniera e con quale mezzi possiamo veicolare la loro immagine nel mondo per stimolare la curiosità e l’interesse dei turisti; come integrarli e farli entrare in un “circuito artistico” virtuoso da proporre al visitatore; come valorizzare la loro immagine trovando una giusta collocazione che non sia un “angusto spazio museale” ed, infine, tutto ciò che può produrre utilità per il turismo a Reggio.
Nel dire queste cose non mi aspetto di essere proposto per il Premio Nobel (considerato la banalità della riflessione) ma invitare chi legge a cercare di capire del perché non se ne parla.
Perché non si organizzano studi, si abbozzano progetti, non si fanno convegni dove si discuta di questo e di quanto altro possa servire alla crescita turistica e culturale del territorio ?
Perché ci si accapiglia sui pettegolezzi e sulle voci da corridoio ? Perché la buttiamo sempre in politica ? Perché pur di far un dispetto alla parte politica avversa non tentiamo (solo un tentare) un dialogo costruttivo ?
Ve lo dico io !! Siamo piccini, “nanerottoli insipidi” ed inconcludenti ! Pensiamo sempre e solo al vantaggio personale o politico incuranti del danno che arrechiamo alla comunità !
E questo discorso è valido per ogni cosa che riguardi il “famoso e fumoso” bene comune.
Bisogna voltar pagina (anche se la vedo difficile) se vogliamo riacquistare un pochino di credibilità, dobbiamo essere più concreti e più rapidi nel fare, lenti a promettere ma veloci a mantenere e soprattutto dobbiamo amare la nostra città ed i nostri concittadini.
Questa possibilità della clonazione dei Bronzi, che il Consiglio di Stato ci ha regalato, spero divenga anche una possibilità per “aprire” le menti ottuse di chi detiene il potere al fine di fare quello che sino ad oggi non è stato fatto: utilizzare al meglio quello che potrebbe essere il nostro petrolio in Calabria e cioè i Bronzi di Riace.
Altrimenti continueremo a fare come gli abitanti di Abdera che litigavano per l’ombra dell’asino.
Capito beduini !!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl del Comune di Reggio Calabria -

giovedì 10 settembre 2009

IL DIRITTO ALLA SALUTE E' UGUALE PER TUTTI


Se ci fate caso (ne sono certo) quando un problema di salute riguarda un uomo pubblico, ecco che c’è l’attenzione mediatica con il solito rituale di “interventi giustificativi” e di “pseudopressione politica” che farebbero illudere per una soluzione del problema.
E parlo della cardiochirurgia, ma non solo di questa !
Ricordo, a voi tutti, che l’idea di una cardiochirurgia a Reggio nasce (purtroppo) sempre da un problema di salute che ha visto coinvolto sempre un uomo politico.
Oggi, tra dubbi ed incertezze relativi alla sua realizzazione, se ne riparla con insistenza proprio perché un altro politico si è trovato coinvolto in una problematica seria di cuore.
Indubbiamente sono felice quando un ammalato viene adeguatamente curato e si giunge felicemente ad una guarigione; doppiamente felice quando si salva la vita ad una persona, chiunque essa sia!
E’ certo che, personalmente in qualità di medico, un politico o l’”uomo della strada” per me pari sono di fronte alla salute, ma (in certi casi) una riflessione si impone in maniera preponderante: pensate che identico problema a quello di Morabito non sia capitato in tutti questi anni a “comuni e banali” cittadini ? Se ne parlato ? Sapete come si è risolto ? Pensate che il problema sanità debba essere affrontato solo nel momento in cui rimangono coinvolti “persone note” o (peggio ancora) quando si verificano casi di mala sanità ?
Conosco la risposta ! Tutti siamo d’accordo che bisogna migliorare la sanità, che la colpa del dissesto è sempre delle precedenti gestioni, che l’interesse della salute è prioritario rispetto ad ogni altra cosa, che si sta lavorando in maniera seria con interventi, programmazione, controlli, verifiche, progettazione, che in fondo non bisogna denigrare, che abbiamo anche delle eccellenze, dei validi professionisti, che la sanità non funziona dappertutto, etc. etc..
Stronzate ! Scusatemi ma sono tutte stronzate !
Dico questo perché ad oggi non ho visto neanche il “minimo tentativo” di affrontare il problema della sanità in maniera seria: si va avanti a proclami entusiastici, a denunce, a promesse, a “pseudosoluzioni” e risoluzioni di problemi ma mai (dico mai) una presa di posizione seria e lungimirante.
Per essere chiaro vi faccio qualche esempio.
E’ sotto gli occhi di tutti il degrado e lo sfascio dell’Ospedale Riuniti, le difficoltà legate a carenza di personale ed attrezzature ma la cosa sembra lasciare indifferenti tutti.
Avevo ipotizzato la costruzione di un nuovo ospedale per Reggio (necessario!) ed avevo offerto una soluzione per l’utilizzo del “cosiddetto” Ospedale Morelli (creazione di un dipartimento di OncoEmatologia).
Della necessita di costruire un nuovo ospedale sembra ne siano convinti un po’ tutti ma ancora nessuno, di quelli che ha potere decisionale, ha fatto qualcosa in tale direzione !
Stessa cosa dicasi per il Morelli ! Da più parti si dice che l’ospedale (?) è sotto utilizzato ma anche in questo caso chi dovrebbe parlare….tace.
Di certo io non mi stancherò di lottare !
La lettera dei genitori di Sara Sarti (equilibrata e sincera), la bimba morta in ospedale a Locri, descrive perfettamente una realtà ed offre un’unica soluzione, che condivido pienamente, ed è quella che da anni io vado suggerendo inutilmente: la sanità deve ritornare in mano ai medici !
A quei professionisti (e sono tanti) seri, preparati e che si prendono cura degli ammalati.
Questi medici che sino ad oggi si sono preoccupati soltanto di lavorare con coscienza e con professionalità, garantendo cosi il servizio ed, a volte, facendo la fortuna di molti primari e di medici la cui carriera è legata ad un carrozzone politico o al caso fortuito !
Purtroppo molti di questi medici sono stanchi e rassegnati, di fronte a cosi tanto degrado morale e civile, e molti prossimi al pensionamento.
Cosa fare quando si è in pochi a lottare ? Cercare l’aiuto di altre persone interessate al problema !
Cerchiamo, noi medici, nei cittadini/pazienti l’aiuto necessario per migliorare la sanità, portandoli a conoscenza e rendendoli partecipi dei problemi.
Insieme forse potremmo cercare di porre fine ad un declino inarrestabile della sanità !
Antonio Nicolò – Medico e Capogruppo Pdl al Comune di Reggio _

venerdì 4 settembre 2009

UN NOVELLO SAVONAROLA


Concordo pienamente con l’On. Nino Foti: ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale !
Questo è quanto affermato da Foti, relativamente alla situazione calabrese, avanzando di conseguenza la proposta di un governo politico di salute pubblica.
Proposta che (naturalmente) ha trovato il consenso in pochi “eccentrici politici naif”, che fanno sentire la propria voce, solo nelle ricorrenze o nelle grandi occasioni (cioè quelle in cui dovrebbero tacere !)
Voglio essere chiaro e diretto , affinché non vi sia dubbio alcuno, su questa mia affermazione: se la politica calabrese (e perché no, reggina) è rappresentata da “personaggi” come l’Onorevole Foti, l’emergenza ha assunto i connotati di una catastrofe.
E già perché il nostro, già provato, “ecosistema cerebrale” ha raggiunto un limite di tolleranza tale che non riesce a tollerare più le idiozie o, ancor peggio, gli “squallidi giochini” di una politica becera e piccina.
E, per amor del cielo, allontano subito da me il pensiero (capirete, nasce spontaneo) che le affermazioni fatte da Foti possano rispondere a logiche “diverse” da quelle squisitamente politiche.
Preferisco pensare che Foti, come la Bella Addormentata, svegliatosi da un lungo sonno si sia trovato catapultato in una realtà a lui sconosciuta.
Cosi, come un buon samaritano, preso da “compassione” per questa nostra terra, ha aguzzato l’ingegno (sottoponendo a duro sforzo i suoi neuroni) tanto da venir fuori con una proposta che definire bizzarra è un eufemismo: un governo politico di salute pubblica.
Verrebbe da chiedersi: possibile che tutto ciò sia farina del suo sacco ?
La cosa che più sconcerta (credetemi) è l’incoscienza di “certe affermazioni” ed anche l’inaspettata ed incomprensibile “timida condivisione” da parte dell’Onorevole Valentino.
Strabiliante! Due rappresentanti politici reggini che, anziché sostenere la candidatura di un proprio concittadino illustre, quale è Scopelliti, che ha dimostrato con i fatti una buona gestione di governo cittadino ed una lungimiranza politica, cercano di ostacolarlo.
In un momento in cui da più parti viene indicato, da autorevoli esponenti politici, quale “candidato naturale “ Giuseppe Scopelliti, ecco il “coup de theatre” del novello Savonarola, dell’Illuminato Foti le cui parole, pure come “distillato di neve tibetana”, disorientano e lasciano perplessi.
E si, perché anche il più stupido dei cittadini si chiederebbe: ma questo signore mentre si consumava il dramma alla Regione Calabria, mentre tutto andava alla deriva, come mai non ha alzato forte la sua voce per denunciare, per proporre un rimedio, per porre un freno ?
Come mai, in questi anni, nessun accenno alla scarsa o nulla opposizione al governo Loiero ? Come mai nessuna indignazione dinnanzi ad arresti eccellenti ? Perché si è sempre taciuto dinnanzi ad una “combriccola di indagati” ? Solo oggi auspichiamo giustizia ?
Ed ancora ! Sarebbe interessante capire se, in questo tanto auspicato “governo anticlientelismo”, troverebbero spazio nelle liste candidati già indagati e/o condannati ? E già perché di questo Foti si guarda bene di farne cenno!
Troverebbero ancora spazio in questa politica soggetti “nominati” e non eletti dal popolo ?
Gente che non è stata eletta con i voti dei cittadini e che poi si ergono a paladini di giustizia ?
Le “farneticazioni” di Foti potrebbero lasciarci indifferenti, in quanto provenienti da una persona che dimostra “scarsa considerazione” dell’intelligenza altrui, ma ci “irritano” perché hanno il sapore di proclami propagandistici e non di scelte maturate e condivise in un percorso politico partito da lontano.
La cosa “sconfortante” è quando afferma che “non è etico sperare di imporre dall’alto, solo in virtù di buoni rapporti personali, una propria candidatura”.
Onorevole Foti la sua elezione a deputato a quale “congiunzione astrale” favorevole appartiene?
Il Sindaco di Reggio ha lavorato cosi bene in questi anni per guadagnarsi la stima e la simpatia di tantissimi big della politica e di tutti i cittadini, tanto da aver meritato l’appellativo di “Sindaco più amato d’Italia”.
Ha prodotto un “modello Reggio”, preso ad esempio da altre amministrazioni, ed ha raggiunto eccellenti risultati politici, conquistando sul campo i galloni (non con investiture divine !)
Il tutto (naturalmente) non poteva che attirare l’invidia e la “resistenza” di chi vuol continuare a far politica con i “soliti giochini” mascherati da “amor patri”.
Mi creda: sarebbe stato meglio tacere ! La Calabria ha già tanti guai da sopportare e ….se dobbiamo preoccuparci anche di chi vuole “agitare le acque” chissà per quale oscuro motivo, allora siamo belli e fritti !
Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale

mercoledì 2 settembre 2009

UNA DEPENDANCE DELL'OSPEDALE RIUNITI

Se provate a dare una definizione di ciò che è l’ospedale Morelli la cosa vi riuscirà difficile!
Certamente, non può essere considerato un vero e proprio ospedale in quanto carente di pronto soccorso medico, di sale operatorie reparto di rianimazione.
Inoltre, se dico che questa struttura , di recente costruzione, è sotto/scarsamente utilizzata non farei altro che ripetere ciò che tante volte ( da più parte) è stato detto.
Pertanto, dire che all’Ospedale Morelli trovano sistemazione alcuni reparti medici e servizi che svolgono un’attività ridotta, rispetto a quelli dei Riuniti, non dovrebbe (spero) scandalizzare nessuno.
Ma tutto ciò non può (non deve) passare sopra le nostre teste come delle banali “nuvole passeggere” perché, se di nuvole trattasi, sono “nuvole minacciose” che preludono un temporale !
Mi spiego: l’Ospedale Riuniti è a “rischio implosione” (strutture fatiscenti spazi esigui).
Nasce da questo assunto la mia proposta di un nuovo ospedale, che costerebbe di meno rispetto ad una “ristrutturazione globale”; l’Ospedale Morelli è notoriamente definita una “dèpendance” dei Riuniti (per pochi privilegiati), con ampi locali e qualche attrezzatura tecnologicamente avanzata non utilizzati pienamente.
Questo naturalmente, se me lo consentite, non può essere tollerabile (e non ce lo possiamo permettere) nel momento in cui si parla di sprechi e mala sanità.
Ed allora signori , cerchiamo di essere seri : è giunta l’ora di “mischiare le carte” ed iniziare una nuova partita !
Non può esserci altra soluzione che una migliore e più proficua utilizzazione delle risorse , che avvantaggi sia il paziente (non l’utente !) che il medico.
Insomma, una soluzione che alla fine consenta un miglioramento della sanità ospedaliera reggina nel suo insieme.
Ecco (sinteticamente) la proposta ed i relativi vantaggi !
L’Ospedale Morelli deve ospitare un dipartimento di Onco-Ematologia, che sia attrezzato e provvisto di tutto ciò che ci sia di tecnologicamente avanzato.
Dunque presso questa struttura dovranno trovare posto l’ematologia, l’oncologia un laboratorio analisi, una radiologia, il Centro Trasfusionale ed il Laboratorio di Genetica.
Naturalmente, i pazienti che fanno riferimento a tale struttura, non necessitano di interventi urgenti ma programmati e, pertanto possono serenamente ed adeguatamente essere seguiti dai medici nel migliore e più completo dei modi.
Capirete che un lavoro sinergico, concentrato in un solo ospedale, significa miglioramento della qualità dei servizi per il paziente e migliore confort per questi soggetti già penalizzati da patologie croniche e gravi !
All’ Ospedale Riuniti potrebbero e “dovrebbero” trovare posto la cardiologia, la medicina e le Pneumotisiologie in carico (ad oggi) al Morelli.
La conseguenza è che finirebbe l’annosa “questione barelle” del reparto medicina, una migliore utilizzazione del personale, medico e paramedico, con conseguente miglioramento della prestazione medica !
Non ultimo (e non per questo meno importante ) si potrebbe risolvere definitivamente anche il problema del Pronto Soccorso con strutture più ampie ed adeguate !
Infatti nonostante i ripetuti “rimaneggiamenti” strutturali ad oggi l’Ospedale, di una grande città come è Reggio (dove fa riferimento tutta la provincia), non è provvisto di un Pronto Soccorso adeguato alle sue necessità.
Naturalmente non sono cosi sciocco da credere di essere ascoltato (sostenuto) nei miei suggerimenti ma io….insisto ! Antonio Nicolò- Capogruppo Pdl al Comune RC-

lunedì 31 agosto 2009

LA BOLGIA INFERNALE DELLA SANITA': COME USCIRNE


Credo che bisogna essere chiari (se possibile sino in fondo) sull’emergenza sanitaria in Calabria: avere idee precise per tentare l’uscita dalla “bolgia infernale” in cui ci troviamo.
La vergogna che dovrebbe indurre a tacere la classe politica Calabrese tutta, la rabbia ed il dolore dei parenti delle vittime della malsanità, il silenzio incomprensibile della categoria medica, l’impotenza e la rassegnazione dei pazienti/cittadini, il ruolo poco chiaro dei media, sono tutte cose che debbono essere considerati senza infingimenti e con la massima libertà ed onestà se vogliamo venirne fuori: insomma parliamo chiaramente e diciamo le cose come stanno sino in fondo !
La classe politica (tutta, e sottolineo tutta!), unica e vera responsabile dello sfacelo della sanità calabrese dovrebbe avere almeno il pudore di tacere, il buonsenso di mettersi da parte (considerato il fallimento), di nascondersi agli occhi della gente o, in alternativa, agire concretamente.
Dalle parole di questi signori appare chiara la “disonesta intellettuale”: la Lo Moro accusa Loiero di aver affossato la sanità calabrese negli ultimi due anni e Loiero di rimando ricorda alla Lo Moro che lei stessa aveva detto che non esiste deficit nella sanità calabrese (oggi sappiamo esistere il dissesto economico, la bancarotta).
Ricordo due dichiarazioni/proclami fatte dagli stessi e che rendono il “senso del ridicolo” di questi signori!
Loiero (dopo i primi decessi di malasanità): mai più morti simili in Calabria ! Lo Moro: la sanità calabrese funziona perfettamente !
Facile a parole fare proclami simili (ahime riportati anche dai giornali e dalle televisioni !).
Oggi il centrodestra (in prossimità delle elezioni regionali) con i suoi consiglieri alza la testa per gridare allo scandalo ed alla catastrofe, dopo aver contribuito allo sfacelo (durante la propria gestione) ed aver taciuto durante questa legislatura di centro-sinistra (in quanto connivente).
La relazione della commissione Serra/Riccio è sufficientemente chiara ed esplicativa sulla situazione: commistione politico/mafiosa, sprechi e ruberie varie, Direttori Generali non in possesso dei titoli, ospedali fatiscenti e non a norma.
I correttivi dovevano andare in tale direzione: chiusura/riconversione di alcuni ospedali, taglio agli sprechi, controllo e sanzioni per evitare le truffe, personale qualificato e titolato alla guida delle aziende ospedaliere. Nulla di tutto ciò è stato fatto.
Ed allora ripartiamo da questo benedetto commissariamento per rimettere ordine nella sanità calabrese: non è certo la panacea ma almeno “rimarchiamo” l’inefficienza politica !
I medici, in gran parte validi professionisti, devono capire che è giunto il momento di dire basta: devono partecipare in maniera attiva alla gestione della sanità, denunciare chi non li mette nelle condizioni adeguate a svolgere il proprio lavoro (carenza di strutture, tecnologie avanzate e personale qualificato): non basta compiere il proprio dovere perché il più delle volte si è coinvolti in situazioni delle quali non si ha alcuna responsabilità personale (fermo restando che chi viene riconosciuto colpevole, dopo sentenze certe, debba pagare).
I pazienti debbono stare dalla parte del medico e viceversa: da questa sinergia si può porre freno all’arroganza del potere politico ed al malaffare della sanità ! Entrambi (medico/paziente) devono essere supportati dai media: anche giornali e televisioni debbono contribuire alla “costruzione della sanità calabrese” ormai ridotta da anni come l’autostrada Salerno-Reggio
E’ il momento questo di dare segnali forti di concretezza se si vuole uscire dalla stagnazione e dal putridume.
Personalmente aspetto la risposta dell’individuazione ed assegnazione del sito per costruire il nuovo ospedale a Reggio cosi come aspetto da chi è alla gestione della sanità calabrese una risposta adeguata al problema: riconversione e taglio di ospedali inutili e costruzione di nuove ed adeguate strutture; costruzione di un’efficiente e tempestiva rete di emergenza-urgenza.
E non sarà certamente un caso che il primato di sprechi e di pericolosità delle strutture sanitarie sia dalle nostre parti.
Qui tutto va tutto a rilento, prevale l’arroganza, l’incompetenza, il malaffare, la corruzione e cosa più grave di tutto…….l’impunità.Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

domenica 30 agosto 2009

LE SOCIETA' MISTE: QUALE UTILITA' ?


Società miste ? Non meniamo il can per l’aia né (tanto meno) cerchiamo di cincischiare, per non affrontare il problema in maniera seria.
Tra proposte di commissioni d’inchiesta (bipartisan), tra richieste di sedute di consiglio comunale ad hoc, tra messaggi “subliminari” di eccessivo costo per il Comune (40 milioni di euro l’anno di spesa corrente) e tra inviti alla trasparenza si preferisce giocare anzichè andare dritto al cuore del problema.
Se me lo consentite lo farò io, com’ è mio solito fare, e dunque dirò tout court che la strada di qualche società mista va abbandonata !
Questa mia riflessione nasce da un “comune sentire” di molti consiglieri di maggioranza, e non,fermo restando che la soluzione deve essere rapida (anche se non indolore) al fine di evitare conseguenze peggiori.
Le scelte debbono essere fatte con valutazioni che attengono all’efficienza, all’economicità e all’efficacia dei servizi stessi e che sia pertanto in relazione alle esigenze proprie della collettività.
Ma per fare ciò è necessario aprire un confronto, un dibattito sulle società miste non più procrastinabile.
Il tutto per comprendere, considerato che parliamo di soldi (anche) pubblici, se la società sta portando a termine la “missione” di esercizio di attività a rilievo pubblico che le è stata affidata: ecco che il bilancio passa in secondo ordine se tale società non adempie a pieno al ruolo che le è stato assegnato!
Posizioni di comodo o di rendita non possono e non debbono essere più consentite a nessuno: la valutazione deve essere scevra da qualsiasi forma di “sostentamento”.
Se una società mista è antieconomica senza ombra di dubbio deve essere sciolta !
La richiesta di un consiglio comunale incentrato sul tema delle società miste è stata avanzata da numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione: è necessario discutere, valutare, ascoltare, proporre, progettare e se necessario…….tagliare.
Il nostro caro Presidente preso com’è dai “segreti di Pulcinella” non ha trovato ancora il tempo per convocare questo ed altri consigli comunali su temi altrettanto importanti.
Ma come si sa la politica è diventata l’arte della finzione, l’arte di rendere credibili anche le cose più assurde ed oltre a questo ormai sta diventando…. l’arte della comicità: si fa a gara a chi riesce a far ridere di più.
Ed allora credo sia giunto il momento di affrontare seriamente il “problema società miste” ed il posto più adatto per farlo (vi sembrerà strano) è il consiglio comunale.
Il tutto previa audizione e relazione pubblica dei presidenti delle società, acquisizione di atti importanti per una corretta valutazione (anche attraverso una eventuale commissione) per giungere al fine (responsabilmente) a delle decisioni che siano a tutela dei cittadini contribuenti: i soldi pubblici vanno spesi ed investiti ma…..in maniera adeguata e soprattutto utile al cittadino.
Se qualcosa non và per il verso giusto, o secondo gli intendimenti per la quale era nata, non vi deve essere nessuna difficoltà a riconsiderarla alla luce di fatti nuovi ed acclarati!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale -

mercoledì 19 agosto 2009

UN NUOVO OSPEDALE PER REGGIO

Quello che è emerso dal convegno politico della sinistra , mascherato da conferenza stampa, tenutosi all’Azienda Ospedaliera, non è nulla di più rispetto a quello che già si sapeva: un ospedale fatiscente, con il 65% delle attrezzature obsolete, che deve essere “messo a norma”, da ristrutturare e che dovrà continuare ad essere un cantiere aperto da qui ai prossimi venti anni.
Il tutto con una “modica spesa” di 100 milioni di euro…quanti basterebbero per costruire un ospedale nuovo di zecca.
Ma la cosa che più lascia perplessi è l’indifferenza e la mancanza di programmazione.
Per quel che mi riguarda la cosa più interessante è che incomincia a “prendere corpo” la mia idea della costruzione di un ospedale nuovo.
Infatti a ribadire questo concetto (anche se a denti stretti) è stato il duo Naccari-Tripodi che nella loro performance non hanno potuto fare a meno di ammetterlo !
E già perché la necessità della costruzione di un nuovo ospedale, cari signori, non può essere più nascosta !
Dico subito il mio timore: l’idea della costruzione di un nuovo ospedale può essere utilizzata da chicchessia come specchietto per le allodole, da utilizzare al bisogno !
Ma vale la pena correre questo rischio ! Almeno se ne parla !
La realtà, oggi, non è confortante !
Insomma, siamo pronti a buttare un sacco di soldi nel tentativo di “rattoppare”questo nostro “caro vecchio ospedale” consapevoli che comunque resterà sempre una struttura vetusta ed obsoleta.
Parlare di costruzione di un nuovo ospedale, a questo punto, non è certo lungimiranza politica ma un non voler voltare lo sguardo da un’altra parte di fronte a cosi tanto degrado.
Per quel che mi riguarda ed è di mia competenza un “pressing” a questa Amministrazione lo sto facendo.
Uno staff tecnico del Comune, su disposizione del Sindaco, è già all’opera per individuare e destinare l’area dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale: nessuno può tirarsi indietro pena il collasso della sanità a Reggio.
Cosi come si costruiscono ospedali nuovi dappertutto è necessario che anche a Reggio ciò venga fatto !
Sia per la prospettiva, ormai non tanto futura, di un’area metropolitana ed anche perché ormai tutta la provincia fa riferimento all’ospedale di Reggio.
Più si accelerano i tempi e meno sarà lo spreco economico e, certamente, si avrà un conseguenzale miglioramento nelle prestazioni sanitarie.
Tradotto vuol dire che tutta la classe politica reggina deve “necessariamente” coalizzarsi intorno a questo progetto per giungere rapidamente all’ unica soluzione che soddisfi tutti e principalmente l’ammalato: continuare con la solita logica significa contribuire a peggiorare la sanità in Calabria!
Sinteticamente e per concludere: molti ospedali inutili e fatiscenti vanno chiusi e pochi ospedali moderni e di nuova concezione vanno costruiti.


Antonio Nicolò- Capogruppo Pdl al Comune






venerdì 7 agosto 2009

NON ACCETTO IL SILENZIO SUL NUOVO OSPEDALE

Mi sforzo, ancora una volta, di affrontare in maniera seria un problema importante, quale è quello relativo all’ospedale cittadino, con la speranza di non trovare l’indifferenza, il pressappochismo e (a voler essere benevoli) la superficialità dall’altra parte!

Non possiamo più cincischiare ed è necessario che iniziamo ad individuare il sito per il futuro nuovo ospedale della città di Reggio.
Accogliamo con piacere la notizia dei quattro nuovi ospedali che verranno costruiti in Calabria, un territorio dove il degrado e l’incuria regnano sovrani !
Bene! Era ora, ma principalmente era necessario, e per questo siamo soddisfatti ma… iniziamo a gettare le basi anche per un nuovo ospedale a Reggio.
E facciamolo, non certo per spirito di emulazione ma, con la consapevolezza che esiste una “reale ed impellente necessità”: una scelta improrogabile e che non ammette alcun ritardo !
Sfido qualsiasi “stupido avventuriero” a dimostrarmi che mi sto sbagliando nelle mie valutazioni e che, pertanto, mi sono “bevuto il cervello”!
Accetto qualsiasi confronto ma… non accetto il silenzio, il menefreghismo e la rassegnazione !
Siamo seri ! Cerchiamo, solo per un attimo, di usare il cervello e non insistiamo a continuare a “navigare nelle acque stagnanti e paludose” della nostra grettezza mentale!
Ed allora il primo passo è, indubbiamente, quello di stabilire il luogo dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale.
Dico questo dando per scontato che siamo tutti consapevoli dell’esigenza di avere al più presto un ospedale funzionale, moderno e che sappia rispondere alle esigenze della cittadinanza reggina ! Se qualcuno è scettico al riguardo farebbe bene a documentarsi prima di parlare !
E per il sito, da destinare per la costruzione, non vi è alcun dubbio che debba occuparsene questa Amministrazione !
Deve certamente essere un luogo posto nella vicina periferia della città, già ben collegato con le grosse arterie stradali, e facilmente raggiungibile !
Un luogo abbastanza ampio da permettere di avere una struttura con una concezione nuova a “sviluppo orizzontale” (che occupa più spazio ma estremamente funzionale), con locali adeguati per reparti e servizi, un pronto soccorso moderno ed attrezzato, parcheggi (per i dipendenti e l’utenza) ed ampio verde attrezzato.
Soffermiamoci solo un attimo a riflettere e guardare in faccia la realtà: tanti e troppi sono i lavori che debbono essere affrontati nell’attuale ospedale reggino.
Lavori di ristrutturazione, di messa a norma, di ampliamento delle strutture e quanto altro che devono necessariamente essere fatti ( per legge)e che comportano una spesa enorme.
Con il risultato di avere, comunque, un ospedale sempre vecchio e poco funzionale !
Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà ed affrontare il problema in maniera definitiva e nel migliore dei modi: anche uno stupido capirebbe i vantaggi di costruire un nuovo ospedale a fronte dello spreco di tanti soldi che necessariamente debbono essere spesi in una struttura fatiscente qual’ è oggi l’ospedale.
E poi desidererei che, chi ne ha il compito, verificasse se è stato fatto il collaudo dell’ospedale per capire in caso di sisma quale sia la tenuta della struttura.
Credo (anzi sono certo!) che questa verifica non sia mai stata fatta e dunque, come potete ben comprendere, siamo nelle mani del buon Dio (nella migliore delle ipotesi) o della Natura !
La mia proposta, della costruzione di un nuovo ospedale, ha già trovato ampio consenso non solo tra gli operatori sanitari ma anche tra i cittadini (crescono a dismisura le adesioni su Facebook!) ed è sostenuta anche dal Sindaco della nostra città.
L’estrema sensibilità, la lungimiranza politica, la voglia di fare grandi cose per Reggio e l’interesse per la salute del cittadino da parte del nostro Sindaco, ha fatto si che questa Amministrazione si attivasse, già da subito (e responsabilmente), ad individuare un luogo da destinare per la costruzione di un nuovo ospedale ! Svegliamoci dal letargo e lavoriamo tutti, responsabilmente, per un nuovo ospedale

mercoledì 5 agosto 2009

VERGOGNA !!!!


Vergogna ! Questa è la “parolina magica” che spiega tutti i problemi della sanità in Calabria.
E’ proprio vero, ormai non si riesce più a provare vergogna per nulla ! Nemmeno di fronte alla sofferenza ci si vergogna !
Vergogna per quello che non si riesce a voler dare o a voler fare: esiste solo l’indifferenza !
L’indifferenza di una società che pensa al proprio utile, al proprio tornaconto,all’effimero, al superfluo, alla sopraffazione ed al menefreghismo imperante: una società votata al suicidio !
Ma questo non sembra interessare più di tanto: ci si è talmente inariditi nell’animo ed è tanto l’egoismo che si è disposti a calpestare tutto e tutti…compresi gli ammalati, chi soffre e chi ha bisogno di aiuto! Per questo vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi non ha il coraggio di svelare, di mettere in chiaro una realtà drammatica e triste, chi non ha il coraggio di parlare!
Vergogna dovrebbe provare chi cerca di “occultare” tale realtà per favorire il Potere Politico o un”affarismo becero” !
E di questi “personaggi” ne abbiamo anche troppi ! Persone che (purtroppo) occupano posti dove avrebbero la possibilità di parlare, decidere, porre rimedi, denunciare e condannare: ma tutto tace, tutto si banalizza, tutto si riduce a puro chiacchiericcio: complimenti!
Vergogna per chi non riesce a gridare in faccia il proprio disprezzo a quei signori, che della sanità dovrebbero occuparsene in maniera seria, ed invece utilizzano il proprio ruolo per interessi personali: siano essi politici, sindacalisti, direttori, medici e quanto altro !
Vergogna per chi tace dell’esistenza di un “sistema ufficiale” di potere politico-mafioso e per chi non lo combatte !
La mappa del potere sanitario della Calabria è alla vista di tutti, praticamente ufficiale, scontata nella sua sfrontatezza.
Politici accattoni che non provano vergogna nel tradire le aspettative di chi li ha delegati: la cattiva politica nella Sanità è peggio della 'ndrangheta; senza la cattiva politica mafiosi e affaristi non potrebbero fare niente.
A questi signori (si fa per dire) non li ferma nessuno…neanche la vergogna !
Vergogna dovrebbe provare chi costringe l’ammalato a non avere una struttura pulita e decorosa.
Vergogna per chi non riesce a garantire il minimo indispensabile di assistenza sanitaria al cittadino.
Vergogna per chi fa finta di non vedere, per chi preferisce pensare che non ci sia una soluzione e dunque è meglio lasciar perdere.
Vergogna per chi pensa che fare il proprio dovere basta: no! Non basta fare il proprio dovere ma bisogna indignarsi e protestare con ogni mezzo !
Vergogna per chi non lotta per rompere una sacca di privilegi e per chi si gira dall’altro lato per non guardare !
Vergogna ed ancora vergogna per chi non ha rispetto della sofferenza umana, per chi non riesce a dare un po’ d’amore all’ammalato, per chi ha il compito di tutelare la salute del cittadino ed invece se ne disinteressa, per chi gestisce la sanità solo quale strumento di affari e per elargire favori a parenti ed amici !
Vergogna e solo vergogna dovremmo tutti provare di fronte agli ammalati se non siamo coscienti di aver fatto tutto il nostro dovere ed invece…….non si prova più vergogna !! Anche per questo dovremmo provare Vergogna.
Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-

martedì 28 luglio 2009

GRUPPO NUOVO OSPEDALE PER REGGIO SU FACEBOOK

Un Nuovo Ospedale per Reggio approda su Facebook, come Gruppo, accogliendo l’adesione di numerosi sostenitori, non solo reggini ma anche di cittadini di regioni del nord, oltre che l’impegno del Si.LIB (Sindacato Libero Europeo-Sanità), nella figura di Florio Canonico, e del responsabile del sindacato Cosnil Lombardia e Presidente associazione consumatori Giuseppe Cristo.
Facebook è un mezzo per “sensibilizzare” la società civile, la politica e (mi auguro) la stampa: anche su facebook possono “prendere corpo” proposte concrete e si possono sostenere battaglie utili.
La discussione su Facebook resta aperta è si va ad oltranza coinvolgendo i cittadini, le associazioni ed i professionisti !
La proposta, che lanciai mesi addietro per la costruzione di un nuovo ospedale, non era certo una mia provocazione (stessa proposta formulata ed accolta nell’Odg presentato nell’ultimo consiglio comunale sulla sanità) e pertanto è mia ferma intenzione proseguire in questa battaglia.
Dico e faccio questo perché non si è abituati a pensare in prospettiva e concretamente: un nuovo ospedale è l’unica strada percorribile per dare una risposta seria ed adeguata alla sanità reggina e calabrese.
Stranamente di una “pagliuzza” come la cardiochirurgia (ribadisco inutile) i media danno ampio risalto ed i “politici si sbracano”, e se ne parla come fosse la panacea di tutti i mali, mentre si preferisce non guardare “la trave” del degrado e della fatiscenza dell’Ospedale Riuniti.
Finiamola e cerchiamo di guardare in faccia la realtà!
Non facciamo del male a nessuno (anzi!) ma faremmo del bene ai nostri concittadini: la salute va tutelata in tutti modi e questa è una scelta rilevante per l’intero territorio!
Siamo costretti ad assiste a “sprechi continui”, per ristrutturazioni e “messe a norma”, e ad innumerevoli “tamponamenti” : un continuo “dissanguamento economico” con il risultato di avere un “Ospedale anemico”, vetusto ed obsoleto, incapace di rispondere alle esigenze di un territorio che diventano sempre più pressanti.
Volendo usare una metafora calcistica: basta giocare “eternamente in difesa” ! E’ giunto il momento di passare all’attacco e con un’azione di contropiede si “gettino le basi” per un nuovo ospedale.
Naturalmente è pleonastico dire che “il vecchio” và riconvertito per altri usi: lunga degenza, riabilitazione etc.
Esistono tanti, troppi, ospedali inutili (se non dannosi) che dovrebbero essere chiusi o “ospedali nuovi mai aperti” ( vedi ospedale di Rosarno) e non abbiamo un ospedale regionale degno di tale nome.
Un ospedale funzionale, che favorisca l’interscambio tra reparti e servizi, confortevole per l’ammalato (anche una struttura adeguata aiuta a sopportare meglio la sofferenza) ed efficiente (spazi adeguati ed a norma).
Considerate che i tempi per la realizzazione (ove la proposta venga recepita) sono “estremamente lunghi” ! Ecco perché iniziamo già a parlarne del nuovo ospedale senza aspettare “il tracollo” della struttura esistente!
Non sarebbe una cattiva idea cominciare con l’ individuare una nuova zona, già dotata anche di arterie stradali degne di tale nome, soprattutto non soggetta a dissesto idro-geologico ed abbastanza ampia per realizzare anche i parcheggi per l’utenza ed un parco per i degenti.
L’importante, comunque, è costruire davvero il nuovo ospedale, in tempi brevi, e soprattutto osservando le adeguate norme antisismiche considerato l’”alto rischio” del nostro territorio. Questa è la direzione da seguire concretamente: individuare l’area e verificare la disponibilità di risorse, non necessariamente da investire subito ma anche in un futuro prossimo!E comunque l’importante è mettere il luce il problema: facebook, in questo, ci aiuta ed anche molto !






martedì 21 luglio 2009

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA

Quello che dovrebbe essere un dato normale diventa se lo facciamo una “rivoluzione copernicana”: l’ammalato al centro di tutto.
La voce dei pazienti oggi viene coperta da altre molto più forti: quella della politica e quella dei dipendenti.
L’ “appeasement” non mi si addice e, se qualcuno mi vuole fare credere che l’asino vola deve dirmi che a riuscirci sono solo quelli molto bravi e che lo fanno solo a bassa quota.
Non intendo schierarmi con nessuno (tra l’altro non saprei scegliere) anche perché sono sempre stato schierato con l’ammalato (Non l’utente come oggi viene chiamato).
Ed è solo in questa direzione che và la mia riflessione, come contributo a migliorare la qualità della sanità scevro da “condizionamenti politici” o di qualsivoglia “dipendenza”.
Cinque sono i punti fondamentali che , a mio avviso, dovrebbero guidare il pensiero e l’azione di chi ha a cuore l’ammalato.
Il primo, già detto in premessa, è l’ammalato cioè colui che soffre e che è l’anello più debole di questa catena ( I medici potrebbero rileggersi il giuramento di Ippocrate la sera prima di andare a letto)
Il secondo è che la politica deve essere allontanata dalla sanità.
La politica si è riappropriata della scelta dei direttori generali facendo scomparire i criteri di competenza.
La spartizione è stata estesa a tutte le cariche principali delle aziende sanitarie.
La politica (cosi come viene concepita ai giorni nostri) con la sanità mal si concilia, in quanto è causa di corruzione e di interesse personale.
Punto tre. L’Aziendalizzazione voluta dal Governo Amato con la legge delega 421 si è rivelata per molti aspetti un fallimento, ma potrebbe essere mantenuta solo se si cerca di dare voce ai pazienti-consumatori mediante l’introduzione di principi di controllo di qualità e di misura della soddisfazione dei pazienti (queste erano le intenzioni, e di cui forse ci siamo dimenticati)
Il punto quattro nasce di conseguenza. Le Aziende ospedaliere devono essere gestite con criteri rigorosamente aziendali da direttori con provata esperienza manageriale provenienti dal settore pubblico, e si auspica, anche da quello privato; prevedere la rimozione automatica dei direttori generali che non riescono a conseguire gli obiettivi aziendali (che non può essere il pareggio di bilancio a scapito dell’ammalato)
Il fondo sanitario è cresciuto dai circa 48 miliardi del 1995 ai circa 90 miliardi di euro del 2005, con una crescita della spesa diretta dei cittadini da circa 10 miliardi del 1995 ai circa 25 miliardi attuali.
Un tasso di crescita annuale ben superiore a quello programmato, che pure non ha corrisposto ad un miglioramento delle prestazioni.
Il punto cinque (ultimo e più importante).La scelta della struttura sanitaria dove eseguire le prestazioni. Se si aumentasse la capacità di scelta da parte dei pazienti, aumenterebbe la pressione competitiva sugli ospedali ad usare bene le risorse e produrre servizi di qualità ( Come avviene in Germania, Olanda, Svizzera ed una sperimentazione è stata avviata, con successo, dalla Regione Lombardia)
Si tratterebbe di sottrarre l’acquisto delle prestazioni sanitarie all’amministrazione pubblica, attribuendone la responsabilità a fondi di natura mutualistica.
Il compito dei fondi sarebbe quello di aiutare i pazienti a scegliere: negozierebbero i livelli di prestazione con le strutture sanitarie, pubbliche e private, individuando per conto dei propri associati le strutture meglio in grado di prestare servizi di qualità.
Il mio è il “pessimismo della ragione” e lancio un allarme: oggi è venuto il momento delle responsabilità, dove credo che nessuno debba e possa tirarsi indietro.

giovedì 16 luglio 2009

IL CAVALIERE DALLA TRISTE FIGURA

Sono costretto, mio malgrado, a dover esprimere “piena solidarietà” a Massimo Canale per lo “sciacallaggio” subito ad opera della rimanente opposizione, che cosi (ancora una volta) si divide.
Non avrei mai immaginato (sino ad ieri) di dover condividere qualcosa con un comunista: ma l’arroganza e l’ipocrisia del centro-sinistra mi spingono a farlo !
Dicevo condivido qualcosa con Massimo Canale: la coerenza.
Ebbene si, oggi la coerenza in politica rappresenta un optional per questi “figurini della politica” ! Trovare un politico che si comporta “coerentemente” con quanto aveva sempre espresso riguardo l’ Hospice (anche se sbagliato a mio giudizio) in precedenza è meritorio di elogio !
A differenza di “alcuni formali soggetti” la cui presa di posizione è “variabile come il meteo”: infatti scelgono di schierarsi secondo dove “spira il vento”.
Il tutto, naturalmente, per non fare “magre figure” e nella speranza di “ vantaggi futuri ”.
C’è stato chi, in Consiglio Comunale, ha dato fuoco alle polveri nella speranza di “far saltare il consiglio”, cosa che gli è riuscita adducendo “fantasiose irregolarità”, per impedire che si facesse la fondazione per l’Hospice.
Nell’andare “fuori di testa” , tali soggetti, non si rendevano conto (al momento) della magra figura che rimediavano nei confronti della città.
Come correre al riparo ?
Come si sa, la notte porta consiglio ed ecco il rimedio per salvare “capre e cavoli”: far passare un accordo tra le parti mascherato come spirito di collaborazione etc. etc.
Abili “trasformisti di professione” e “gente di facciata” non hanno perso tempo e sono andati giù con gli accordi facendoli passare come “maturità democratica”: “poveri allocchi” la realtà è diversa e facilmente decifrabile anche dal più sprovveduto dei cittadini !
Dunque non fatevi illusioni: non a convincere le persone serie con i vostri modi “belli e gentili” ma “spudoratamente falsi” e “professionisti dell’ipocrisia” !
I fatti dimostrano, come sottolineato dallo stesso Canale che l’opposizione è costretta a votare un emendamento (concordato): emendamento analogo a quello per il quale avevano “aizzato le masse” e provocato “bagarre e tafferugli” in aula.
Candidamente si sono ripresentati in aula, con la “faccia ingenua ed innocente”, come se nulla fosse successo, con la spudoratezza e l’ipocrisia di aver agito nell’interesse dell’Hospice: nulla di più ridicolo!.
Il tutto è stato (giustamente) stigmatizzato dal “buon Canale” che “Chisciottescamente” si è ritrovato per terra, “bastonato” dai suoi stessi compagni.
E’ comunque preferibile a mio giudizio un Don Chisciotte ai tanti Sancho Panza che vivono con la speranza di ricevere in regalo un isola.
Onore al Don Chisciotte Massimo Canale !

mercoledì 15 luglio 2009

MEDICO O POLITICO ?

Il problema non sono i politici che fanno i medici (immagino che il sig.David Crucitti volesse riferirsi ai medici che fanno politica !) ma chi fa politica solo ed esclusivamente per interessi personali: che si tratti di medici, ingegneri, avvocati, impiegati e nullafacenti!
Ma la cosa che diventa insopportabile e che si criticano i politici, e qualunque cosa venga a tiro, come se ognuno di noi fosse immune da colpe !
Questi benedetti (o stramaledetti politici) qualcuno li ha votati e dunque rappresentano quegli elettori e fanno (necessariamente) parte di un’Amministrazione che dovrebbe gestire il tutto.
Sono un medico che fa politica, per scelta, proprio perché come il sig.re Crucitti ero (e sono) “schifato” da come vanno le cose e dalla politica: un modo (ho pensato) per cercare di cambiare le cose era quello di partecipare attivamente ed espormi in prima persona: anche alle critiche ed al rischio di essere confuso nella massa ed etichettato in maniera negativa.
Tranquillizzo subito il sig.re Crucitti :
per quanto mi riguarda non ho mai trascurato il mio lavoro di medico
non ho mai usufruito (in sette anni) dei permessi autorizzati per l’accesso alle commisioni ed ai consigli comunali (Può controllare presso l’Amministrazione dell’Ospedale)
Ho (di conseguenza) recuperato l’orario di lavoro per il tempo dedicato alla politica
Svolgo con onestà e coscienza sia il ruolo di medico che quello di politico.
Non ho avuto alcun vantaggio (di carriera ospedaliera per intenderci o di favori personali, anzi !)
Non ho alcun vantaggio economico dalla politica ed addirittura diciamo che, a volte, ci rimetto dei soldi (Potrei dedicare il mio tempo per visite a pagamento o a riposarmi!)
Questo mio scritto non vuole essere un “tentativo di giustificazione”, ne un’accusa o un rimprovero verso il sig.re Crucitti e l’ ”ennesimo sconforto” che mi coglie e che spesso mi porta a pensare che forse è meglio lasciar perdere.
Non può essere una giustificazione in quanto condanno i medici che trascurano il proprio lavoro per la politica (se vogliono dedicare cosi tanto tempo per la politica devono mettersi in aspettativa: è un loro diritto): la politica non può servire per essere agevolati nella carriera (spesso succede) o per altre motivazioni poco nobili !
In questo consiglio comunale sono molti i medici consiglieri o assessori: sarebbe interessante scoprire il tempo che dedicano alla professione.
Naturalmente non c’è la necessità di fare politica a tempo pieno (se cosi fosse ci si dovrebbe mettere in aspettativa). E comunque i medici che non hanno voglia di lavorare lo fanno indipendentemente dalla politica: è un problema di coscienza, Le pare ?
Caro sig. Crucitti la sanità non funziona per altri motivi: per gli sprechi, per le truffe e le “ruberie varie”, per le carriere facili di medici ed amministrativi, per l’incapacità (ma spesso)per la negligenza e la “strafottenza” di chi è delegato a gestire un ospedale, per l’usura dei medici che da anni sopportano carichi di lavoro eccessivi senza alcuna gratificazione e con rischi continui (sia di salute che di “denunce facili” ) .
Il Morelli si è sempre detto che è sotto utilizzato: ma chi deve decidere di spostare un reparto o un servizio al Morelli ? La risposta è semplice !
La cardiochirurgia è una favola, questo lo sappiamo tutti. Personalmente ritengo assurdo che in Calabria esistano tante cardiochirurgie (in nessun posto d’Italia esiste una situazione simile) quando mancano o sono scadenti i servizi ed i reparti “più elementari e di base” che devono garantire il minimo della salute pubblica.Non è pensabile che una città come Reggio Calabria non abbia un ospedale degno di questo nome: un ospedale moderno, funzionale ed attrezzato (neanche il Morelli lo è).
Ribadisco è necessario costruire un NUOVO OSPEDALE per Reggio Calabria: se non si comprende questo siamo alla follia.
Nessuno ne parla: io denuncio pubblicamente il disastro in cui viviamo da anni.
Anche la stampa, le televisioni sottovalutano il problema: non esistono più le inchieste giornalistiche serie, altrimenti ne vedremmo delle belle.
Ma per tornare al punto da dove eravamo partiti: la politica va fatta da chi la intende come spirito di servizio e come volontariato: le persone perbene e quelle che si indignano e quelle che “pontificano” hanno l’obbligo di informarsi e documentarsi e di partecipare attivamente in qualsiasi maniera compreso l’espressione del voto.
*Capogruppo Pdl in Consiglio comunale Reggio Calabria

sabato 11 luglio 2009

LA LIBERTA' E' UN'ILLUSIONE

Gentile Direttore,
devo darLe un terribile dispiacere in quanto la devo contraddire: ci si compatta contro un “nemico comune” e Strill per quanto mi riguarda non lo è: forse perché troppo giovane o perché troppo giovani i giornalisti della redazione e dunque “un po’ più liberi”.
Le riconosco subito un errore ed anche grave (da sottolineare in rosso, per restare in tema, ma non sono io il maestro) quello di “fare di tutta l’erba un fascio”.
E non lo dico per mettere le mani avanti: accetterò qualsiasi giudizio Suo e di qualsiasi cittadino del mio operato e del mio comportamento in aula di Consiglio e fuori !
Stessa cosa quando si parla di stampa non si può essere “totalitari”: esiste una stampa meno “asservita al potere” di altri.
Dicevo della necessità di non essere “radicale” nei giudizi anche se le apparenze (e spesso anche i fatti) inducono a “giudizi estremi”.
Questo (e chi lo afferma è una persona estrema) per evitare di cadere nell’errore, comune di noi reggini, che non vale la pena far nulla perché poi alla fine siamo tutti uguali.
La prima riflessione che mi viene in mente (e che deve essere sempre presente in ognuno di noi) e che i consiglieri vengono eletti dai cittadini e li rappresentano.
Ergo, evidentemente i cittadini meritano questi consiglieri e meritano di essere cosi rappresentati.
A tutti i “benpensanti” ed ai “soloni” lancio un invito-riflessione: non basta avere le mani pulite se poi li teniamo in tasca !
Tradotto vuol dire che le cosiddette “persone perbene” devono venire allo scoperto e correre il rischio di essere confusi con una “banda di masnadieri e bricconi”, ma certi che quello che conta non è l’apparire ma l’agire.
Io non appartengo a quelli che rivendicano la prerogativa e la dignità del Consiglio: se questa c’è si vede.
Ed al momento mi sembra siamo lontani anche da una “parvenza di serietà” del Consiglio: è vero molti consiglieri come dice Lei in quell’aula diventano “nature”, ma non solo in quell’aula!
In me spesso (anzi sempre) si accentua il “carattere folle” e l’istinto bestiale quando mi trovo di fronte ad alcune “bestialità”: comunque, mi creda, preferisco essere folle con le mie idee che saggio con quelle degli altri.
Non accetto una Sua riflessione/giudizio (per quanto aderente alla realtà) cosi come fatta in quanto “monca” di una parte importante: il non rilevare la presenza di “gente libera”, “rispettabile” e che ha realmente a cuore il bene della città.
Gente che quello che afferma lo ha dimostrato con i fatti e con i comportamenti sempre e non solo oggi.
Non si può mettere tutto nell’ombra ma bisogna, ove possibile, mettere in luce anche i “piccoli tentativi” di gente che crede: questo per non far perdere la poca speranza rimasta a tutti (me compreso).
Se ci si mette anche Lei a “massificare” tutto, non ci resta che ritirarci e fare l’eremita: altro che prendere armi contro un mare di guai !
La ringrazio sempre per le sue “sferzate” salutari e le analisi (anche se non molto dettagliate ed imparziali: è umano, almeno spero, e lo comprendo) e le rinnovo la mia stima e l’augurio di essere sempre più liberi: cosa alquanto difficile per chiunque: si è liberi solamente nell’illusione della libertà !
Sono certo che a pensarla come me ci sono anche altri consiglieri comunali e pertanto non credo riceverà molti “rimproveri bipartisan”.
Vorrei concludere facendo un augurio a quelli che ancora credono sia possibile lottare per una “giusta causa”: anche di fronte all’ arroganza, alle villanie, all’ipocrisia ed al perbenismo: bisogna quanto meno far sentire la propria voce, dire che esistiamo e che anche se non “possiamo” modificare una realtà far capire che lo desideriamo: per cambiare bisogna essere in molti a volerlo.
Spero che la stampa contribuisca a questo cambiamento che tutti sembra cerchiamo ma che alla fine solo pochi (realmente) vogliamo.
Purtroppo anche la stampa spesso non ci aiuta in questo !
E per ultimo: molti consiglieri più che fare interrogazioni dovrebbero loro stessi interrogarsi.

Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale-

ECCO I NUOVI BARBARI

Alla riflessione, al dialogo ed alla retorica si preferisce oggi l’immagine: praticamente l’homo videns ha soppiantato il vecchio homo sapiens.
La tragicità di tutto ciò è che l’immagine che riusciamo a dare, il più delle volte, è un’immagine negativa e (spesso) deleteria.
Prova ne è quanto successo nell’ultima seduta di Consiglio Comunale: nemmeno di fronte alla sofferenza altrui ed a quella realtà (l’Hospice), che meglio fa comprendere il senso di precarietà della vita, si ha avuto il buon senso di fingere.
Fingere quale appunto è l’arte della politica oggi: tentativo di far credere di interessarsi del bene comune quando invece si è distanti anni luce dalle esigenze del “comune e banale cittadino”.
In Consiglio Comunale non è esplosa la rissa: è esplosa la contraddizione tra quello che si vuol far credere di essere e quello che realmente si è.
A fare a pugni (per fortuna) non sono stati i consiglieri comunali ma i principi del buon senso, della correttezza, del senso del dovere, dell’etica, della morale ed anche quelli della pietas cristiana.
E’ prevalso l’arroganza, il menefreghismo, gli interessi particolari e l’atteggiamento denigratorio fine a se, mettendo “allo scoperto” la vera natura di taluni soggetti.
E’ deplorevole quanto successo, e non giustificabile per alcun motivo. Credo sia giunto il momento di ribadire con fermezza un concetto che più volte ho espresso: la politica deve essere intesa come volontariato, deve tutelare l’interesse comune, mettendo da parte ogni altra motivazione (motivazione che il più delle volte risulta essere squallida).
Una politica fatta non da uomini provvisori ed occasionali, ma da uomini capaci di portare avanti una idea, un grande progetto, per realizzare una città migliore.
Basta a dover assistere ad una politica che ondeggia e sbanda come un dirigibile.
Basta ad una “politica da ballatoio”, a “politici-palloni gonfiati” e “vecchie ed isteriche comari”: è insopportabile l’idea di dover dialogare con gente ipocrita e di “facciata”.
E’ stato vergognoso (a voler essere benevoli) l’atteggiamento ipocrita dell’opposizione che da una parte, come operazione di facciata, si diceva favorevole alla Fondazione per l’Hospice (lavorando in tal senso con emendamenti) mentre sotto- sotto (ma poi non tanto sotto) voleva far saltare il Consiglio: bravi ! L’operazione è riuscita ma la soluzione è solamente rimandata di qualche giorno !
A questo punto sarebbe stato meglio se la sinistra si fosse dedicata alle gioie del sesso monodimensionale: il risultato sarebbe stato sicuramente più soddisfacente.
Ancora non riesco a capire chi, come questa sinistra siliconata e fittizia, dice di avere a cuore le sorti di questa città ed invece agisce, incurante dei danni che potrebbe arrecarle, in maniera opposta.
L’”inarrestabile declino” elettorale della sinistra non è servito a far capire loro che è decisamente meglio smettere di pensare che se ci saranno loro a governare tutte le “disfunzioni” verranno debellate compresi l’alluce valgo, le balbuzie e la stitichezza.
Lasciamo stare la cultura delle scatole vuote perché ormai la gente ha le scatole piene.
La lotta politica, in mancanza di contenuti antagonistici e di idee alternative non può continuare, come sta facendo l’opposizione,sulla denigrazione e sulla mistificazione dei fatti e nemmeno sulla emotività legata agli istinti ed agli istanti.
Lo scivolone e la “barbarie verticale”, cui si è stati costretti ad assistere in Consiglio Comunale, lascia una mesta considerazione: i cittadini quale giudizio potranno mai avere verso questa classe politica ?
Nessuna ! Ma, se anche questo lascia indifferente (e cosi è) gran parte di lor signori, personalmente mi induce alla depressione ed allo sconforto.
Sono stufo di tanta ipocrisia, di tanto “squallore” e di “falso perbenismo” ecco perché continuo a privilegiare la mia “sana follia”.
A chi per quello che dico mi da del folle rispondo con le parole del filosofo Emile Cioran: “La pazzia è qualcosa di talmente attinente alla condizione umana che non essere pazzi è la più pericolosa forma di follia”
E poi meglio la follia alla falsità ed al “becero interesse personale”.
Antonio Nicolò – Capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale -

martedì 7 luglio 2009

LA TELEVISIONE: LA MADRE DELL'HOMO VIDENS

La televisione è ormai il nostro cordone ombelicale con il mondo ed è onnipresente nella nostra vita: è con noi da quando, al mattino, ci svegliamo alla sera prima di addormentarci.
E’ la nostra fonte di informazione cosi come è il nostro svago ed il nostro divertimento.
Inevitabilmente la televisione oltre ad informarci e divertirci in qualche modo ci orienta nelle nostre scelte se non addirittura ci condiziona.
Domenica sera al Lido Calayunco, sul Lungomare di Reggio, nel primo di una serie di “INCONTRI ESTIVI” culturali si affronterà il tema della Tv quale fonte di informazione, divertimento ed orientamento in un incontro/dibattito con Marcello Veneziani ed il Direttore di Raiuno Mauro Mazza.
Si cercherà di capire il perché della superiorità dell’homo videns su l’homo legens (si sa che solo pochi leggono un libro mentre tutti guardano la Tv), ed in che modo e sino a che punto la televisione condiziona la nostra vita.
La lettura e la visione comportano due modi diversi di ricezione e di atteggiamento per l’uomo.
Due modi diametralmente opposti per interpretare la realtà.
Viviamo in un’epoca di profondi mutamenti che si estendono in ogni punto del pianeta e l’informazione e la comprensione di ciò che avviene è fondamentale per la nostra stessa sopravvivenza.
Sarà dunque una discussione interessante e costruttiva tra l’intellettuale e filosofo Marcello Veneziani ed il direttore di Raiuno Mazza, in un momento in cui solo il cinque per cento degli italiani legge un libro mentre il numero di teledipendenti cresce giornalmente ed esponenzialmente.
La discussione è aperta ed il confronto potrà esserci di aiuto per comprendere meglio in che direzione va la nostra vita e quanto margine di libertà ci viene lasciato nella nostra società moderna.

Antonio Nicolò –Delegato alla Cultura del Comune di Reggio Calabria-

OSPEDALE: CANTIERE APERTO


La sanità è un problema serio è va affrontata in maniera altrettanto seria: puliamo le orecchie, con del cotone e del detergente, affinché non ci siano problemi all’ascolto ne “dubbi interpretativi” da parte di chicchessia.
Veniamo al sodo, non stiamo troppo a cincischiare, e cerchiamo di essere seri ed onesti: Reggio ha urgente bisogno di un ospedale nuovo.
Il nostro ospedale oggi è una struttura obsoleta, con criticità difficilmente superabili attraverso interventi di tipo strutturale
Tale affermazione nasce, non da una mente contorta e distorta ma, da un “veterano dell’ospedale”, da un “senzatetto ed accampato dell’ospedale” (quale io sono) insieme a quella di altri missionari: sappiamo perfettamente che non esiste possibilità alcuna di poter ristrutturare una struttura fatiscente come la nostra.
Anche se l’ospedale è un “eterno cantiere aperto per necessità” la soluzione deve essere diversa in maniera tale che, partendo dalla radice del problema, si abbia il migliore e definitivo dei risultati.
Naturalmente il tutto non ha uno spirito polemico o il voler puntare l’indice contro qualcuno: unico responsabile di questo “invecchiamento dell’ospedale” è solo il tempo.
E già ! I Principi di Piemonte il 31 maggio 1932 inaugurarono gli Ospedali Riuniti Melacrino-Bianchi e pertanto, se riflettete bene, di tempo ne è passato ed anche troppo.
Esiste una realtà che bisogna sia resa nota a tutti: non esiste in ospedale servizio o reperto che non abbia problematiche di ristrutturazione, di messa a norma, di spazi esigui e quant’altro.
Questa è la prima motivazione dell’assedio al Direttore Generale di turno da parte dei primari ospedalieri, al fine di “recuperare qualche spazio” o ottenere la promessa di “qualche ritocco”.
E nonostante i “rattoppi”, gli “scambi” e le “sistemazioni temporanee” il problema rimane di una gravità estrema: basta pensare “semplicemente” ai rischi di infezione ospedaliera !
Penso ai tanti soldi che si sono spesi in tutti questi anni per riparazioni, ristrutturazioni, sistemazioni etc : avrebbero costruito almeno tre ospedali nuovi !
Lancio questa allarme e spero di essere ascoltato, da parte di chi ha la responsabilità di decidere, per evitare di assistere ad un “collasso strutturale” di un ospedale che tiene in piedi con le flebo ed il rianimatore accanto.
Lo dico (preventivamente) oggi che c’è la possibilita (?) di aprire la cardiochirurgia all’ospedale: un fiume di euro dovranno essere spesi per realizzare (anche strutturalmente) il centro cuore che verrebbe a trovarsi come un “fiore in mezzo al letame”.
Considerato che parliamo di sanità, vorrei invitare tutti ad una “sana riflessione” : anzichè continuare a sprecare denaro in riparazioni, ristrutturazioni (necessarie ed obbligatorie) e nuove costruzioni per avere sempre una “struttura fatiscente” non pensate sia giunto il momento di “gettare le basi” per il futuro ospedale di Reggio ?
Una struttura moderna presso la quale il cittadino-paziente potrà essere curato in un ambiente accogliente, nel rispetto di un nuovo modello di degenza basato su criteri di grande flessibilità che consentono agli ambienti di adattarsi rapidamente ed agevolmente ai bisogni da soddisfare ed alle attività da svolgere piuttosto che condizionarli.
Una struttura a misura d'uomo, integrata nel centro urbano e rispettosa dei valori affettivi e sociali, la quale, oltre a somministrare cure moderne ed adeguate in un'ottica di interattività con il medico di famiglia, sia anche centro di ricerca e formazione, così da potersi adeguare alle sempre nuove esigenze terapeutiche, tecnologiche e organizzative.
Un ospedale ex-novo, con criteri di modernità, consentirà di ribaltare la concezione di ospedale: una risorsa da usare quando è indispensabile e per il tempo strettamente necessario


Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -

sabato 4 luglio 2009

LA POLITICA DELLO IETTATORE

Il consigliere comunale del Pd Martino vive un paradosso: se da un lato “fa acqua da tutte le parti” dall’altro, come un novello Pietro Micca, vuol dare fuoco alle polveri con la speranza di far saltare tutto per aria.
E lo fa con una tale disinvoltura, ed ostentando una sicurezza nell’argomentare, quasi da convincerci delle sue verità.
Un giorno si e l’altro pure, sempre lo stesso consigliere, che non può certo dirsi un “provetto Barbanera”, prevede catastrofi, distruzioni, carestie, pestilenze e quant’altro.
Più che un chiaroveggente, per l’aspetto triste e lo sguardo truce, a me sembra uno iettatore:
un soggetto che ha accumulato tanta bile e tanto odio,contro tutta questa schifosa umanità, che veramente crede d’avere ormai la potenza di far crollare dalle fondamenta una intera città.
Le interrogazioni scritte, presentate al Sindaco della nostra (sfortunata a suo dire) città, avranno certamente una loro risposta cosi, come ben sa il consigliere, nessuno può “impedirgli” di svolgere il suo ruolo.
Come consigliere può avere accesso a qualsiasi atto in qualsiasi ufficio: basta che ne faccia richiesta!
Che il Giudice di Pace abbia stabilito, nel contenzioso per la potabilità dell’acqua, la restituzione del 50 per cento del canone acqua mi sembra una decisione giusta e saggia ed il Comune provvederà alla restituzione.
Questo naturalmente non porterà e non potrà portare al tracollo della casse comunali.
Da qui a dire che le conseguenze saranno nefaste per il comune e per l’intera città è (realisticamente) una “panzana”!
Comunque scusatemi ma io mi do lo stesso una “grattatina” ai sacri gingilli. Non si sa mai!
Vorrei ricordare a Martino, ligio al ruolo di profeta in consiglio comunale, che ogni tanto (non sempre ma ogni tanto) bisogna volgere lo sguardo al passato: si renderà conto dei debiti che la sua Amministrazione di centro-sinistra ha prodotto e le “spese inadeguate” fatte.
Inoltre lo stesso consigliere, per mantenere fede al personaggio che porta male, fa riferimento al Psu che a suo dire “ha rischiato un fortissimo ridimensionamento…” (sic!) ed “ha rischiato di perdere…”.
Caro Martino tutta la vita è un rischio (anche attraversare la strada lo è!) ma se ti ci metti pure Tu, con il tuo pessimismo e con il tuo astio da compagno, allora la vita diventa impossibile da vivere.
E poi i “sogni megalomani” del nostro Sindaco ci hanno regalato una Città Metropolitana (ho paura anche a nominarla…non vorrei portasse male) ed una città più vivibile che oggi viene conosciuta a livello nazionale non più per la mafia ma per eventi positivi.
Capisco che questo brucia a Te ed ai tuoi compagni ma non potranno essere nemmeno i tuoi anatemi a portare “lutto e disgrazie” a questa nostra città.
Sono anni che cercate di creare allarmismi e tensioni: i risultati non sono stati certo positivi per voi, considerati i risultati elettorali.
Continuare su questa “opposizione fantasiosa e denigratoria” non giova ne a voi ne (tanto meno) alla città: cercate per una sola volta di fare una proposta concreta.
E poi non più profezie, non più iettature…ma solo un sano e salutare realismo.

Antonio Nicolò –Capogruppo Pdl al Consiglio Comunale-

giovedì 2 luglio 2009

LA LOGICA DEL BEDUINO


La nostra è una terra “stramaledettamente strana”, dove la stupidità dei suoi abitanti si “taglia con il coltello”, in quanto guidati finora dalle leggi del beduino: l'amico del mio nemico è mio nemico e il nemico del mio nemico è mio amico.
Un pigro riflesso coglie, solo parzialmente, la drammaticità di questa nostra realtà.
Le polemiche sorte in questi giorni, il “fuoco amico” di cui si resta vittima a turno, la “distorsione e la contorsione mediatica” ne sono i segni evidenti della nostra malattia.
Non è mia intenzione sollevare polemiche o innescare conflitti o, peggio ancora, “parteggiare” per qualcuno: semplice “amore per la verità” e “libera espressione” di pensiero.
Questo succede quando mancano luoghi di sintesi comune e (pertanto) le conte finiscono male: cosi è successo con le valutazioni post-voto all’interno del Pdl.
Il bersaglio (voluto ?) non poteva che essere il coordinatore regionale Scopelliti.
Neanche io sono, sic et simpliciter, favorevole alle tesi del complotto, ma….sta di fatto che Cesare si è “beccato” 23 pugnalate e non è morto certo per tetano.
Se qualcuno ha pensato a Scopelliti (cosi come per Cesare) come futuro dittatore, incapace dunque di dialogare e condividere, si è sbagliato di grosso.
Se qualcuno ha pensato o pensa di “insinuare il tarlo”, sulla credibilità di Scopelliti, commette un danno enorme per il Pdl, per la città e la Calabria tutta.
Il consenso e la credibilità di Scopelliti ha “varcato” i confini locali.
La città di Reggio, per la prima volta, è diventata protagonista e modello di riferimento per le altre realtà nazionali.
Non si comprende (o meglio si capisce perfettamente la logica !) il tentativo di denigrare o di trasformare e stravolgere la realtà, cosi come non si comprende “l’irresponsabile” e “subdolo” tentativo di delegittimazione da parte di chicchessia.
Scopelliti oggi è una “realtà politica positiva”, di cui si erano perse (ormai) e le tracce e le speranze nel nostro territorio.
In questo mondo politico fatto da nani e ballerine, aspiranti clown ed equilibristi un elemento come Scopelliti diventa “destabilizzante” ed ecco allora che si apre la caccia alle streghe.
Ma è finita la logica della “castrazione preventiva” dove il metodo consiste nel tentare di creare (o mantenere) la propria fortuna incuranti del danno generale che si procura.
Il Sindaco di Reggio è il sindaco più amato d’Italia ed è il sindaco del 70% e raccoglie consensi e riconoscimenti sia nazionali che esteri.
Un motivo ci sarà ! A qualcuno ciò da fastidio ? Anche in questo caso un motivo ci sarà: lo scopriremo strada facendo.
La mia non è una polemica, lo ribadisco, ma è semplicemente la constatazione di una realtà.
Il futuro politico della Calabria oggi porta un solo nome: Giuseppe Scopelliti.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio -

COMMISSARIAMENTO E LUNA PARK


Sanità Calabrese: Commissariamento si o commissariamento no ?
Potremmo creare un movimento di opinione sul tema commissariamento giusto per divertirci, distrarci, “fare finta” di interessarci di un problema serio, per la nostra comunità, quale è quello della salute.
Considerato che è tutto un gioco (almeno cosi sembra), giochiamo anche noi.
E già perché il nostro mondo politico è diventato un gigantesco lunapark con tanti baracconi attraenti: c’è chi canta, chi suona e chi balla; una fiera incessante in cui tutto diventa un “ridicolo gioco” per massaie un po’ tonte.
L’importante è parlare, farsi vedere e dimostrare dunque di esistere: i fatti lasciamoli al caso.
E cosi, nella sanità, si muore per caso; incarichi prestigiosi si danno per caso e ci si trova (addirittura) a lavorare per caso.
Comunque quello che conta è l’apparire! E, soprattutto, fare apparire normale ciò che normale non è: praticamente un gioco da illusionista!
Signori, questo è il prodotto dell’uomo d’oggi:l’homo videns.
Il vecchio homo sapiens, ai giorni nostri, si rattristerebbe nel vedere la nostra mente “manipolata mediaticamente” e soffrirebbe per la mancata capacità di sintesi (costruttiva) dell’uomo moderno.
Commissariare qualcosa o qualcuno è una prerogativa (di cui la legge può avvalersi) per affidare ad altri (dal latino commissus , a cui si affida ) il compito di porre un rimedio “temporaneo” ad una cattiva o inadeguata gestione.
Che la sanità in Calabria sia stata, e continui ad essere, mal gestita è un dato certo: il buco del debito economico è ben visibile anche da Marte !
Che la sanità in Calabria funzioni peggio che nelle altre regioni è un fatto acclarato e documentato dalla migrazione sanitaria.
Che il malaffare, la corruzione, la commistione politico-mafiosa sia ben documentata non è una mia invenzione ma ne fa chiaro riferimento la relazione Ricci-Serra.
Basta tutto questo per commissariare la sanità calabrese ? Certo ed anche di corsa !
Di fronte ad una gestione “allegra e dissennata” non si può far finta di nulla: è come voler affidare ad un baby-sitter pedofilo i nostri gemellini !
Il commissariamento può bastare per risolvere il problema ?
Da solo certamente no !
E’ evidente che il passaggio (obbligato in questo caso) al commissariamento comporterebbe un rallentamento dell’attività gestionale: ma se la durata è breve e gli interventi sono radicali ed incisivi, il tutto può servire per un rilancio serio della sanità.
Non voglio creare allarmismi, ma al momento la sanità calabrese è “inagibile”, come un campo di calcio dopo un uragano, per cui un paziente rischia ed anche parecchio nel rivolgersi ad una struttura sanitaria.
Le professionalità mediche esistono e sono anche eccellenti.
E’ necessario in questo momento ridare fiducia al medico ed al personale sanitario, sottoposto ad “usura” e che non può più tollerare di lavorare in condizioni di “precarietà ed emergenza continua”.
Non è più pensabile di voler continuare a gestire la sanità quale strumento di “raccattamento voti” : si inizi a lavorare con “estrema serietà” su di un problema che potrebbe già essere ad un “punto di non ritorno”.

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl Comune di Reggio -

lunedì 22 giugno 2009

IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI ?

Se questo è il migliore dei mondi possibili (per dirla alla Voltaire) allora qualcosa mi sfugge.
Che la politica (oggi) non privilegi quelli che, un tempo, venivano definite “persone perbene” è cosa arcinota a tutti e (pertanto) non mi sorprende più di tanto; ma che il tutto avvenga sotto lo sguardo indifferente e “disinteressato” degli altri consentitemi di dire che la cosa mi preoccupa.
Dell’Onorevole Angela Napoli si potrebbe dire di tutto (ma sarebbe difficile inventarsi qualcosa), ma non che non sia una persona “perbene”.
Ed intendo per “persona perbene” (per chi non avesse più familiare questa definizione) una persona umile, che svolge il proprio lavoro al servizio degli altri, che è alla ricerca della verità, che contrasta in ogni modo l’illegalità, capace di rinuncia pur di operare per migliorare la nostra società e che (soprattutto) lo fa con competenza e con impegno costante.
E’ chiaro che una persona come Angela Napoli risulti “scomoda” e di “ostacolo” a questa classe politica che ha altri interessi da tutelare.
E’ chiaro che non si può lasciare spazio ad una persona che “destabilizza” un sistema incentrato sul malcostume, sull’arroganza, sull’amoralità.
Certo, per chi ha una determinata visione della vita (come me) la cosa lo “rattrista” e lo “deprime” al punto che decidere di ritirarsi in solitudine è una tentazione forte e costante nel proprio pensiero.
In queste condizioni ci sono solo due possibilità: o uno prende armi contro tutto e tutti oppure ci si ritira ad una “vita ascetica”.
Angela Napoli ha scelto di lottare, come Lei stessa dice, a 360 gradi cosciente che non poteva e non può cambiare da sola il mondo: lo ha fatto con amore e passione (i giusti ingredienti per una vita autentica).
Ha scelto di lottare e continua a farlo (almeno me lo auguro) proprio perché è una “persona perbene” e come tale non si è fatta intimidire o inibire nella sua lotta da nessuno.
La scelta di intervenire a sostegno (morale) dell’Onorevole Angela Napoli e di esprimerle la mia vicinanza non è legata a nessun “interesse particolare” (Non ho ricevuto favori o compensi) ma ad un solo interesse: non bisogna far sentire soli chi già in solitudine lavora per rendere la nostra vita più “vivibile”.
E’ necessario che l’On. Angela Napoli continui a fare politica per due ordini di motivi: il primo è che la politica non può essere esclusa dalla nostra vita ed il secondo è che la politica (quella autentica) Lei la sa fare.
E’ anche chiaro che persone come Lei non troveranno grandi sostegni in questa classe politica (Il mio c’è !) che ha altre cose a cui pensare.
E poi Onorevole perché si meraviglia di mancati riconoscimenti ? Perché “insiste” a voler far capire a chi è incapace di capire ?
Comprendo che il mio apprezzamento è “poca roba”, ma viene da una persona che la pensa come Lei ed agisce con lo stesso intendimento: di questa che pensiamo “minoranza silenziosa” invece ce ne sono molti, ma è necessario che vengano fuori dal loro guscio.
Proprio perché sono in molti a pensarla come Lei vale la pena continuare a lottare.
Lei Onorevole la sua battaglia l'ha già vinta, in quanto ha dimostrato coerenza, rettitudine e moralità: di questi tempi è merce rara.
Deve sentirsi soddisfatta ed orgogliosa di non aver mai piegato la testa o di non avere mai scelto “vie secondarie”, che l’avrebbero portato certamente a riconoscimenti più prestigiosi, ma potrà sempre dire di essere andata dalla “parte giusta”
E sono io, Onorevole Napoli, a ringraziarLa per quanto Lei ha fatto (e continuerà a fare) nella sua attività politica.

Antonio Nicolò –Capogruppo del Pdl al Comune di Reggio Calabria -

venerdì 12 giugno 2009

BRODINI TIEPIDI PER LA CURA DELLA SANITA'

Perdindirindina siamo alle solite !
Si contrabbanda una sanità “scadente e scaduta” con una sanità “in crescita” e di “rilancio”, facendo passare interessi particolari come interessi di “utilità collettiva”.
Bravi ! Dopo mesi di torpore e di “grigiore inquieto”, mentre continua inarrestabile il declino della sanità calabrese e reggina (in particolare), siamo costretti ad assistere inebetiti a “coupe de theatre” e giochi di prestigio, che vorrebbero stupire con effetti speciali.
Si tirano fuori dal cilindro “ fazzoletti” (che ci serviranno ad asciugare le lacrime da qui a poco), mentre i “conigli” partecipano alla festa.
Ribadisco il concetto, a chi ha la responsabilità morale e civile di non nascondere la verità: la sanità reggina ha toccato il fondo. Anche se alle disgrazie non c’è mai fine !
Gli interventi delle “due fazioni” che, l’altro giorno, si sono contesi il campo all’Azienda Ospedaliera, non potevano che essere scontate e da copione.
Da una parte i sindacati ( vicini politicamente a questa giunta di centrosinistra con Azzarà e dunque verosimilmente (?) credibili) per criticare, allertare e mobilitare i lavoratori per il degrado in cui versa l’ospedale e per le ingiustizie che vengono commesse quotidianamente.
Dall’altra lo stato maggiore “gaudioso e gioioso” che, approfittando di una “comunicazione di servizio” promette, promette, promette.
Nel mezzo noi “poveri fessi” attoniti, frastornati e confusi oltre che delusi !
Un quadro desolante si ripropone alla nostra visione: cose già viste, un cliché che si ripete, come il Natale con la neve ed il caminetto acceso.
Cosa voglio dire ? Vi accontento subito, ma in questi casi è d’obbligo il condizionale !
Se arriveranno i soldi, se stanziano i fondi, se ci sarà l’autorizzazione, se verrà approvato in giunta tale progetto, tale modifica etc. (vi risparmio i tanti se che sono seguiti) si prospetta un futuro “roseo” per la sanità reggina: in pratica se smetterà di piovere (e ad oggi diluvia!) possiamo aspettarci un cielo (forse) sereno o poco nuvoloso.
Se qualcuno vuole farci credere che l’asino vola abbia almeno la compiacenza di dirci (almeno) che a farlo sono solo quelli bravi e che peraltro lo fanno a bassa quota.
Morale della favola l’ospedale rischia a breve la paralisi, l’implosione e lor signori continuano a somministrarci i “brodini tiepidi”.
Non sarei cosi stupido da riservare le responsabilità di un simile disastro a chi in questo momento è al comando di questa nave, che imbarca acqua da tutte le parti, ma alla stessa maniera mi sentirei uno stupido se facessi finta di non vedere o capire.
La responsabilità di tale sfacelo ha origini lontane ed equamente distribuite tra i vari direttori e giunte regionali che si sono succeduti nel tempo, ma una domanda sorge spontanea : come mai si cerca sempre di nascondere la polvere sotto il tappeto ? Come mai periodicamente, con cadenza da ciclo mestruale, le organizzazioni sindacali protestano e non lo fanno ad oltranza sino alla risoluzione dei problemi?
Vi do subito la risposta: ci troviamo di fronte alla solita finzione, ai soliti giochini, ai soliti imbrogli!
La realtà non è quella che si vuole fare apparire ma quella documentata dai i fatti.
E i fatti parlano chiaro: siamo arrivati al capolinea! la sanità non ha più soluzione!
Attendiamo ancora la riapertura della Medicina Nucleare (sic!).
E’ di questi giorni la chiusura di alcune postazioni di guardie mediche (tra cui Gallico) che, pur non pesando quasi nulla sulle casse regionali, crea gravi disagi per i pazienti.
L’Hospice di via delle stelle (una realtà positiva nel nostro territorio) e costretto a scendere in piazza per poter sopravvivere.
E per finire il cavallo di battaglia: come un fantasma aleggia a Reggio il centro cuore.
Il tutto mentre si moltiplicano, a dismisura, i disagi per i pazienti “senza colpo ferire”.
Anche le cicale hanno smesso di frinire: per cortesia un po’ di silenzio!

Antonio Nicolò – Capogruppo Pdl al Comune di Reggio-

NEANDERTHAL A REGGIO CALABRIA

Antonella Cinzia Marra, ricercatrice di Paleontologia- Paleoecologia e docente di “Paleontologia Evolutiva dei Vertebrati, ci ha fatto un bel regalo con la sua nuova pubblicazione “Neanderthal a Reggio Calabria” che è il primo volume della collana “Preistorie di Calabria” edito da Laruffa.
Trenta pagine (dense) da leggere “tutto di un fiato”, con leggerezza e con il piacere di scoprire un territorio (il nostro), mutato nel tempo, e che ricostruisce il nostro passato attraverso lo studio di un fossile.
Non semplicemente un documento per gli addetti ai lavori ma una storia (poetica) carica di umanità e che pone molti interrogativi.
Tutto ha inizio con il prezioso ritrovamento di un fossile da parte di Adolfo Berdar, nel 1970 in località Archi: un blocco compatto di ghiaia grossolana in cui vi era una mandibola umana. Piccola ma umana.
Questa scoperta ci porta a conoscenza che i Neandertaliani si erano spinti a Sud ed esisteva, 80.000 anni fa, una comunità anche a Reggio.
Un bambino Neandertaliano è la prova della loro presenza nel nostro territorio.
L’autrice, con la sua sensibilità, si pone e ci pone degli interrogativi: quali erano le emozioni e l’evoluzione della psiche nell’uomo di Neanderthal ?
La famiglia piangeva la morte di questo bambino ? I legami familiari erano cosi forti come i nostri ?
Ma la brava paleontologa (con l’amore e la passione che ha per il proprio lavoro) non si limita solamente a raccontare questa storia di un bambino Neanderthal a Reggio ma, con la competenza di una studiosa attenta e preparata e con l’animo della ricercatrice, ci rende edotti sulla geomorfologia del nostro territorio e ci consente di conoscere la fauna (ormai scomparsa) che popolava questo nostro territorio 100.000 anni fa.
Fauna composta dal grande Elefante Antico, dal Cervo Gigante e dall'Ippopotamo che sguazzava nei fiumi dell'antica pianurai San Francesco.
Ma chi pensa che “certi argomenti” possono essere solo oggetto di studio per pochi, da relegare tra stanze di fossili e “vecchiume vario”, sbaglia e Cinzia Marra ce lodimostra.
La lettura del suo libro lascerà una sensazione piacevole e il desiderio di voler approfondire l’argomento.
Grazie Cinzia !

Antonio Nicolò – Delegato alla Cultura al Comune di Reggio Calabria-